Il Casale del Pozzo, anticamente dei Pozzi (in dialetto locale O' Casale d'o' Puzzo), è un antico rione di Nocera Inferiore, chiamato così per il pozzo ubicato nell'antico portone di "Casa Tortora"; in passato c'erano anche altri pozzi ora coperti e non più visibili. Il rione conta circa 700 abitanti. Forma, con i rioni di Capocasale e Casale Nuovo, il quartiere di Capocasale. Il rione, inoltre, è citato nei romanzi di Domenico Rea.
Geografia
Il rione si è sviluppato lungo l'asse del corso vecchio è come il vicino Capocasale, diviso in zona pedemontana e rione, quindi ha la caratteristica di essere costruito in spiovenza ed anch'esso è tagliato in due dalla SS18, che divide la zona pedemontana dal rione appunto. Data la strategica posizione ai piedi del monte, dispone della presenza di giardini e piccoli appezzamenti di terra coltivabile. Il nome è senza dubbio indicativo, infatti nel sottosuolo del rione sono presenti numerose falde acquifere, un tempo usate appunto come pozzi.
Il rione è strettamente confinante coi rioni di Capocasale, Marrata e Casale Nuovo.
Il rione si divide idealmente in quattro zone: Mmiez' o' puzzo (In mezzo al pozzo), che sta ad indicare la "porta" del Casale e coincide appunto con l'incrocio di via Francesco Federici e di Corso Vittorio Emanuele, facente parte della Marrata.
Ngopp o' Casale (Sopra al Casale), che coincide con lo sbocco per via Atzori, è la parte più rialzata del rione.
Ncopp' Sant'Angelo, comprendente tutta via Ovidio Forino ed il nucleo dell'ex chiesa di Sant'Angelo in Grotta.
Monte d'o' Casale d'o' puzzo (Montalbino di Casale del Pozzo), che comprende la zona pedemontana del rione appartenente alla località Montalbino, questa zona comprende via dei Pozzi, parte di via San Pasquale e via dei Ciliegi: in questa zona è presente una cisterna chiamata dai nocerini Casa dell'acqua.
Nella zona sono presenti diverse attività ristorative, tra le più rinomate della città, una palestra e diverse attività etniche.
Storia
L'Università di Sant'Angelo in Grotta La fondazione del casale può legarsi alla nascita ed alla costruzione dell'insediamento cavense di Sant'Angelo in Grotta nella zona settentrionale del rione, avvenuta intorno al 1079. In realtà già dal 1023 si hanno notizie di Sant'Angelo e della sua grotta maggiore.De Meo, Annali critici-diplomatici. A testimonianza di ciò, sarebbe riconducibile la donazione del principe Giordano di Capua e di sua moglie Gaitelgrima, al monastero della Trinità, di alcuni vassalli del villaggio vicino e di proprietà anche ai piedi del castello nocerino, sui quali il Priore di Sant'Angelo in Grotta eserciterà, per alcuni secoli, anche la giurisdizione civile.Guariglia, Sant'Angelo in Grotta, in “Rassegna Storica salernitana”, a VI (1945), n. 34. Nel 1111, l'allora signore di Nocera Giordano, terzogenito di Giordano I, confermò tali privilegi al Priore, garantendo anche la difesa di tali possedimenti.
Già dal 1470 l'area della chiesa (oggi via Forino e parte di via Federici) avrebbe dato vita all'Università autonoma di Sant'Angelo in Grotta, legata alla Prioria, qui un documento dell'abazzia cavense riporta che gli abitanti del gruppo di case attorno alla propria fossero dediti alla coltura di viti e castagni. L'università restò autonoma fino al passaggio di consegne, nel 1592, tra la Badia di Cava ed il Vescovo di Nocera riguardo al possesso di Sant'Angelo.Archeologia dei Castelli nell'Europa angioina
Nel 1507, una rivolta a Cava guidata dai Longo, costrinse i benedettini della Badia a spostarsi e rifugiarsi per diverso tempo, presso Sant'Angelo.
La costruzione dell'insediamento attorno all'area del grande pozzo di Casa Tortora e dell'attuale Via Federici sono stati per anni una pertinenza del vicino Capo Casale.
L'Università dei Sei Casali Dalla fine del XV secolo e lungo tutto il XVI secolo, esisteva un complesso maggiore noto come Sei Casali. Comprendeva, infatti, anche le aree dette Crocifisso (oggi piazzetta Pagliara), il nucleo dellex Università autonoma di Sant'Angelo in Grotta, appunto, e la cosiddetta Strettola di Capo Casale (oggi via Sellitti). Tale complesso era già noto nella conta dei fuochi del 1532, 1545 (ciò fa intuire la forte autonomia di tale università, in quanto fino al 1547 gran parte di Nocera detta soprana era parte del Corpo di Nocera) e 1561, la cui Università a capo restava probabilmente ancora quella di Sant'Angelo.
XVI e XVII secolo: l'Universitas Trium Casalium
Secondo quanto riportato dallo storico Gennaro Orlando, già poco dopo il 1548 si costituì dunque come autonoma lUniversitas Nucerina Trium Casalium, che comprendeva larga parte del centro storico di Nocera Inferiore, nota ancora oggi come Tre Casali (Capocasale, Casale del Pozzo e Casale Nuovo). Tuttavia la prima conta dei fuochi (censimento che raggruppa a 5 elementi in una famiglia per formare un fuoco) si trova nel 1595 fatto che fa supporre come tali casali fossero in comunione con l'università dei Sei Casali. In questa nuova Università, risultavano circa 232 fuochi (più o meno abitanti). In quella del 1648 la popolazione restò invariata.Dizionario geografico-ragionato del Regno di Napoli
Dopo la pestilenza che nel 1656 colpì Nocera dei Pagani, nel Casale fu eretta una cappella come ex voto a San Rocco. Dalla successiva conta dei fuochi (1669), la popolazione sembrerebbe essere incrementata a 246 fuochi.
Formatasi lungo l'asse del cosiddetto corso vecchio, occupò la via commercialmente più interessante permettendo lo sviluppo di famiglie ricche come gli Spera, i Marrazzo, i Guerritore, i Fronda e i Del Pozzo. Tra i cognomi più frequentemente riscontrati negli archivi parrocchiali troviamo gli stessi Del Pozzo, i Tortora, i Cuomo, i Petrosino, i Marrazzo e i Vicidomini.
XVIII secolo Tra la fine del XVII e l'inizio del XVIII secolo, il casale vide un enorme implemento palaziale da parte delle famiglie facoltose del luogo, delle strutture imponenti sono visibili ancora oggi le date di costruzione o rifacimento, alcuni di questi palazzi, divenuti veri e propri cortili, presentavano sui fregi dei loro portali, oltre all'araldo della famiglia che lo possedeva o allo stemma universitario (come nel caso del Portone dei Seminelle), anche pregiati manufatti decorativi, quasi tutti andati perduti o trafugati nel post sisma degli anni '80 del XX secolo.
Nel 1799 si stabilì nel rione il generale cetarese Francesco Federici, nella residenza di sua cognata Caterina Fronda e suo fratello NicolaD'Ayala MAriano (a cura di), Vite degl'Italiani benemeriti della libertà e della patria, che fu catturato e giustiziato nell'ottobre dello stesso anno per aver aderito ai moti napoletani. A lui sono dedicate la via principale del rione e una targa commemorativa.
L'Università faceva capo alla parrocchia di San Matteo, con la quale formò, nel XVIII secolo l'''Università di San Matteo Tre Casali.
In quest'epoca, dagli archivi il casale è noto come strada dei Pozzi, Pozzo oppure col toponimo attuale.
Epoca contemporanea Il Casale divenne parte di Nocera San Matteo nel 1806, nel 1834 le due Nocera si riunirono e dal 1851 fa parte del comune di Nocera Inferiore.
In questi anni si attesta la presenza di famiglie di latifondisti come i Rocco (dal ramo di Lettere), ed i Giannelli, che dispongono di ampi spazi ai piedi del Monte Albino.Archivio di Stato di Salerno, Atti di Nascita di Nocera anni 1854-1856 e 1889
Nel 1909 lo psichiatra calabrese Domenico Ventra, legato alla storia del Vittorio Emanuele, entra in possesso di una settecentesca villa nei pressi del rione a ridosso di Sant'Angelo in Grotta, insieme al facoltoso nocerino Raffaele Canger, fondando la casa di cura Villa Chiarugi, tutt'ora attiva.
Nel '900, il rione ha vissuto la crescita e la decaduta industriale di Nocera Inferiore, infatti a ridosso del rione furono costruite diverse industrie (delle famiglie Cuomo e Spera), nonché l'imponente pastificio, appartenente alla famiglia dei Gabola del vicino rione della Marrata, divenuto successivamente un istituto Superiore.
Durante la seconda guerra mondiale, la grotta di Ngopp' Sant'Angelo fu usata come ricovero dai bombardamenti.
A seguito del catastrofico sisma del 1980, alcuni palazzi del rione subirono gravi danni e crolli.
A partire dall'inizio degli anni 2000, il rione, come tutti gli altri nell'area del Corso vecchio, è stato oggetto di un'imponente opera di recupero da parte dell'amministrazione locale.
I cortili
Il Casale è costituito da molti cortili, spesso comunicati tra loro. Vista la posizione a ridosso della montagna e dei vicini flussi d'acqua, ogni cortile disponeva di un pozzo, il pozzo principale (e presumibilmente il più antico) si trova nel cortile di Casa Tortora. Alcuni cortili, o portoni, recano nomi folcloristici e dialettali come: Paccuni; il cortile dei Tre Dita; quello dei Mezzarecchia, quello de' E' Musulin (o Musollino), quello de' i Seminelle il portone della Madonnina e le due corti di San Rocco, adiacenti all'omonima cappella, le quali un tempo erano un ampio spiazzo attorno alla cappella. Oltre ai pozzi, ogni cortile aveva anche un "fermo" per i carri da traino, in passato ogni portone si occupava della produzione del vino, della creazione di tele e della vendita della Neve. Ogni cortile disponeva di un forno (in maggior parte ancora visibili), davanti a questi forni in pieno inverno venivano spesso abbandonati i neonati. Il Comune, nell'800, pensò di istituire la ruota, in via Strettola (sita in Capocasale), era appunto una ruota girevole, come quella dei conventi di clausura, dove si deponeva il bambino avvertendo i custodi con una campanella.
I cortili ed i giardini del rione sono comunicanti con quelli del rione di Capocasale e viceversa.
La cappella di San Rocco e Sant'Angelo in Grotta
Il primo nucleo della cappella di San Rocco (comprendente il portale ed il campanile) risale al 1656, come ex voto al santo dopo una pestilenza che colpì la città di Nocera dei Pagani. Tra il 1867 ed il 1888, le ricche famiglie del posto ampliarono la struttura, donandole un piccolo altare. Nel 1911 la cappella fu decorata da una statua marmorea proveniente da Napoli. Nel dopoguerra, obliterando un antico pozzo ed inglobando alcuni caseggiati adiacenti, vennero costruite la sagrestia, una piccola navata laterale ed una struttura sopraelevata che serviva da alloggio e rettoria. La cappella è considerata un luogo sacro dagli abitanti del casale, che ne hanno curato più volte il restauro a proprie spese. La struttura è una pertinenza della chiesa Madre di San Matteo. Il 16 agosto tutto il casale festeggia il santo titolare della parrocchia, nel rione avviene la benedizione dei cani, in quanto lo stesso santo ne è il protettore. I festeggiamenti prevedono poi la processione tra le strade dell'antica Universitas Trium Casalium, toccando dunque anche Capocasale ed il Casale Nuovo, oltre che alla preparazione di un piatto locale chiamato fasuli cò' russo forte (fagioli al peperoncino), tale funzione si svolge solitamente la prima o la seconda domenica successiva al giorno 16. Invece il 16 luglio viene innalzato il quadro del santo dopo che è stato portato in processione nel rione.
Sant'Angelo in Grotta
Nella zona settentrionale del rione è presente un ex convento: Sant'Angelo in Grotta, eretto intorno al 1079 da Pietro Pappacarbone, rappresenta il primo nucleo storico del casale. Prima ospizio, poi rettoria dipendente dalla Badia della Trinità di Cava, nel 1507 ospitò i monaci cavensi, in fuga da una rivolta. Restò sotto la giurisdizione dell'Abbazia cavense fino al 1592, quando fu ceduto al vescovo di Nocera. Dismesso, attualmente è proprietà privata.
La Venerazione alla Vergine dei Miracoli