La monetazione di Cales riguarda le monete coniate a Cales, una città della Campania, il più importante centro urbano dell'antica popolazione italica degli Ausoni. Cales si trovava sulla via Latina, a metà strada tra le montagne del Sannio e la pianura della Campania felix, pochi chilometri a nord di Casilinum (l'attuale Capua) e poco a sud di Teanum Sidicinum.
Il sito archeologico si trova nel comune di Calvi Risorta, a poca distanza dal centro abitato.
La città coniò monete nel periodo tra il 268 a.C. e la Seconda guerra punica. Le monete di Cales sono inserite tra quelle emesse da colonie e alleati di Roma, in una zona che si incentrava intorno alla Campania antica. Dopo la Seconda guerra punica, Cales, come la maggior parte dei centri dell'Italia oramai romana, non coniò più monete proprie e usò la monetazione romana, incentrata sul denario.
Tradizionalmente i numismatici trattano le monete calene nella monetazione greca.Eckhel, Doctrina numorum veterum.
Catalogazione Per la monetazione di Cales non è stato pubblicato un testo specificamente dedicato. Il testo con la più ampia trattazione è quello pubblicato da Arthur Sambon, uno studioso francese, dal titolo Les monnaies antiques de l'Italie, e uscito a Parigi nel 1903. Il libro tratta, nonostante il titolo, solo parte dell'Italia antica, praticamente l'Italia centrale e la Campania. Le monete pertinenti a Cales sono numerate da 885 a 973 e divise in monete d'argento (885-915) e monete di bronzo. Queste, a loro volta, sono differenziate in tre gruppi: quelle con la testa di Pallade e il gallo (916-918), quelle con la testa d'Apollo e il toro androprosopo, cioè un toro con volto umano, sovrastato dalla lira (919-953) oppure da un astro (954-967), o senza nulla (968), e quelle in cui sopra al toro androprosopo è raffigurata una Vittoria alata che lo incorona (969-973). Nei cataloghi si trova quindi un riferimento del tipo "Sambon" seguito dal numero.
Un'analisi meno approfondita ma comunque sufficiente è quella presente in Historia Numorum - Italy, un testo pubblicato in Gran Bretagna nel 2001 a cura di un gruppo di numismatici coordinato da Keith N. Rutter. Questo testo considera solo i tipi principali. Nei cataloghi si trova un riferimento del tipo "HN" o "HN Italy" seguito dal numero: 434 per il didracma d'argento con Atena al dritto e la Vittoria su biga al rovescio, 435 per Minerva e il gallo e 436 per Apollo e il toro.
Altre fonti di catalogazione sono le Sylloge Nummorum Graecorum. In genere sono usate le più recenti o più diffuse, come quella dell'American Numismatic Society, quella di Copenaghen e quella di Francia. Per i bronzi è anche usata la Sylloge della collezione Morcom, una collezione di bronzi dell'Occidente greco, con sede in Gran Bretagna. Nei cataloghi si trova un'indicazione abbreviata della Sylloge, del tipo "ANS", "Cop.", "France" o "Morcom", seguita dal numero della moneta raffigurata.
Contesto storico
La città, secondo quanto riporta Livio, fu conquistata dai Romani nel 335 a.C. e l'anno successivo vi venne dedotta una colonia di diritto latino, cioè una colonia con autonomia amministrativa, la prima nella zona.Tito Livio, Ab Urbe condita libri, VIII, 16. Le altre città della zona entrarono nell'orbita romana, come colonie o come soci, nel periodo successivo.
Nel 209 a.C., durante la Seconda guerra punica, dodici colonie, tra cui Cales, inviarono legati a Roma, dove rifiutarono di dare l'aiuto che era stato loro richiesto secondo la formula togatorum.Tito Livio, Ab Urbe condita libri, XXVII, 9-10. Finita la guerra, Roma ridurrà profondamente l'autonomia precedentemente accordata.Tito Livio, Ab Urbe condita libri, XXIX, 15-37. Tra le autonomie perse ci fu anche il diritto di coniazione.
Contesto monetario
Nel periodo tra la prima e la seconda guerra punica, in un gruppo di città legate a Roma appaiono nuove monete con caratteristiche simili..
Si tratta di monete di bronzo che presentano due tipologie:
una tipologia mostra al dritto la testa di Apollo volta a sinistra e al rovescio un toro androprosopo, passante verso destra e con la testa di fronte, identico a quello usato nella monetazione di Neapolis nello stesso periodo; l'altra presenta al dritto la testa di Minerva con elmo corinzio e al rovescio un gallo stante. Queste monete hanno uno stile simile alle monete romane dello stesso periodo.
Alcune di queste città coniarono esclusivamente le monete con Apollo, altre solo quelle con Minerva e altre entrambe.
Oltre alle tipologie citate, alcune delle città coniano anche dei didracmi di piede campano e inoltre anche altre monete enee (cioè di bronzo) con tipi diversi. Le città sono tutte situate nel Latium adiectum, in Campania e nel bacino del Volturno.
Zecca Apollo Minerva Didramma Altro bronzoAeserniaoggi Isernia. × (S. 175-182) × (S. 183 / 184-189)Due tipi: Minerva / Aquila con serpente tra gli artigli e Vulcano / Giove su biga.Aquinumoggi Aquino.× (S. 166-170)Caiatiaoggi Caiazzo.× (S. 974-976)Calespresso Calvi Risorta.× (S. 919-967)× (S. 916-918)× (S. 885-915)Atena / Vittoria su biga.Esiste anche una rara dracma comunemente attribuita a Cales.Compulteriapresso Alvignano.× (S. 1066-73)Suessaoggi Sessa Aurunca.× (S. 877-884)× (S. 873)× (S. 852-869)Apollo / Cavaliere nudo su cavallo conducente un secondo cavallo.× (S. 870-872)Testa di Mercurio / Ercole che soffoca il leone. Teanum Sidicinumoggi Teano.× (S. 989-1002)Etnico in alfabeto osco, spesso retrogrado.× (S. 1004)A differenza delle altre monete della città, questa reca l'etnico in alfabeto latino: TIANO.× (S. 977-988)Ercole / Vittoria su triga.× (S. 1003)Mercurio / Toro androprosopo.Telesiaoggi Telese.× (S. 174) Tra parentesi la catalogazione secondo Sambon, 1903
Le città hanno in comune, oltre ai tipi, anche le monete e alcuni segni identificativi, come la ricorrente sigla ΙΣ. Anche i simboli usati per distinguere le singole emissioni tendono a sovrapporsi, almeno per le città, con un più cospicuo numero di emissioni. I simboli usati sono sovrapponibili in larga parte anche con quelli delle monete coeve di Neapolis e di Roma..
Queste coincidenze, la contemporanea presenza di monete di queste città, nei tesori che ci sono giunti, accanto a quelle di Neapolis e Roma, le congruità stilistiche ed altro, hanno spinto gli studiosi a ipotizzare una qualche forma di circolazione comune e l'esistenza di un'autorità comune per il controllo della monetazione...
Monete Monetazione fusa In passato è stata attribuita a Cales una serie di monete fuse, che presentano al rovescio un kantharos...Ernst Haeberlin, Die Systematik des ältesten römischen Münzwesens, in "Münzblätter", Berlino, 1905, p. 33. Secondo Barclay Vincent Head, che riprende Ernst Haeberlin, il tipo al rovescio, un kantharos, avrebbe indicato le due principali attività della città: la produzione di vino caleno e la manifattura di ceramiche. Head identifica in questo contesto il kantharos con un calix ("coppa" in latino) e nota la somiglianza tra la parola calix ed il nome della città. Sambon non cita questa serie. Questa ipotesi è ignorata da autori più recenti o specificatamente rifiutata..
Questa serie è catalogata come Thurlow - Vecchi 254-260..
Argento La città coniò stateri (o didrammi) di piede campano o foceo. Lo statere campano pesa 7,5 grammi ed è suddiviso in due dracme. Il piede adottato fu in origine usato dalla colonie fondate dai Focesi, come Massalia e Velia. Fu adottato da Neapolis e successivamente dalle altre città dell'area.
Il dritto del didramma di Cales presenta la testa di Atena ingioiellata, con elmo corinzio ornato da piume. Ci possono essere vari simboli: sull'elmo, dietro la testa. A volte ci sono lettere sotto il collo in alfabeto greco. Il tipo con la testa di Atena è ampiamente diffuso nella monetazione del mondo greco, come ad esempio nelle monete di Atene e di Corinto.Statere di Corinto.Tetradracma di Atene in stile arcaico.
Al rovescio è rappresentata la Nike che guida una biga, tenendo con la mano destra la frusta e con la sinistra le redini. In esergo è presente l'etnico CALENO in alfabeto latino..
Sambon cataloga le monete d'argento con i numeri dall'885 a 915. Le varianti principali sono determinate dalla posizione della dea e della biga:
Atena volta a sinistra - biga sinistra (Sambon 885-887; 889-893) Atena volta a destra - biga destra (Sambon 888) Atena volta a destra - biga sinistra (Sambon 894-915)
Le altre varianti del rovescio sono la posizione delle mani della Nike, destra in alto e sinistra in basso o viceversa.
Più numerose sono le varianti per quanto riguarda il dritto che possono differenziarsi per il simbolo dietro la testa di Atena (ala, arco, etc.), la decorazione sull'elmo (serpente, cornucopia, pentagramma) e la lettera sotto al collo (Γ, Ω, Θ etc.). In tutto Sambon classifica trentun varianti. Altre ne sono state catalogate in seguito, grazie ai ritrovamenti e a cataloghi pubblicati successivamente ma che non hanno comunque modificato sostanzialmente il quadro generale. Lo stile è quello delle monete coeve di Neapolis.
La dracma
Esistono anche delle dracme attribuibili a Cales. Sambon descrive (ma non cataloga), nella parte dedicata alla città di Cales, dopo gli stateri, anche una dracma, presente nella collezione di Vienna: testa maschile (descritta dubitativamente come Apollo) a destra al dritto e gallo al rovescio, dietro stella a otto raggi.
In cataloghi pubblicati in seguito sono illustrate monete simili. Una si trova al Fitzwilliam Museum, fa parte della collezione Mc Clean ed è descritta come pertinente a Cales.. Altre tre sono presenti nella collezione di Budapest. Mentre la prima è descritta come pertinente a Cales, le altre due, di peso nettamente inferiore e con caratteristiche stilistiche più povere, sono state giudicate dal curatore come oboli di imitazione celtica.SNG Budapest 358-360.
Bronzo A Cales furono coniati due gruppi principali di monete enee: quelle con Minerva/gallo e quello con Apollo/toro androprosopo; le monete dal tipo Apollo presentano diverse varianti principali. Si tratta in entrambi i casi di monete fiduciarie, cioè di monete il cui valore non è determinato dal contenuto di metallo.
Queste monete sono presenti, oltre che in altri, nel tesoro ritrovato a Pietrabbondante (Bovianum Vetus) e descritto da Gabrici.. Il ritrovamento è schedato come IGCH (Inventory of Greek Coin Hoards) 1986, Noe 816, e Crawford RRCH 24.
Nell'elenco delle monete ci sono i bronzi di alcune delle città già citate: Roma 2 litrae (del tipo Apollo/leone ed etnico ROMANO) Aesernia 13 Aquinum 1 Cales 25 Neapolis 126 Nola 3 Suessa 16 Teanum Sidicinum 1.
Il ritrovamento è importante per due punti:
alcune monete di Neapolis sono battute su monete di Cales (del tipo Apollo/toro) e su monete di Aesernia; le monete del tipo Minerva/gallo risultano più consumate rispetto a quelle Apollo/toro che sono invece più fresche.
Tre delle monete di Cales sono del tipo Minerva/gallo e le altre dei vari tipi Apollo/toro androprosopo.
Minerva
Il gruppo di monete con il tipo di Minerva e il gallo è uno dei due gruppi della monetazione enea di Cales. A. Sambon individua tre serie caratterizzate dal tipo di "Pallas" (Atena in francese) al dritto e da un gallo al rovescio; le serie sono quelle numerate 916, 917 e 918..
La testa della dea, raffigurata al dritto è volta a sinistra e indossa un elmo corinzio con un lungo pennacchio. Questo lato della moneta è completato da un cerchio di punti. L'elmo è portato sulla nuca lasciando il volto scoperto. Il tipo raffigurato al dritto è simile a quello delle quincunx di LarinoQuincunx di Larino. e di LuceriaQuincunx di Luceria. e ad altre monete tra cui una litra romana.Litra romana. Le varianti delle monete calene di questo gruppo, per quanto riguarda il dritto, sono quelle determinate dalla posizione della testa (destra o sinistra) e dalla presenza o meno dell'etnico.