Durante i pochi giorni del suo governo cercò di ostacolare le misure prese in precedenza dai comunisti chiudendo i tribunali rivoluzionari, dissolvendo le guardie rosse e restaurando la proprietà privata. Il 6 agosto 1919 il suo governo venne rovesciato da un colpo di Stato dell'estrema destra e Peidl andò in esilio in Austria. Nel 1921 tornò in patria dal 1922 al 1931 guiderà il partito socialdemocratico in parlamento.
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