La panchina è una pietra arenaria tipica della Toscana occidentale e presente in due varietà: livornese e volterranaRino Sartori, Panchina: materiale lapideo tipico di Livorno e di Volterra, in "Bollettino degli ingegneri" n.4, 2004..
Si tratta di una calcarenite di colore giallastro ed è costituita da sabbia medio-grossolana e cementazione calcarea; piuttosto leggera e di facile lavorabilità, presenta un aspetto ruvido e molto poroso e contiene fossili marini spesso visibili ad occhio nudo. Acquista durezza e resistenza dopo prolungata esposizione all'esterno e si è dimostrata durevole nel tempoM. Franzini, Le pietre toscane nell'edilizia medioevale della città di Pisa, “Scritti in onore di L. Trevisan”, 1993..
La panchina del litorale labronico, affiorante lungo la costa, veniva estratta a sud di Livorno fino a Castiglioncello, mentre oggi non risulta più coltivata. Fu sfruttata fin dal tempo degli Etruschi per ricavarne tombe ipogee (località "le Grotte" e "le Fate" che corrispondono anche a siti estrattivi) o a capanna (Populonia)Rino Sartori, Panchina: materiale lapideo tipico di Livorno e di Volterra, cit... La troviamo in seguito nella Lucca romana e longobarda. A Pisa la troviamo nella parte bassa delle mura medievali e nelle murature delle chiese di San Paolo a Ripa d'Arno, San Pietro a GradoF. Rodolico, Le pietre delle città d'Italia, 1953., San Zeno, San Sisto e San Frediano e nelle voltine del loggiato della Torre pendenteM. Lezzerini, Mappatura delle pietre presenti nella facciata della chiesa di San Frediano, in "Atti della Società Toscana di Scienze naturali", 2005.. A Livorno, si può ritrovare nell'ultimo cerchio di mura.
A Volterra, l'altro litotipo della panchina è stata utilizzato anch'esso come materiale da costruzione, fino da epoca etrusca e romana come dimostrano, per esempio, le antiche mura etrusche e la Piscina Romana. Presenta diverse varietà, tra cui una di grana più fine e colore bianco utilizzato anche per urne cinerarie. Nella città di Volterra la ritroviamo sia per la muratura dei palazzi che per i lastricati stradali. Attualmente non viene più coltivata, con conseguenti difficoltà nei restauri storici. Questa pietra è stata usata da Giuseppe Cappellini nel 1845 per la costruzione del grande portico a cinque arcate del complesso denominato " Casini d'Ardenza".
Note
Categoria:Rocce per l'edilizia italiane