Sondalo (Sondel in dialetto locale) è un comune italiano di abitanti della provincia di Sondrio in Lombardia. Il comune fa parte della Comunità montana Alta Valtellina.

Storia

I primi documenti che parlano di Sondalo come centro abitato risalgono all’XI secolo e non vi sono certezze sul suo passato più remoto, anche se alcune leggende parlano insistentemente della presenza in zona di un grande lago. È interessante notare che in tali documenti il nome varia: Sondallo, Sondello, Sondalle, Somdale, Sumdalum.

Probabilmente il nome vuole indicare un terreno tenuto e lavorato dal padrone e dai suoi servi.

Sondalo è qualificato come “fundum”, vale a dire un podere che in antichità veniva assegnato come premio ai legionari romani che si erano particolarmente distinti in guerra, e anche come “castrum”, cioè come luogo fortificato e circondato da mura.

Un documento del 1093, ad esempio, parla di una porta “Trevixinia” che probabilmente dava accesso al piccolo centro abitato e che era chiamata così perché rivolta verso Tresivio che, allora, era il centro più importante della valle.

Dai documenti rinvenuti si evince comunque che anche l’abitato di Sondalo, come tutto il territorio Valtellinese, è passato da una dominazione all’altra nel corso degli ultimi secoli.

Dai Visconti Venosta, per giungere fino ai giorni nostri, nella zona si sono avvicendati al potere i Grigioni, la Repubblica Cisalpina, Napoleone, il Lombardo Veneto e l’Impero Austro Ungarico.

Il suo territorio, situato in una zona ritenuta militarmente strategica, si trovò, proprio per questa sua particolare posizione geografica, ad avere anche diverse fortificazioni (castrum) che però furono soggette a parecchie devastazioni e saccheggi, per cui attualmente se ne conservano solo pallidi ricordi.

Nella Ex-Frazione di Boffalora era presente un castello, che una leggenda locale pensa sia stato costruito dai Galli e posseduto in seguito dai Goti. Si pensa sia stato abbattuto dalla Repubblica delle Tre Leghe.

Nel XVI secolo i sondalini ottennero da Luigi XII di Francia, appena entrato nel possesso del ducato di Milano, il privilegio di nominare il potestà. Con l'avvento al potere dei Grigioni ebbe inizio, però, il declino economico del borgo e l’inizio di una forte emigrazione che portò, nell'anno 1620, all’incendio del paese, con insieme tutte le frazioni a seguito della rivolta dei cattolici contro la riforma protestante.

Storia recente La storia più recente di Sondalo è segnata dalla vocazione sanatoriale del paese, sviluppatasi nell'arco di un trentennio attraverso la realizzazione di quattro distinti sanatori antitubercolari, che testimoniano nel loro insieme l'intera evoluzione stilistica dell'architettura sanatoriale italiana, dal Liberty al Déco fino al razionalismo.

Il primo di questi impianti fu il sanatorio di Pineta di Sortenna, inaugurato nel 1903 su iniziativa del medico condotto valtellinese Ausonio Zubiani e su progetto dell'architetto Giuseppe Ramponi: si trattò del primo sanatorio d'altitudine italiano, che divenne presto un modello di riferimento per analoghe realizzazioni nel resto della penisola. Al successo di questa prima esperienza, favorito anche dal progressivo superamento della diffidenza iniziale della popolazione locale, fecero seguito negli anni venti altri due stabilimenti: il sanatorio dell'Abetina, attivo dal 1927, e quello della Vallesana, attivo dal 1929, entrambi progettati dall'ingegnere Filippo Orsatti.

Fu proprio l'esistenza di questa rete di piccoli sanatori a richiamare, agli inizi degli anni trenta, l'attenzione delle autorità nazionali sulla conca di Sondalo, le cui caratteristiche climatiche (secchezza dell'aria, intensità della radiazione solare, inverni non eccessivamente rigidi) erano state confermate da una specifica indagine meteorologica promossa nel 1929. Fu così che, nel quadro della battaglia antitubercolare avviata dal regime fascista nel 1927 e della conseguente assicurazione obbligatoria contro la tubercolosi, la Cassa Nazionale per le Assicurazioni Sociali (CNAS, poi INFPS) individuò a Sondalo il sito per un grande sanatorio di montagna, su impulso del tisiologo valtellinese Eugenio Morelli, Alto Consulente Medico dell'ente.

I lavori per la realizzazione del quarto e più grande dei sanatori sondalini, il Villaggio sanatoriale, iniziarono nel 1932 su progetto dell'Ufficio Costruzioni Sanatoriali dell'INFPS e con la direzione dell'impresa Daniele Castiglioni di Milano, che impiegò complessivamente circa 1.400 tra tecnici e operai. Si trattò, per i tempi, di un'opera ciclopica: furono costruiti, a notevole distanza uno dall'altro, otto "padiglioni tipo" di degenza tutti uguali, più uno chirurgico dalla pianta allungata a testate tonde, per una capacità complessiva di circa 2.800 posti letto. Si tratta d'imponenti edifici di nove piani, dall'architettura solenne e monumentale in stile razionalista, collegati tra loro da un'ampia rete stradale pavimentata in porfido e da un sistema di teleferiche interne per il trasporto di vitto e biancheria tra i padiglioni. Il tutto è immerso in una vasta area boscosa di circa trentaquattro ettari con abeti, larici, cedri deodara, tuie, ibisco, olmi e tigli.

La guerra rallentò i lavori, che si conclusero solo nel 1940, e ne ritardò l'apertura: il Villaggio, terminato ma ancora privo di pazienti, servì dapprima da rifugio per alcune opere d'arte trafugate da Brera e da altri musei milanesi e lombardi durante i bombardamenti, ed entrò in funzione come sanatorio solo dopo la fine del conflitto, tra il 1946 e il 1947, sotto la gestione dell'Alto Commissariato per l'Igiene e la Sanità Pubblica. Divenuto nel frattempo, con i suoi 600.000 metri cubi costruiti, il più grande sanatorio d'Europa, il Villaggio fu intitolato a Eugenio Morelli e restò in funzione come struttura antitubercolare fino ai primi anni settanta, quando il progressivo calo dei ricoveri legato alla diffusione della terapia antibiotica ne determinò la conversione in ospedale generale, in attuazione della legge 12 febbraio 1968, n. 132, che trasferì la gestione dei sanatori dell'INPS al Servizio sanitario nazionale.

Dei quattro sanatori, gli altri tre hanno conosciuto destini diversi: il sanatorio della Vallesana ospita oggi il centro di formazione professionale della Provincia di Sondrio, mentre Abetina e Pineta di Sortenna restano tra le testimonianze più significative dell'architettura sanatoriale liberty della Valtellina.

Attorno a questa struttura si è sviluppata nel corso degli anni l'economia del paese. La presenza del grosso complesso ospedaliero ha caratterizzato anche lo sviluppo turistico di Sondalo, che ha saputo costruirsi una propria identità basata soprattutto sul concetto di una vacanza all'insegna del relax e della salute, con la possibilità di immergersi nella natura usufruendo di una vasta rete sentieristica.

Geografia fisica

Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose

La chiesa parrocchiale di Santa Maria Maggiore la cui costruzione risale al XIII secolo, e l'antico edificio chiesa di Sant'Agnese la cui prima citazione risale al 1215, ma edificata sui resti di un antico maniero.

Ulteriori architetture religiose presenti sul territorio sono le seguenti. Chiesa di Santa Marta e chiesa di San Francesco, nel centro di Sondalo. Parrocchiale di San Giovanni Battista e chiesa di San Giovanni Nepomuceno, situate entrambe a Mondadizza; Santuario della Madonna della Biorca, in frazione Grailé. Chiesa di San Gottardo, parrocchiale di Le Prese. Chiesa di San Lorenzo, parrocchiale di Frontale. Chiesa di Sant'Antonio, situata a Fumero. Chiesa di San Bernardo (1670), sui monti di Fumero, in Val di Rezzalo.

Ospedale Eugenio Morelli

L'ospedale Morelli, ex sanatorio, è un centro di rilevanza internazionale per la cura delle patologie polmonari ed è il più importante ospedale della Valtellina. Secondo l'analisi di Luisa Bonesio si tratta inoltre di uno straordinario esempio di realizzazione architettonica, paesaggistica e urbanistica. Nel 2015 è stato realizzato il Museo dei Sanatori di Sondalo nell'edificio dell'ex accettazione pazienti, restaurato filologicamente. Ospita una collezione di documenti fotografici relativi all'epica costruzione del Villaggio Sanatoriale Morelli (il più grande sanatorio europeo) e della realizzazione di un inedito paesaggio montano nelle forme del razionalismo architettonico (1932-1939), oggetti della cura e della ricerca sulla Tubercolosi, la ricostruzione di una veranda con gli oggetti dei ricoverati, oltre a vari apparecchi di fisiopatologia respiratoria e reperti provenienti anche dall'ex sanatorio Abetina che propongono una visita suggestiva e unica. Il Museo organizza visite guidate estive e su richiesta di gruppi agli ex sanatori del Villaggio Morelli e di Pineta di Sortenna, il primo sanatorio italiano (fondato dal dottor Ausonio Zubiani), realizzato in un pregevole Liberty (1903) su progetto degli architetti Giuseppe Ramponi e Achille Manfredini.

Durante la pandemia di COVID-19, l'ospedale è un punto di riferimento per la cura dei contagiati per tutta la provincia di Sondrio.

Società

Evoluzione demografica

Cultura Cinema Nel 1973 Vittorio De Sica ambientò a Sondalo il film Una breve vacanza, quattro anni dopo Carlo Lizzani vi girò le scene della serie TV Inverno di malato.

Sport Nell'estate del 2013, la società calcistica della città di Chiavari (GE) Virtus Entella, militante nel campionato di Lega Pro Prima Divisione, viene ospitata dal paese per il ritiro estivo. Dalla stagione 2017/18 e per le successive tre stagioni, invece, sarà la Aurora Pro Patria 1919 di Busto Arsizio a svolgere il ritiro a Sondalo.

Nelle estati 2024 e 2025 è stato il turno della squadra femminile del Genoa.

Note Esplicative

Bibliografiche

Bibliografia Stefano Rossattini, Un villaggio straordinario. Villaggio Morelli, il più grande sanatorio d'Europa. Idea e ideali fra medicina, storia e natura, Bergamo, Litostampa Istituto Grafico, 2002

Davide Del Curto (a cura di), Dal mal sottile alla tubercolosi resistente. Un secolo di sanatori in Valtellina, Bellano, Grafiche Rusconi, 2012, ISBN 978-88-906233-1-8 Davide Del Curto, Francesco Toso, Technical Systems and Networks for a Modern High Altitude Settlement: The Construction of the Sanatorium Village in Sondalo [1932-1946], in Robert Carvais, André Gulillerme, Valérie Nègre, Joël Sakarovitch (edited by), Nuts and Bolts of construction History, Picard 2012, vol.III, pp. 676–683, ISBN 978-2-7084-0929-3 Luisa Bonesio, Davide Del Curto, Giacomo Menini (a cura di) Una questione di paesaggio. Il Villaggio Morelli e la Valtellina, Milano – Udine, Mimesis Edizioni, 2014, ISBN 978-88-575-2555-6 Valeria Curti (a cura di), Aprite il libriccino?

Voci correlate Villaggio sanatoriale Eugenio Morelli Pineta di Sortenna Casa Abetina

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