Vergine della Rivelazione (anche Vergine delle Tre Fontane) è l'appellativo con cui alcuni fedeli cattolici venerano la Madonna, in seguito alle apparizioni che avrebbe avuto Bruno Cornacchiola a partire dal 12 aprile 1947 in una grotta nel luogo detto delle Tre Fontane a Roma..

La Chiesa cattolica ad oggi non ha riconosciuto le apparizioni, ma nel 1956 papa Pio XII acconsentì alla costruzione nel luogo dell'apparizione di una cappella per il culto, affidandone inizialmente la custodia e il servizio religioso all'Ordine dei frati minori conventuali. Nel 1997 papa Giovanni Paolo II cambiò il nome del santuario in Santa Maria del Terzo Millennio alle Tre Fontane.

Il 12 aprile 2025 con un decreto di papa Francesco il santuario fu elevato a santuario diocesano e il nome cambiato in Vergine della Rivelazione - Madre della Chiesa. Il responsabile è il rettore monsignore Renato Tarantelli Baccari.

Storia delle apparizioni Apparizione a Luigina Sinapi

La grotta dove Bruno Cornacchiola ed i suoi tre figli avrebbero assistito il 12 aprile del 1947 all'apparizione della Madonna, fu protagonista dieci anni prima di un'altra presunta apparizione, che Luigina Sinapi (Itri, 8 settembre 1916 – Roma, 17 aprile 1978) riferì di avere avuto.. La Sinapi, già il 15 agosto 1935, riferì di aver avuto diversi messaggi dalla Madonna che le chiedeva di offrirsi come vittima per la Chiesa cattolica e i sacerdoti, ma l'apparizione più significativa avvenne il 12 aprile 1937, dieci anni esatti prima delle apparizioni a Cornacchiola, mentre la Sinapi si trovava nella grotta delle Tre Fontane. In questa data, in cui la Sinapi, in qualità di catechista, stava accompagnando il gruppo dei bambini della sua parrocchia a visitare l'abbazia delle Tre Fontane, affermò di aver udito una voce che la chiamava da dentro una grotta e che incuriosita vi entrò; qui vide Madonna che le mostrò un mucchietto di ossa umane e le fu detto di essere lo scheletro fetale di un aborto clandestino.. La Sinapi scavò una buca nel terreno, vi seppelli le ossa e vi pose sopra una medaglia mariana. Successivamente, dopo che la Madonna la ebbe ringraziata, Luigina riferì che la Madonna la salutò con questo messaggio:

Luigina fece come le fu chiesto e in piazza san Pietro si imbatté nella marchesa Elisabetta Pacelli, sorella del cardinale Eugenio, al tempo Segretario di Stato di papa Pio XI. Luigina gli riferì la profezia sulla sua imminente elezione al soglio pontificio e sulle future apparizioni. Il cardinale ascoltò con distacco e pronunciò la celebre frase: «Se son rose, fioriranno». Meno di due anni dopo, il 2 marzo 1939, Pacelli divenne papa Pio XII. Dopo che la profezia si avverò, il papa tenne sempre in considerazione i consigli che la Sinapi gli dava, considerandola un'inviata da Dio.

Quando Bruno Cornacchiola lo incontrò e gli riferì dell'apparizioni di cui fu protagonista nella grotta delle Tre Fontane, papa Pacelli si ricordò del messaggio che la Sinapi gli diede un decennio prima, rispondendogli che sapeva già tutto.

Apparizione a Bruno Cornacchiola Le apparizioni che resero il luogo meta di pellegrinaggi da tutto il mondo ebbero come protagonista Bruno Cornacchiola (Roma, 9 maggio 1913 – Roma, 22 giugno 2001), un tranviere romano che all’epoca dei fatti aveva 34 anni. Dopo un'infanzia travagliata, sposò nel marzo 1936 Iolanda Lo Gatto (1909–1976).. Nel 1936, al termine del servizio di leva, aderì al Partito Comunista clandestino e partecipò come volontario alla guerra civile spagnola dalla parte dei franchisti, con la missione di sabotare le linee nazionaliste.. Durante la guerra fece amicizia con un soldato tedesco di fede luterana dal nome Otto. Fu il soldato che lo evangelizzò sui pericoli del cattolicesimo romano e sul come il papato fosse la bestia descritta nell'Apocalisse;. in questa occasione, oltre a lasciarsi convincere dalle tesi luterane e aderendo al protestantesimo, Cornacchiola comprò a Toledo un pugnale con il quale era intenzionato a uccidere papa Pio XII.. Finita la guerra, ritornò a Roma e diventò un fanatico anticattolico e avventista, nonostante i tentativi della moglie Iolanda di riportarlo alla fede cattolica facendogli praticare la devozione dei nove primi venerdì del mese.Saverio Gaeta, Il veggente. Il segreto delle Tre Fontane, Salani Editore, 2016, Kindle pp. 283-290.

Nel 1942 Cornacchiola cambiò confessione e diventò un evangelico battista, iniziando a leggere e a studiare il Nuovo e l'Antico Testamento.. Nel 1944 Cornacchiola diventò un predicatore del gruppo battista guidato da Vincenzo Veneziano; nel frattempo ebbe con la moglie tre figli: Isola (1936), Carlo (1940) e Gianfranco (1943).. Nel 1945 si unì alla chiesa degli avventisti del settimo giorno guidata dal pastore Giovanni Cupertino perché questo gruppo di cristiani era più intransigente nei confronti della Chiesa cattolica e Cornacchiola cercava «quella più forte». Durante questo periodo si distingue per offrire aiuto e supporto ai suoi colleghi ferrotranvieri ammalati, visitandoli e aiutando le rispettive famiglie; ma si distingue anche per maltrattare ogni sacerdote cattolico che incontrava per strada.. Il 23 marzo 1946 si iscrisse al Partito Comunista Italiano e divenne direttore della Gioventù missionaria avventista del Lazio..

Il sabato 12 aprile 1947 si recò insieme ai tre figli – Gianfranco, Carlo e Isola, rispettivamente di 4, 7 e 10 anni – nel luogo di Roma detto delle "Tre Fontane", nella zona dirimpetto l'abbazia dove si trova il bosco di eucalipti. La zona è così chiamata perché, secondo la tradizione, la testa dell'apostolo Paolo, rimbalzando tre volte dopo la decapitazione, avrebbe fatto sgorgare tre fonti.. Quel giorno di permesso, non lavorava di sabato per rispettare le regole della chiesa avventista a cui apparteneva,. Cornacchiola era intenzionato a scrivere un intervento contro il dogma cattolico dell'Immacolata Concezione e contro l'Assunzione di MariaIn data 1º maggio 1946, papa Pio XII pubblicò la lettera enciclica Deiparae Virginis Mariae con la quale chiedeva all'episcopato cattolico pareri sulla possibile proclamazione del dogma dell'Assunzione. per un compito affidatogli dal proprio pastore e decise così di recarsi in quel luogo perché poco frequentato e dove i bambini potevano giocare in sicurezza. Giunti alle Tre Fontane, i quattro salirono su una piccola collina e si stanziarono in una zona pianeggiante con una grotta a cui fu vietato ai bambini l'entrata.. I bambini iniziano a giocare con la palla e Cornacchiola, con la Bibbia, inizia a redigere il discorso. Accade che la palla sfugge ai bambini e scende verso la strada, allora Cornacchiola prende il figlio Carlo e si reca a recuperarla mentre sollecita gli altri due a non allontanarsi e a non entrare nella grotta. Una volta sceso dalla collina e non trovando la palla, chiama gli altri due figli, ma non riceve risposta e allora decide di ritornare alacremente; qui trova Gianfranco davanti l'entrata della grotta inginocchiato e in trance con le mani giunte mentre mormora "Bella Signora". Pensando si trattasse di un gioco, chiama la figlia maggiore Isola, intenta a raccogliere dei fiori per farne un mazzo e le domanda che nuovo gioco sia quello, ma la figlia risponde che i due non stanno giocando. Pensando che ci fosse qualcuno dentro la grotta, Isola guarda suo interno, ma non vede nessuno,. ma ritornata dal padre pure lei cade in trance e inginocchio con le mani giunte vicino al fratello, ripetendo la stessa frase. Irritato, Cornacchiola si rivolge al figlio Carlo e gli dice di o giocare con i fratelli oppure di farli smettere subito, ma Carlo gli risponde che questo gioco non lo conosce; all'improvviso anche lui cade in ginocchio allo stesso modo degli altri. Cornacchiola riferì successivamente di essere stato molto sorpreso dal modo di pregare dei figli perché né lui né la moglie avevano mai insegnato quella postura. Spaventato dall'apparente catalessi dei figli e pensando a una stregoneria o a un malore improvviso, Cornacchiola tentò di scuoterli, ma i loro corpi gli sembrarono pesantissimi e inamovibili. Pensando che dentro la grotta ci fosse il malfattore che aveva incantato i suoi bambini, entra per confrontarlo, ma non trova nessuno.. Esce disperato:

Cornacchiola raccontò che in quel momento si sentì immerso in uno stato di profonda gioia, mentre nella grotta si diffondeva un profumo soave.. Dopo il primo messaggio, Cornacchiola riferì che la Vergine continuò a parlargli, confidandogli un messaggio sull'importanza della preghiera, delle Sacre Scritture, della chiesa, del papa e dei pericoli a cui il mondo e i cattolici andavano incontro.. Prima di accomiatarsi, la Vergine gli avrebbe dato anche un compito personale che avrebbe confermato la realtà dell'origine divina e non diabolica della visione. Cornacchiola doveva incontrare un sacerdote presentandosi in un certo modo e secondo i modi e predetti dalla Madonna; Cornacchiola affermò che l'incontro avvenne secondo quanto preannunciato. e individuò il sacerdote preconizzato in don Gilberto Carniel, appartenente alla Piccola opera della Divina Provvidenza.. Fu proprio don Carniel che accolse nuovamente nella comunità cattolica Cornacchiola e la sua famiglia a seguito dell'abiura.

Terminata la visione, i figli chiesero al padre chi era quella donna vista da loro e Cornacchiola rispose che era la Vergine Maria e che dovevano da ora in avanti farsi cattolici. Ritornarono a casa, facendo una breve sosta per pregare all'abbazia delle Tre Fontane, e Cornacchiola riferì tutto alla moglie, che si sentì sollevata di quanto accaduto, credendogli fin da subito.. La sera dello stesso 12 aprile 1947 Cornacchiola scrisse il messaggio che la Vergine gli avrebbe affidato; alle domande dei fedeli su come era sicuro di non aver alterato il messaggio ricevuto, egli rispondeva che se lo ricordava bene perché questo, fino a che non lo ebbe messo per iscritto, gli risuonava in testa come un disco provocandoli molto fastidio non trovando concentrazione per pensare o fare altro.. Cornacchiola non rivelò mai per intero il messaggio, poiché esso era per il Santo Padre soltanto e glielo spedì il 1º maggio 1947 insieme ad una professione di fede.

Eventi successivi Cornacchiola raccontò quindi di avere avuto altre apparizioni, il 6, 23 e 30 maggio; successivamente preparò un testo, in cui descriveva la sua conversione, e questo fu affisso all'ingresso della grotta l'8 settembre 1948. Il luogo divenne meta di pellegrinaggio Cornacchiola incontrò papa Pio XII il 9 dicembre 1949: confessò al pontefice che dieci anni prima, al ritorno dalla guerra civile spagnola, aveva progettato di ucciderlo.. Dopo quest'episodio fu scolpita una statua di Maria, secondo le indicazioni del veggente, e fu posta nella grotta, dove ormai hanno luogo guarigioni e conversioni.Alberto Alliney, La grotta delle Tre Fontane : gli avvenimenti del 12 aprile 1947 all'esame della critica scientifica, studio medico del miracolo, cenni su alcune guarigioni, Città di Castello, Tipografia Unione arti grafiche, 1952

Il 12 aprile 1980, nel trentatreesimo anniversario della presunta apparizione, tremila persone affermarono di aver assistito a un prodigio solare, descrivendolo in seguito in modo particolareggiato. Il fenomeno si sarebbe ripetuto due anni più tardi. In quest'occasione, Bruno Cornacchiola disse di aver ricevuto un messaggio dove la Madonna gli chiedeva la costruzione di un santuario nel luogo dell'apparizione. Cornacchiola avrebbe avuto per tutta la vita sogni e visioni profetiche: dalla tragedia di Superga (1949) alla guerra del Kippur (1973), dal rapimento di Aldo Moro (1978) all'attentato a Giovanni Paolo II (1981), fino al disastro di Černobyl' (1986) e agli attentati dell’11 settembre (2001).Saverio Gaeta, opera citata, Kindle p. 24