Ezio Auditore da Firenze (Firenze, 24 giugno 1459 - Firenze, 30 novembre 1524) è un personaggio immaginario appartenente alla serie videoludica di Assassin's Creed.

Biografia del personaggio

Infanzia e gioventù

Ezio Auditore nacque a Firenze il 24 giugno 1459, secondogenito di Giovanni Auditore e Maria Mozzi, nato dopo Federico, e dopo di lui nacquero la sorella Claudia e il fratello Petruccio. Ezio visse la sua giovinezza all'interno della nobiltà fiorentina facendo apprendistato presso Giovanni Tornabuoni, presumibilmente per prendere più avanti il comando della banca di famiglia. Nel 1476, Ezio e suo fratello Federico ebbero una disputa con Vieri de' Pazzi e, durante una rissa, rimase ferito al labbro da un sasso scagliatogli da Vieri, che gli procurò la famosa cicatrice. Nello stesso anno, conobbe Cristina Vespucci, cugina di Amerigo Vespucci, con cui ebbe una relazione amorosa.

Un giorno, dopo aver terminato alcune faccende, Ezio trovò a casa messa a soqquadro, il padre e i fratelli erano scomparsi, mentre la madre e la sorella erano nascoste. Dopo aver saputo dalla governante Annetta che Giovanni e i fratelli erano stati arrestati, Ezio si diresse verso Palazzo della Signoria, dove erano detenuti. Scalatolo, riuscì a parlare con il padre: egli gli incaricò di trovare un baule nascosto in una stanza segreta, prenderne il contenuto, e consegnare una lettera a Uberto Alberti, Gonfaloniere di Giustizia. Così facendo, Ezio riuscì a trovare le vesti da assassino del padre, una spada, una lama celata e una polsiera avvolti da una pergamena. Successivamente consegnò la lettera ad Alberti che gli assicurò il rilascio della famiglia. Il giorno seguente, Ezio, recatosi in Piazza della Signoria, vide Uberto impiccare suo padre e i suoi fratelli, facendo finta di non aver mai ricevuto alcun documento. Ezio fuggì ed incontrò Paola, sorella di Annetta e assassina in segreto, che aiutò Ezio nelle sue brame di vendetta, insegnandogli come mescolarsi tra la folla per passare inosservato. Terminato l'addestramento, Leonardo da Vinci, grande amico di Ezio, riparò la lama celata di Giovanni. Ottenuta un’arma letale, Ezio uccise Uberto Alberti alla mostra del Verrocchio, nel chiostro di Santa Croce, proclamando poi che gli Auditore non erano morti.

Caccia ai congiurati Ezio, diventato quindi l'uomo più ricercato di Firenze, lasciò la città con la madre e la sorella nella speranza di poter partire per la Spagna, dopo un breve soggiorno nella villa di famiglia situata nel borgo di Monteriggioni. Durante il viaggio, prima di raggiungere il borgo, i tre vennero bloccati da Vieri de' Pazzi e dai suoi uomini. Un tempestivo intervento dello zio di Ezio, Mario Auditore, e dei suoi mercenari, salvò la vita al nipote. Mario informò il nipote dell'appartenenza della loro famiglia all’Ordine degli Assassini, da sempre avversi ai Templari, ordine di cui facevano parte i Pazzi, che tramavano una congiura contro la Repubblica di Firenze, sulla quale suo padre Giovanni stava da tempo investigando.

Ezio capì che per stroncare la minaccia templare doveva dare la caccia ai vari membri della famiglia rivale. Mario ed il nipote quindi si diressero a San Gimignano, dove Vieri de' Pazzi si era stabilito, prendendola d’assalto. Inoltratosi nella città, Ezio osservò un incontro tra Rodrigo Borgia, capo dell’ordine templare Jacopo de' Pazzi, Francesco de' Pazzi e Vieri. Durante l'attacco, Ezio sfidò a duello Vieri sulle mura della città uccidendolo. Tornati a Monteriggioni, lo zio mostrò ad Ezio il Codice redatto dal leggendario assassino siriano Altaïr Ibn-La’Ahad che accennava a qualcosa di molto potente sotto terra. Gli obiettivi di Ezio da questo momento in poi saranno sia trovare tutti i pezzi del Codice sia stroncare la congiura dei Pazzi.

Tornò a Firenze nel 1478 per prevenire la riuscita della congiura dei Pazzi, che prevedeva la morte di Lorenzo e Giuliano de' Medici e la presa di potere dei Pazzi stessi. Il 26 aprile, durante la messa presso la Cattedrale di Santa Maria del Fiore, Francesco de' Pazzi e altri congiurati riuscirono ad uccidere Giuliano e a ferire Lorenzo. Ezio salvò Lorenzo e lo scortò presso il suo palazzo, dove apprese da Angelo Poliziano, la posizione di Francesco de' Pazzi, che stava attaccando Palazzo della Signoria, riuscendo infine ad ucciderlo.

Scoperto che i congiurati dei Pazzi si erano rifugiati nelle campagne toscane nella zona di San Gimignano, Ezio riuscì ad eliminare Antonio Maffei, Stefano da Bagnone, Bernardo Baroncelli e Francesco Salviati, ricevendo da loro informazioni sul nascondiglio di Jacopo de' Pazzi. Dopo averlo pedinato, spiò un suo incontro con Rodrigo e un mercante veneziano, Emilio Barbarigo. Jacopo, per il suo fallimento a Firenze, venne pugnalato da Rodrigo con Ezio che gli diede il colpo di grazia. Con la fine della congiura dei Pazzi, Ezio sarebbe dovuto partire verso Venezia con Leonardo. L’Auditore però, non sarebbe potuto partire perché sprovvisto di lasciapassare. Ezio comunque riuscì a partire per la Repubblica salvando Caterina Sforza, contessa di Forlì.

Arrivato alla nuova bottega di Leonardo a Venezia, Ezio uccise Emilio Barbarigo. Prima dell’omicidio, Ezio poté origliare un discorso tra Emilio e un funzionario del governo, Carlo Grimaldi, membro del Consiglio dei Dieci e dei Templari. Ezio scoprì che essi tramavano di avvelenare il doge Giovanni Mocenigo. Grazie all’aiuto della macchina volante di Leonardo da Vinci, Ezio riuscì a volare fino a Palazzo Ducale, dove si sarebbe tenuto il misfatto. Tuttavia, Ezio arrivò troppo tardi per il doge, che era già stato avvelenato. A quel punto, Carlo fuggì, ma fu raggiunto e ucciso da Ezio, che divenne l'uomo più ricercato di Venezia. Nel 1486, divenne doge Marco Barbarigo, altro membro templare. Grazie all’aiuto di Bartolomeo d'Alviano, Ezio uccise l’obiettivo eliminando totalmente la minaccia templare nella città lagunare.

Primi anni da assassino Il 24 giugno 1488, giorno del ventinovesimo compleanno di Ezio, Leonardo da Vinci finì di tradurre un frammento del Codice di Altaïr: in esso veniva detto che un “profeta” sarebbe riuscito ad aprire una cripta, non appena una nave con un Frutto dell’Eden sarebbe giunta a Venezia. Dopo aver saputo dell'arrivo di una nave templare da Cipro, Ezio attese e pedinò un corriere dei Templari sceso dalla nave, che aveva con sé un Frutto dell'Eden. Ezio poté prenderne l'identità, portando il Frutto dell'Eden direttamente a Rodrigo Borgia. Finalmente in grado di scontrarsi con il responsabile della morte di suo padre e dei suoi fratelli, Ezio si scontrò con il Gran Maestro dei Templari. Ezio venne poi aiutato dai suoi alleati, riuscendo a far fuggire Rodrigo. Arrivò anche Niccolò Machiavelli, mentore della Confraternita, che trovòin Ezio il "profeta". Quella notte Ezio venne formalmente introdotto nell'Ordine tramite il tipico marchio sull'anulare sinistro.

Dopo le vicissitudini veneziane, gli Assassini esaminarono la Mela al laboratorio di Leonardo. Dopo essersi attivata con il tocco di Ezio, gli Assassini compresero la sua potenza e pericolosità, e Machiavelli decise di custodirla a Forlì, governata dall'alleata Caterina Sforza. Tuttavia, scoprirono che la città era al tempo assediata dai fratelli Ludovico e Checco Orsi. Quando Ezio, Niccolò e Caterina furono alla Rocca di Ravaldino, scoprirono che i figli di Caterina, Ottaviano e Bianca Riario, erano stati presi in ostaggio. Salvati entrambi dalle grinfie di Ludovico, Ezio scoprì che Checco Orsi si era impadronito della Mela dell'Eden, perciò lo raggiunse fuori dalle mura e lo giustiziò, ricevendo però una pugnalata. Prima di svenire per la ferita, Ezio intravede un monaco privo di un dito raccogliere la Mela. Si trattava di Girolamo Savonarola.

Nel 1491 Ezio scoprì che Luis de Santángel aveva bisogno di aiuto. Cristoforo Colombo, amico di Luis, doveva incontrare Rodrigo Borgia, interessato ai suoi piani di navigazione verso Ovest. Luis sospettò un inganno e chiese a Ezio di aiutare Cristoforo: sul luogo, Ezio scoprì effettivamente una trappola. Cristoforo venne salvato con successo. Ezio si recò, quindi, in Spagna, per salvare alcuni alleati dall'Inquisizione spagnola, comandata da Tomás de Torquemada. Tra le città di Barcellona, Granada e Saragozza scoprì un complotto dei Templari per navigare verso il Nuovo Mondo. Ezio non riuscì ad eliminare Torquemada, ma aveva protetto nuovamente la gilda dall'intervento dei nemici. Le vicende trattate sono raccontate in Assassin's creed 2: Discovery.

Dopo la morte di Lorenzo de' Medici nel 1492, Savonarola prese facilmente il controllo di Firenze con la Mela dell'Eden. Privò quindi il popolo fiorentino delle loro proprietà personali e delle opere d'arte, obbligandoli a vivere in povertà. Per fare ciò, bruciò tutto ciò che era correlato al Rinascimento nei Falò delle Vanità. Ezio e Machiavelli cercarono quindi di fermare il governo iniziando ad eliminare i luogotenenti e i seguaci di Savonarola per poi giungere al monaco stesso. Il popolo, arrabbiato con questi, si recò nel 1498 a Palazzo Pitti, residenza di Savonarola, reclamando la fine dei falò. Savonarola fu catturato e condannato al rogo in Piazza della Signoria. Tuttavia, Ezio, pensando che nessuno avrebbe meritato di morire in quel modo, salì sul palco e lo pugnalò. Poi, guardando la folla, sbalordita, tenne un discorso, invitando tutti a seguire la propria strada, dichiarando apertamente i valori cardine del credo degli Assassini.

Guerra contro i Borgia Nel dicembre 1499, Ezio, oramai diventato un uomo adulto, e gli Assassini, si rincontrarono a Villa Auditore, con la Mela dell'Eden e con il Codice finalmente completato. Combinando i due oggetti, scoprirono che la Cripta era a Roma, sotto al Vaticano. Sfortunatamente, Rodrigo Borgia era già dal 1492 divenuto papa sotto il nome di Alessandro VI, ottenendo quindi l'accesso ad un altro Frutto dell'Eden, il Bastone. Per nulla scoraggiato, Ezio partì per Roma con l'obiettivo di soddisfare la sua sete di vendetta.

Ezio riuscì a infiltrarsi all'interno della Cappella Sistina, dove Rodrigo stava celebrando la messa e lo attaccò. Rodrigo usò il Bastone avendo la meglio su Ezio. Poi, prese la Mela e lo pugnalò all'addome, facendolo svenire, mentre si recava alla Cripta. Ezio, ripresa conoscenza, irruppe nella Cripta e vide Rodrigo tentare invano di aprire la porta. Ezio lo fronteggiò in uno scontro a mani nude, ma, poiché ucciderlo non gli avrebbe restituito la famiglia, alla fine lo risparmiò. Entrato nella Cripta, Ezio si stupì alla vista di un ologramma di una donna di nome Minerva, un membro di “Coloro che vennero prima”. Ezio rimase ulteriormente confuso quando l'ologramma si rivolse ad un uomo invisibile, chiamato Desmond, prima di sparire. Quanto riportato sinora, ad eccezione, beninteso, della spedizione in Spagna, è raccontato nel videogioco Assassin's Creed II.

Dopo essere uscito dalla Cripta, nel gennaio 1500, Ezio fece ritorno a Monteriggioni con suo zio. Ezio gli consegnò la Mela e raccontò del suo incontro con Minerva agli Assassini. Machiavelli però rimproverò Ezio per aver risparmiato Rodrigo, e partì velocemente per Roma. Quella notte, Ezio riposò nella sua stanza, in compagnia di Caterina.

La mattina seguente, Cesare Borgia, figlio di Rodrigo, capitano generale delle forze e Templare di alto rango, assediò Monteriggioni, prendendo di sorpresa gli Assassini. Le forze di Cesare distrussero gran parte del borgo, prima che Ezio potesse raggiungere i cannoni e rispondere al fuoco. L’assedio andò a buon fine e Cesare portò con sé Mario, che vi troverà la morte, Caterina e la Mela dell’Eden. Ezio combatté strenuamente tra le strade, aiutato dai mercenari dello zio e, raggiunta Villa Auditore, mise in fuga i cittadini sopravvissuti. Dopo esserne usciti, Ezio, incurante delle ferite, prese un cavallo e partì per Roma: durante il viaggio, svenne, cadendo dal cavallo.