Trani (, Trane in dialetto tranese) è un comune italiano di abitanti, capoluogo, insieme a Barletta e Andria, della provincia di Barletta-Andria-Trani in Puglia, si affaccia sul Mare Adriatico.
Nel corso del Medioevo fu un rilevante centro urbano e scalo commerciale sull'Adriatico; si pensa vi sia stato promulgato il primo codice marittimo del mondo occidentale, gli Ordinamenta et consuetudo maris, nel 1063.
È sede di tribunale e di Archivio di Stato. Trani è stata sede della Regia Udienza provinciale per più di due secoli, dal 1586 al 1806, con funzioni di capoluogo e di principale centro amministrativo e giudiziario per l'antica provincia di Terra di Bari; successivamente divenne sede della Corte d'Appello delle Puglie.
La produzione economica è variegata: oltre all'estrazione e lavorazione dalle sue cave della pietra di Trani, vi è l'industria di calzature, abbigliamento, metalmeccanica e del legno; vi si produce il Moscato di Trani. Sono sviluppati il settore terziario e il turismo, sia culturale che balneare. Trani è riconosciuta tra le città d'arte della Puglia, grazie alla rilevanza storica e artistica del borgo antico e di monumenti quali la cattedrale romanica e il castello svevo.
Geografia fisica
Territorio
La città è situata sulla costa adriatica a nord di Bari, ad un'altitudine di 7 metri s.l.m. Una piccola insenatura naturale, generata nell'antichità dalla foce di un fiume ormai scomparso, corrisponde al porto cittadino. Il territorio è prevalentemente pianeggiante, sebbene ricada nell'estrema porzione settentrionale della Bassa Murgia barese, caratterizzata da una serie di terrazzi, la cui massima altitudine è raggiunta in corrispondenza della matina di Sant'Elia (a circa 200 metri s.l.m), che degradano verso la costa. L'intero territorio è percorso da numerose lame, tra cui la più importante è Lama Paterno, che segna il confine con il comune di Bisceglie.
Le caratteristiche geologiche del territorio hanno permesso lo sviluppo dell'attività estrattiva della pietra di Trani, pregiata roccia calcarea, per anni uno dei più importanti motori dell'economia cittadina. L'attività estrattiva degli ultimi decenni ha però provocato irrimediabili alterazioni del territorio, sia a livello ambientale che paesaggistico, con il problema tutt'oggi irrisolto delle aree dismesse, fattori di rischio ambientale e sanitario, difficilmente recuperabili.
La costa sud è caratterizzata dalla presenza di piccole falesie, formazione geologica tipica del tratto di costa tra Trani e Bisceglie: lo sfruttamento antropico, l'erosione da parte dei moti ondosi e in ultimo le opere di consolidamento della costa hanno notevolmente ridimensionato l'estensione delle falesie, presenti ormai solamente nel tratto di costa tra il Lido Matinelle e la Torre Olivieri, al confine con il comune di Bisceglie.
La parte settentrionale del territorio, geograficamente attigua alla valle del fiume Ofanto, si distingue per la presenza di una zona umida costiera, in località Boccadoro-Ariscianne, caratterizzata dalla presenza di numerose sorgenti di acque salmastre, che costituisce un importante habitat naturale per diverse specie animali e vegetali.La vegetazione spontanea del territorio tranese è costituita da pini (nelle varietà domestico, marittimo e di Aleppo), carrubi, corbezzoli, lentischi, querce, ginepri ed eriche. Le colture più diffuse sono quelle di olive, mandorle e uva da vino, in particolar modo del Moscato di Trani.
Clima
Classificazione climatica: Zona climatica C; Gradi giorno 1190
Secondo la classificazione dei climi di Köppen Trani appartiene alla fascia Csa ossia al clima temperato delle medie latitudini con estate molto calda (temperatura media assoluta del mese più caldo non inferiore ai 22 °C) e stagione estiva asciutta. Nello specifico il clima tranese è tipicamente mediterraneo. Essendo una città costiera, l'umidità relativa si mantiene molto elevata in tutto l'anno, con un valore medio del 70%. La brezza marina fa sì che le temperature estive non salgano generalmente sopra i 32 °C. Solo in caso di forti venti di libeccio, per effetto favonico, si possono raggiungere e talvolta superare i 40 °C. (Record di +45,4 °C per Bari Palese). Anche le temperature invernali sono piuttosto contenute. Non sono rare tuttavia irruzioni di aria fredda nord orientale che talvolta possono portare precipitazioni anche a carattere nevoso. Le piogge sono concentrate soprattutto in autunno e in inverno, quasi assenti nel periodo estivo e per lo più a carattere temporalesco.
Origini del nome
L'analisi etimologica del toponimo Trani è conseguenza del suo rapporto di dipendenza dal nome "Turenum/Tyrenum" designante il luogo presso cui sorse l'odierna città. Questo nome è attestabile già in età classica deducendolo dall'etnico "Turnantini" riportato da Plinio (N.H.III.105) e presente nella forma "Turenum" nella Tabula Peutingeriana. Il nome attuale "Trani" è ampiamente conosciuto nella cultura italica del XIV sec. (Boccaccio, Dec., II.4.28.30). Il problema toponomastico è stato più volte affrontato dagli studiosi, da G. Alessio e F. Ribezzo sino alle recenti analisi sulla toponomastica pugliese coordinate da G. B. Pellegrini.
Considerando quindi l'ipotesi che il nome "Trani" derivi da "Turenum/Tyrenum", si potrebbe rilevare in questo una base formante -tur ampiamente attestata nelle lingue preclassiche in ambito tirrenico ed adriatico dell'età del ferro, conseguente ad un'infiltrazione di strati o sostrati linguistici ellenici ed illirici. Seguendo questa ipotesi interpretativa il toponimo "Turenum" si collocherebbe in una fase abbastanza alta, arcaica, delle lingue mediterranee.Le considerazioni sul toponimo "Turenum" sono tratte e rielaborate dalla "Nota sull'origine del toponimo Trani" del dott. Michele Balice in "La città come organismo - Lettura di Trani alle diverse scale" di G. Strappa, M. Ieva, M.A. Dimatteo - Saggi e Monografie del Politecnico di Bari - Adda Editore
Vale la pena ricordare anche le altre ipotesi susseguitesi nel tempo: la tradizione storiografica antica ricordava come il nome di Trani fosse legato all'eroe della mitologia greca Diomede, il cui figlio Tirreno avrebbe fondato la città; un'altra ipotesi affermava che il toponimo potesse essere la forma ridotta di Traiano, nome che potrebbe essere stato dato alla città in onore dell'omonimo imperatore, il quale ha legato il suo nome nel territorio al passaggio della Via Appia Traiana; un'altra ancora ha visto il nome quale derivazione dal termine medievale trana (o traina) che stava ad indicare un'insenatura adatta alla pesca^ AA. VV., Dizionario di toponomastica, Torino, UTET, 1990, p. 782, ISBN 88-02-07228-0..
Storia
Le origini
Alcuni ritrovamenti archeologici consistenti in tracce di insediamenti abitativi dell'Età del bronzo sul promontorio di Capo Colonna attestano le origini preistoriche della presenza umana nel territorio. Sono stati rinvenuti resti di capanne circolari e rettangolari, rispettivamente dell'età del bronzo e del bronzo finale, documentati dolia in argilla decorata con scanalature e segnalata ceramica micenea.
Per la genesi e lo sviluppo dell'attuale abitato, le caratteristiche del territorio dovettero essere condizioni favorevoli allo sviluppo di un insediamento: la presenza del porto di origine naturale, in una conca posta in posizione rientrata rispetto alla linea di costa, formata dall'azione erosiva di un antico torrente ricordato in antichi documenti come flumicellus determinava un approdo agevole e sicuro per le antiche imbarcazioni; inoltre il clima mite e l'abbondanza di importanti risorse quali il mare pescoso, il terreno fertile, e la pietra calcarea, favorirono lo sviluppo dei primi stanziamenti.
L'età romana e tardoantica Le tracce più concrete di un insediamento urbano nel sito della città attuale rimandano a periodi non precedenti all'arrivo dei Romani. Trani fu indicata con il nome di Turenum nella Tabula Peutingeriana, la copia medievale di uno stradario dell'antica Roma.
Sotto i romani, ai tempi dell'imperatore Marco Aurelio, Trani era un Municipio, come si rileva da un'antica iscrizione presente nel cortile di Palazzo Beltrani:
L'ultimo rigo dell'iscrizione riporta: Publico Decurionum Decreto. Dunque Turenum, oggi Trani, era un Municipio in quanto aveva il Collegio dei Decurioni.
Testimonianze della presenza romana nel territorio di Turenum sono: un mausoleo appartenuto alla famiglia dei Bebii, costruito presumibilmente nel III secolo d.C. nei pressi del flumicellus e demolito nella seconda metà del XIX secolo; i muri in opus reticolatum quali arginatura di un torrente che sfociava nell'insenatura del porto, i cui resti vennero utilizzati in seguito come fondamenta per il sottopassaggio ferroviario di via Torrente Antico; la scultura litica di un leone attualmente posta sul sagrato della chiesa di Sant'Agostino; due epigrafi risalenti all'epoca degli imperatori Marco Aurelio e Costante, ora presenti rispettivamente in palazzo Beltrani e nella chiesa di Sant'Andrea; le rovine di una villa recentemente ritrovata lungo il tratto di costa verso Bisceglie, riconducibili al I secolo d.C.
Trani fu sede di diocesi già in età tardoantica, il vescovo Eutichio appose la propria firma al Concilio Romano del 501 e a questo periodo appartengono i resti di un edificio di culto rinvenuto sotto il piano della cripta longitudinale della Cattedrale romanica.
Il Medioevo
Dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente iniziò in Puglia il periodo bizantino, caratterizzato da una pausa di dominazione longobarda e dalle minacce continue provenienti dal mare ad opera dei Saraceni. Fu comunque il Medioevo il periodo d'oro della città.
Le evidenze storiche ed archeologiche divengono più rilevanti a partire dal IX secolo d.C. Sotto la dominazione longobarda Trani fu sede di un gastaldato e qui fu trasferita la sede vescovile, fino ad allora situata a Canosa, distrutta dai Saraceni nell'813. In seguito alla caduta dell'Emirato di Bari, i Bizantini ripresero il controllo di Trani, che da semplice vicus era ormai diventata una città fortificata, la città era infatti dotata di una cinta muraria con quattro porte, Porta Aurea o Antica, Porta Nova, Porta Vetere e Porta Vassalla. Inoltre, secondo il Diacono Pietro, nel periodo in cui Bari fu in mano ai saraceni, e fino alla sua liberazione, la città di Trani divenne anche sede dello Stratego, massimo rappresentante dei bizantini nel sud Italia. È attribuito a questo periodo un importante sviluppo del porto di Trani.
Durante il periodo di appartenenza all'Impero bizantino la città godeva di un certo grado di prestigio ed autonomia come punto di incontro tra Oriente ed Occidente. Nel 1010 e nel 1018 Trani si unirà ai moti guidati da Melo di Bari contro i Bizantini, che reprimeranno la rivolta e riprenderanno il controllo della città fino all'arrivo dei Normanni.
Nel 1042 Trani venne scelta come sede di una delle dodici baronie in cui venne divisa la Contea di Puglia: assegnata al conte Pietro, venne espugnata solo diversi anni dopo. In questo periodo la città godette di un certo grado di autonomia, dovuto al controllo ormai formale da parte dei governatori bizantini e alle lotte di potere tra i diversi rami della famiglia Altavilla.
Trani cadde definitivamente sotto il dominio normanno nel 1073, dopo 50 giorni di assedio, per mano di Roberto il Guiscardo.
Fu in questo periodo, corrispondente alla prima crociata, precisamente nel 1099, che nella città si iniziarono i lavori per la costruzione della cattedrale in onore del santo patrono san Nicola pellegrino, un giovane greco in viaggio verso Roma che morì a Trani, dopo diversi giorni di malattia ed alcuni miracoli, e canonizzato subito dopo a furor di popolo. Già allora aveva grande importanza il porto, che sarà in seguito punto di partenza e di ritorno di diverse crociate.
Il primato commerciale e gli Ordinamenta et consuetudo maris