Le lingue galloromanze sono un ramo delle lingue romanze sviluppatesi nelle terre dell'antica Gallia. Le lingue considerate galloromanze in senso stretto sono le lingue d'oïl (incluso il francese), francoprovenzale e occitano. Una classificazione più ampia include le lingue gallo-italiche, le lingue reto-romanze e la lingua catalana, in quanto l’occitano è la lingua più vicina ad essa.

Distribuzione geografica Le lingue galloromanze sono diffuse prevalentemente in Belgio, Francia, Principato di Monaco, Svizzera, Italia settentrionale, San Marino, Andorra ed est della Spagna.

Il sostrato e lo sviluppo delle lingue galloromanze Il sostrato delle lingue galloromanze è, come suggerisce il nome, di tipo gallico. Tale sostrato si palesa più frequentemente tramite la fonetica, mentre sono poche le lingue che mantengono un consistente patrimonio lessicale celtico (fra queste ad esempio le parlate gallo-romaniche delle Alpi e dell'alta Francia; ad esempio, secondo alcune recenti stime e studi, almeno il 7% del patrimonio lessicale friulano (toponimi compresi) sarebbe riconducibile al celtico). Un altro sostrato presente in queste lingue è quello retico, ma anche nelle altre lingue gallo-romanze alpine. In ultimo luogo, bisogna ricordare i fenomeni sostratici venetico (di cui restano alcune tracce negli attuali Veneto e Trentino) e ligure (in molte lingue gallo-italiche, tra le quali il ligure odierno).

Altrettanto importanti sono i superstrati, in massima parte germanici o neo-latini. In particolare il superstrato francone è stato fondamentale nella formazione del francese e del vallone, quello burgundo per il francoprovenzale, quello visigoto per l'occitano e il catalano, quello longobardo per le restanti lingue (galloitalico, romancio, ladino, friulano).

Caratteristiche principali delle lingue galloromanze La caratteristica principale è la perdita delle vocali latine finali, soprattutto quelle andate perse (/e/, /o/) latine. In alcune lingue sono cambiati da altri come il francese per e che in molti casi non è pronunciato. Evoluzione della vocale latina (/u/) a (/y/) come ü in tedesco, particolarmente nelle lingue d'oïl, le lingue gallo-italiche, francoprovenzale, romancio e dialetti settentrionali dell'occitano. Inoltre sono state sviluppate due vocali (/ø/, /œ/) assenti in altre lingue romanze, rappresentate con le grafie eu, œ, ö, è presente nelle lingue d'oïl, le lingue gallo-italiche, romancio e alcuni dialetti dell'occitano, del ladino e del catalano. Presenza della vocale /ə/ che appare come allofono di e, a. Questa vocale è presente nelle lingue d'oïl, francoprovenzale, romancio, occitano, catalano e alcune lingue gallo-italiche. C'è l'eliminazione delle vocali intertoniche (tra la sillaba accentata e la prima o l'ultima sillaba). Non svilupparono dittongazione nelle vocali brevi latine e, o. Conservazione dei gruppi latini (cl, fl, pl) ad eccezione delle lingue gallo-italiche. Palatalizzazione di ca /ka/ iniziale a /ʃa/ /t͡ʃa/, in italiano pronunciato cia, scia. Questo fenomeno accadde nel francoprovenzale, le lingue d'oïl, le lingue reto-romanze e nei dialetti settentrionali occitani. Perdita dell'infinito latino (-re) particolarmente nelle lingue gallo-italiche e reto-romanze. In francese, francoprovenzale, occitano e catalano l'infinito finisce con una -r ma non è pronunciata. Lenizione o perdita delle consonanti occlusive sorde latine (/p/, /t/, k/). Una caratteristica condivisa con le lingue ibero-romanze, il veneto e il sardo.

La lingua siciliana La conquista normanna della Sicilia cambiò radicalmente la cultura dell'isola. I Normanni vanno ricordati per aver veicolato la loro eredità linguistica e culturale galloromanza e nordica in Sicilia. Il galloromanzo, soprattutto nella sua forma anglo-normanna, era la lingua di corte del ceto dominate, era anzi il segno più esplicito di essere un gruppo a parte, e perciò come attesta Ugo Falcaldo in curia maxime necessarium. Nella cultura normanna-galloromanza avvenne la gestazione della lingua siciliana che possiede un gran numero di parole galloromanze e normanne e che conserva l'eredità normanna sia nella lingua scritta sia in quella parlata.

Classificazione Le lingue galloromanze, secondo la contestata classificazione di Ethnologue, comprendono: lingue d'oïl borgognone-morvandiau champenese francoconteese francese piccardo gallo normanno vallone lorenese pittavino-santongese berrichone angevino-mayennese

francoprovenzale

lingue gallo-italiche. gruppo padano-alpino emiliano romagnolo lombardo piemontese ligure gallico marchigiano*AA. VV. Conoscere l'Italia vol. Marche (Pag. 64), Istituto Geografico De Agostini – Novara – 1982; Le Regioni d'Italia, Vol X Collezione diretta da Roberto Almagià, Pubblicazione sotto gli auspici del Comitato Nazionale per la celebrazione del centenario dell'Unità d'Italia, 1961; Flavio Parrino, capitolo sui dialetti nella Guida d'Italia – volume Marche del Touring Club Italiano; Saverio Carpentieri, Angelo Pagliardini, Barbara Tasser, Lew Zybatow, Italia e "Italie": identità di un paese al plurale, Peter Lang, 2010 (p. 45). ISBN 9783631598542. dialetti gallo-italici di Sicilia dialetti gallo-italici di Basilicata gruppo di transizione padano-veneto dialetti trentini

lingue retoromanze friulano ladino romancio

lingue occitano-romanze occitano catalano

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