Forlì (AFI: , Furlè in romagnolo) è un comune italiano di abitanti, capoluogo della provincia di Forlì-Cesena insieme a Cesena, in Emilia-Romagna.

È il centro più popoloso della provincia, situato lungo la via Emilia, in posizione storicamente connessa alle principali direttrici di attraversamento dell’Appennino verso i territori della cosiddetta Romagna toscana. Città di origine romana, fondata come presidio lungo la via consolare, fu nel Medioevo libero comune e il principale centro ghibellino in Romagna, affermandosi tra XIII e XIV secolo come uno dei più importanti baluardi della resistenza al potere pontificio nell’Italia centro-settentrionale. Nel corso della sua storia, in particolare tra il Rinascimento e il Risorgimento, è stata patria di personalità che hanno contribuito alla vita politica, scientifica, artistica e culturale italiana, partecipando in diversi ambiti alla formazione dell'Italia moderna. Conserva un patrimonio storico e architettonico che comprende testimonianze medievali, rinascimentali, barocche e interventi urbanistici del ventennio.

Tradizionalmente legata all'agricoltura e alla manifattura, Forlì ospita un campus dell'Università di Bologna e il polo tecnologico aeronautico-spaziale, oltre a un articolato sistema museale che ha nel complesso di San Domenico uno dei suoi principali poli culturali.

Geografia fisica

Territorio Forlì si trova nella parte sud-orientale della Pianura Padana, in Romagna, in un’area di transizione tra la pianura alluvionale e le prime colline dell’Appennino forlivese, a circa 5 km dalle propaggini collinari e 26 km dalla costa adriatica.

Il territorio comunale è prevalentemente pianeggiante, costituito da depositi alluvionali quaternari, ma presenta a sud-ovest aree collinari caratterizzate da versanti dolci alternati a zone di calanchi, tipici delle formazioni argillose plioceniche della Romagna. Questa posizione di cerniera tra pianura e collina conferisce a Forlì un paesaggio vario e una vocazione agricola storicamente legata a colture intensive, come cereali, vite e frutteti.

L’idrografia locale è dominata dal fiume Montone, che attraversa la periferia occidentale e riceve, presso il quartiere di Vecchiazzano, le acque del fiume Rabbi. Il Montone lambisce poi le antiche mura urbane in prossimità di Porta Schiavonia. A est scorre il fiume Ronco, che attraversa l’omonimo quartiere e confluisce nel Montone a valle della città, nei pressi di Ravenna.

Geologia Il territorio di Forlì si colloca nel bacino dei Fiumi Uniti, dove affiorano rocce che testimoniano l’evoluzione geologica dall’Appennino alla pianura. Le formazioni più antiche sono rappresentate dal macigno (37–18 milioni di anni fa) sul crinale appenninico, seguito dalla formazione marnoso-arenacea (15–7 milioni di anni fa) in area montana e collinare. Alla fine del Miocene il bacino si colmò, con la comparsa delle coltri liguridi e dei depositi gessoso-solfiferi. Nel Pliocene il mare tornò a occupare le zone collinari, lasciando sedimenti argillosi, sabbiosi e lo spungone, tipica pietra locale. Tra Pliocene e Pleistocene si depositarono argille marine e sabbie gialle, testimonianza di antiche coste frequentate dallHomo erectus a Monte Poggiolo. Durante le glaciazioni del Pleistocene medio si formarono coperture eoliche di loess e ambienti steppici popolati da grandi erbivori. Nell’era quaternaria, infine, processi erosivi e alluvionali hanno modellato l’attuale paesaggio, caratterizzato da colline argillose ondulate, rilievi marnoso-arenacei e spessori alluvionali superiori ai 200 m in pianura.

Clima

Forlì ha un clima temperato caldo, stabilmente umido, con estate molto calda (classificazione Köppen-Geiger Cfa).

Il clima è influenzato dal trovarsi vicina alla costa del mare Adriatico, al margine meridionale della Pianura Padana e a ridosso del crinale appenninico, il quale, insieme ai contrafforti montani tra le valli, orientate da sud-ovest a nord-est, influenza notevolmente l'andamento dei venti al suolo.

Il mese più freddo, gennaio, ha una temperatura media di , mentre quello più caldo, luglio, ha una temperatura media di . La temperatura più alta registrata a Forlì è stata di nell'agosto del 2017 mentre quella più bassa è di registrata nel gennaio del 1985. L'escursione annua, data dalla differenza tra la temperatura media del mese più caldo e quella del mese più freddo, oscilla tra i 18 e i

Le precipitazioni medie annue di Forlì sono all'incirca di di pioggia, e il numero di giorni piovosi è in media di 75. Le piogge sono distribuite in modo piuttosto regolare durante l'anno, con valori massimi in novembre () e minimi in gennaio (), febbraio e luglio ().

Il fenomeno della nebbia si presenta regolarmente ogni anno, soprattutto nei mesi invernali, o a fine autunno, manifestandosi a diversi livelli di intensità e di frequenza con prevalente accentuazione delle zone di pianura nelle depressioni morfologiche e diradandosi più a sud a partire dalle propaggini appenniniche.

A Forlì predominano i venti di nord-ovest, di est e di sud-ovest. In primavera, in estate e in autunno prevalgono venti da est, in inverno quelli da nord-ovest.

Origini del nome Il toponimo della città è tradizionalmente riconducibile all'originario romano "Forum Livii", ovvero "Foro di Livio", dal console Gaio Livio Salinatore.

Nel Libro Biscia, una raccolta di atti prevalentemente giuridici archiviati nell’Abbazia di San Mercuriale, Forlì è indicata come “Figline qui vocatur Livia” in documenti datati 1092, 1114, 1116, appellativo derivante dall’attività dei vasai (i “figularii”), dizione poi decaduta. L'epiteto "Livia" venne altresì utilizzato per indicare una parte di città oltre il fiume Montone, sorta sui resti di un Castrum: il nome rimase affermato tra i poeti, forgiando la definizione alternativa dei forlivesi “liviensi”. Nel XIII secolo l’uso di “Forum Livii” o “Forum Livi” si contrasse in “Forlivium”. Da quando la lingua volgare iniziò a nobilitarsi, il toponimo mutò in Forlivio, Forlivo, Forlivi.

La variante attuale venne ideata da Dante Alighieri nella stesura della Divina Commedia per esigenze metriche, recuperando e declinando la dizione popolare “Furlì” (da cui deriverà il dialettale "Furlè"):

Inoltre:

La denominazione venne successivamente adottata e consolidata dagli storici e cronisti Giovanni di Mastro Pedrino, Andrea Bernardi e Sebastiano Menzocchi.

Storia

Origini ed epoca antica

Il territorio forlivese fu abitato già nel Paleolitico, come attestano i ritrovamenti di Monte Poggiolo, datati a circa anni fa, tra i più antichi d'Europa.

In epoca preromana l’area fu frequentata da popolazioni etrusche e galliche, mentre la città di Forum Livii venne fondata dai Romani nel 188 a.C. prendendo il nome, secondo la tradizione, dal console Gaio Livio Salinatore.

Restano tracce di viabilità, ponti e abitazioni, con scavi significativi in località Pieve Acquedotto e in via Curte.

Medioevo

Dopo la caduta dell’Impero romano d'Occidente, Forlì passò agli Ostrogoti, quindi ai Bizantini, entrando successivamente nei domini della Chiesa grazie alle donazioni di Pipino il Breve.

Nei documenti raccolti nel Libro Biscia, la città è talvolta indicata con la denominazione Figline, termine derivato dal latino figlinae (“fornaci”, “botteghe di vasai”), che sembra alludere alla consistente diffusione di attività fittili e ceramiche nel territorio.

Nel corso del Medioevo la città si sviluppò come libero comune, affermandosi poi come signoria sotto gli Ordelaffi, spesso in contrasto con lo Stato Pontificio, come dimostra la crociata contro i Forlivesi (1355-1359).

Forlì fu una delle principali roccaforti ghibelline dell’Italia centro-settentrionale e, nel 1282, resistette strenuamente all’assedio dei francesi inviati da Papa Martino IV. L’episodio è ricordato da Dante Alighieri nella Divina Commedia, con il riferimento al “sanguinoso mucchio”, memoria della feroce battaglia.

Parallelamente la città conobbe una vivace vita culturale: è documentata la presenza di una comunità ebraica già dal XIII secolo, che nel 1418 ospitò un importante congresso rabbinico; nello stesso periodo si sviluppò la tradizione medica con maestri come Iacopo da Forlì, e nel 1425 fu fondata la prima scuola laica cittadina.

Età moderna

Nel Rinascimento Forlì raggiunse grande notorietà sotto Caterina Sforza, protagonista delle vicende politiche tra Medici, Borgia e Stato Pontificio. La città visse una stagione culturale intensa con la diffusione della stampa (1495), lo sviluppo della scuola forlivese d’arte (da Melozzo da Forlì a Marco Palmezzano) e l’affermazione della medicina con studiosi come Girolamo Mercuriale e Giovanni Battista Morgagni.

Nel 1630, durante la peste, la popolazione attribuì la salvezza alla Madonna del Fuoco, da allora patrona della città.

Durante il periodo napoleonico Forlì fu capoluogo del Dipartimento del Rubicone, per poi tornare sotto il dominio pontificio fino ai moti risorgimentali, che videro attivi, oltre alla maggioranza dei cittadini, personaggi come Aurelio Saffi e Piero Maroncelli.

Età contemporanea

Nell’Ottocento Forlì crebbe grazie a agricoltura, mezzadria, commercio lungo la via Emilia e prime industrie (fornaci, feltro, officine meccaniche). Nel 1915 fu inaugurato l’ospedale Morgagni.

Durante il fascismo, Forlì fu soprannominata "città del Duce"R. Fregna, Forlì città del Duce. Dal primo dopoguerra alla crisi del '29, in Parametro n. 14, 1972, pp. 27-47. per la nascita nella vicina Predappio di Benito Mussolini. Il regime la trasformò conseguentemente in “vetrina nazionale dell'architettura razionalista”, con la realizzazione di edifici come la nuova stazione ferroviaria, il Palazzo delle Poste e il Palazzo del collegio aeronautico. Nel 1936 fu inaugurato l’aeroporto "Luigi Ridolfi".

Durante la seconda guerra mondiale, la città subì pesanti bombardamenti e stragi, come l’eccidio di Forlì. Fu liberata il 9 novembre 1944 dalle truppe britanniche e indiane con l’aiuto dei partigiani.

Nel dopoguerra riprese lo sviluppo agricolo, industriale e artigianale, nonostante la permanenza del legame al cosiddetto “complesso del Duce”. Il 16 aprile 1988 le Brigate Rosse assassinarono il senatore Roberto Ruffilli nella sua abitazione in Corso Diaz.

Dagli anni Novanta Forlì ha progressivamente ridotto il peso dell’agricoltura e dell’industria tradizionale, sviluppando il settore dei servizi e della formazione universitaria con il polo dell’Università di Bologna. Sono stati avviati e ultimati interventi di riqualificazione del patrimonio storico e architettonico, con particolare rilievo per il Museo San Domenico.

Nel maggio 2023 è stata colpita da gravi alluvioni, che hanno causato ingenti danni.

Simboli

Lo stemma, riconosciuto con decreto del 15 maggio 1931, ha la seguente blasonatura:

Il gonfalone comunale, con al centro lo stemma cittadino, è diviso in due metà: la superiore bianca, l'inferiore rossa.

Secondo la tradizione il segno zodiacale di Forlì è il CapricornoP. Moressa, L'aquila e il capricorno, Foschi, Forlì 2007, p. 11. Cf. Leone Cobelli, Cronache Forlivesi, Regia Tipografia, Bologna 1874, p. 62..

Onorificenze

Titolo poi confermato con regio decreto 15 maggio 1931Libro Araldico Enti Morali Volume I, p. 252 n. 835..Forlì è tra le città decorate al valor militare per la guerra di liberazione, insignita della Medaglia d'argento al valor militare per i sacrifici e il coraggio delle sue popolazioni e per l'attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale:

Monumenti e luoghi d'interesse