Abahlali baseMjondolo (AbM, , ) è un movimento socialista sudafricano che riunisce persone che vivono nelle baraccopoli. Si tratta della più grande organizzazione di abitanti delle baracche del Sudafrica e conduce campagne per il miglioramento delle condizioni di vita dei poveri e per una partecipazione democratica della società dal basso. Il movimento rifiuta l'appartenenza a qualsiasi partito politico e ha organizzato campagne per il boicottaggio delle elezioni locali e nazionali. La strategia chiave consiste nel “ricreare i beni della comunità”Il diritto legale di trarre profitto da un terreno in comune con altri proprietari o altri beneficiari. Terreno di proprietà comune. dal basso cercando di organizzare la vita dei poveri negli insediamenti.Joel Kovel, 'The Enemy of Nature', 2007 Zed Books, New York, p. 251

Il movimento ha avuto origine da un blocco stradale di protesta, organizzato dagli abitanti dell'insediamento di Kennedy Road a Durban, nel marzo del 2005 e opera oggi anche nelle città di Pietermaritzburg e Città del Capo. Secondo The Times il movimento ha “scosso il panorama politico del Sudafrica.”

Contesto

All'inizio del 2008 le Nazioni Unite hanno espresso una seria preoccupazione per il trattamento riservato agli abitanti dell'insediamento di Kennedy Road a Durban. Preoccupazioni sono emerse anche per gli sgomberi decisi in vista della Coppa del Mondo di calcio del 2010 in Sudafrica.

Nel 2001, con lo Slums Clearance Project, la municipalità di eThekwini, che amministra le città di Durban e Pinetown, ha intrapreso un programma di sgombero degli insediamenti, che consiste nella regolare demolizione di abitazioni. In più, la municipalità si rifiuta di fornire servizi di base (come elettricità, fognature, acqua corrente, ecc.) negli insediamenti già esistenti e che sono considerati ufficialmente ‘temporanei.’ Con queste demolizioni, alcuni abitanti restano semplicemente senza casa alcuna, altri sono vittime di sgomberi forzati verso le periferie della città.'Business As Usual', Centre on Housing Rights & Evictions (Ginevra), 2008 L'impegno primario di Abahlali è opporsi a queste demolizioni e agli sgomberi forzati (anche attraverso azioni legali), e di lottare per il diritto a terra e ad alloggi di qualità nelle città. Nella maggior parte dei casi il movimento opera avanzando richieste formali affinché vengano svolti dei lavori di miglioramento negli insediamenti esistenti, oppure chiedendo che si dia inizio alla costruzione di nuove abitazioni vicino agli insediamenti. Il movimento ha comunque anche protestato affinché gli insediamenti siano immediatamente provvisti di servizi primari come acqua, elettricità e servizi igienici. Il movimento ha rapidamente ottenuto un buon successo nel fermare gli sfratti e gli sgomberi forzati, sebbene per tre anni non sia riuscito a guadagnare un accesso sicuro a terreni urbani idonei alla costruzione di alloggi di qualità.Cfr la relazione del COHRE Alla fine del 2008, tuttavia, S’bu Zikode, presidente dell'AbM, ha annunciato un accordo con la municipalità di eThekwini, che prevede la fornitura di servizi a 14 insediamenti e la costruzioni di alloggi nell'insediamento di Kennedy Road.

Il movimento è stato coinvolto in un importante conflitto con la municipalità di eThekwini e ha dato vita a numerose proteste e azioni legali contro le autorità cittadine.I dettagli sono presenti in alcune opere accademiche e nella relazione sul Centre on Housing Rights & Evictions (Ginevra) si fa accenno alle azioni legali, presenti sul sito . Anche i documenti di molte azioni legali sono consultabili sul sito di Abahlali. I suoi membri hanno subito repressioni e intimidazioni e sono stati spesso aggrediti. Molti leader sono stati arrestati dalla polizia di Sydenham, Durban.

Abahlali ha spesso denunciato i metodi vessatori della polizia, compresa la tortura.. In numerose occasioni le denunce sono state appoggiate dalle autorità religiose e dai movimenti per la difesa dei diritti umani].

Nel 2009 il movimento ha vinto una causa presso la Corte Costituzionale che ha dichiarato il KZN Slums Act incostituzionale. A Città del Capo il conflitto fra il movimento e il Governo della città è molto acceso e si è concentrato intorno al Macassar Village Land Occupation.

Autonomia Gli studi accademici sul movimento sottolineano la sua non-professionalizzazione (cioè l'indipendenza dal controllo di Ong), la sua autonomia rispetto alle organizzazioni e ai partiti politici e il suo carattere democratico. Insieme alla Campagna Anti Sgomberi del Western Cape (Western Cape Anti-Eviction Campaign), il movimento si rifiuta di collaborare con il forum "Social Movements Indaba" (SMI) gestito da Ong, e con alcune organizzazioni non governative legate allo SMI.

Campagne Dal 2005 il movimento ha organizzato numerose manifestazioni e creato occasioni di auto-organizzazione negli insediamenti.'Rights, democracy, social movements: Abahlali baseMjondolo - a living politics' Masters Thesis di Matt Birkinshaw, University of London, 2007 Come ha spiegato il presidente S'bu Zikode, AbM lotta anche per un “comunismo della vita”, e contro il capitalismo. Ha richiesto a più riprese che la terra privata venga espropriata per consentire la costruzione di case popolari.

Abahlali rifiuta la partecipazione a partiti politici o a qualsiasi organizzazione come le Ong, in cui la lotta viene professionalizzata e gestita in modo verticistico; cerca invece di costruire un potere democratico popolare nei luoghi in cui la gente vive e lavora.. Politiche abitative La richiesta primaria del movimento è a favore di alloggi pubblici decenti. Il movimento è ricorso spesso alla frase “il diritto alla città” per insistere sul fatto che la posizione degli alloggi è una questione di importanza fondamentale. Per questo, chiede che vengano effettuate migliorie negli insediamenti là dove si trovano, in modo che la gente non debba essere ricollocata in luoghi lontani dalla città, dai luoghi di lavoro, dalle scuole, dagli ospedali.Si fa riferimento ad alcune azioni legali contro gli sgomberi nella relazione del 2008 sui diritti alle abitazioni al Durban Centre on Housing Rights & Evictions (Ginevra) reperibile online al sito . Sul sito di Abahlali sono archiviati anche numerosi documenti delle azioni legali. Servizi Il movimento ha svolto campagne perché agli abitanti degli insediamenti siano garantiti servizi primari fondamentali.. Sfratti e sgomberi forzati Il movimento si oppone a ogni sfratto e sgombero forzato e ha condotto una campagna vigorosa in questo senso, attraverso proteste pubbliche e azioni legali. Elettricità e incendi In Sudafrica c'è una media di “dieci incendi di baracche al giorno, che provocano morti un giorno sì e uno no.” Abahlali ha condotto campagne su questo tema chiedendo, fra le altre cose, che le baracche siano provviste di impianti elettrici appropriati. Potere duale & Rifiuto di politiche elettorali Dal 2006 Abahlali baseMjondolo ha lanciato campagne per il "non voto" nelle elezioni locali e nazionali, con lo slogan "No Land, No House, No Vote". Il movimento specifica che il loro scopo, invece, è quello di raggiungere l'uso della democrazia diretta per costruire un contropotere democratico. Si tratta di una posizione condivisa da tutte le organizzazioni afferenti alla Poor People's Alliance. Il KZN Slums Act Abahlali baseMjondolo ha portato in tribunale il Governo Provinciale del KwaZulu-Natal affinché lo Slums Act fosse dichiarato incostituzionaleIl testo completo dell'atto e i documenti legali di Abahlali e lo stato sono archiviati in Eliminate the Slums Act – Original press statement and digital archive | Abahlali baseMjondolo, ma ha perso la causa. Il 14 maggio 2009 il caso è stato portato in appello alla Corte Costituzionale. Secondo Abahlali la sezione 16 dello Slums Act (che obbligava proprietari terrieri e municipalità a sgomberare gli occupanti irregolari) era incoerente con il diritto alla casa stabilito nella Costituzione Il 14 ottobre 2009 è stata emessa la sentenza che portava alla vittoria del movimento e al rimborso delle spese giudiziarie. Xenofobia Il movimento ha preso posizione con forza contro gli attacchi xenofobi che sono dilagati nel Paese nel maggio 2008. Atti di violenza di questo tipo negli insediamenti in cui Abahlali aveva una forte presenza.. Il movimento è stato anche in grado di fermare un attacco nell'insediamento di Kenville (non affiliato all'Abahlali) e di offrire un rifugio ad alcune persone costrette ad abbandonare le loro abitazioni.The Politics of Fear and the Fear of Politics: Reflections on Xenophobic Violence in South Africa, articolo del Professor Michael Neocosmos della Monash University, Australia nel Journal of Asian & African Studies Vol. 43, No. 6, 586-594 (2008). Brutalità della polizia Il movimento ha organizzato numerose azioni contro gli attacchi razzisti e brutali della polizia.

Filosofia Il movimento afferma di sostenere una “politica fatta in casa, che tutti possono comprendere e in cui possono riconoscersi.” La sua filosofia è stata descritta in numerosi articoli e interviste. Le idee chiave sono quelle di portare avanti una politica dei poveri, viva e vitale, per la partecipazione politica popolare. “Politica dei poveri” è da intendersi come politica che viene diretta dai poveri e per i poveri, in un modo che consenta ai questi di partecipare attivamente alle proprie lotte. In termini pratici, vale a dire che tale politica deve essere messa in pratica laddove vivono i poveri o nei luoghi a loro facilmente accessibili, nei momenti che siano liberi per loro, nelle lingue che loro parlano. Non significa che la gente e le organizzazioni della classe media siano escluse, ma la loro partecipazione dovrà essere rispettosa, dovranno recarsi in questi spazi e condividere la loro politica nel dialogo e nel rispetto reciproco. L'idea di una politica viva contempla due aspetti chiave: il primo è che deve essere intesa come una politica che inizia non da una teoria esterna ma dall'esperienza delle persone che la formano. Viene contestato il fatto che l'educazione formale alla politica in genere crea nuove élite che impongono le loro idee sugli altri ed escludono le persone comuni dal pensiero politico. Questa politica non è contraria alle teorie, semplicemente sostiene la necessità di iniziare dall'esperienza reale di vita, partendo dalle esperienze di sofferenza delle persone, piuttosto che iniziare dalla teoria (importata, di solito, dal Nord del mondo) per poi imporla sull'esperienza vissuta, che è fatta di sofferenza e di resistenza negli insediamenti. Il secondo aspetto chiave di questa politica viva è che il pensiero politico è sempre elaborato democraticamente e in comune. Questa politica popolare si oppone a quella dei partiti o dei politici (così come alle forme politiche non democratiche calate dall'alto, come quelle di molte Ong). Questo è un progetto popolare e democratico intrapreso senza alcun ritorno finanziario e con un rifiuto esplicito del potere personale, mentre il secondo è un progetto calato dall'alto, in cui i ruoli rappresentativi vengono professionalizzati.La filosofia del movimento appare articolata in modo chiaro in numerose dichiarazioni pubblicate sul sito web – cfr in modo particolare le dichiarazioni alla pagina http://abahlali.org/node/3208 Un utile riassunto è fornito anche dallo studio accademico di Nigel Gibson

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