Segue una cronologia dei principali avvenimenti relativi alle indagini sulla strage di piazza Fontana o correlate a questiPiazza Fontana. La strage impunita, Cronologia da archivio900.it.Piazza Fontana: Cronologia , dal sito zmag.org.Piazza Fontana 33 anni di misteri, Repubblica.it, 7 luglio 2002.L'ultima inchiesta sulla strage di Piazza Fontana , cronologia dal sito informagiovani.it.I giorni delle bombe: cronologia essenziale, pubblicata sul sito della casa editrice Eleuthera..
1969 6 dicembre 1969 – Il quotidiano britannico The Guardian (politicamente vicino alle posizioni dei laburisti) pubblica un articolo, dal titolo Greek advice for a coup in Italy, in cui afferma che il giornale è venuto in possesso di una lettera destinata all'ambasciatore greco a Roma proveniente dal Ministero degli affari esteri ellenico. Nella missiva ci sarebbero riferimenti ad incontri tra esponenti dei movimenti neofascisti italiani (un non identificato esponente chiamato in codice «P») ed alcuni dei membri della Dittatura dei colonnelli, affermando che i primi stavano cercando di realizzare un colpo di Stato per portare la destra al potere anche in Italia. Nella lettera il funzionario del ministero si sarebbe raccomandato con l'ambasciatore perché non venissero alla luce possibili collegamenti tra le autorità greche e l'operato degli «amici italiani», consigliando che questi venissero invitati a cercare assistenza tramite rappresentanze greche non ufficialiGreek advice for a coup in italy, The Guardian, 6 dicembre 1969.. Nel testo del documento, reso noto pochi giorni dopo da l'Unità, Paese Sera e L'Espresso, ma trascurato dalla maggior parte della stampa italiana, vi era anche un riferimento esplicito agli attentati dell'aprile 1969 alla fiera campionaria di MilanoTesto integrale del dossier segreto greco, dal libro di Eduardo M. Di Giovanni, Marco Ligini, Edgardo Pellegrini, La strage di Stato. Controinchiesta, Odradek Edizioni, riportato dal sito uonna.it.. 12 dicembre 1969 – Nel pomeriggio, alle 16:37, dopo il normale orario di apertura al pubblico, nella sede della Banca Nazionale dell'Agricoltura di Piazza Fontana, a Milano, esplode una bomba composta da circa sette chili di tritolo che provocherà la morte di 17 persone e il ferimento di altre 88. Nello stesso giorno venne ritrovata un'altra bomba inesplosa a Milano, nella sede milanese della Banca Commerciale Italiana in piazza della Scala (fatta poi brillare), mentre a meno di un'ora da quella di Milano altre tre bombe esplodono a Roma (nelle vicinanze della Banca Nazionale del Lavoro, davanti all'Altare della Patria e all'ingresso del museo del Risorgimento), provocando diversi feriti. Le indagini si indirizzano quasi subito verso quella che sarà definita dai media la pista anarchica. 14 dicembre 1969 – Vittorio Ambrosini, anziano avvocato e giornalista di Milano, amico dell'allora Ministro dell'Interno Franco Restivo, scrive a questi una lettera in cui si diceva a conoscenza dei retroscena della strage, incolpando il gruppo di Ordine Nuovo. Ambrosini era un personaggio complesso: era stato capitano degli Arditi durante la prima guerra mondiale e aveva un passato con posizioni politiche e amicizie che spaziavano tra il comunismo, il fascismo e poi il neofascismo, oltre ad essere stato un frequentatore (durante gli anni sessanta) di Junio Valerio Borghese, Giovanni de Lorenzo e Pino RautiAppunti per un lavoro su Vittorio Ambrosini .. Nel luglio 1970, sentito dai magistrati, ritratterà queste sue dichiarazioni, ma nel 1971, incontrandosi con l'amico deputato comunista Achille Stuani, gli confermerà nuovamente le sue accuse contro Ordine Nuovo. Secondo Ambrosini il 10 dicembre si sarebbe svolta a Roma una riunione di Ordine Nuovo (a cui lui aveva partecipato) in cui si era deciso di «andare a Milano e buttare per aria tutto» (frase che, a posteriori, aveva collegato alla strage) e che i responsabili dell'atto erano da ricercare tra i 18 membri del gruppo neofascista che erano stati in viaggio in Grecia per poi infiltrarsi tra i gruppi anarchici e dell'estrema sinistraAlessandro Silj, Malpaese: criminalità, corruzione e politica nell'Italia della prima Repubblica, 1943-1994, Donzelli Editore, 1994, ISBN 978-88-7989-074-8, 127 e 128.. 15 dicembre 1969 – Il ferroviere anarchico Giuseppe Pinelli, arrestato subito dopo la strage, e da tre giorni interrogato in questura, muore poco dopo mezzanotte precipitando dalla finestra dell'ufficio del commissario Calabresi, al quarto piano dell'edificio. La polizia sostenne che si era trattato di un suicidio, dichiarando in un primo tempo ai media che questo suicidio era un atto volontario conseguente al crollo del suo alibi per il giorno dell'attentato e quindi, indirettamente, indizio di colpevolezza; questa versione verrà smentita nei giorni successivi, mentre Pinelli si rivelerà estraneo alla strageColpo di scena: un fermato si uccide in questura , articolo del Corriere della Sera del 16 dicembre 1969, riportato da isole.ecn.org.Dossier a cura del Circolo anarchico Ponte della Ghisolfa, contenente gli articoli Colpo di scena: un fermato si uccide in questura del Corriere della Sera, Clamoroso colpo di scena nelle indagini sui terroristi e Gesto rivelatore da La Notte del 16 dicembre 1969 e l'articolo Improvviso dramma in questura: l'anarchico Pinelli si uccide del settimanale Epoca.Una finestra sulla storia , articolo di ricostruzione dei fatti del sito temporis.. Le persone presenti nella stanza vengono indagate per omicidio colposo, ma sono assolte e la caduta viene ritenuta conseguenza di un malore che aveva colto Pinelli mentre questi era vicino alla finestra. 16 dicembre 1969 – Viene arrestato l'anarchico Pietro Valpreda, accusato di essere l'autore materiale della strage in base alla testimonianza del tassista Cornelio Rolandi, che affermò di averlo riconosciuto come passeggero trasportato alla banca quel giorno, e ad alcune informazioni giunte alla questura di Roma alcuni giorni prima da infiltrati presenti nel Circolo anarchico 22 marzo, relative ad un ipotetico deposito di esplosivi localizzato nella periferia romanaCommissione parlamentare d'inchiesta sul terrorismo in Italia e sulle cause della mancata individuazione dei responsabili delle stragi - audizione del dottor Antonino Allegra, 5 luglio 2000.. Con lui vengono arrestati anche Mario Merlino (che si rivelerà poi nelle indagini svolte durante gli anni essere un neofascista infiltrato nel gruppoRelazione Commissione Stragi - Presidenza Giovanni Pellegrino, Capitolo VII - «le stragi insolute» , riportata dal sito del Circolo Arci «Antonio Guatelli».Commissione parlamentare d'inchiesta sul terrorismo in Italia e sulle cause della mancata individuazione dei responsabili delle stragi - Audizione del generale Gian Adelio Maletti, 3 marzo 1997.Dossier su Piazza Fontana, dal sito Osservatorio su Neofascismo, terrorismo e razzismo.) e altri componenti del Circolo anarchico 22 marzo. La provenienza delle borse usate per contenere l'esplosivo (acquistate a Padova) e del timer apre però una nuova «pista nera» che porterà dopo più di un anno all'arresto di due esponenti del gruppo neofascista Ordine Nuovo: Franco Freda e Giovanni Ventura. Mentre le indagini della polizia sono concentrate sulla «pista anarchica» e sugli ambienti della sinistra, Guido Lorenzon, segretario di una sezione della Democrazia Cristiana di Treviso, fornisce ad un magistrato un resoconto di alcune conversazioni avute con un suo amico Giovanni Ventura (già sospettato dai magistrati di essere responsabile di un attentato contro il rettore ebreo dell'università di Padova) che potrebbero indicare l'implicazione di quest'ultimo nella strage di piazza Fontana e in alcuni attentati ai treni compiuti nel Nord Italia nella notte tra l'8 e il 9 agosto 1969.
1970 27 marzo 1970 - Il punto vendita Coin di Mestre è oggetto di un attentato dinamitardo, di cui diversi anni dopo si scoprirà essere stato utilizzato lo stesso lotto di esplosivo della strage di piazza Fontana Giugno 1970 - Esce il libro La strage di Stato, che riscuote immediatamente un grande successo editoriale. Si tratta della contro-inchiesta condotta da un gruppo di giovani militanti della sinistra extraparlamentare rimasti anonimi che contesta apertamente l'ipotesi di un coinvolgimento degli anarchici nella strage di piazza Fontana, sostiene la tesi dell'omicidio di Giuseppe Pinelli ad opera della polizia ed ipotizza, per la prima volta, una pista "nera" in collegamento con oscuri centri di potere, in primo luogo statunitensi.
1971 13 aprile 1971 – Vengono arrestati Franco Freda e Giovanni Ventura. 1971 - Gli interrogatori dei testimoni riguardo alla morte di Pinelli presentarono alcune discrepanze, a seguito dei quali, l'alto magistrato, presidente Carlo Biotti ordinò la riesumazione della salma di Giuseppe Pinelli e la relativa autopsia. L'avvocato di Calabresi, Michele Lener, chiese la ricusazioneEpoca, Vol.22,"L'istanza con cui l'Avvocato Michele ha ottenuto la ricusazione del Presidente Biotti conferma la grave crisi della giustizia: la politicizzazione della magistratura trasforma ormai molti processi in un gioco d'azzardo," 1971 e le investigazioni furono rimandante di due anni 16 luglio 1971 – A Milano muore di infarto Cornelio Rolandi, unico testimone contro Pietro Valpreda. 21 ottobre 1971 – Il settantottenne Vittorio Ambrosini muore suicida, lanciandosi da una finestra del settimo piano della clinica in cui è ricoverato per un sospetto infarto. novembre 1971 – Un muratore, nell'eseguire delle riparazioni sul tetto di una casa di Castelfranco Veneto (TV), sfonda il tramezzo divisorio di un'abitazione di proprietà di un consigliere comunale socialista, Giancarlo Marchesin, scoprendo un arsenale di armi ed esplosivi (alcuni riconducibili alle dotazioni della NATO). Marchesin, dopo essere stato arrestato, dichiara che quelle armi sono state nascoste lì da Giovanni Ventura qualche giorno dopo il 12 dicembre 1969.Gianni Flamini, Il partito del golpe. La strategia della tensione e del terrore dal primo centrosinistra organico al sequestro Moro, volume III, Ferrara, Italo Bovolenta editore, 1981, pag 85.
1972 21 febbraio 1972 – Marco Pozzan, amico di Franco Freda e custode di un istituto dell'università di Padova dove erano soliti riunirsi Ventura, Freda ed altri esponenti di Ordine Nuovo, durante un interrogatorio (ne seguirà un altro il 1º marzo), sostiene che il via alla pianificazione dagli attentati era avvenuto durante una riunione svoltasi il 18 aprile 1969 a cui avrebbe partecipato anche Pino Rauti (allora a capo di Ordine Nuovo) e un giornalista membro dei servizi segreti (successivamente ritratterà la sua confessione e negherà la presenza di Rauti alla riunione). Il custode ritratterà successivamente la sua testimonianzaSentenza della Corte d'assise di Milano n. 15/2001, del 30 giugno 2001 e depositata il 19 gennaio 2002, Capitolo 6 - pag10, riportata dal sito web diritto.it.. A Pozzan verrà concessa la libertà provvisoria ma, dopo essere scarcerato, di lui si perdono le tracce. Successivamente si scoprirà che Pozzan venne fatto fuggire in Spagna dal SID, usando un passaporto a nome di «Mario Zanella»Philip Willan, Puppetmasters: The Political Use of Terrorism in Italy, iUniverse, 2002, ISBN 978-0-595-24697-7, pag 124 e 125., documento poi riportato in Italia dal maresciallo Esposito che aveva accompagnato il custode in terra iberica e, secondo alcune ricostruzioni, in loco avrebbe dovuto essere usato come informatore dal capitano Antonio Labruna. È stato fatto notare nella pubblicistica legata alla strage che il nome «Mario Zanella» comparirà alcuni anni dopo nella lista degli iscritti della P2Gherardo Colombo, Il vizio della memoria, Feltrinelli Editore, Collana Universale economica: Biblioteca di classici italiani, 1998, ISBN 978-88-07-81516-4, 17. e che, al contrario di buona parte degli altri iscritti, quest'ultimo non verrà mai identificato con una persona precisa.