La pastinaca a macchie blu o trigone a macchie blu (Taeniura lymma ) è un pesce cartilagineo elasmobranco appartenente alla famiglia Dasyatidae.

Distribuzione e habitat Vive nelle acque tropicali dell'Oceano Indo-Pacifico, dall'Africa meridionale al Mar Rosso fino alle isole Salomone.

Vive in acque calde costiere a basse profondità, in prevalenza sui fondali sabbiosi, nei pressi di barriere coralline da 0 fino a 25 metri di profondità.

Descrizione

La lunghezza di questa pastinaca supera raramente i 70 centimetri. Il corpo è piatto e tondeggiante, molto rilevato in prossimità della testa.

Il muso è arrotondato e la bocca si trova nella parte inferiore del corpo.

Gli occhi sono posti sul dorso, la bocca e le branchie sono ventrali. Gli occhi sporgono dalla sommità anteriore del capo e consentono alla pastinaca a macchie blu di controllare il territorio circostante anche quando se ne sta quasi completamente celata sotto la sabbia, quasi invisibile agli occhi di prede e predatori. Dietro agli occhi sono presenti due grandi aperture, gli spiracoli, che aspirano l'acqua che verrà mandata alle branchie ventrali per la respirazione. Gli spiracoli sono fondamentali e molto sviluppati nelle pastinache: trattandosi di specie bentoniche, che traggono stretti rapporti con il substrato, gli spiracoli fungono da prezioso mezzo ausiliario per la respirazione quando la bocca e le branchie, entrambe presenti in posizione ventrale, sono a contatto con il fondo, in modo da impedire che la pastinaca aspiri il sedimento durante la respirazione.

La pastinaca a macchie blu è tra le specie di pastinache che presenta la colorazione più sgargiante. Il ventre è bianco-azzurrino. Il colore del dorso varia dal rosato al giallo-verdastro, ornato da evidenti macchie ovali di colore blu elettrico, una colorazione vistosamente aposematica che serve da avvertimento per eventuali predatori della loro pericolosità.

La coda infatti presenta uno o due aculei alla estremità, utilizzati per difendersi dai predatori; questi aculei presentano alla radice delle ghiandole velenifere e sono potenzialmente pericolosi anche per l'uomo.

La pastinaca a macchie blu somiglia molto alla pastinaca mascherata (Neotrygon kuhlii), un'altra pastinaca diffusa nelle barriere coralline tropicali dell'Indo-Pacifico, dalla quale si discosta per avere una morfologia più discoidale, mentre N. kuhlii ha una forma più romboidale.

Alimentazione Si nutre soprattutto di piccoli pesci e invertebrati, come gamberi, granchi e molluschi, che cattura setacciando il fondale.

La pastinaca a macchie blu cerca le sue prede attraverso l'elettroricezione, proprio come gli squali. Nel ventre della pastinaca a macchie blu infatti, oltre alla bocca e alle branchie, sono concentrati anche gli elettrorecettori, le ampolle di Lorenzini, speciali pori elettrosensibili (presenti anche negli squali e nelle razze) che consentono alla pastinaca di percepire la presenza di potenziali prede, anche di quelle nascoste sotto la sabbia, percependo anche piccole variazioni di campo elettrico emesse dalle prede. In particolare gli elettrorecettori consentono alle pastinache di individuare anche i più piccoli movimenti delle prede sotto la sabbia, rilevandone i potenziali elettrici prodotti dall'attività muscolare o anche solo dal battito cardiaco.

Comportamento

La pastinaca a macchie blu ha abitudini bentoniche, ha la tendenza a restare immobili sul fondale, spesso infossandosi e ricoprendosi di sedimento, per celarsi agli occhi di prede e predatori. Tuttavia è capace di nuotare attivamente facendo uso delle ampie pinne pettorali, che consentono loro di spostarsi anche con una discreta rapidità, sia quando fuggono dai predatori sia quando sono alla ricerca delle prede.

È una pastinaca molto timida e se disturbata preferisce allontanarsi velocemente o nascondersi nella sabbia piuttosto che difendersi.

Pericolosità La pastinaca a macchie blu non è un pesce aggressivo, si limita ad essere timorosa se si crede circondata da subacquei di cui non conoscono le intenzioni e ad allontanarsi o a infossarsi nella sabbia se percepisce un pericolo. Il pericolo principale per l'uomo è rappresentato dal bagnante che inavvertitamente la calpesta perché nascosta sotto la sabbia e non visibile, in quel caso la pastinaca può reagire con un rapido e potente colpo di coda al bagnante per difesa. L'aculeo produce un dolore fortissimo dovuto al veleno inoculato, con possibilità di nausea, vomito, diarrea, difficoltà circolatorie e respiratorie e, nei casi più estremi, collasso. Una buona precauzione che elimina o riduce fortemente i rischi è quella di camminare sulla sabbia in acque basse strascicando i piedi in avanti. Si avverte così la pastinaca della nostra presenza consentendogli di allontanarsi. Sott'acqua non stare mai troppo vicini e tanto meno appoggiarsi sui fondali sabbiosi e non avvicinarsi troppo alla regione caudale del pesce. Quando si è in gruppo, non circondarlo poiché in questo caso, per fuggire, la pastinaca potrebbe colpire il subacqueo più vicino.

Riproduzione È una specie ovovivipara e dà alla luce circa 7 piccoli alla volta.

Note

Bibliografia

Sebastiano Guido, Creature pericolose dei mari e degli oceani. Guida al riconoscimento e al primo soccorso, Magenes, 2013, ISBN 9788866490265.

Altri progetti

Categoria:Dasyatidae Categoria:Taxa classificati da Peter Forsskål Categoria:Taxa descritti nel 1775