La quarta battaglia di Char'kov (nella storiografia sovietica offensiva Belgorod-Char'kov. - nome in codice operazione Rumjancev), fu combattuta dal 3 al 23 agosto 1943 sul Fronte orientale durante la seconda guerra mondiale. La battaglia si concluse, al termine di scontri molto aspri, con la definitiva liberazione sovietica di Char'kov, la città più contesa della guerra sul fronte orientale da parte dell'Armata Rossa.

Durante la battaglia si svolsero alcuni degli scontri più duri tra carri armati di tutta la seconda guerra mondiale, dato che i tedeschi, impegnando alcune delle loro migliori Panzer-Division equipaggiate anche con carri Panther e Tiger I contro le potenti armate corazzate sovietiche, tentarono fino all'ultimo di contrattaccare per evitare la sconfitta e la ritirata. Pur a costo di gravi perdite di uomini e mezzi, superiori a quelle tedesche, l'Armata Rossa ottenne la terza importante vittoria dell'estate del 1943, dopo la battaglia di Kursk e l'operazione Kutuzov, preludio alla successiva offensiva generale verso il fiume Dniepr e l'Ucraina centro-orientale.

Dopo Kursk

Il 13 luglio 1943 Adolf Hitler, dopo aver convocato a Rastenburg i feldmarescialli Erich von Manstein e Günther von Kluge, comandanti rispettivamente del Gruppo d'armate Sud e del Gruppo d'armate Centro, aveva preso la decisione di interrompere la cosiddetta Operazione Cittadella, il grande attacco al saliente di Kursk che, iniziato il 5 luglio, si era trasformato in una costosa battaglia di logoramento per le forze corazzate tedesche costrette ad avanzare lentamente attraverso le successive cinture difensive sovietiche e sottoposte ai continui contrattacchi dei carri armati del nemico..

La decisione di Hitler derivava: dalla situazione sul terreno che non permetteva di sperare, nonostante le affermazioni meno pessimistiche del feldmaresciallo von Manstein, nel previsto successo decisivo e rapido ipotizzato nella pianificazione iniziale; dall'inizio dell'attacco sovietico al saliente di Orël (12 luglio) che aveva subito messo in difficoltà lo schieramento difensivo del feldmaresciallo von Kluge; dalla notizia dello sbarco alleato in Sicilia (10 luglio 1943) con il conseguente pericolo di un crollo di Benito Mussolini e dell'Italia fascista, che quindi bisognava evitare puntellando il regime con cospicui rinforzi tedeschi...

Gli sviluppi della situazione confermarono la ragionevolezza della decisione del Führer; il rapido disgregarsi delle difese dell'Asse in Sicilia costrinse l'OKW a pianificare il trasferimento nella penisola dell'intero II SS-Panzerkorps delle Waffen-SS, la punta di diamante dell'operazione Cittadella con le sue tre divisioni corazzate; mentre la precaria situazione nel saliente di Orël costrinse il feldmaresciallo von Kluge a dirottare almeno quattro Panzer-Division della 9. Armee del generale Walther Model più a nord per evitare uno sfondamento in profondità, e a richiedere anche il trasferimento, che venne autorizzato da Hitler, al suo gruppo d'armate della potente Panzergrenadier-Division Großdeutschland proveniente dal settore sud del saliente di Kursk..

In realtà l'inizio della offensiva sovietica sul fronte del fiume Mius (il 17 luglio) da parte dei Fronti dei generali Rodion Malinovskij e Fëdor Tolbuchin, costrinse immediatamente Hitler, che contava su un logoramento permanente delle forze sovietiche nel settore meridionale del fronte orientale a seguito della recentissima battaglia di Kursk, a rinunciare al suo ambizioso progetto di trasferire l'intero Panzerkorps-SS in Italia.. La nuova situazione pericolosa costrinse invece il feldmaresciallo von Manstein e Hitler a trasferire in Italia la sola 1. SS-Panzer-Division Leibstandarte SS Adolf Hitler con il quartier generale del II SS-Panzerkorps, dopo aver ceduto il suo equipaggiamento pesante, compresi tutti i carri armati, alla Das Reich) e a spostare sul fronte del Mius le altre due divisioni SS, la 2. SS "Das Reich" e 3. SS-Panzerdivision "Totenkopf", insieme alla 3. Panzer-Division, inquadrate nel 3º Panzerkorps per cercare di tamponare la nuova falla. Effettivamente le Panzer-Division riuscirono con un brillante contrattacco a respingere il nemico e infliggere dure perdite...

Alla fine di luglio quindi, il feldmaresciallo von Manstein aveva riportato indietro sulle linee di partenza il suo schieramento sul lato meridionale del saliente di Kursk, che era stato molto indebolito dalla partenza delle tre divisioni SS, della 3. Panzer-Division e della Grossdeutschland, mentre aveva stabilizzato la situazione sul fiume Mius. Contemporaneamente il feldmaresciallo von Kluge era alle prese con l'offensiva sovietica nel saliente di Orël ("Operazione Kutuzov"), sferrata dai sovietici con un numeroso schieramento di fanterie, artiglierie e due armate corazzate, e stava lentamente ripiegando sulla cosiddetta "posizione Hagen" alla base del saliente, contrastando abilmente l'avanzata sovietica con l'aiuto delle Panzer-Division trasferite e con il concorso della Grossdeutschland, anche grazie ad alcuni errori tattici del nemico.. La situazione era difficile ma sembrava ancora sotto controllo.

Durante la primavera 1943, mentre si moltiplicavano i segni del gigantesco concentramento di forze tedesco per sferrare lOperazione Cittadella, Stalin aveva accettato solo con riluttanza e dopo lunghe ed estenuanti discussioni il parere dei marescialli Georgij Žukov e Aleksandr Vasilevskij favorevole a organizzare una difesa in profondità del saliente per logorare le forze del nemico prima di qualsiasi prematura offensiva sovietica in qualche settore del fronte orientale. Dopo le brucianti sconfitte causate dalle inutili offensive di disturbo dell'Armata Rossa nella primavera 1942, i due generali e anche altri esperti ufficiali dello Stavka riuscirono infine a convincere il dittatore, sempre timoroso della potenza offensiva della Wehrmacht soprattutto in estate) e non molto convinto delle capacità delle sue truppe di sostenere un'offensiva generale tedesca...

La decisione definitiva di Stalin a favore di una difensiva strategica, sistematicamente organizzata nel saliente di Kursk, giustamente considerato l'obiettivo principale dell'attacco tedesco, si accompagnò inoltre alla decisione da parte del dittatore di portare avanti ugualmente la pianificazione di progetti offensivi sovietici riguardanti soprattutto il saliente di Orël e il vecchio fronte del Mius, da scatenare dopo aver ottenuto il logoramento delle forze nemiche. Stalin organizzò inoltre la costituzione di potenti riserve strategiche nelle retrovie del settore centrale minacciato, poste al comando del generale Ivan Konev e preparate a sferrare in un secondo tempo una vigorosa controffensiva in massa contro le forze attaccanti tedesche (il cosiddetto Fronte della Steppa costituito da cinque armate di fanteria, un'armata corazzata e numerosi corpi corazzati, meccanizzati e di cavalleria di riserva..

Lo svolgimento concreto della micidiale battaglia di Kursk, in realtà, costrinse Stalin e il maresciallo Vasilevskij a impegnare prematuramente una parte di queste poderose forze per ristabilire la situazione nel settore meridionale del saliente, divenuta critica a causa della potente spinta offensiva delle Panzerdivision-SS, e ad gettare nella mischia due armate del fronte della Steppa (tra cui la 5ª Armata corazzata delle guardie). Il risultato venne raggiunto e le forze tedesche, a costo di gravi perdite, furono definitivamente fermate e rigettate indietro - battaglia di Prochorovka -, ma il conseguente logoramento anche delle forze di riserva sovietiche impedì, come era stato inizialmente previsto, un immediato contrattacco generale dell'intera massa del generale Konev contemporaneo all'inizio dell'attacco sovietico del 12 luglio nel saliente di Orël e costrinse a una revisione complessiva della pianificazione offensiva sovietica su tutti i settori del fronte orientale...

La riorganizzazione e i piani sovietici Mentre lo schieramento offensivo nel saliente di Orël dava il via al suo attacco contro la 2. Panzerarmee tedesca del Gruppo d'armate Centro (12 luglio) e le armate schierate nel settore meridionale erano impegnate nella difficile offensiva nella regione Slavjansk-fiume Mius (17 luglio), le forze del Fronte di Voronež del generale Nikolaj Vatutin, che avevano subito l'urto principale dell'attacco tedesco, erano impegnate in frenetici sforzi per rafforzare le armate, ricompletare l'equipaggiamento meccanizzato e ripianare le forniture di munizioni.. Fu uno sforzo notevole e venne coronato da pieno successo; le officine di riparazione sovietiche dei mezzi corazzati (vera arma segreta delle truppe corazzate dell'Armata Rossa) riuscirono a recuperare e riparare un gran numero di carri armati danneggiati sul campo di battaglia.. Del resto il generale Vatutin aveva avuto direttive precise dallo Stavka di non contare su nuovi rinforzi dalle riserve strategiche ma di fare affidamento soprattutto sui recuperi dei mezzi danneggiati e sui soldati con ferite lievi per ripianare le sue forti perdite; solo 200 carri armati nuovi arrivarono nel mese di agosto alla 1ª Armata corazzata mentre le officine riparazione recuperarono oltre 1200 mezzi meccanizzati di cui 300 carri; anche gli equipaggi dei carri vennero rinfoltiti in gran parte recuperando i feriti lievi dagli ospedali campali di retrovia.

Nonostante la fretta e le difficoltà, alla fine di luglio le due armate corazzate assegnate a Vatutin, 1ª e 5ª Armata corazzata delle guardie, che a Kursk avevano perso centinaia di mezzi, erano nuovamente equipaggiate con oltre 500 carri armati ciascuno e pronte a costituire la massa di sfondamento prevista dalla pianificazione sovietica.La 1ª Armata corazzata disponeva di 542 carri armati, mentre la 5ª Armata corazzata delle guardie ne aveva 503.. Nello stesso momento Stalin, mentre spronava brutalmente i suoi generali ad affrettare i tempi e a passare all'offensiva anche nel settore meridionale del saliente di Kursk e inviava continue direttive, non sempre opportune, ai comandanti impegnati a Orël e sul Mius, prendeva le decisioni determinanti: il 18 luglio il fronte della Steppa di Konev venne pienamente attivato e schierato sulla sinistra del fronte di Vatutin, con cinque armate, in parte già logorate dalle battaglie precedenti; il 22 luglio il dittatore ordinò finalmente di sferrare entro i primi giorni di agosto l'"Operazione Rumjancev", nome in codice dell'attacco sul lato meridionale del saliente con obiettivo i grandi centri di Belgorod e soprattutto Char'kov.; era divenuto evidente l'indebolimento dello schieramento tedesco nel settore dopo il dirottamento delle Panzer-Division più forti sul fronte di Orël e sul Mius.