Con il termine contaminazione, in narrativa, si è soliti riferirsi alla mescolanza di elementi antinomici considerati ingredienti che caratterizzano un genere rispetto ad altri. Si parla anche di ibridismo con riguardo agli innesti di tipologie eterogenee di elementi che non si combinano bene«Generi» e «codici»: interferenze e commistioni, di Emanuele Zinato, conferenza del 26 febbraio 2009 (commento di Silvia De March)Dizionario Enciclopedico Italiano, Vol. V, Voci Ibridismo, ibrido. La letteratura, il cinema post-moderno, il teatro, l'animazione (come nel caso di Mahō shōjo), la musica, soprattutto a partire dalla seconda metà del Novecento, hanno avvertito il bisogno di rinnovamento e sperimentato la fusione di generi e stili diversiibid. «Generi» e «codici»: interferenze e commistioni (commento di Silvia De March)Generi letterari. Ibridismo e contaminazione, Annamaria Sportelli (a cura di), Laterza, 2001.

Nascita dei generi

La contaminazione esiste in quanto esistono i generi perché ne costituisce la violazione. Bisogna perciò fissarne l'origine. La distinzione in generi letterari è cominciata con l'età classica quando da determinati modelli ritenuti ideali furono elaborate regole specifiche. Platone distinse il genere mimetico o drammatico (tragedia e commedia), quello narrativo (o espositivo) e il genere misto. Tale schema fu seguito da Aristotele, le cui doti superavano comunque l'angusta visione dei modelli e persino la pura distinzione formale tra poesia e prosa. Preferì concentrarsi con metodo pratico sulla tragedia. I suoi successori sistemarono in modo definitivo le regole tramandate nelle civiltà posteriori con trattati normativiDizionario Enciclopedico Italiano. Istituto della Enciclopedia Treccani, Vol. V, Voce Genere. La rigidità dei generi non è stata condivisa neppure da Benedetto Croce che ha dato spazio alla fantasia e alla creatività di ognunoCome scrivere un giallo napoletano. Con elementi di sceneggiatura, Massimo Siviero, Graus, 2003, p. 9 ss. ISBN 88-8346-047-2.

Il Rinascimento Dopo le peculiari forme del Medioevo (il poema cavalleresco), il Rinascimento dette, soprattutto nella seconda metà del Cinquecento, un nuovo impulso alla tradizione classica e alla Poetica di Aristotele accentuandone il rigore normativo per ciascun genere e sottogenereibid. Dizionario Enciclopedico Italiano, Vol. V, Voce Genere.

La prima contaminazione

Sul finire del XVI secolo la reazione non si fece attendere. A cominciare dal poeta Battista Guarini reso famoso dal suo Pastor fido del 1595. Questa tragicommedia si può ritenere il primo esempio di genere ibrido per l'assoluta novità che rompeva gli schemi classici con la dialettica e per le lunghe polemiche letterarie che ne seguirono. Il XVII secolo si distinse per la difesa della fantasia contro ogni freno alla libertà inventiva, ma l'Arcadia segnò il ritorno alle regole e la reazione al secentismoibid. Dizionario Enciclopedico Italiano, Vol. V, Voci Genere, Guarini Battista.

Il Romanticismo

Con il Romanticismo l'Arcadia fu tra l'altro accusata di superficialità e di ingiustificato ottimismo. La parola Arcadia e l'aggettivo arcadico anche in epoche successive furono utilizzati in senso spregiativo contro poesia, poeti, artisti ritenuti solamente interpreti di un mondo idillico sganciato da qualsiasi reale contestoibid. Dizionario Enciclopedico Italiano, Vol. I, Voce Arcadia. Il Romanticismo e in Italia il Manzoni si schierarono comunque in aperta battaglia contro la tirannia di regole immutabili in difesa del libero sfogo della fantasia.

Un esempio dell'Ottocento

Nella seconda metà dell'Ottocento il romanzo-saggio di scrittori come Francesco Mastriani, nell'incrocio tra realtà e fantasia, rappresenta un tipico caso di contaminazione e di ibridismo con elementi gialli, horror, gotici e fantastici (Il mio cadavere). Mastriani definiva "studi" molte delle sue opere narrative calate sulla malavita napoletana come I vermi. Studi storici su le classi pericolose in Napoli (1863-1864); Le ombre. Lavoro e miseria. Romanzo storico-sociale (1868), sullo sfruttamento femminile; e I misteri di Napoli. Studi storico-sociali (1869-1870, accresciuti nel 1875 e nel 1880)I misteri di Napoli, (scelti e annotati da Giuliano Innamorati), Edizioni per il Club del Libro, 1972ibid. Come scrivere un giallo napoletano. Con elementi di sceneggiatura, Massimo Siviero, Graus, 2003, pp. 35-38 ss..

Il secondo Novecento

Nel postmodernismo e nel secondo Novecento avviene l'incontro tra realismo oggettivo e speculazione soggettiva. La produzione letteraria di Leonardo Sciascia rappresenta un esempio emblematico di contaminazione. Soprattutto con Il cavaliere e la morte nella trama gialla si mescolano elementi allegorici, satirici e saggisticiibid. «Generi» e «codici»: interferenze e commistioni, di Emanuele Zinato (commento di Silvia De March).

Italo Calvino, nel suo rapporto con la scrittura fantascientifica (Le cosmicomiche, Ti con zero), ha sempre riconosciuto di aver costruito un meccanismo singolare rifacendosi, tra il fantastico, il surreale e il paradosso, non al futuro ma al passato. In altre sue opere (La giornata di uno scrutatore), la speculazione saggistica si mescola con il raccontoibid. «Generi» e «codici»: interferenze e commistioni, Emanuele Zinato (commento di Silvia De March).

Sciascia, Calvino, Eco, autori di fumetti come Alan Moore si sono ispirati a Jorge Luis Borges. Tra le numerose tematiche e contaminazioni della sua opera, il labirinto, le biforcazioni con universi paralleli di tempo e spazio (Il giardino dei sentieri che si biforcano), i libri, i lettori, il doppio, il mistero, la fantasia, l'immortalità, la morte, la religione, la poesia, l'influenza di Dante, Poe, KafkaRoberto Paoli, Borges e gli scrittori italiani, Liguori, 1997J. L. Borges, Tutte le opere, vol.II, Mondadori, Milano 1985.

A metà degli anni novanta, La scrittura pulp contemporanea della generazione degli autori etichettati "cannibali" per l'efferatezza e l'iperrealismo delle storie, è un ulteriore sviluppo del fenomeno contaminazione. Tra grottesco, violenza estrema, enigma, magiaLa narrativa italiana degli anni Novanta, Elisabetta Mondello (a cura di), Meltemi Editore, 2004.

Il giallo classico Se è vero che la contaminazione ha comportato un allontanamento più o meno marcato dai canoni classici, il fenomeno ha assunto un significato ancora maggiore con una narrazione ritenuta "chiusa" come il giallo classico, per sua natura ancorato a regole rigide di struttura e di stile.

Accanto alle contaminazioni di generi diversi, nell'evoluzione narrativa si sono poi sviluppati filoni specifici sempre più autonomi come giallo storico, giallo psicologico, poliziesco, hard boiled, police procedural, noir, noir metropolitano, thriller legale, thriller medico, storie di spionaggio.

Le regole ferree

Le regole ferree di stile e di contenuto dell'era classica del giallo non ammettevano deroghe. La violazione aveva ripercussioni negative sul giudizio della critica e dei lettori. Più di un "codice" richiamava gli autori al rispetto rigoroso degli schemi chiusi. Sul romanzo enigmatico le contaminazioni hanno investito anche queste "leggi" i cui autori sono essenzialmente S.S. Van DineThe American Magazine, numero di settembre, 1928 e Raymond ChandlerLa semplice arte del delitto, Chandler R., review The Atlantic Monthly, 1944.

I canoni di S.S. Van Dine

Gli autori tradizionali del romanzo investigativo erano soliti attenersi alle venti regole scritte, nel 1928, da S.S. Van Dine (pseudonimo di Willard Huntington Wright). Canoni inflessibili e schemi fissi che hanno fatto la storia del romanzo giallo poi investito dall'inevitabile vento del rinnovamento a cominciare dalla fine degli anni ventiIl giallo. Che passione!, Amitrano S., Edizioni Gaeta, 2002, p. 79 ss..

La regola n. 5 Georges Simenon, con L'affare Picpus, ha violato la regola n. 5 sul divieto di affidare le indagini alla casualità quando il commissario Maigret, seduto al tavolo di una birreria, fa una scoperta involontaria grazie a una moscaibid. Come scrivere un giallo napoletano. Con elementi di sceneggiatura, Massimo Siviero, Graus, 2003, p. 10.

La regola n. 8 Legata alla regola n. 5 di Van Dine è la n. 8 che obbliga a risolvere un delitto con metodi strettamente naturalistici. Avverte lo scrittore in modo categorico che conoscere il colpevole attraverso scritture medianiche, sedute spiritiche, telepatia e magia non sarebbe corretto con il lettore che deve poter gareggiare con l'autore e non con l'aldilà e con la metafisicaS. S. Van Dine, Venti regole per chi scrive romanzi polizieschi, in "The American Magazine", settembre 1928. Il romanzo giallo, per sua natura razionale, non si concilia con l'irrazionale. In un poliziesco, l'investigazione deve svolgersi anche attraverso tecniche di polizia scientifica e di medicina legaleibid. Come scrivere un giallo napoletano. Con elementi di sceneggiatura, Siviero M., Graus, 2003, p. 75 e ss..

Storie d'amore

S.S. Van Dine (regola n. 3) vietava una storia centrale d'amoreibid. Il giallo. Che passione!, Amitrano S., Edizioni Gaeta, 2002, p. 61.

In un giallo una passione amorosa ben strutturata è stata ormai sdoganata ed è accettata come nel caso della trilogia Millennium di Stieg Larsson (Uomini che odiano le donne 1ª ediz. originale nel 2005, La ragazza che giocava con il fuoco 1ª ediz. originale nel 2006 e La regina dei castelli di carta, 1ª ediz. originale nel 2007). Neppure la soluzione del delitto con sedute medianiche o con fenomeni paranormali grazie a un investigatore chiaroveggente era consentita dall'ideatore di Philo Vance (regola numero 8).

Il decalogo Chandler

Anche Raymond Chandler stilò un decalogo del buon autore di gialli su realismo delle storie, scorrevolezza, credibilità di antefatto e soluzione del crimine. Chandler con il primo precetto ammoniva che il romanzo giallo deve essere motivato sempre in maniera credibile. A proposito di contaminazioni, la regola n. 8 propendeva per la loro bocciatura: una storia di fredda riflessione non può essere ad un tempo di violenta avventura e di passione amorosaibid. La semplice arte del delitto, Chandler R., review The Atlantic Monthly, 1944.

Leggi della robotica

Nella fantascienza per sua natura fantastica, Isaac Asimov ha voluto comunque regolare la materia (le tre leggi della robotica) codificandola in Io, robot, pubblicato la prima volta nel 1950.Io, robot, Asimov I., (traduzione Serra L.), Mondadori, Oscar Bestsellers, 2003 I robot non devono recare danno all'essere umano, non devono disobbedire e il diritto di autodifesa deve sempre rispettare le prime due regole. 2001: Odissea nello spazio (il film di Stanley Kubrick ispirato al racconto La sentinella di Arthur C. Clarke), però, con il robot ribelle Hal ha in parte violato le tre regole di Asimov.

Investigazioni e fantascienza

La trama investigativa è anche stata al centro di famose storie di fantascienza. I romanzi di Asimov del Ciclo dei Robot sono dei veri polizieschi ambientati nel futuro. Secondo alcuni autori l'accostamento del giallo con le trame fantascientifiche è stridente e per certi versi difficile e innaturale a tal punto da rovinare entrambi i filoni e distruggere la loro integrità. In effetti uno dei meccanismi caratterizzanti del giallo è il rapporto competitivo tra autore e lettore nella scoperta del colpevole. Nella fantascienza molti percorsi sono semplificati dai miracoli della fantasia che penalizza la plausibilità della vicendaEsploratori dell'infinito (Explorers of the Infinite, 1963), Sam Moskowitz. Trad. Sandro Pergameno, Nord, 1980.

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