Biografia
Nato ad Arezzo nel 1906, fu il capostipite di un'antica famiglia che all'epoca vantava altri giocatori aretini ovvero i suoi due fratelli: il centravanti Aldo (detto Pisetto) e il terzino Bruno (detto Mencolungo).
Una volta lasciata Arezzo nel 1927, dove c'erano diverse famiglie con cognome Pignattelli, iniziano i problemi con il suo cognome. Sebbene avesse sempre con sé una carta di identità emessa dal comune di Arezzo indicante il cognome esatto, sia le società calcistiche che le amministrazioni comunali, dove era costretto a chiedere la residenza temporanea, dal suo cognome toglievano una "t" perché in quelle città esistevano varie persone aventi cognome Pignatelli, causandogli notevoli grattacapi nel dover richiedere degli atti pubblici e certificatiNell'editare le correzioni al libro del centenario già uscito in edicola il 5 ottobre 2007, la SESAAB si è accorta dell'errore solo in fase di stampa vista la grande richiesta dovendo tirare altre copie. All'errore, notato perché l'altro libro aveva pubblicato a pag. 46 una data di nascita sbagliata (27 settembre invece di 27 agosto), si cercò di ovviare contattando ad Arezzo uno dei nipoti il quale, non solo corresse il cognome riferendo i continui problemi avuti per l'emissione degli atti pubblici, ma disse apertamente che Alberto non era andato mai via da Arezzo se non per svolgere il servizio militare. Da un giornalista di Genova (di tifo sampdoriano), in seguito, si appurò che il giocatore che aveva giocato fra il 1924 e il 1927 era un "Pignatelli" ex Andrea Doria, una persona adulta, non un giovane che, tra l'altro minorenne, avrebbe avuto molti problemi a viaggiare in Italia non per motivi di studio (Alberto fece gli studi precedenti la laurea solo ad Arezzo). L'editore del libro del centenario dell'Atalanta, costretto a tagliare troppe righe e correggere tutti i tabellini non poté modificare le pagine. A livello calcistico i cartellini emessi a suo nome erano quasi sempre sbagliati (liste di trasferimento del 1931 e 1934) così come lo erano tutti i giornali sportivi nazionali (La Gazzetta dello Sport e Il Littoriale) da cui in seguito sono stati tratti vari libri di società. Sono sbagliati tutti i libri stampati a Livorno, Bergamo, Empoli e Milano (anche tutti i libri dell'Inter)..
Dopo il ritiro affianca la passione sportiva alla carriera di imprenditore edile, contribuendo alla costruzione in Arezzo di molte opere. La sezione di Arezzo dell'Unione Nazionale Veterani dello Sport è intitolata a lui.
Caratteristiche tecniche Fu un giocatore considerato negli anni venti "moderno": svariava dal centro all'esterno del campo, era ambidestro e dotato di potentissima elevazioneLuca Stanganini, Noi abbiamo le gambe alate, Edizioni Fruska, Stia (AR), 2006.
Era un trascinatore, un impulsivo, un entusiasta del gioco d’attacco, oltre ad essere un fine palleggiatore e un piacevole stilista
Carriera Dalla giovane età fino al 1923 fu il capitano della Juventus F.B.C. di Arezzo, che sarebbe diventata nel 1930 l'U.S. Arezzo. Fu uno dei primi giocatori stipendiati (nel caso dell'Arezzo il rimborso spese ammontava a circa 15 lire dell'epoca).
Fu soprattutto il primo giocatore aretino ad andare via dalla città, trasferendosi nel 1927 al per adempiere gli obblighi militariListe di trasferimento pubblicate da Il Littoriale il 27 settembre 1928. Avendo ottenuto il congedo militare ritornò automaticamente ad Arezzo e fu ceduto all'Ambrosiana.. Qui suscitò gli interessi dell'Ambrosiana; giocò a Milano con la maglia n° 9 di centravanti, a partire dal 1928, e un suo infortunio permise l'ascesa del grande Peppino Meazza.
È stato quindi il primo aretino a varcare le soglie della Divisione Nazionale in un'epoca in cui Arezzo non aveva ancora l'odierno sviluppo territoriale e demografico. Anche il calcio stesso era un fenomeno con dimensioni ben differenti da quelle attuali.
Nel 1931 è nell'Atalanta di BergamoElenco dei giocatori italiani autorizzati a cambiare società nella stagione 1931-32, da «Il Littoriale», 7 agosto 1931, p. 5. e a seguire, in varie stagioni, nel Elenco dei giocatori italiani autorizzati a cambiare società nella stagione 1932-33, da «Il Littoriale», 23 luglio 1932, p. 4., Lucchese LibertasElenco dei giocatori italiani autorizzati a cambiare società nella stagione 1934-35, da «Il Littoriale», 7 agosto 1934, p. 4., Perugia, e Catanzarese.
A Catania si iscrisse all'Università per laurearsi poi a Bari nel 1936 in Economia e Commercio. Nel 1937 torna ad ArezzoElenco dei giocatori italiani autorizzati a cambiare società nella stagione 1939-40, da «Il Littoriale», 8 agosto 1939, p. 5. come allenatore-giocatore per trasferire ai più giovani la sua esperienza e rafforzare lo sviluppo del calcio locale.
Palmarès Club Competizioni nazionali
Catania: 1933-1934
Note
Bibliografia F.I.G.C., documenti ufficiali e le liste di trasferimento pubblicate da Il Littoriale dal 1927 al 1939. Vari articoli tratti da La Nazione e Il Giornale del Mattino dell'epoca. Giuseppe Matarrese, La storia del calcio - Stagione 1935-36, Giemme Edizioni, Milano 1995 p. 16, 88 e 89 (nato il 27 settembre). Giuseppe Matarrese, La storia del calcio - Stagione 1936-37, Giemme Edizioni, Milano 1996 p. 145. Almanacco agenda Inter 2000 a cura di Sandro Sabatini, supplemento a «Inter Football Club», novembre 1999, p. (giocatori, lettera P) non numerata.
Luca Stanganini, Noi abbiamo le gambe alate, Edizioni Fruska, Stia (AR), 2006. p. 56, 57, 58 e 361. Luca Befani, Un secolo di Atalanta, Bergamo, Il Giornale di Bergamo S.p.a., pp. 47–49 e scheda p. 596. Federico Pistone, Inter 1908-2008: un secolo di passione nerazzurra, Milano - Prodotto Ufficiale F.C. Internazionale 1908. ISBN 9788889370131.
Altri progetti
Collegamenti esterni
Alberto Pignattelli, su unvsarezzo.it.