Gli ebrei (, Ivrím) o giudeiIn lingua italiana i Giudei sarebbero - in senso stretto - gli Ebrei rimasti dopo la distruzione del regno d'Israele (722 a.C.), quando l'intero popolo ebraico fu ridotto alla sola tribù di Giuda. Tuttavia, nell'uso comune, la parola è utilizzata come sinonimo di "Ebrei" «spesso con valore spregiativo, [...] con lo stesso valore attribuito dalla tradizione antisemita». () (, Yehudím; ) consistono in un insieme di comunità costituenti un gruppo etnoreligioso* e di fedeli di una religione, che trae origine dagli Israeliti del Vicino Oriente antico. Nazionalità e religione ebraiche sono strettamente correlate e l'ebraismo è la fede tradizionale del popolo ebraico.
Secondo la tradizione ebraica l'ascendenza degli ebrei è stata fatta risalire ai patriarchi biblici Abramo, Isacco e Giacobbe, che vivevano a Canaan intorno al XVIII secolo a.C. Storicamente, l'identità ebraica si era evoluta in gran parte dalla Tribù di Giuda e Simeone, e in parte dalle tribù israelite di Beniamino e Levi, che tutti insieme formavano l'antico Regno di Giuda. Un gruppo strettamente legato è quello dei Samaritani, che sostengono la discendenza dalle tribù israelite di Efraim e di Manasse, mentre secondo la Bibbia la loro origine è dal popolo portato in Israele dall'Impero Assiro e da alcuni Kohanim (sacerdoti ebrei) che avevano loro insegnato come adorare il "Dio nativo".G.N. Knoppers, Jews and Samaritans: The origins and history of their early relations, OUP, 2013, p. 127: "Sebbene le interazioni tra ebrei e samaritani fossero diventate controverse dal I secolo e.v., i due gruppi effettivamente condividevano molto in comune... Entrambi i gruppi si trovavano sia nel territorio che fuori dal territorio, nelle comunità diasporiche. Ogni gruppo aveva sviluppato le proprie sinagoghe, che erano così simili architettonicamente che era difficile distinguerle. I membri di entrambi i gruppi professavano un pedigree dello stesso antenato eponimo (Giacobbe/Israele). I Samaritani affermavano di essere discendenti dalle tribù del nord di Giuseppe, che rappresentavano la progenie di Giacobbe scaturita da Efraim e Manasse (ʿeprayim e Manasse), mentre i giudei (Yehudim) affermavano di essere discendenti delle tribù meridionali di Giuda (Yehuda)". L'etnia, nazionalità e religione ebraiche sono fortemente correlate, dato che l'ebraismo è la fede tradizionale della nazione ebraica. Coloro che si convertono all'ebraismo assumono una condizione nell'ambito dellethnos ebraico pari a coloro che ci sono nati. La conversione non viene incoraggiata dall'ebraismo tradizionale (ortodosso) ed è principalmente applicabile ai casi di matrimoni misti.
Nello Stato di Israele è in vigore la Legge del ritorno, in forza della quale chiunque sia in grado di dimostrare di essere figlio o nipote di un ebreo per via matrilineare o patrilineare, o sia convertito all'ebraismo, ha diritto alla cittadinanza israeliana. Il fatto che la possibilità di fruire della Legge del ritorno non sia riservata ai soli ebrei secondo la legge halachica – ovvero ai figli di madre ebrea o ai convertiti all'ebraismo – ha creato in Israele una grande controversia tra chi – avendo una concezione laica dello Stato ebraico – è favorevole a una definizione più allargata di "ebreo" per quel che concerne il diritto alla cittadinanza, e il rabbinato ortodosso che vorrebbe far coincidere Halakhah e Legge del ritorno.Un emendamento del 1970 alla Legge del ritorno israeliana definisce "ebreo" quella "persona che sia nata da madre ebrea o si sia convertita all'ebraismo e che non sia membro di un'altra religione." Israele è il solo Stato dove gli ebrei sono la maggioranza della popolazione.
Nome ed etimologia
La prima apparizione del termine "ebreo" risale agli antichi Egizi: i khabiri erano un popolo nomade del territorio a ovest del Giordano, una regione alla quale tali documenti si riferiscono come R-ṯ-n-u (pronuncia Recenu). La parola semitica "ever", da cui deriva la parola ebreo, significa "colui che attraversa" o "colui che passa". Secondo alcuni dietro questa denominazione si potrebbe celare il significato di "nomadi", mentre secondo altri deriverebbe dall'espressione ever a Jarden, "al di là del Giordano".
La parola inglese Jew deriva dal Medio inglese . Questi termini a loro volta provengono dall'antico francese , e prima , che aveva eliso (troncato) la lettera "d" dal latino medievale Iudaeus che, come per il termine in greco neotestamentario Ioudaios (Ἰουδαῖος), significava giudeo.Encyclopedia of the Peoples of Africa and the Middle East, Facts On File Inc., Infobase Publishing, 2009, p. 336.
Il termine greco era originariamente un prestito dall'aramaico Y'hūdāi, corrispondente , Yehudi (sing.); , Yehudim (pl.), inizialmente il termine per un membro della tribù di Giuda o il popolo del Regno di Giuda. Sia il nome della tribù sia quello del regno derivano da Giuda, quarto figlio di Giacobbe."Jew", Oxford English Dictionary.
La parola ebraica "giudeo", , Yehudi, viene pronunciata - con l'accento sulla sillaba finale - in ebraico moderno nella sua forma basilare. Il nome ladino è Djudio (sing.), Djudios (plur.); yiddish: Yid (sing.); Yidn (plur.).
L'equivalente etimologico viene usato in altre lingue, per esempio "Yahūd"/"Yahūdī" , "Jude" in tedesco, "judeu" in portoghese, "juif" in francese, "jøde" in danese e norvegese, "judío" in spagnolo, "jood" in olandese, ecc., ma anche derivazioni della parola "ebreo" sono in uso, certamente in italiano appunto, (`Ebri/`Ebrāni) e in russo (Еврей, Yevrey). La parola tedesca "Jude" è pronunciata , col corrispondente aggettivo "jüdisch" quale origine della parola "yiddish/jiddisch".
La Bibbia infatti racconta che l'eroe eponimo degli ebrei fu Eber: lui e i suoi figli abitavano il territorio della Mesopotamia. Le parole "ebraico" ed "ebreo" non identificano solo un popolo ma anche chi professa la religione ebraica. Questa professione si fa risalire ad Abramo (da Av Raham, "padre di una moltitudine"), abitante di Ur dei Caldei, in Mesopotamia, con cui Dio fece un patto. Dio avrebbe chiesto ad Abramo di spostarsi verso Harran per poi scendere fino a Canaan, la "terra promessa". Va notata l'origine del termine Ebreo, derivante dal verbo avar, che in ebraico significa passare, oltrepassare, andare oltre. Da avar deriva ivrì, passato oltre, con riferimento al viaggio biblico dalla Mesopotamia alla Terra Promessa e alla conversione dal politeismo al monoteismo operata da Abramo, considerato il patriarca delle tre grandi religioni monoteiste.
È in questo patto che si definiscono i caratteri del popolo ebraico: un popolo, una terra, Dio, una promessa. Altra figura fondamentale fu il nipote di Abramo, Giacobbe, ribattezzato da Dio stesso Israele (dall'ebraico ישראל, Israel, ministro di Dio, o uomo che vide Dio). Giacobbe-Israele ebbe dodici figli dai quali si svilupperanno le dodici tribù di Israele, quindi, da un gruppo di pastori senza nome, si forma una nazione. Gli ebrei, professanti il culto dell'unico Dio, diventano israeliti, figli della nazione di Israele.
Per il susseguirsi di diversi avvenimenti, come scismi religiosi e interventi militari di potenze come l'Assiria, tra le dodici tribù assume non solo il potere regale, ma anche l'egemonia religiosa quella di Giuda (dall'ebraico יהודי, Yehudi, plurale יהודים, Yehudim). È proprio di quest'epoca la redazione dei primi libri della Bibbia, nella quale i giudici al potere affermano che gli altri israeliti si sono allontanati da Dio, ponendo quindi le basi della fase religiosa detta giudaismo: gradualmente le parole ebrei e giudei, ebraismo e giudaismo diventano sinonimi, sebbene non lo siano precisamente. Le altre tribù vengono semplicemente considerate perse, scomparse. In altre lingue si usa la parola corrispondente a ebraico (i succitati: inglese hebrew, francese hébreu, tedesco Hebräisch) per indicare soltanto la lingua (nonché gli ebrei dell'antichità, nell'epoca pre-esilica) e la parola corrispondente a giudaico (jewish, juif, jüdisch) per indicare la cultura, la religione, il popolo.
La parola "ebreo", in ogni caso ha oggi il duplice significato di popolo come gruppo parentale, a cui si aggiunge il significato della comunione religiosa. Tuttavia i convertiti all'ebraismo, il cui status come ebrei nella nazione ebraica è identico a quello di coloro che vi sono nati all'interno, sono stati assimilati al popolo ebraico attraverso i secoli.
Nell'accezione comune moderna, vengono indicati come "ebrei": le persone di origine ebraica (non necessariamente matrilineare) che praticano la religione ebraica; le persone di origine non ebraica convertite all'ebraismo; ogni appartenente alla discendenza ebraica che, pur non praticando l'ebraismo come religione, può considerarsi ebreo in virtù della propria discendenza, identificando nella parola soprattutto un senso familiare, storico o culturale.
Storia
Secondo la Bibbia ebraica (Tanakh), tutti gli Israeliti discendono da Abramo, Isacco e Giacobbe. Si suppone che Abramo sia nato nella città sumera di Ur Kaśdim e sia poi emigrato a Canaan (comunemente nota come la Terra di Israele) con la sua famiglia. Aristotele credeva che gli ebrei venissero dall'India, dove diceva fossero conosciuti come i Kalani.Flavio Giuseppe, Contra Apionem, I.176-183, consultato 01/03/2014 a Studi genetici sugli ebrei dimostrano che la maggioranza nel mondo porta un'ereditarietà genetica comune che si origina nel Medio Oriente, con la più forte somiglianza ai popoli della Mezzaluna Fertile. Natural History 102:11 (Novembre 1993): 12-19. Tuttavia, secondo gli archeologi, la cultura israelita non permeò la regione, ma piuttosto si ramificò dalla cultura cananita.Tubb, 1998, pp. 13-14.Richard Evans, In Hitler's Shadow, New York, NY: Pantheon, 1989, p. 43.Mark Smith, in "The Early History of God: Yahweh and Other Deities of Ancient Israel", afferma "Nonostante il persistente modello che i Cananei e gli Israeliti fossero popoli di culture fondamentalmente diverse, i dati archeologici ora mettono in dubbio tale interpretazione. La cultura materiale della regione esibisce numerosi punti comuni tra Israeliti e Cananei nel periodo dell'Età del Ferro I (ca. 1200–1000 p.e.v.). I reperti suggeriscono che la cultura israelita in gran parte si sovrapponga e derivi dalla cultura cananea... In breve, la cultura israelita era in gran parte cananea in natura. Tenuto conto delle informazioni disponibili, non si può mantenere una separazione culturale radicale tra Cananei e Israeliti per il periodo del Ferro I. (pp. 6–7). Mark Smith, The Early History of God: Yahweh and Other Deities of Ancient Israel, HarperCollins (& Eerdman Publ.), 2002.Gary Rendsberg, "Israel without the Bible", in Frederick E. Greenspahn, The Hebrew Bible: New Insights and Scholarship, 2008, NYU Press, pp. 3–5.
Diaspora
Nel 607 a.C. parzialmente e nel 587 a.C. in maniera definitiva, i Babilonesi, sotto Nabucodonosor II, invadono il regno di Giuda, distruggono per la prima volta il Tempio di Gerusalemme, l'intera città e deportano i notabili: è questo l'inizio della prima diaspora ebraica a cui seguì un tempestivo ritorno in patria. La diaspora rappresenta quindi un evento particolarissimo della storia dell'umanità, in cui sono presenti sia l'esodo sia il ritorno. - s.v. , di Emil G. Hirsch, Max Seligsohn, Wilhelm Bacher.
La Bibbia ci racconta di come tutto il popolo di Giuda venga deportato a Babilonia, ma in realtà molti rimasero in patria. Le Sacre Scritture quindi considerano il popolo sempre uno, uno solo e sempre unito mentre in realtà le comunità ebraiche sparse per il mondo sono diverse: in Egitto, dai tempi di Giuseppe, in Mesopotamia, in Grecia.Goldenberg (2007), pp. 131, 135–6.