Una vita (One Life in inglese) pubblicato il 1º agosto 1969, è una biografia scritta a due mani da Christiaan Barnard e Curtis Bill Pepper. Trama Nel racconto della sua storia a Pepper, Barnard percorre a ritroso gli eventi della sua vita fino ad arrivare al fatidico giorno del primo trapianto di cuore umano che lo consegnerà alla storia. Il libro riesce ad amalgamare alla perfezione la cronaca dettagliata dei fatti con i sentimenti del protagonista: emergono, infatti, il rapporto con i figli, con la moglie, con i genitori, con i colleghi e gli amici. È un resoconto fedele della sua vita, dalla povera infanzia, in cui il valore della famiglia predomina sullo sfondo della misera realtà in cui il giovane chirurgo cresce, alla giovinezza con il suo periodo di studi trascorsi a Città del Capo, con le esperienze lavorative ed all'importantissimo viaggio in America per completare la sua formazione professionale. Nella biografia sono descritte le paure e le difficoltà di un uomo qualunque che, grazie a sacrifici e buoni sentimenti, ma anche alla voglia di emergere e di successo, è riuscito a lasciare qualcosa di indelebile e concreto all'umanità. Con dovizia di particolari, ma anche con la consapevolezza di vivere un evento unico viene descritto il primo trapianto di cuore effettuato su Louis Washkansky il 3 dicembre 1967 al Groote Schuur Hospital di Cape Town fino alla telefonata al dr. Burger, direttore medico dell'ospedale:

Le 7 parti in cui è diviso il libro

Great Karoo Christiaan Barnard nasce l'8 novembre 1922 a Beaufort West, città situata nella provincia di Città del Capo, nel Sudafrica. Egli trascorre la sua infanzia nei vasti territori del Grande Karoo. Sin da bambino, sviluppa una certa sensibilità nei confronti di chi si trova a far fronte a problemi dovuti a malattia e povertà. Il padre rappresenterà per lui un modello da seguire ed imitare e sarà, lungo l'intero arco della sua vita, la figura principe delle sue ambizioni. Adam Barnard, missionario della chiesa protestante olandese, negli anni trasmetterà al figlio la passione nel donarsi completamente al prossimo. Ed è con questa forza di spirito che il giovane Chris saprà fondere insieme alla sua professionalità, quella voglia di far del bene tramandatagli dal padre. Proprio con questa ambizione e con il desiderio di "tornare vincitore" Christiaan Barnard parte alla volta di Città del Capo per studiare e laurearsi in Medicina e Chirurgia.

Cape Town Giunto a Città del Capo, il giovane Chris viene accolto dal fratello Barney e dalla moglie che lo ospiteranno nella loro casa durante i successivi anni di studio. Egli, nonostante le grandi difficoltà incontrate durante i primi corsi universitari, riesce a colmare le sue lacune e a vincere la tanto ambita borsa di studio che gli permetterà di accedere al secondo anno di studi. Cominciano quindi per Barnard il tirocinio in ospedale ed i primi toccanti incontri con la morte. Il primo approccio con i corpi dei cadaveri da sezionare non è affatto freddo e distaccato. Ciò tradisce le sue aspettative facenti perno su una salda moralità religiosa impartitagli dal padre poiché, in quei corpi, egli riscopre esseri che vivranno per sempre e non semplici materiali da studiare. Perciò arriva a mettere in dubbio perfino la sua predisposizione al divenir medico. Sarà la malattia di un caro amico d'infanzia ad aiutarlo a comprendere la nobiltà del suo operato e che lo spronerà ad andare avanti e, infine, laurearsi nel 1946.

Il giovane medico Subito dopo la laurea, Barnard si trasferisce in un paesino di campagna dove sperimenta per la prima volta le insicurezze e le paure del lavorare senza poter fare affidamento su qualcuno. Fino a quel momento infatti un grandissimo ruolo nella sua formazione era stato svolto dal dottor Jannie Louw, a cui il giovane medico doveva tanto. Ancora più toccanti sono, in questo contesto di totale autonomia, le esperienze di morte di cui Barnard è testimone. Ma fare il medico in una cittadina di campagna non l'aiuta a guadagnare il denaro necessario per poter sposare la sua amata Louwtjie e allora, spinto dal consiglio di un amico che necessitava di un aiuto, parte per Ceres, dove finalmente riesce a comprar casa e a sposarsi. Ma, nonostante il gran miglioramento nella sua vita, il giovane medico sente che ancora qualcosa non va: Dopo essersi guadagnato la fiducia e l'affetto dei suoi pazienti, però, Barnard si vede costretto ad abbandonare Ceres spinto dall'invidia del suo superiore. Egli ritorna quindi a Città del Capo con la famiglia e prende servizio al City Hospital.

Gli anni della ricerca La tristezza e la solitudine della partenza, la preoccupazione di un futuro incerto senza lavoro, accompagnano lo smarrimento che assale Chris e Louwtjie. Chris non voleva riconoscenza o ringraziamenti, si aspettava però, al momento della partenza, almeno un contatto umano; la maggior parte delle persone, invece, aveva mostrato solo indifferenza e andandosene da Ceres solo pochi l'avevano salutato. La nuova vita iniziò con il ritorno agli studi, dopo due mesi Chris era pronto per andare a Londra, superare il primo esame per il titolo di FRCS (Fellow of the Royal College of Surgeons) e fermarsi lì qualche mese. Era necessario un lavoro, non avevano soldi per andare avanti. La vita di Chris riacquista un significato con un'offerta di lavoro presso l'Ospedale Civico per le malattie infettive: il City Hospital, luogo di grande sofferenza umana, dove si occupò di bambini colpiti da meningite tubercolare, effettuando sperimentazioni terapeutiche con ottimi risultati e conseguendo il titolo di Medicinae Doctor e Master of Medicine. Chris era ansioso di iniziare la ricerca chirurgica. Iniziò così le sperimentazioni notturne, di nascosto, sugli animali per abbassare la temperatura corporea e quindi rallentare le funzioni corporee per permettere di intervenire sul cuore. I primi quattro esperimenti effettuati su cani ebbero esito negativo; il quinto esperimento, invece, usando come tecnica per l'ipotermia il pallone nello stomaco dell'animale funzionò e raddoppio il tempo per l'intervento sul cuore. Per un anno fece esperimenti su cuccioli nell'utero delle cagne per dimostrare la causa dell'atresia intestinale, fu una grande scoperta grazie alla quale furono salvate molte vite umane. Un giorno il prof. John Brock gli chiese se volesse andare in America a Minneapolis per lavorare con il prof. Wangensteen perché lì stavano facendo grandi cose nel campo della cardiochirurgia, si erano costruiti da soli la loro macchina cuore-polmone. Chris decise di accettare anche se Louwtjie non era d'accordo.

America Chris aveva salutato suo padre e dato l'addio al Groote Shuur: il Grande Granaio che era stato la sua aula, il suo campo di battaglia, la sua casa e soprattutto i malati ed i medici gli avevano dato lo stimolo e la forza per continuare. Giunto a Minneapolis iniziò a lavorare per il prof. Wangensteen: avrebbe dovuto continuare gli esperimenti per creare una nuova tecnica per le anastomosi esofagee. Vicino al suo laboratorio ve n'era un altro usato dal dr. Walton Lillehei e dal dr.Vincent Gott addetto alla macchina cuore-polmone. Ogni tanto Chris dava loro una mano negli esperimenti ed il giorno che lo invitarono ad assistere in sala operatoria per vedere come funzionasse la macchina cuore-polmone ne fu felice e quel giorno vedendo il cuore capì ciò che voleva:

Dopo aver trovato e arredato casa, comprato una macchina, lo raggiunsero la moglie ed i bambini. Aveva fatto grandi sacrifici: spalato neve, falciato erba, lavato macchine e fatto l'infermiere di notte in ospedale sotto il sorriso ironico degli altri medici. Aspettava con gioia la sua famiglia e invece l'arrivo fu molto triste perché il loro viaggio era stato traumatico e la loro permanenza iniziale, a causa di alcuni avvenimenti non riportò la serenità. Chris intanto fu trasferito alla patologia chirurgica, in laboratorio esaminava campioni chirurgici prelevati agli ammalati, tagliandoli, selezionandoli e preparando vetrini. Nel frattempo continuava gli esperimenti sull'atresia intestinale e studiava il tedesco, la notte la trascorreva impegnato nelle ricerche per la tesi. Barnard, infatti, aveva deciso di lavorare al Philosophy Degree in chirurgia, corso che normalmente richiedeva sei anni, ma lui lo concluse in due. In quel periodo fu colto anche da dolori lancinanti alle articolazioni col terribile verdetto di artrite reumatoide. Dopo un anno Louwtjie, Deidre e Boetie ripartirono, nulla riuscì a convincere la moglie a restare. Cambiò casa e finalmente entrò nel campo della chirurgia cardiaca, al servizio del dr. Richard Varco. Dopo tre mesi passò al servizio del dr. Lillehei come senior resident. Seguì a Houston per una settimana il dr. Cooley ed il dr.De Bakey esperti in chirurgia vascolare. Si occupò poi di trovare un modo per riparare le valvole cardiache difettose o sostituirle con valvole artificiali. Ottenuto il Philosophy Degree decise di ritornare in Sud Africa. Il prof. Wangensteen gli facilitò il rientro non solo regalandogli una macchina cuore-polmone, ma assicurandogli un contributo economico per il primo triennio:

Il ritorno Il rientro a casa non fu felice, Louwtjie non capiva che era tornato perché amava la sua famiglia rimproverandogli invece, la sua lunga assenza. In ospedale il prof. Jannie Louw l'aspettava con ansia: Chris Barnard tornava con una macchina cuore-polmone che avrebbe fatto del Groote Shuur il primo ospedale africano in grado di praticare interventi chirurgici a cuore aperto. Col prof.Louw organizzarono una squadra di operatori alla pompa pronti per quando fosse arrivata la macchina dall'America: il tecnico Carl Goosen, un aiutante “coloured” Victor Pick e un assistente chirurgo Malcolm McKenzie, a Barnard fu affidata la direzione del reparto di chirurgia. La macchina arrivò dopo due settimane e pezzo dopo pezzo Chris e la squadra la montarono. Iniziarono subito gli esperimenti su cani con esito negativo, ma poi seguirono con successo 24 operazioni, ciascuna sempre più complessa e lunga a mano a mano che uomini e macchina diventavano più coordinati. Questo lungo impegno fu però interrotto da un'esperienza per Barnard molto drammatica: la morte di suo padre. Ciò gettò Barnard in una grande tristezza, disperazione e sensi di colpa per essere scomparso dalla vita del padre molto prima che morisse, un padre che aveva amato la sua famiglia, che aveva amato i “coloured” presenti quel giorno venuti da ogni parte, un padre che soprattutto aveva amato in modo particolare Chris: