Laggressione con acido (detta anche vitriolage) è una forma di aggressione premeditata consistente nel gettare una sostanza corrosiva sul corpo di un'altra persona con l'intento di sfigurarla, mutilarla, torturarla o ucciderla.

I responsabili di quest'atto gettano solitamente l'acido sul volto delle loro vittime, bruciando così fino a danneggiare gravemente i tessuti della pelle, spesso addirittura fino ad esporne le ossa e talvolta sciogliendole: i tipi più comuni di sostanze utilizzate a tal scopo sono l'acido solforico, l'acido nitrico e l'acido cloridrico.

Le conseguenze a lungo termine di queste aggressioni possono includere la cecità, così come ampie cicatrici permanenti sul viso e sopra tutto il corpo; col risultato effettivo di danneggiare stabilmente l'esistenza futura della vittima, con gravi difficoltà sociali, psicologiche ed economiche associate conseguenti.

Secondo i ricercatori e gli attivisti per i diritti umani gli Stati del mondo più tipicamente associati all'attacco con acido con l'intento di sfigurare includono il Bangladesh, l'India, il Pakistan, la Cambogia, ma anche Vietnam, Laos, Hong Kong e poi Cina, Kenya, Sudafrica, Uganda ed Etiopia; tra le comunità di immigrati asiatici e/o africani vari casi sono stati registrati anche nel Regno Unito. Infine alcuni gravi episodi si sono verificati anche in Afghanistan, Iran ed altri paesi della regione.

Una revisione della letteratura pubblicata nel 2007 ha analizzato 24 studi in 13 paesi, negli ultimi 40 anni, sottoponendo a controllo i dati di 771 soggetti. Nei casi studiati, gli uomini sembrano più frequentemente vittime in ogni paese, ad eccezione del Bangladesh e di Taiwan, con un rapporto uomo/donna che varia da 0,15:1 in Bangladesh a 6,14:1 nel Regno Unito.

Effetti sulla salute Gli effetti più notevoli e di lunga durata di un attacco con l'acido è lo sfregio permanente del corpo. Secondo l'"Acid Survivor Foundation" (associazione bengalese dedita a prevenire tale tipologia di violenza e fornendo assistenza medico-legale), vi è un elevato tasso di sopravvivenza tra le vittime; di conseguenza queste si trovano a dover affrontare trattamenti chirurgici di lunga durata, oltre ad una problematica psicologica che corre parallela a quella più eminentemente fisica: questi effetti di vasta portata ed impatto sull'esistenza personale rimbalzano poi anche sulla stessa sostenibilità socio-economica delle comunità coinvolte.

Vi è un ampio spettro di effetti causati da un'aggressione con acido; la gravità del danno dipende sia dalla concentrazione della sostanza corrosiva utilizzata che dal periodo di tempo in cui essa è rimasta a contatto con i tessuti prima d'esser tolta, questo lavando accuratamente la pelle con un agente neutralizzante.

Danni fisici Se non vengono applicate immediatamente tecniche di primo soccorso, l'acido può molto rapidamente erodere la pelle e lo strato di grasso immediatamente sottostante fino a raggiungere l'osso.

In quanto la maggioranza dei casi è finalizzata a colpire la faccia, le palpebre e le labbra possono essere completamente distrutte e il naso e le orecchie venire gravemente danneggiati. Tra le conseguenze maggiori si possono includere: Le ossa del cranio sono in parte distrutte o deformate con perdita anche totale dei capelli La cartilagine dell'orecchio è di solito parzialmente o totalmente distrutta e possono verificarsi casi di sordità Le palpebre possono venire anch'esse bruciate o deformate, lasciando così gli occhi completamente scoperti e inclini alla cecità; colpendo direttamente l'occhio l'acido danneggia irrimediabilmente la vista Se colpito, il naso può rimpicciolire e deformarsi, con le narici che possono completamente scomparire venendo distrutta la cartilagine di sostegno Anche la bocca viene deformata e perdere la propria gamma normale di movimento; se vengono distrutte le labbra si espongono i denti con conseguenti difficoltà d'alimentazione Le cicatrici possono scendere dal mento fino alla zona più bassa del collo, riducendo lo stesso mento e rendendo estremamente limitata la gamma di movimento del collo L'inalazione di vapori acidi solitamente provoca difficoltà respiratorie, fino a causare problemi all'esofago In aggiunta a questi danni specifici, i pazienti corrono anche il rischio di contrarre setticemia, insufficienza renale, depigmentazione cutanea fino a giungere nei casi più estremi alla morte.

Problematiche psicologiche I sopravvissuti si trovano davanti a volte anche a problemi di salute mentale faticosamente superabili; uno studio ha dimostrato che rispetto alla norma occidentale di benessere psicofisico, le vittime di attacco con acido riportano alti livelli di ansia e depressione con forte e continuativo stress psicologico dovuto alla preoccupazione e alla sofferenza.

Conseguenze sociali Oltre ad effetti immediati fisico-psicologici, esistono anche varie implicazioni sociali per i sopravvissuti ad un'aggressione con acido: di solito le vittime rimangono disabili per tutto il resto della loro vita, dipendendo così interamente da altri anche per le più semplici attività quotidiane come il mangiare o l'andar a far commissioni.

Queste dipendenze sono poi aumentate dal fatto che molti sopravvissuti non sono più in grado di trovare, nelle condizioni di handicap in cui versano, un impiego adeguato a garantirgli una fonte d'indipendenza ed autonomia economica; ciò influisce negativamente causando disagi a catena sia a loro che a chi li assiste. Come risultato i tassi di divorzio sono molto elevati; inoltre, i sopravvissuti che erano single al momento dell'aggressione rischiano di subire un forte rifiuto sociale, di fatto rendendo più difficile le future prospettive matrimoniali.

Prevenzione Lo studio approfondito del fenomeno ha spinto alla ricerca di varie soluzioni, anche vista la crescente incidenza dei casi in tutto il mondo; si guarda in certo qual modo al Bangladesh come modello, in cui a seguito di radicali riforme legislative i tassi di aggressione con acido sono notevolmente diminuiti. Tuttavia diverse segnalazioni hanno evidenziato la necessità di un maggiore ruolo giuridico delle ONG per offrire sostegno e aiuto; inoltre quasi tutte le ricerche hanno sottolineato la necessità di una più rigorosa regolamentazione nella libera vendita di queste sostanze all'interno dei paesi più coinvolti, al fine di combattere al meglio questo problema sociale.

Il ruolo delle organizzazioni non governative Molte ONG sono state create proprio nelle zone con più alta presenza di violenza tramite sostanze corrosive, con l'intento specifico di combattere questo tipo d'aggressioni; esistono organizzazioni simili a quelle operanti in Bangladesh (anche con programmi rivolti alle istituzioni locali)Anwar, Afroza, 'Acid Violence and Medical Care in Bangladesh: Women's Activism as Carework' in Mary K. Zimmerman, Jacquelyn S. Litt and Christine E. Bose (eds) Global Dimensions of Gender and Carework (Stanford University Press, 2006), ISBN 978-0-8047-5324-1 anche in Uganda e Cambogia. Queste offrono servizi di assistenza e riabilitazione, nonché di sostegno a favore di una riforma sociale, nella speranza di aumentare la consapevolezza sulla gravità del problema.

L'associazione pakistana opera ad Islamabad, offrendo supporto medico e di riabilitazione; mentre la fondazione ugandese opera a Kampala fornendo consulenza, trattamento ed assistenza di riabilitazione sia alle vittime che, in caso di necessità, alle famiglie. L'"Acid Survivor Trust International" (ONG a livello internazionale impegnata attivamente per por fine alla violenza causata da acidi) fornisce infine supporto specialistico alle sue organizzazioni associate nei paesi dei continenti africano e asiatico.

Shirin Juwaley, sopravvissuta bengalese alle ustioni causate dal marito, ha istituito la "Palash Foundation", per aiutare altri sopravvissuti con la riabilitazione psicosociale e con iniziative anche ad alto livello promuovendo conferenze a favore di tutte le vittime di sfregio e discriminazione: nel 2011 il preside di un college indiano ha rifiutato di averla come ospite nella scuola da lui diretta per timore che la storia da lei raccontata avrebbe potuto influenzare negativamente gli studenti nei confronti del matrimonio.

Regolamentazione nelle vendite di acidi È stata osservata una correlazione tra gli attacchi con acido e la sua relativa facilità di acquisto, in quanto comunemente utilizzati e tutti a buon mercato e facilmente reperibili; si può arrivare in certi paesi asiatici e africani a trovare anche un litro di concentrato di acido solforico ad un prezzo di 40 centesimi di dollaro; mentre l'acido nitrico costa un dollaro e mezzo al litro ed è possibile acquistarlo presso i negozi di oro e gioielli, venendo generalmente usato dagli orefici come lucidante e per purificare oro e metalli; l'acido cloridrico - oltre che per la lucidatura dei gioielli - è utilizzato anche nel campo dei cosmetici e dei farmaci anfetaminici.

A causa di una tale facilità estrema di venirne in possesso, molte organizzazioni hanno ripetutamente richiesto con forza una regolamentazione più severa al riguardo; azioni specifiche di contrasto al fenomeno possono essere l'obbligo di possedere una licenza specifica per commerciare acidi altamente corrosivi, il divieto di produrli in forma concentrata, migliorare il sistema di monitoraggio di vendita degli stessi come ad esempio la necessità di documentar tutte le transazioni che coinvolgono la sostanza. Tuttavia è stato anche avvertito che una disciplina troppo rigorosa al riguardo rischierebbe di creare un mercato nero anche più sfuggente e fuori da ogni controllo delle forze dell'ordine locali.

Primo soccorso e trattamento Tra le attività di primo soccorso bisogna lavare le partii colpite con acqua corrente la fine di arrestar e eliminare le lesioni corporali; Informazioni di pronto soccorso per aggressioni con acidi sono esposte sul sito web dell'"Acid Survivors Trust International". I trattamenti contro le ustioni causate da acidi rimangono altamente inadeguati in molte delle nazioni in via di sviluppo, proprio laddove l'incidenza è più alta; la disponibilità di centri per grandi ustionati è minima in nazioni come Uganda, Bangladesh, e Cambogia; ad esempio il paese africano ha un solo centro specializzato in tutto il suo territorio, che ha aperto nel 2003, così come anche la Cambogia. Viene infine stimato che soltanto il 30% della popolazione del Bangladesh ha in effetti la possibilità di accedere a cure ed assistenza sanitaria professionali.

In aggiunta alle capacità mediche in molti casi del tutto inadeguate, molte delle vittime non riescono neppure a rivolgersi alle forze di polizia per chiedere aiuto, questo per una completa mancanza di fiducia in esse; per un senso di disperazione causato dall'impunità dei colpevoli e per timore infine di ulteriori brutalità e abusi. La maggior parte delle donne di questi paesi deve inoltre anche subire la forte apatia della polizia nel trattare i casi di molestie e i problemi di sicurezza personale che le riguardano; ma anche ad esempio il rifiuto di registrare il loro caso, nonostante il fatto che in alcuni casi la vittima fosse stata ripetutamente aggredita in precedenza, The Hindu, February 3, 2012. Questi problemi sono esacerbati inoltre da una mancanza di conoscenza medica generale su come trattare i casi di ustione; molte delle vittime applicano vari tipi di olio sull'ustione, piuttosto che risciacquare abbondantemente ed esclusivamente con l'acqua per neutralizzare l'effetto della sostanza corrosiva: tali rimedi casalinghi (questo quando non vi è possibilità d'accesso ad una struttura sanitaria) servono soltanto ad aumentare la gravità del danno, in quanto non contrastano l'acidità.

Epidemiologia mondiale