Il Condon Commitee (Comitato Condon) fu il nome informale dato al University of Colorado UFO Project, un gruppo di ricercatori che si occuparono dello studio degli oggetti volanti non identificati attivato presso l'Università di Boulder in Colorado dal 1966 al 1968 sotto la direzione del fisico Edward Condon.

Scopi e risultati Il Comitato fu messo sotto il controllo diretto dell'Air Force, che stava già studiando il fenomeno fin dall'inizio degli anni 40. Dopo aver esaminato alcune centinaia di rapporti, sia provenienti dal Progetto Blue Book che da diversi gruppi civili, come il NICAP e l'APRO, il comitato ne selezionò 56 per verificare se: "analizzare questi nuovi avvistamenti con maggiore dettaglio potesse essere utile per acquisire nuove conoscenze di valore scientifiche per l'Air Force."Condon Report: Section II, Summary of the Study, Edward Condon "e attingere dai rapporti UFO qualsiasi elemento che potesse apportare ulteriori miglioramenti rispetto alle attuali conoscenze scientifiche".Condon Report: Section I Conclusions and Recommendations, Edward Condon Il comitato produsse un rapporto finale (formalmente intitolato Studi Scientifici sugli Oggetti Volanti non Identificati), ma comunemente chiamato Rapporto Condon, pubblicato nel 1968. Questa ricerca, oltre a ritenere improbabile lo studio degli oggetti volanti non identificati quale fonte di nuove scoperte scientifiche, suggerì che in certi casi: "persone specializzate e con idee brillanti avrebbero dovuto essere sostenute" da Agenzie del Governo Federale. In particolare il Comitato notò, che, laddove vi fosse evidenziata una mancanza di conoscenze scientifiche nei settori dell'"ottica atmosferica", tra cui la "propagazione di onderadio" o di "elettricità atmosferica", queste avrebbero potuto essere di grande aiuto nelle ulteriori ricerche in campo ufologico.

Il Rapporto Condon, prodotto dal comitato avente lo stesso nome, fu sottoposto a revisione dalla United States National Academy, che ne sostenne sia le conclusioni che le raccomandazioni;Review of the University of Colorado Report on Unidentified Flying Objects by a Panel of the National Academy of Sciences, 1969 conclusioni che furono generalmente accolte positivamente dalla comunità scientifica, e negli anni successivi considerate un fattore determinante nel mantenere tra gli accademici un basso il livello di interesse verso il fenomeno. Peter Sturrock, professore emerito di fisica applicata presso la Stanford University, scrisse che i rapporti erano "i documenti pubblici più autorevoli in campo ufologico. Quindi, tutti i correnti lavori scientifici dovevano fare riferimento al Rapporto Condon"."An Analysis of the Condon Report on the Colorado UFO Project" by Peter A. Sturrock, 1987, J. Scientific Exploration, Vol. 1, No. 1, p. 75. Tuttavia, il Comitato, a causa di questo rapporto, fu oggetto di molte critiche, sia in relazione alla sua metodologia che a causa di una sorta di pregiudizio negativo nei confronti del fenomeno, che avrebbe influenzato sia gli investigatori, che diverse persone legate al progetto.

Storia Gli antefatti

Per comprendere la formazione del Condon Commitee e del suo più importante rapporto è necessario conoscerne gli antefatti, sia nella formazione dei suoi precedenti comitati, che dei relativi progetti e rapporti, soprattutto dal comitato che ne precede la sua formazione e che produsse il progetto Blue Book.

All'inizio del 1947 con il Progetto Sign (che divenne prima Progetto Grudge e infine Progetto Blue Book), l'Air Force aveva iniziato ufficialmente uno studio sul fenomeno UFO, studio che fu successivamente al centro dell'attenzione sia del governo che del pubblico. A partire dall'inizio degli anni 60 fu inoltre soggetto a critiche sempre più accese, critiche che coinvolgevano politici, giornalisti, ricercatori UFO, scienziati e di conseguenza anche il pubblico, che sospettava il Blue Book di essere una ricerca condotta in modo superficiale, con ricerche indimostrabili, o peggio, generatrici di cover up. Il ricercatore UFO, Jerome Clark scrisse che il Blue Book aveva con il tempo "perso tutta la sua credibilità". (Clark, 592). L'Air Force desiderava sì terminare lo studio sugli UFO, ma si trovava in un vicolo cieco: se gli poneva fine, vi era il rischio di alimentare ulteriormente l'accusa di cover-up, dall'altro, il fenomeno, era diventato un argomento così controverso, che nessun'agenzia governativa voleva prendersi la responsabilità di ulteriori ricerche.

L'ondata di avvistamenti del 1965

A seguito dell'ondata di avvistamenti del 1965, l'astronomo e consulente del Blue Book (progetto precedente alla formazione del Condon Commitee), Josef Allen Hynek scrisse una lettera all'Air Force Scientific Advisory Board (AFSAB), suggerendo di formare un gruppo di scienziati che fossero in grado di riesaminare il Blue Book, per ridefinirne in sintesi gli obbiettivi. L'AFSAB accettò, e chiese a Brian O'Brien di dirigere un comitato, che, creato ad hoc si riunì la prima volta nel febbraio del 1966. Tra tutti i membri, solo l'astronomo Carl Sagan aveva contatti formali con l'AFSAB. Per spiegare il fenomeno UFO, nessuno tra i membri del comitato diretto da O'Brien accettò l'ipotesi radicale dell'origine extraterrestre (EHT), suggerendo comunque che gli studi precedenti erano insufficienti, mancanti e superficiali e che ci si doveva impegnare "con maggior attenzione e profondità di quanto fatto finora", e che l'Air Force doveva organizzare: "poche ma selezionate Università in grado di fornire gruppi scientifici di provata affidabilità" allo scopo di studiare il fenomeno UFO. (Clark, 593). Il Comitato diretto da O'Brien suggeriva che avrebbero dovuto essere esaminati circa 100 avvistamenti UFO ben documentati, con l'utilizzo di almeno 10 persone-giorno per ogni caso. (Saunders and Harkins, 25).

Gli avvistamenti di massa del 1966

La fine di marzo del 1966, il Michigan fu teatro di due giorni di avvistamenti di massa. Dopo l'analisi dei rapporti, Hynek offrì una prima ipotesi: parte dei circa 100 testimoni avevano scambiato del Gas di palude con qualcosa di più spettacolare. Durante una conferenza stampa, nel quale fu data tale spiegazione, Hynek difese strenuamente la sua ipotesi, affermando che questa era una spiegazione plausibile solo per una parte degli avvistamenti. Tale spiegazione fu spesso utilizzata, e le parole "gas di palude", venne ripetuta ad infinitum in relazione a tutti gli avvistamenti UFO, ma soggetta anche a pubblica derisione. Pochi giorni dopo l'ondata di avvistamenti, venne programmata per il 5 aprile 1966 un'audizione presso il Congresso degli Stati Uniti, diretta da L. Mendel Rivers. In questa sede, il segretario dell'Air Force Harold Brown difese gli studi che la sua organizzazione aveva svolto negli anni passati, lanciando però, un implicito messaggio al Comitato O'Brien di "dare più importanza all'aspetto scientifico".(Clark, 594). Allo stesso tempo Hynek suggerì la formazione di "un gruppo di scienziati esperti di fisica e di sociologia ... per esaminare il fenomeno UFO in modo critico, e allo scopo di determinare se esista la possibilità di ulteriori sviluppi". (Hynek, 196).

L'audizione dà i suoi frutti

In breve, dopo l'audizione al Congresso, l'Air Force annuncia che avrebbe dato inizio ad una ricerca, condotta da una o più università che si sarebbero impegnate nella studio del fenomeno ufologico. L'Air Force desiderava la collaborazione di una figura autorevole, che pubblicamente non dichiarasse le sue opinioni, che sovraintendesse agli studi, sperando in questo modo di ridurre o eliminare le critiche che l'Air Force si era attirata nel corso degli ultimi anni.(Saunders, 25). L'Air Force idealmente desiderava impostare diversi gruppi in diverse università, ma tale ricerca costò molto tempo, persino per trovarne una sola disposta ad accettare. Sia Hynek che James E. McDonald suggerirono il loro campus presso la Northwestern University e alla University of Arizona, rispettivamente, ma non accettarono in quanto riconoscevano, per motivi diversi, la posizione pregiudiziale di entrambi i personaggi: per alcuni, Hynek era troppo compromesso a causa della sua collaborazione con l'Air Force, mentre McDonald aveva espresso pubblicamente la possibile ipotesi extraterrestre, quale spiegazione al fenomeno. L'astronomo Donald Menzel fu contattato per dirigere il progetto, ma non fu accettato, in quanto si riteneva che fosse un debunker.

Il rifiuto in blocco delle Università più prestigiose

Harvard University, Università della California a Berkeley, MIT e la University of North Carolina a Chapel Hill, a tutte fu chiesto di attivare un progetto di studio sul fenomeno UFO, ma tutte rifiutarono. Alcune avevano il timore di attirare furibonde controversie se avessero "maltrattato" lo studio, ma molto spesso, l'Ufologia era vista come un campo di studi "sospetto". Successivamente al rifiuto del National Center for Atmospheric Research, il direttore dell'Air Force Walter Orr Roberts si rivolse al fisico Edward Condon dell'Università del Colorado di Boulder.

Il coinvolgimento di Condon

Nell'estate del 1966, Condon valutò l'offerta. Era uno tra i più autorevoli e scienziati della sua epoca, ma l'Air Force ci mise un po' di tempo prima di convincerlo ad accettare. Condon riferì, che il Colonnello Ratchford aveva fatto appello alla sua vanità e al suo senso civico di responsabilità, convincendolo che il progetto UFO era sì, "un lavoro sporco", ma che un uomo con la sua reputazione avrebbe potuto produrre dei risultati facilmente accettabili dalla comunità scientifica.(Jacobs, 208). Nonostante la sua reticenza, secondo l'Air Force, Condon sarebbe stato il direttore perfetto per un comitato di ricerca.

Saunders caratterizza la tenacia di Condon, come "quasi leggendaria" tra gli scienziati (Saunders and Harkins, 33). Inoltre scrisse che, in questa e in altre occasioni, si aveva l'impressione che Condon "fosse uno scienziato che parlava il linguaggio della gente comune", e che, laddove fosse necessario, era sufficientemente motivato a rilevare eventuali abusi del governo americano. (Saunders and Harkins, 33). Hynek notò che, "non era solo famoso per le sue abilità scientifiche, ma anche per la sua franchezza su argomenti controversi". (Hynek, 192) Condon chiese a Robert J. Low - un assistente decano dell'università - un parere sull'iniziativa. Low approvò l'idea e la presentò a diversi professori e funzionari le cui reazioni furono contrastanti. Alcuni pensarono che il progetto potesse essere utile, altri lo rifiutarono ritenendolo un argomento troppo controverso e sconveniente.

Lo Stratagemma

Il 9 agosto, 1966, Low scrisse un memorandum allo scopo di persuadere i più riluttanti ad accettare. Venne chiamato "Lo Stratagemma", spiegando come l'Università poteva portare a termine il progetto senza rischiare la propria reputazione, e come avrebbe potuto giungere a predeterminate conclusioni anche se la ricerca doveva apparire oggettiva. Low scrisse: La nostra ricerca sarà condotta quasi tutta da ricercatori scettici, che, non ritenendo possibile "dimostrare" un risultato, potranno, e probabilmente vorranno includere, una quantità tale di evidenze, da provare l'infondatezza delle osservazioni. Lo stratagemma sarà, io penso, di descrivere il progetto in modo che al pubblico apparirà come una ricerca completamente oggettiva, ma per la comunità scientifica sarà evidente l'immagine di un gruppo di scettici che cerca di essere il più oggettivo possibile, ma avendo quasi zero aspettative di trovare un disco volante". Low propose inoltre che lo studio si dovesse focalizzare meno sulla "realtà fisica dei dischi" e maggiormente sulla "psicologia e sull'aspetto sociologico delle persone e dei gruppi di testimoni"; in questo modo "la comunità scientifica avrebbe capito l'antifona". (Clark, 594; emphasis as in original)

Lo "stratagemma" è un inganno, non è un inganno