Cairo Montenotte ( Cöiri nella variante locale: ; Càiro o Câiru in ligureIl toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario del ) è un comune italiano di abitanti della provincia di Savona in Liguria. Ebbe semplicemente il nome di Cairo fino al 1863, quando venne aggiunto il titolo “Montenotte”, in onore della Battaglia napoleonica, che avvenne nell’omonima frazione comunale (chiamata Montneucc localmente).

Fin dall’epoca romana è un importante punto di collegamento tra il Piemonte e i porti della Liguria. La sua fortuna è dovuta in gran parte alla via Emilia Scauri, e successivamente della Magistra Langorum. Fu un'importante località delle Langhe durante l’epoca medievale, e moderna. Dal XIX ebbe un grande sviluppo dell’industria, facendo parte del Triangolo industriale.

Oggi è centro principale della val Bormida attorno al quale gravita una popolazione di circa persone. È inoltre il terzo comune della provincia per numero di abitanti, inferiore solo a Savona e Albenga e superiore a Varazze di pochissimi abitanti, nonché il più popolato della Liguria tra quelli senza sbocco al mare. Il territorio comunale è il secondo maggiore della provincia savonese dopo Sassello e il quinto in Liguria. Il territorio afferente a Cairo Montenotte ha fatto sì che, nel 2007, si iniziasse un percorso di lavoro congiunto dei comuni della valle mediante la stesura del cosiddetto Piano strategico della città delle Bormide, uno strumento mediante il quale poter più efficacemente porre il territorio all'interno del contesto socioeconomico ligure.

Cairo Montenotte è anche conosciuta per essere il luogo di nascita del patriota e scrittore italiano Giuseppe Cesare Abba.

Geografia fisica Il comune si trova nell'alta val Bormida, nell'entroterra di Savona, ed è il più importante e più grande di tutta la porzione di valle Bormida ligure.

Il territorio dell'agglomerato urbano, che si estende nella piana di fondovalle lungo la riva sinistra della Bormida di Spigno, ha un'altezza media di circa , mentre le cime più elevate superano di poco gli 800 metri di altitudine. Il Bric del Tesoro con i suoi 860 metri è la cima più elevata dell'intero territorio comunale. Dal 1989 è costituita la Riserva naturalistica dell'Adelasia dove a 620 metri s.l.m. è ubicata la grotta degli Olmi.

Storia

Il toponimo di "Cairo" deriva dal latino medioevale cairum, a sua volta derivato dalla radice del ligure antico car, con il significato di "pietra" o "rocca".

Ritrovamenti archeologici di vari manufatti confermano che il territorio fu abitato dall'uomo primitivo già in epoca neolitica: cuspidi di frecce, lance, pugnali ed asce sono conservate presso l'istituto Calasanzio di Genova Cornigliano, mentre un'ascia di pietra levigata, trovata nella frazione di Carretto, è attualmente in custodia del museo di archeologia ligure di Genova Pegli. Nel vicino comune di Roccavignale è stata rinvenuta una sepoltura con tre dolmen, mentre bracciali e altri piccoli manufatti in bronzo di epoca successiva provengono da varie località della zona e sono attualmente conservati presso il museo delle antichità archeologiche di Torino.

Probabilmente prima della conquista romana, come il resto del territorio valbormidese, era abitato dalla popolazione dei Liguri Statielli.

Dopo la conquista da parte dei Romani del territorio ligure, la val Bormida fu attraversata dalla Via Aemilia Scauri, opera del censore Marco Emilio Scauro del 109 a.C., che metteva in diretto collegamento le città di Derthona (Tortona) e Vada Sabatia (Vado Ligure); nell'odierna Cairo sorgeva la stazione di Canalicum o Calanico. La rete viaria fu in seguito ampliata con la costruzione della via Julia Augusta, voluta da Augusto nel 13 a.C. per assicurare il collegamento con le province galliche.

A Cairo, dove oggi sorge il santuario della Madonna delle Grazie, sono stati ritrovati in loco diversi manufatti romani e i resti di un'antica villa rustica (fattoria) d'epoca imperiale.

Il toponimo Cairum è attestato per la prima volta in un documento del 967 attestante la decisione dell'imperatore Ottone I di Sassonia di donare ad Aleramo del Monferrato delle terre già devastate, in passato, da incursioni longobarde (641) e saracene.

Citato in documenti ed atti ufficiali tra il 998 ed il 1014, l'8 maggio 1080 gli abitanti di Cairo firmarono un patto di amicizia con i Savonesi, rinnovato in seguito nel 1120, 1188, e nel 1194; dal 1091 diventò possesso di Bonifacio del Vasto che successivamente cedette alcune terre all'abbazia di Ferrania, quest'ultima fondata nel 1097. Una bolla di papa Innocenzo II, datata al 20 febbraio 1141, cita il castello di Cairo, posto sotto la protezione della Santa Sede così come l'abbazia benedettina di Sant'Eugenio dell'isola di Bergeggi. Dal 1131 al 1191 fece parte della Marca di Savona.

Una tradizione riferisce del passaggio nel 1213 del pellegrino san Francesco d'Assisi in viaggio verso la Spagna, non comprovata tuttavia da alcun documento. Il 5 luglio 1214 Ottone del Carretto, signore di Savona, vendette al Comune di Genova il castello di Cairo con le terre annesse e il successivo 16 luglio lo stesso Ottone venne nominato dai consoli di Genova signore feudale di Cairo, Carretto, Vigneroli, e metà di Carcare. Il 5 novembre 1235 la famiglia acquistò inoltre dai Cavalieri Ospitalieri di San Giovanni (poi Cavalieri di Malta) il castello di Rocchetta Cairo.

Le terre appartenute ai Del Carretto, passarono nel 1322 a Manfredo IV, marchese di Saluzzo, e furono quindi da questi cedute l'8 febbraio 1337 (o nel 1339) ai fratelli Scarampi, ricchi banchieri e commercianti di Asti, che furono feudatari dapprima del Comune di Genova e in seguito (9 luglio 1419) del marchesato del Monferrato con la riunione dei due principali feudi.

Nel XVI secolo il territorio cairese venne coinvolto nelle guerre fra le truppe imperiali e quelle francesi fino alla pace nel 1599. Nel 1625 e nel 1637 il borgo venne attaccato e saccheggiato dalle milizie del ducato di Savoia, in guerra contro Genova, che oltre ai danni materiali provocò una grave carestia.

Il 5 ottobre 1735 la maggior parte del territorio di Cairo passò sotto il dominio del Regno di Sardegna, il 30 agosto 1736 con la Trattato di Vienna venne ceduto tutto il comune.

Nel 1796 si combatté a Cairo, nei pressi di Montenotte Superiore, la prima battaglia vittoriosa della Campagna d'Italia di Napoleone Bonaparte, conosciuta come la battaglia di Montenotte. Un quartiere della città irlandese di Cork fu in seguito battezzato con il nome della battaglia.

Con la dominazione francese il territorio di Cairo si costituì in municipalità rientrando dal 2 dicembre 1797 nel Dipartimento del Letimbro, con capoluogo Savona, all'interno della Repubblica Ligure. Dal 28 aprile 1798 con i nuovi ordinamenti francesi, rientrò nel I cantone, capoluogo Savona, della Giurisdizione di Colombo e dal 1803 centro principale del I cantone di Savona nella Giurisdizione di Colombo. Annesso al Primo Impero francese, dal 13 giugno 1805 al 1814 venne inserito nel Dipartimento di Montenotte. Il 19 marzo 1814 vi transitò papa Pio VII.

Nel 1815 fu inglobato nel Regno di Sardegna, così come stabilì il Congresso di Vienna del 1814, e successivamente nel Regno d'Italia dal 1861. Dal 1859 al 1927 il territorio fu compreso nel IV mandamento di Cairo del circondario di Savona facente parte della provincia di Genova; nel 1927 anche il territorio comunale cairese passò sotto la neo costituita provincia di Savona.

Il re Vittorio Emanuele II, con decreto reale datato 8 aprile 1863, autorizzò il comune di Cairo ad assumere la denominazione di "Cairo Montenotte", a ricordo della battaglia dell'11 e 12 aprile 1796. Nel 1880 i comuni di Carretto e Rocchetta Cairo vennero soppressi e aggregati al comune di Cairo Montenotte. Nel dicembre 1916 nacque la Sezione Difesa di Cairo Montenotte che venne attivata dal gennaio 1917 con 3 Voisin III. Nell'estate del 1918 diventò 305ª Sezione che restò fino al febbraio 1919.Roberto Gentilli e Paolo Varriale, I Reparti dell'aviazione italiana nella Grande Guerra, AM Ufficio Storico, 1999, pp. 426-427.

Subì gli ultimi aggiustamenti al territorio comunale nel 1929 quando, con la soppressione dei comuni di Santa Giulia e Brovida, aggregati in parte nel comune di Dego, la frazione di Monti venne unita al comune di Cairo Montenotte.

Il 7 gennaio 1956 con il decreto del presidente della Repubblica Giovanni Gronchi il comune ottenne il titolo di "Città".

Il secondo dopoguerra è stato per il paese un periodo di grande sviluppo economico ed urbanistico, tanto da renderla uno dei più importanti poli industriali della provincia e della regione.

Dal 1973 al 2008 ha fatto parte della Comunità montana Alta Val Bormida (soppressa poi nel 2011).

Simboli

Stemma

Gonfalone

Bandiera

Secondo alcune supposizioni le tre torri nella parte superiore simboleggerebbero i tre castelli di Cairo, Carretto e Rocchetta Cairo, mentre la torre sottostante la principale porta d'accesso al borgo storico cairese.

Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 1º settembre 1971.

Onorificenze

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose

Chiesa parrocchiale di San Lorenzo nel centro storico di Cairo Montenotte. La sua prima citazione è del 4 maggio 1190. Fu ampliata dopo la peste del 1630 per adempiere ad un voto fatto dai parrocchiani, il cui compimento fu portato a termine nel 1642. Al suo interno si trovano affreschi di Paolo Gerolamo Brusco, statue di Antonio Brilla ed un crocefisso di Anton Maria Maragliano. La chiesa è stata dichiarata monumento nazionale. La co-patrona è la Beata Vergine Addolorata. Ex oratorio di San Sebastiano e i suoi Disciplinanti, presso Porta Piemonte, nel centro storico di Cairo Montenotte. Della cui struttura originale rimangono il muro laterale sinistro e quello dell'abside. Vi officiavano i Minori Osservanti del convento di San Francesco ed era la sede della Compagnia dei Disciplinanti o Battuti, detta anche Confraternita di San Sebastiano, obbedienti alla regola di san Carlo e custodi di varie reliquie tra cui quella di san Teodoro. Cappella di San Rocco fuori le mura, costruita per un voto dei cairesi dopo la peste del 1599. Altare dedicato a san Rocco e a san Gaetano. Santuario della Madonna delle Grazie, sorto sui ruderi o nelle immediate vicinanze di un tempio pagano, l'attuale struttura nasconde i resti di una cella di san Donato dei monaci benedettini già citata nel 992 e che divenne pieve nel 1014. Chiesa parrocchiale di Cristo Re, Cuore Immacolato di Maria e Santa Barbara nella frazione di Bragno, fondata nel 1934. Cappella di San Rocco nella frazione di Carnovale, costruita nel 1648 sui resti di un edificio sacro. Chiesa di San Martino nella frazione di Carretto. Cappella di Sant'Agata nella località di Chiappella. Cappella di San Lazzaro nella località di Colombera. Abbazia di Ferrania e chiesa parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo (nome medievale Ferranica) è uno dei più antichi insediamenti della zona. La struttura, sita nel borgo di San Pietro, ha conservato l'impianto originale, trasformando in abitazioni quelli che erano gli immobili del convento. Cappella di San Michele nella località di Ferrere, edificata nel 1694. Cappella di Santa Margherita alle Fornaci, abbandonata da tempo, sul pendio sopra la cava della località Fornaci. Chiesa parrocchiale del Santissimo Nome di Maria nella frazione di Montenotte Inferiore. Cappella della Natività di Maria Vergine nella frazione di Monti, costruita nel 1913. Chiesa parrocchiale di Sant'Andrea nella frazione di Rocchetta Cairo. Chiesa parrocchiale di San Giuseppe, nella frazione di San Giuseppe di Cairo, cappelletta ricostruita nel 1957 dopo che la precedente cappella fu demolita per far posto alla locale stazione ferroviaria. Cappella di Sant'Anna, nella località di Sant'Anna.