La Seconda battaglia di Char'kovChar'kov (IPA: ) oggi Charkiv in Ucraina venne combattuta nel maggio del 1942 sul Fronte orientale della seconda guerra mondiale tra le forze dell'Armata rossa, che avevano sferrato un potente attacco nel settore meridionale del fronte con l'obiettivo di riconquistare la grande città ucraina di Char'kov e le truppe della Wehrmacht che a loro volta stavano organizzando in quello stesso settore la loro offensiva generale d'estate (operazione Blu).
Dopo alcune fasi drammatiche dall'esito alterno, le Panzer-Division tedesche passarono al contrattacco e isolarono le forze attaccanti che furono completamente accerchiate e quasi totalmente distrutte anche a causa di gravi errori di comando da parte dei dirigenti politico-militari sovietici..
La pesante sconfitta in questa battaglia e le gravi perdite subite indebolirono gravemente lo schieramento dell'Armata Rossa nel settore meridionale del fronte e crearono condizioni favorevoli ai tedeschi che poterono raggiungere rilevanti successi durante la successiva offensiva dell'estate 1942 in direzione del Caucaso e di Stalingrado..
Fronte Orientale 1942
Pianificazione sovietica e decisioni di Stalin Dopo il successo raggiunto nella battaglia di Mosca l'Armata Rossa aveva sferrato durante l'inverno del 1941-1942 una serie di offensive in tutti i settori principali del grande Fronte orientale. Nonostante le difficoltà logistiche causate dal rigido clima invernale e dalla carenza di mezzi, Stalin aveva imposto ai più prudenti generali dello Stavka di continuare ad attaccare nella speranza di provocare un crollo definitivo della Wehrmacht o almeno di logorare in modo irreversibile le forze nemiche già molto provate dai duri combattimenti alle porte della capitaleG. Boffa, Storia dell'Unione Sovietica, vol. III, pp. 63-64..
L'offensiva sovietica invernale si frantumò in una serie di costosi attacchi frontali che misero in grave difficoltà il fronte tedesco ma che non riuscirono ad ottenere un successo strategico decisivo ed al contrario costarono dure perdite ai sovietici e logorarono uomini e mezzi già indeboliti dalla catastrofiche sconfitte dell'estate 1941. A nord Leningrado rimase accerchiata dalle forze tedesco-finlandesi nonostante una serie di tentativi di sblocco; al centro l'Armata Rossa guadagnò molto terreno a ovest di Mosca ma alla fine venne fermata dalla tenacia e dall'abilità tattiche delle forze tedescheG. Boffa, Storia dell'Unione Sovietica, vol. III, pp. 64-65.. Nel settore meridionale il maresciallo Semën Timošenko, comandante della "Direttrice strategica Sud-occidentale", aveva attraversato il Donec nel gennaio 1942 per attaccare verso Char'kov e la ferrovia Dnepropetrovsk-StalinoE. Bauer, Storia controversa della seconda guerra mondiale, vol. IV, p. 28.. In questo settore del fronte i combattimenti si prolungarono fino a marzo con particolare asprezza, i sovietici costituirono un'ampia testa di ponte a ovest di Izjum e misero in difficoltà il Gruppo d'armate Sud, ma alla fine la resistenza dei capisaldi di Balakleja e Slavjansk e l'afflusso di riserve permise alla 6ª Armata del generale Friedrich Paulus ed alla 1ª Panzerarmee del generale Ewald von Kleist di superare la crisi e stabilizzare il fronteP. Carell, Operazione Barbarossa, pp. 529-532.. I sovietici rimasero in possesso del vasto saliente di Izjum a ovest del Donec che minacciava la grande città di Char'kov.
Con l'arrivo della primavera Stalin e l'alto comando sovietico dovettero constatare che l'esercito tedesco era riuscito ad evitare una ritirata incontrollata ed aveva mantenuto gran parte delle sue posizioni; quindi si trovarono di fronte alla reale possibilità di una nuova grande offensiva estiva della Wehrmacht. Durante le riunioni per stabilire le decisioni strategiche fondamentali per il proseguimento della guerra contro la Germania, si evidenziarono valutazioni ampiamente discordanti: mentre il maresciallo Boris Šapošnikov, Capo di stato maggiore, ed il generale Aleksandr Vasilevskij ritenevano inevitabile, a causa della carenza di mezzi e della necessità di riorganizzare e riequipaggiare l'Armata Rossa, passare sulla difensiva ed attendere l'attacco tedesco su posizioni predisposte, Stalin, dubbioso sulla capacità del suo esercito di resistere ad una nuova offensiva generale tedesca, prese in considerazione una serie di offensive parziali in numerosi settori del fronte per anticipare i piani nemici ed esaurirne le forzeG. Boffa, Storia dell'Unione Sovietica, vol. III, pp. 85-86..
Inoltre alla metà di marzo il maresciallo Timošenko, al comando della "Direzione strategia Sud-occidentale" (che controllava il Fronte Sud-Ovest ed il Fronte Sud del generale Rodion Malinovskij), propose a Stalin ed alla Stavka un ambizioso piano di offensiva generale nel settore meridionale con il coinvolgimento anche del Fronte di Brjansk del generale Filipp Golikov con l'obiettivo di sconfiggere il Gruppo d'armate Sud tedesco e raggiungere la linea Gomel-Kiev-Čerkasy-Nikolaev.. Questo grande progetto venne però ritenuto irrealizzabile da Stalin e dall'alto comando e quindi il maresciallo Timošenko presentò una nuova proposta per un attacco a tenaglia da Izjum e da Volčansk con l'obiettivo di riconquistare l'importante centro logistico di Char'kov; in caso di successo le forze sovietiche avrebbero poi potuto proseguire verso Dnepropetrovsk e Zaporož'e. Stalin approvò questo piano più modesto che coinvolgeva solo il Fronte Sud-Ovest e parte del Fronte Sud; l'offensiva quindi venne stabilita per il mese di maggio..
Mentre veniva studiato questo piano Stalin approvò anche una serie di altre offensive secondarie con l'obiettivo di liberare Leningrado e la Crimea e di sconfiggere le forze tedesche a ovest di Mosca; il generale Žukov in particolare, pur condividendo in parte le valutazioni prudenti del maresciallo Šapošnikov, sostenne fortemente quest'ultimo progetto. Alla fine di marzo si tenne la riunione decisiva: Stalin respinse bruscamente i programmi del maresciallo Šapošnikov e insistette sui piani di offensive parziali per logorare preventivamente i tedeschi e sollecitò il rafforzamento del settore di Mosca su cui era previsto l'attacco principale tedesco. Il maresciallo Šapošnikov si mostrò poco risoluto e preferì non contraddire il dittatore, quindi tutti i piani di attacchi parziali vennero confermati, in particolare il progetto di offensiva del maresciallo Timošenko in direzione di Char'kov..
Il piano del maresciallo Timošenko prevedeva di impiegare forze molto consistenti equipaggiate con circa carri armati moderni e sostenute da oltre 900 aereiAA.VV., Germany and the second world war, vol. VI, p. 947.; l'attacco sarebbe stato sferrato da due direzioni per convergere a tenaglia su Char'kov, quartier generale avanzato della 6ª Armata tedesca. A nord avrebbero attaccato la 28ª Armata del generale D. I. Rjabisev e la 21ª Armata del generale V. N. Gordov con sei divisioni fucilieri e quattro brigate corazzate, rinforzate a sud dalla 38ª Armata del generale K. S. Moskalenko. Il 3º Corpo di cavalleria della Guardia del generale V. D. Krjušenkin sarebbe stato impegnato come forza di sfruttamento in profondità per attaccare Char'kov da nord-est. L'offensiva principale sarebbe però stata sferrata a sud, dal saliente di Izjum dove sarebbero state concentrate la potente 6ª Armata del generale A. M. Gorodnianskij, il "gruppo Bobkin" e la 57ª Armata del generale K. P. Podlas (quest'ultima appartenente al Fronte Sud) con ventisei divisioni di fucilieri, sei divisioni di cavalleria e quattordici brigate corazzate per attaccare Char'kov e Poltava da sud-est. Le forze di sfruttamento erano costituite dal 6º Corpo di cavalleria del generale Noskov e soprattutto dal 21º Corpo carri del generale G. I. Kuzmin e dal 23º Corpo carri del generale W. G. PuškinD. Glantz - J. House, La Grande guerra patriottica dell'Armata Rossa, pp. 177-178.. Si trattava di un raggruppamento potente ma che stava per attaccare proprio in un settore dove erano concentrate una serie di formazioni tedesche moderne e ben equipaggiate, in preparazione dell'offensiva estiva della Wehrmacht.
Progetti di Hitler per una nuova offensiva estiva all'est
Il 5 aprile 1942 Adolf Hitler diramò la sua Direttiva strategica N. 41 in cui, considerando conclusa con una vittoria difensiva di grande importanza la battaglia d'inverno successiva alla battaglia di Mosca, delineava le linee strategiche e gli obiettivi operativi della nuova grande offensiva d'estate della Wehrmacht sul fronte est. Il progetto (operazione Blu) prevedeva di concentrare un forte raggruppamento strategico nel settore meridionale del fronte orientale per distruggere le forze sovietiche nell'area e raggiungere obiettivi politici, economici e strategici decisivi con la conquista del Donbass, del Kuban', del Caucaso e della regione del Volga, compresa l'importante città di Stalingrado. Hitler considerava indebolita in modo irreversibile l'Armata Rossa dopo i suoi costosi e fallimentari attacchi invernali e quindi contava di raggiungere questi obiettivi e forse anche di provocare un crollo generale della resistenza sovieticaE.Bauer, Storia controversa della seconda guerra mondiale, vol. IV, pp. 138-139..
A livello dell'alto comando tedesco l'ottimismo di Hitler non era condiviso dal capo di stato maggiore generale Franz Halder e da altri generali che evidenziavano le gravi perdite di uomini e materiali subite dall'esercito tedesco e alcune importanti carenze organizzative e logistiche che avrebbero potuto intralciare gli ambiziosi piani del FührerE.Bauer, Storia controversa della seconda guerra mondiale, vol. IV, pp. 129-133.AA.VV., Germany and the second world war, vol. IV, pp. 871-878. In un rapporto dell'OKH del marzo 1942 risultava che solo 8 delle 162 divisioni tedesche schierate all'est potevano essere considerate "dotate di capacità offensiva", Kampfwerte I secondo la terminologia della Wehrmacht.. Nonostante questi dubbi gli alti comandi non si opposero in modo concreto ai progetti di Hitler e quindi durante la primavera l'esercito tedesco procedette al rafforzamento ed al riequipaggiamento delle forze destinate a sferrare l'operazione Blu (Blau). In una fase preliminare i piani tedeschi prevedevano una serie di operazioni locali per migliorare le posizioni tattiche di partenza sul fronte e per risolvere alcune situazioni operative che si prolungavano dal periodo invernale. Questi progetti preliminari stabilivano la distruzione delle forze sovietiche schierate nella penisola di Kerč' in Crimea (operazione Trappenjagd, "caccia all'ottarda"), la conquista di Sebastopoli (operazione Störfang, "cattura dello storione") e soprattutto l'eliminazione del saliente di Izjum sulla riva occidentale del Donec che minacciava il centro strategico di Char'kov e impediva un corretto schieramento delle forze tedesche in vista dell'operazione BluAA.VV., Germany and the second world war, vol. IV, pp. 929-940..