È associato soprattutto al movimento futurista.
Biografia Figlio dello scultore anarchico pisano Giuseppe Di Ciolo, Spartaco realizza, fra le altre cose, due opere funerarie per il cimitero di Viareggio: il Medaglione di Angelo Andreotti (del 1927); la Testa del chirurgo Giuseppe Tabarracci.
Il periodo di maggiore notorietà del Di Ciolo è tra le due guerre quando, come scultore, partecipa a importanti esposizioni collettive e, come grafico, collabora a periodici, riviste d'arte come "L'Artiglio" e collezioni poetiche, fra cui quelle di Enzo Battistini, del poeta e giornalista futurista Krimer e di Elpidio Jenco .
Nel 1932 espone alla Biennale di Venezia.
Nei tardi anni '30, si trasferisce a Milano con la moglie, .
Nel 1944 esegue il calco funerario del volto del poeta futurista Filippo Tommaso Marinetti.
Note