Conosciuto in precedenza come Lew Alcindor, nel 1971 cambiò nome in seguito alla conversione all'Islam. Frequentò la Power Memorial Academy di New York City dove vinse tre campionati liceali di pallacanestro consecutivi. Fu poi reclutato dall'Università della California - Los Angeles per giocare con i Bruins di John Wooden, con cui vinse tre campionati NCAA e tre premi di Most Outstanding Player in altrettante stagioni. Eleggibile per il draft NBA 1969, fu scelto dai Milwaukee Bucks con la prima scelta assoluta. Dopo aver vinto il premio di Rookie of the Year, al suo secondo anno nella lega si aggiudicò il premio di MVP e conquistò il titolo, venendo anche eletto MVP delle finali. Con i Bucks vinse altri due premi di MVP, prima di essere scambiato ai Los Angeles Lakers nel 1975. Nelle prime due stagioni in gialloviola fu premiato con altri due MVP. Nella stagione 1979-1980 si confermò nuovamente come MVP e contribuì, insieme al rookie Magic Johnson, alla vittoria del titolo. Fu il primo di cinque successi conseguiti durante la cosiddetta era dello Showtime, a cui si aggiunse il suo secondo MVP delle finali nel 1985. Nel 1989, all'età di 42 anni, annunciò il ritiro.
In 20 anni di carriera professionistica, Abdul-Jabbar ha raggiunto le finali NBA 10 volte, trionfando in 6 occasioni (1971, 1980, 1982, 1985, 1987, 1988). È l'unico giocatore ad aver vinto 6 MVP della regular season (1971, 1972, 1974, 1976, 1977, 1980), 3 con i Bucks e 3 con i Lakers. È stato nominato 2 volte MVP delle Finali (1971, 1985) con i Los Angeles Lakers e Milwaukee Bucks. È stato selezionato 19 volte per l'All-Star Game ed è stato inserito 15 volte negli All-NBA Team e 11 volte negli All-Defensive Team. L'NBA lo ha inserito nella lista dei migliori 11 giocatori di sempre stilata nel 1980 in occasione del 35º anniversario, per poi essere confermato in quelle dei 50 migliori (1996) e 75 migliori (2021).
Con 38.387 punti al momento del suo ritiro, Abdul-Jabbar è rimasto il miglior marcatore della storia della NBA per quattro decenni, dal 5 aprile 1984 al 7 febbraio 2023, quando è stato superato da LeBron James. Ad oggi rimane il primo di sempre per partite vinte (1.074), mentre risulta secondo per tiri dal campo realizzati (15.837) e per minuti totali (57.446). È terzo nella storia per stoppate (3.190), dietro Hakeem Olajuwon e Dikembe Mutombo, e per rimbalzi (17.440), dietro Wilt Chamberlain e Bill Russell. Risulta terzo per partite giocate in regular season (1.560) dietro a Robert Parish e Lebron James. Con 5.660, è il secondo centro con più assist di tutti i tempi dietro a Nikola Jokic.
All'infuori dello sport ha intrapreso la carriera di scrittore, pubblicando diversi libri, alcuni dei quali diventati bestseller. Si è anche cimentato nel mondo del cinema e della televisione, spesso nel ruolo di cameo o guest star oltre che aver svolto il ruolo di narratore per gli speciali Black Patriots di History, che gli sono valsi due nomination ai Primetime Emmy Award come miglior narratore, nel 2020 e nel 2022.
Fin da giovane è impegnato nella lotta per i diritti civili degli afroamericani, seguendo l'esempio di grandi personalità quali Martin Luther King e Malcolm X. Nel 2016 ha ricevuto dal presidente Barack Obama la medaglia presidenziale della libertà, la più alta onorificenza civile statunitense. Nel 2021 l'NBA gli ha dedicato il Social Justice Champion Award, premio conferito al giocatore più impegnato nel sociale.
Biografia
Infanzia Ferdinand Lewis Alcindor Jr. nasce ad Harlem, New York, figlio unico di Cora Lillian (1918-1997) e Ferdinand Lewis Alcindor Sr. (1919-2005). Nel 1950 la famiglia si trasferisce nei Dyckman Street Projects di Inwood, quartiere di Upper Manhattan. Sua madre, di discendenza Cherokee, era alta 180 cm e lavorava come impiegata in un grande magazzino. Suo padre, soprannominato Big Al, era alto 190 cm e suo nonno, nativo di Trinidad e di origine Yoruba, superava i 200 cm. Alcindor Sr. era un musicista jazz, istruito alla Juilliard School, solito suonare nei locali di New York. Oltre alla musica, svolgeva anche il ruolo di agente di polizia ferroviaria. Al tempo a New York non era cosa comune vedere poliziotti afroamericani, che ricoprivano appena il 5% del NYPD, soprattutto in relazione alle rivolte della popolazione nera nei confronti delle autorità che avevano caratterizzato la storia recente di Harlem. Abdul-Jabbar parlerà approfonditamente di come ha vissuto la situazione nel saggio Black Cop's Kid, oltre che nella sua autobiografia Giant Steps, pubblicata nel 1983.
Vista la mancanza di fratelli e la presenza dei genitori limitata dai rispettivi lavori, si ritrovò spesso a dover affrontare la solitudine. Al tempo tra le sue passioni spiccavano il jazz, con particolare attenzione a Charlie Parker, Dizzy Gillespie e Thelonius Monk, a cui fu introdotto dal padre; il baseball, in quanto tifoso dei Brooklyn Dodgers, poi spostati a Los Angeles; e i libri. Fu la sua statura a indirizzarlo verso la pallacanestro. È infatti sempre stato molto alto per la sua età, tanto da creargli disagio durante l'adolescenza. Alla nascita misurava 57 cm di lunghezza. All'età di nove anni era già alto 173 cm. In terza media era alto 203 cm e poteva schiacciare, rendendolo già a quell'età una leggenda locale.
Attivismo
L'incontro con Martin Luther King Nel 1964, all'età di 17 anni, prese parte al programma estivo HARYOU (Harlem Youth Opportunities Unlimited), volto a contrastare la povertà di Harlem migliorando l'accesso all'istruzione e al lavoro dei giovani afroamericani del quartiere. Il suo ruolo era quello di giornalista e aveva quindi la possibilità di parlare e interagire con gli ospiti che il direttore del programma, John Henrik Clarke, era solito invitare. Uno di questi fu Martin Luther King, leader del movimento per i diritti civili degli afroamericani, che nel giugno del 1964 si presentò per parlare ai giovani partecipanti del programma incoraggiandoli a immaginare una Harlem, e in generale un'America, migliore. Al termine del suo discorso, Alcindor, in quanto giornalista, ebbe la possibilità di partecipare alla conferenza stampa e fare una domanda al leader, chiedendogli cosa ne pensasse dell'importanza del HARYOU per la gente di Harlem, a cui King rispose che non vi erano dubbi sul successo del programma. L'incontro con King, che quello stesso anno avrebbe vinto il Premio Nobel per la pace, seppur breve, colpì positivamente Alcindor, che anni dopo dichiarò:
Il Cleveland Summit Gli anni sessanta rappresentarono per la storia afroamericana e per gli Stati Uniti stessi degli anni molto intensi e di profonda divisione. Il primo passo di Alcindor nella lotta contro le ingiustizie sociali e razziali di quegli anni fu in occasione del Cleveland Summit, uno dei momenti più iconici della storia dello sport americano.
Nel 1967 era in corso il reclutamento in vista della Guerra del Vietnam e una delle persone chiamate ad arruolarsi nell'esercito fu il campione del pugilato Muhammad Ali. Ali, che di recente aveva appoggiato Nation of Islam e cambiato nome, rifiutò l'arruolamento per motivi religiosi, scatenando l'odio degli americani e l'opposizione del governo. Vista la situazione delicata, schierarsi dalla parte di Ali voleva dire diventare nemici pubblici, ma il suo amico Jim Brown, considerato già all'epoca uno dei miglior giocatori NFL di tutti i tempi, organizzò un incontro a Cleveland a cui avrebbero partecipato, oltre ad Ali, gli atleti e le personalità che più si erano distinte nella lotta per i diritti degli afroamericani. Tra gli invitati c'erano i giocatori di football americano Walter Beach, Bobby Mitchell, John Wooten, Willie Davis, Curtis McClinton, Jim Shorter e Sidney Williams, l'avvocato e futuro sindaco di Cleveland Carl Stokes, e i giocatori di pallacanestro Bill Russell e, appunto, Lew Alcindor.
Alcindor, all'epoca ventenne, era il più giovane tra i partecipanti. Alcuni dei presenti erano stati militari e altri erano scettici nei confronti della decisione di Ali e, per questo, volevano capirne le reali motivazioni. Al termine dell'incontro furono tutti d'accordo a rispettare e supportare la scelta di Ali, ma ciò non bastò per il pugile, che poco tempo dopo venne condannato per renitenza alla leva a 5 anni di reclusione, vide la sua carriera temporaneamente interrompersi e il suo titolo di campione del mondo revocato; almeno fino al 1971 quando la corte suprema statunitense annullò i provvedimenti presi quattro anni prima. Nonostante ciò la presa di posizione di Alcindor e degli altri partecipanti viene ricordata come il primo vero atto di ribellione ed unione degli sportivi afroamericani.
In seguito, Abdul-Jabbar dichiarò che Ali e il suo operato furono un punto di svolta per lui e per il suo attivismo.
Il boicottaggio delle Olimpiadi 1968 L'estate del 1968 segnò un ulteriore punto di svolta nella vita di Alcindor, tra la conversione all'Islam e l'evoluzione del suo attivismo. Decise infatti di non prendere parte alle Olimpiadi 1968 che si sarebbero tenute a Città del Messico e a cui avrebbe dovuto partecipare come protagonista della nazionale americana. La UCLA rilasciò una dichiarazione spiegando che Alcindor rifiutò la partecipazione per recuperare tempo sulle lezioni perse, ma lui stesso spiegò i veri motivi alla stampa, ovvero una protesta contro l'oppressione degli afroamericani negli Stati Uniti. A seguito delle grandi rivolte razziali di Newark e Detroit dell'estate precedente e della recente uccisione di Martin Luther King, e ispirato dalle azioni di Muhammad Ali, Alcindor decise di non partire per il Messico, decisione definita da lui stesso difficile ma necessaria. Vedeva infatti la lotta alle ingiustizie razziali come una priorità e non voleva farla passare in secondo piano come invece stava accadendo negli Stati Uniti. Allo stesso tempo non fu sua intenzione rappresentare un paese che sopprimeva i diritti degli afroamericani. Un'altra motivazione fu legata al presidente del Comitato Olimpico Internazionale Avery Brundage e alla sostituzione degli unici due atleti ebrei alle Olimpiadi 1936 che Alcindor suppone essere stata favorita da Brundage in favore di Hitler.
Religione
Durante l'estate del 1968 fece shahāda due volte, convertendosi dal cristianesimo all'Islam sunnita e assumendo il nome arabo Kareem Abdul-Jabbar (letteralmente Il nobile, servitore dell'Onnipotente), com'è noto tuttora, che iniziò a usare pubblicamente solo tre anni più tardi.
L'influenza di Malcolm X Alcindor prese in considerazione l'idea di convertirsi dopo aver letto l'Autobiografia di Malcolm X, libro che tratta in particolare della conversione e della filosofia del noto attivista politico afroamericano. Malcolm fu anche socio di Elijah Muhammad e portavoce del suo movimento, Nation of Islam, a cui, tra gli anni cinquanta e sessanta, aderirono migliaia di afroamericani. Dopo aver lasciato il NOI e fondato una nuova organizzazione, si convertì all'Islam sunnita, compiendo l'Hajj e assumendo il nome di El-Hajj Malik El-Shabazz. Malcolm appoggiò l'Islam in quanto capace di abbattere ogni barriera etnica e discriminazione, come riscontrò durante i suoi viaggi in Africa e in Medio Oriente. Influenzato e ispirato dalla sua storia e dal suo pensiero, Alcindor cominciò la sua lettura del Corano, il testo sacro islamico.
La conversione