Revello (Arvel in piemontese, Revel in occitano) è un comune italiano di abitanti della provincia di Cuneo in Piemonte.

Si trova nella Valle Po, a 10 km ad ovest di Saluzzo.

Geografia fisica Territorio Il territorio è esteso per nella parte sud-occidentale del Piemonte, abbarbicato in parte sulla collina ai piedi del Monte Bracco, immerso nella cornice del Monviso.

Clima Il clima è temperato sub-continentale con inverni discretamente freddi ed estati moderatamente calde.

Idrografia Il territorio è lambito dal fiume Po e attraversa le frazioni di Tetti Pertusio, Madonna delle Grazie e San Firmino. La presenza del fiume ha permesso la creazione di un Museo del Parco del Po di Revello che appartiene al parco fluviale Parco del Po Cuneese.

Storia Revello, piccola città del tardo Medioevo subalpino e dell'antico Marchesato di Saluzzo, si trova in un registro di "corti" che si fa risalire alla metà del secolo X. In esso è chiamato "Curtis Regia" frase che conferma la tesi della derivazione di Revello da fondo romano rimasto sotto la gestione dei questori della "repubblica". Il nome "Curtis" era longobardo per quelle porzioni che essi pretesero dai vinti. Teoria riconfermata dal ritrovamento di resti di mattoni, ceramiche ed epigrafi nella zona della Cappella di S. Biagio. Revello divenne feudo, quando venne da Ottone III concesso a Olderico Manfredi I nel 1001 e dopo alla figlia Adelaide che rimase unica padrona, in seguito il dominio si frammentò tra piccoli feudatari fino alla metà del 1100. Nel 1215 viene ceduta al Marchesato di Saluzzo rivestendo in quel periodo notevole importanza. Revello rivestiva importanza commerciale in quanto collocato allo sbocco della Valle Po consentiva una comunicazione diretta fra i paesi d'oltralpe. Durante il marchesato di Lodovico II e Giovanna del Monferrato, Revello venne eletta come loro sede preferita.

Avvenimenti storici Nel 1548, dopo molti conflitti che coinvolsero il Marchesato, cadde in mano dei francesi. Nel 1588 Carlo Emanuele I di Savoia pose fine al governo francese. Nel 1642 come rappresentato nel primo triennio della rievocazione storica "Revello Maggio Castello", dopo una serie di conflitti tra Savoia e Francia viene distrutto il Castello di Revello perdendo così ogni importanza strategica e commerciale. Revello fu ancora teatro di guerra nel 1693 e subì il saccheggio delle truppe del generale Catinat. Nel 1797 fu il nucleo dal quale si sviluppò una rivolta popolare denominata "rivolta del pane" e ricordata come "I moti di Revello".

Simboli Lo stemma del comune di Revello è stato riconosciuto con decreto del capo del governo del 19 aprile 1933.

Il gonfalone, concesso con decreto del presidente della Repubblica del 16 giugno 1982, è un drappo partito di bianco e di azzurro.

Monumenti e luoghi d'interesse Abbazia di Santa Maria di Staffarda

Oggi proprietà dell'Ordine Mauriziano, fu fondata dai monaci Cistercensi sui terreni pianeggianti vicino al fiume Po, donati dal Marchese di Saluzzo nel 1135, per far fruttare la terra ed onorare il Signore.

La Cappella Marchionale La Cappella Marchionale si trova a lato del Palazzo Comunale. Esternamente a forma cilindrica, internamente è un'aula rettangolare con due volte a crociera a costoloni, all'innesto dei quali si trovano caratteristici stemmi. L'abside, con volta a spicchi, con costole sostenute da mensolini colorati, è ben illuminata da due lunghe finestre rettangolari, le quali all'esterno verso la piazza, si presentano con gli spigoli contornati da cotto. Nel centro una finestra a occhio che all'esterno è anch'essa circondata da cotto.

Il Palazzo comunale Il Palazzo Comunale una volta veniva chiamato Castello Sottano per distinguerlo da quello della collina, fu dimora principesca e allora aveva un grande giardino con torri, gallerie coperte, saloni con ornamenti, scene di caccia emblemi, iscrizioni in italiano e francese, motti di cavalleria. Attualmente c'è ancora un ampio cortile interno. Il palazzo è sorretto da grosse colonne circolari in mattoni sagomati. Verso il giardino sono rimaste solamente cinque arcate, distrutta la facciata principale e le due torri rivolte verso il viale principale. Nell'angolo occidentale, sotto la terza torre, l'unica superstite, è situata la Cappella Marchionale.

Ruderi del castello Si possono visitare imboccando l'antica strada Via De Regges delimitata da ampi tratti di mura appartenenti all'antica cinta che difendeva il borgo, raccordandolo in alto con il forte Bramafam. Dopo una passeggiata si giunge ai piedi della torre campanaria, che segna il luogo dove sorgeva l'antica parrocchia di santa Maria la canonica e si prosegue fino a raggiungere i ruderi del castello di Revello. Si menziona il castello in documenti datati 1075: da ciò si deduce fosse molto antico, forse costruito nel IX secolo per contrastare l'avanzata dei Saraceni o da questi stessi edificato per dominare i territori conquistati. Fu restaurato ed ampliato dal marchese Ludovico I, nella prima metà del Quattrocento, ed è dotato di un sistema complesso ed articolato di fortificazioni che lo legavano ed isolavano, alla bisogna, al borgo. Il castello vide pagine di odio famigliare quali la detenzione e l'uccisione di Giovanni Giacomo (1512) fratello del marchese di Saluzzo Ludovico II e di Francesco Cavassa (1528) fidato consigliere della marchesa Margherita di Foix, ed altre di grande eroismo quali la strenua difesa del maniero da parte del capitano Giovanni De Reges, poi tradito e scaraventato giù dal bastione del castello (1548), durante l'assedio dei francesi. Il castello che era il punto di forza del sistema difensivo del Marchesato di Saluzzo, fu preso con le armi per l'indubbia superiorità dell'artiglieria, solo nel 1558 dal duca Carlo Emanuele I di Savoia, come rappresentato nel secondo triduo della rievocazione storica Revello Maggio Castello.Revello Percorsi d'Arte edizione A.S.A

Collegiata

La Collegiata fu concessa da Papa Sisto IV nel 1483, su richiesta del popolo revellese e del Marchese Ludovico II. La facciata è austera e lineare e costruita in laterizio, illuminata dal portale rinascimentale (datato 1534) in marmo bianco di Paesana, attribuito a Michele Sammicheli di Cima. Importante è anche il portone ligneo eseguito sempre dal Sammicheli mentre il campanile è una robusta torre quadrangolare di otto piani.

L'interno a tre navate su pilastri cruciformi con volte a crociera e abside pentagonale, è interamente decorato da pitture neogotiche realizzate da Giuseppe Borra nel 1840. All'interno della Collegiata vengono conservate alcune tele settecentesche e ottocentesche e i polittici cinquecenteschi della Trinità e della Deposizione di Oddone Pascale. Interessante è un affresco del tardo cinquecento raffigurante un gentiluomo inginocchiato di fronte alla Madonna; l'altare maggiore in marmo del 1850 è di Giuseppe Adamini di BigognoCanavesio, 2008, 353., mentre il fonte battesimale in marmo scolpito e il pulpito ligneo seicentesco sono opera di maestranze dell'Abbazia di Staffarda, così come l'organo monumentale. Nella navata destra, notevole è il "Polittico dei Santi Pietro e Paolo", opera di Hans Clemer e datato 1503, formato da sei tavole (San Pietro, San Giovanni Battista e San Paolo, Santi Costanzo e Chiaffredo, la Sacra Famiglia e l'Adorazione dei Magi), con una contornante cornice dorata ed intagliata.

Campanile delle Ore Segna il luogo dove sorgeva la Parrocchia di S.Maria la Canonica. Dal piazzale del campanile delle ore si gode una piacevole vista sull'abitato e sul territorio circostante. Sul lato interno del campanile v'è una breccia che ricorda il cannoneggiamento tedesco avvenuto il 18 luglio 1944.

Chiesa di Santo Stefano La chiesa nota come Confraternita del Gonfalone del Rosario, in piemontese "La Crusà", fu eretta all'inizio del 1600. La semplice costruzione in laterizio termina con una facciata interamente affrescata dal pittore Borgna. Nell'interno, sobrio e misurato, si possono ammirare coro e pulpito lignei, tre tele settecentesche, nella cappella laterale, una statua cinquecentesca della Madonna del Bosco.

Mercato coperto Situato nella piazzetta antistante la chiesa di S.Stefano, si tratta di una tettoia quattrocentesca sorretta da colonne cilindriche in laterizio intonacato su cui poggiano le capriate lignee del tetto. Ai giorni nostri rappresenta il luogo ove si svolge il mercato ortofrutticolo cittadino.

Palazzo Porporato

Palazzo con una robusta torre merlata con decorazioni in cotto, sede medievale del Comune. La facciata è movimentata da greche trasversali in cotto, dove spicca una grande finestra ogivale abbellita da ghiere in cotto, che si susseguono alternando motivi geometrici e vegetali. Si racconta che qui fu accolto e curato il Beato Ancina vescovo di Saluzzo, ammalatosi nel corso di una visita pastorale.

La Dogana Si affaccia sul piazzale antistante alla Collegiata, alla quale è unito da un arco di controspinta, che funge da porta d'accesso alla collina. La costruzione termina in facciata con una torretta ed il rosso intonaco che la contraddistingue. Sulla porta centrale una cornice di marmo bianco sottolinea l'ingresso principale. Sull'architrave è scolpita la scritta "Ferme et Droictz" da cui si ipotizza fosse la sede della dogana allo sbocco della via commerciale della Valle Po

Chiesa della Carrera Piccola costruzione ad aula rettangolare del 1800, costruita alla fine del viale alberato che fiancheggia la valle Po. Presenta in facciata un apprezzabile affresco della Madonna del pittore Borgna.

Chiesa delle Suore Romite È una costruzione relativamente recente e sorge sul luogo anticamente occupato dal Convento di S.Maria Nuova, antico monastero femminile fondato nel 1291 dal marchese Tommaso I di Saluzzo e da sua moglie Aloisa di cui conserva traccia delle due ali quattrocentesche del chiosco. Degni di menzione nell'interno la Deposizione dipinta nell'ancona dell'altare maggiore dal pittore Arbasia, una tela del Borgna raffigurante i santi Leonardo, Biagio e Francesco ed una statuetta medioevale della Madonna col Bambino.

Chiesa di San Rocco La chiesa ha sulla facciata esterna un affresco di San Rocco con il cane.

Forte del Bramafam Situato sulla destra della collina su uno sperone, il Forte del Bramafam è un'isolata fortificazione di forma esagonale realizzato a difesa della collina insieme ad un complesso sistema di cui fa parte. Faceva parte del sistema difensivo comunale nel Castello arroccato sul cocuzzolo.

Cappella di Santa Sofia Situata più in alto del fortino Bramafam, sopra la colletta della Croce, costruzione neogotica, da poco restaurata e presa in carico dal Gruppo A.N.A di Revello.

Campanile di San Leonardo Dalla Cappella di Santa Sofia proseguendo il cammino lungo la mulattiera si incontra, abbarbicato ad una placca rocciosa, il campanile di S.Leonardo e poco sotto, a sinistra della strada, la relativa chiesetta circondata da vecchi castagni e protetta da una balma interessante anche da un punto di vista geologico (visibili cristalli di quarzite). La chiesetta di S.Leonardo con volta a botte e di vano di dimensioni maggiori di costruzione più recente. Particolare è l'affresco di facciata. Una parete esterna reca l'iscrizione che ricorda come Carlo Emanuele I salì la rocca retrostante durante l'assedio al castello del 1588, come rappresentato nel secondo triduo rievocativo dell'evento "Revello Maggio Castello".

Cappella Santa Maria Della Spina