La lingua urartea o urartiana, detta anche vannico o vanico, è una lingua estinta della famiglia hurro-urartea parlata nella Mesopotamia settentrionale nel periodo che va dal 900 a.C. al 600 a.C. dal popolo degli Urartei.
Classificazione L’urarteo è una lingua ergativa e agglutinante ed è attestata in numerose iscrizioni cuneiformi rinvenute nel territorio del Regno di Urartu. Sono state avanzate ipotesi relative all’esistenza di una scrittura autoctona distinta, quella dei «geroglifici urartiani», ma tali ipotesi rimangono prive di fondamento. L’urarteo è strettamente imparentato con l’hurrita, una lingua un po’ meglio documentata, attestata in un periodo precedente e non sovrapposto, approssimativamente dal 2000 a.C. al 1200 a.C., scritta da madrelingua fino al 1350 a.C. circa, prima che l’impero hurrita fosse distrutto dall’regno medio-assiro.Wilhelm, Gernot (2008). "Urartian". In Woodard, Roger D. (ed.). The Ancient Languages of Asia Minor. Cambridge: Cambridge University Press. pp. 105–123. ISBN 9780521684965. Le due lingue affini devono essersi sviluppate in modo abbastanza indipendente a partire dal 2000 a.C. circa. Sebbene l’urarteo non sia una continuazione diretta di nessuno dei dialetti attestati dell’hurrita, molte delle sue caratteristiche si spiegano al meglio come sviluppi innovativi rispetto all’hurrita così come è noto dal millennio precedente. La vicinanza è particolarmente evidente nel cosiddetto dialetto hurrita antico, noto soprattutto grazie ai testi bilingui hurro-ittiti.
I legami esterni delle lingue hurro-urartee sono oggetto di controversia. Esistono varie ipotesi riguardo a una relazione genetica con altre famiglie linguistiche, ad esempio le lingue del Caucaso nord-occidentali, le lingue indoeuropee o le lingue cartveliane, ma nessuna di queste è generalmente accettata e l’hurro-urarteo è considerato una famiglia linguistica indipendente.Wilhelm, Gernot (2008). "Hurrian". In Woodard, Roger D. (ed.). The Ancient Languages of Asia Minor. Cambridge: Cambridge University Press. pp. 81–104. ISBN 9780521684965.
Decifrazione Lo studioso tedesco Friedrich Eduard Schulz, che nel 1826 scoprì le iscrizioni urartee nella regione del lago di Van, realizzò copie di diverse iscrizioni cuneiformi a Tushpa, ma non tentò in alcun modo di decifrarle.John Noonan, Van! at saudiaramcoworld.com I disegni di Schulz, pubblicati postumi solo nel 1840 sul Journal Asiatique, si sarebbero rivelati fondamentali per la successiva decifrazione della scrittura cuneiforme mesopotamica, opera di Edward Hincks.Hincks, Edward. "On the Inscriptions at Van." Journal of the Royal Asiatic Society 9 (1847): 387-449.
Dopo la decifrazione della scrittura cuneiforme assira negli anni ’50 dell’Ottocento, i disegni di Schulz divennero la base per decifrare la lingua urartea. Ben presto divenne chiaro che non era imparentata con nessuna lingua conosciuta e fallirono i tentativi di decifrarla basandosi sulle lingue conosciute della regione. La scrittura fu infine decifrata nel 1882 da A. H. Sayce. La più antica di queste iscrizioni risale all’epoca di Sarduri I di Urartu, il cui titolo era «Re dei Quattro Quadranti».
La decifrazione registrò progressi solo dopo la prima guerra mondiale, con la scoperta di iscrizioni bilingui urarteo-assire a Kelišin e Topzawä. Nel 1963, Giorgi Melikishvili pubblicò una grammatica dell’urarteo in russo, che apparve in traduzione tedesca nel 1971. Negli anni ’70, Igor Diakonov stabilì la relazione genetica con l’hurrita.
Corpus
I testi più antichi di cui si abbia traccia risalgono al regno di Sarduri I, alla fine del IX secolo a.C.. I testi continuarono ad essere redatti fino alla caduta del regno di Urartu, circa 200 anni dopo. Ad oggi sono state scoperte circa duecento iscrizioni scritte in lingua urartea, che adottò e modificò la scrittura cuneiforme.
Scrittura Cuneiforme Il cuneiforme urarteo è una semplificazione standardizzata del cuneiforme neo-assiro. A differenza dell’assiro, ogni segno esprime un solo valore fonetico. Il segno gi 𒄀 ha la funzione speciale di esprimere un iato, ad esempio u-gi-iš-ti per Uīšdi. Per le iscrizioni rupestri era in uso una variante di scrittura con cunei non sovrapposti.
Geroglifici L’urartico veniva scritto, sebbene raramente, anche con i geroglifici anatolici utilizzati per la lingua luvia. Le testimonianze a riguardo sono limitate ad Altıntepe, una fortezza urartea lungo l'Eufrate, nell'attuale provincia turca di Erzican. Si ipotizza che, oltre alle iscrizioni geroglifiche luvie, l’Urartu disponesse anche di una scrittura geroglifica autoctona. Il corpus delle iscrizioni è troppo scarso per confermare tale ipotesi.
Note
Voci correlate Hurriti Lingua hurrita
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Collegamenti esterni
Il lessico delle lingue hurrica e urartea [PDF] URL originale
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