Dieci piccoli indiani o E poi non rimase nessuno (titolo originale: Ten Little Niggers; negli Stati Uniti e nel Regno Unito poi pubblicato come And Then There Were None) è un romanzo giallo scritto da Agatha Christie, da lei descritto come il più arduo da scrivere dei suoi libri. Uscì dapprima a puntate sul quotidiano inglese Daily Express da martedì 6 giugno 1939 a sabato 1º luglio 1939 in 23 parti, senza divisioni in capitoli.

Il romanzo, oggi celeberrimo, fu pubblicato come libro in Gran Bretagna nel tardo 1939 e negli USA all'inizio del 1940, simultaneamente a puntate sui giornali e in volume; in Italia uscì per la prima volta nell'agosto 1946 col titolo ... e poi non rimase nessuno nella collana Il Giallo Mondadori. Con 110 milioni di copie, è il libro giallo più venduto in assoluto ed è inoltre all'undicesimo posto nella classifica dei best seller con più incassi della storia (terzo posto se si considerano solo i romanzi).

La storia è ambientata su un'isola ispirata a Burgh Island, posta di fronte al Devon.

Trama Anthony Marston, John Macarthur, Emily Brent, Lawrence Wargrave, William Blore, Edward Armstrong, Philip Lombard e Vera Claythorne vengono invitati per diversi motivi a Soldier Island da un certo signor U.N.Owen, proprietario dell'unica abitazione sull'isola. Gli invitati non si conoscono tra di loro e una volta arrivati scoprono che il signor Owen e sua moglie non sono presenti; ad accoglierli vi sono solamente i due domestici, i coniugi Thomas ed Ethel Rogers, i quali, come ognuno di loro, non hanno ancora conosciuto i proprietari della villa.

In ognuna delle camere assegnate agli ospiti è appesa al muro una filastrocca che recita la storia di dieci soldati i quali, uno dopo l'altro, muoiono in modi differenti.

Sul centrotavola della sala da pranzo, inoltre, si trovano le statuine corrispondenti ai dieci soldati della filastrocca.

Dopo la cena, mentre i presenti discorrono tra di loro, una voce inumana proveniente da un grammofono incolpa tutti, inclusi i due domestici, di aver commesso un omicidio, citando date e nomi delle vittime. Tutti, sconvolti dall'inaspettata voce accusatoria, si discolpano raccontando ognuno la propria vicenda personale, a eccezione di Philip Lombard, che ammette di avere abbandonato alla morte in Africa ventuno indigeni per salvarsi, e di Emily Brent, che si rifiuta di dare spiegazioni in merito. Dopo un'attenta analisi del perché ciascuno di loro era stato invitato senza apparente motivo, il giovane Anthony Marston, dopo aver bevuto un bicchiere di whisky, muore improvvisamente. Edward Armstrong, medico di professione, conclude dopo una veloce analisi del cadavere che nel bicchiere di Marston c'era del cianuro di potassio.

Inizialmente tutti pensano ad uno strano suicidio, ma poi, il giorno seguente, la signora Rogers viene trovata morta nel suo letto, e Armstrong, per la seconda volta, deve annunciare al marito e agli altri ospiti un'ambigua morte all'interno della casa, stavolta causata da un'eccessiva dose di sonnifero. A questo punto l'ipotesi di due suicidi diviene, a parere di molti, alquanto improbabile e gli ospiti cominciano quindi a sospettare che Marston e la signora Rogers possano essere stati uccisi, soprattutto per il fatto che le due morti erano avvenute analogamente a quanto descritto nella filastrocca e che sul centrotavola le statuette ora sono solamente otto. Si decide pertanto all'unanimità di tornare sulla terraferma, ma sull'isola non ci sono imbarcazioni e il barcaiolo che ha accompagnato la comitiva e che quotidianamente porta la posta e le provviste, quel mattino non si presenta: non lo farà mai più.

Armstrong, Lombard e Blore ispezionano la casa e i dintorni allo scopo di scovare un eventuale assassino nascosto, ma non trovano nessuno e sono sicuri di essere gli unici occupanti dell'isola, quindi il responsabile delle morti può essere solo uno di loro. Tornati in casa per pranzare, notano che manca all'appello il signor Macarthur, generale dell'esercito in pensione. Il dottor Armstrong lo va quindi a cercare e poco dopo rientra annunciando che anche lui, in seguito a un colpo inferto con un oggetto contundente, è morto; subito tutti si accorgono che al centrotavola manca un'altra statuetta, e mentre stanno trasportando il cadavere in casa scoppia una violenta tempesta che d'ora in poi renderà impossibile qualsiasi comunicazione con la terraferma. Viene dunque avviata una sorta di indagine interna; la descrizione della tensione crescente tra gli ospiti è l'occasione, per l'autrice, di un viaggio introspettivo nei pensieri di ciascuno in cui si scopre che, in varie misure, sono tutti effettivamente responsabili delle morti loro attribuite.

La mattina seguente il signor Rogers viene trovato morto in seguito a un colpo di accetta in testa, mentre stava spaccando la legna per il fuoco. Anche questo omicidio coincide con la filastrocca e anche in questo caso una delle statuette del centrotavola scompare. Viene sospettata Emily Brent, poiché è l'unica che quel mattino era uscita mentre gli altri dormivano, ma lo stesso giorno la signorina viene trovata morta in poltrona in seguito a un'iniezione di cianuro di potassio, eseguita con la siringa del dottor Armstrong, per cui i sospetti ricadono su quest'ultimo. Inoltre l’assassino aveva anche lasciato un'ape nella stanza per far coincidere anche questa morte con la filastrocca. Si decide quindi che tutti radunino medicinali e armi in loro possesso e li chiudano a chiave in una cassetta; Lombard dice di aver portato con sé una rivoltella, che però non viene trovata.

Da quel momento in poi gli ospiti superstiti decidono che bisogna muoversi insieme e che solo una persona alla volta potrà lasciare il gruppo. Non c'è più luce elettrica, perché dopo la morte di Rogers nessuno ha più azionato il generatore di corrente, perciò vengono usate delle candele. Vera, salita in camera sua per riposare, nell'oscurità si sente toccare il collo da qualcosa che sembra una mano bagnata e urla invocando aiuto. Gli altri arrivano di corsa e, illuminando la stanza, vedono che si tratta di un'alga pendente da un gancio fissato sul soffitto, ma immediatamente si accorgono anche dell'assenza del giudice Wargrave: una volta tornati in salotto lo trovano seduto in poltrona, con la parrucca da giudice e un foro di proiettile in fronte, forse della rivoltella scomparsa. Ormai sempre più sospettosi l'uno dell'altro, i quattro, giunta l'ora di andare a letto, si barricano ognuno nella propria stanza, ma Lombard ritrova improvvisamente l'arma nel cassetto del suo comodino.

Durante la notte Blore sente un rumore di passi, esce dalla sua camera, corre in cima alle scale e vede una persona uscire di casa, quindi va a chiamare gli altri, ma non riceve risposta da Armstrong, perciò tutti arguiscono che la persona fuggita sia lui. Blore e Lombard dicono quindi a Vera che dovrà aspettare in camera il loro ritorno e aprire la porta solo se entrambi le chiederanno di farlo. Dopo un po' i due bussano nuovamente alla porta di Vera dicendole che non hanno trovato il dottore.

Il giorno dopo i tre decidono di rimanere sulla spiaggia, il luogo meno esposto al pericolo. Blore propone di andare in casa a prendere del cibo, ma gli altri due si rifiutano, quindi va da solo. Visto che tarda a tornare, Vera e Lombard si dirigono verso la casa per cercarlo e sotto la finestra della camera di lei lo trovano con il cranio fracassato da un orologio incastonato in un blocco di marmo a forma di orso. Tornati sulla spiaggia, Vera e Lombard rinvengono tra gli scogli il cadavere di Armstrong e, capendo di essere gli unici due rimasti sull'isola, si convincono ovviamente entrambi che l'altro sia l'assassino.

Vera insiste per trascinare sulla spiaggia il corpo di Armstrong: durante questa operazione riesce a sottrarre a Lombard la pistola e lo uccide. Convinta di aver sconfitto l'assassino, euforica, rientra in casa, butta dalla finestra due delle tre statuette rimaste e, stringendo in mano l'unica ancora intatta, si dirige in camera sua. Ormai in preda alla follia, rivive la vicenda di Cyril, il bambino affidato alle sue cure che aveva effettivamente lasciato annegare perché l'eredità di cui era destinatario andasse allo zio, Hugo, l'uomo che amava e con cui, grazie a quel denaro, avrebbe potuto costruire un futuro; ma il giovane, molto legato al nipotino, pur senza alcuna prova aveva intuito la verità e, sconvolto, l'aveva lasciata. Giunta nella stanza, Vera vede che dal gancio a cui era stata appesa l'alga ora pende un cappio e vi è anche una sedia pronta per essere utilizzata: è il destino dell'ultimo soldato della filastrocca, e nella mente ormai sconvolta di Vera, Hugo è lì, ad accertarsi che lei compia il gesto dovuto per l'omicidio commesso. E lasciando cadere l'ultima statuetta, che si frantuma in mille pezzi, la giovane si impicca.

Nell'epilogo i detective Maine e Sir Thomas Legge discutono il mistero delle morti avvenute a Nigger Island. Vengono formulate varie ipotesi, ma in apparenza nessuna collima con i ritrovamenti sulla scena del delitto. I primi sei decessi, nel loro ordine, sono testimoniati dai diari di Vera Claythorne ed Emily Brent e dal taccuino di Blore, ritrovati nelle rispettive camere. L'orologio che ha ucciso Blore non può che essere stato fatto cadere da un'altra persona, perciò gli unici che possono aver ucciso gli altri e poi essersi suicidati sono Armstrong, Lombard e Vera. Ma per ognuno dei tre c'è una circostanza che rende di fatto impossibile la loro colpevolezza. Vera non può aver ucciso tutti e successivamente essersi impiccata, poiché la sedia che ha utilizzato è stata trovata accostata al muro. Lombard non può aver ucciso tutti e poi essersi sparato, poiché la pistola non è stata rinvenuta vicino al suo cadavere. Armstrong non può aver ucciso tutti e poi essersi lasciato annegare, poiché il suo corpo è stato trascinato fuori dall'acqua da qualcuno. La tempesta, infine, esclude che sull'isola fosse presente un'undicesima persona che poi è fuggita. L'enigma resta perciò irrisolto.

Alla fine del libro è trascritta una lettera trovata all'interno di una bottiglia in mezzo al mare e indirizzata alla polizia dal comandante del peschereccio che l'ha rinvenuta. La lettera, scritta dal giudice Wargrave, è una confessione riguardante i fatti avvenuti a Soldier Island: l'assassino dice di aver scelto le sue vittime tra persone che, pur avendo commesso un omicidio, erano riuscite a sfuggire alla legge per mancanza di prove e che avrebbero quindi meritato la morte. Egli stesso ha sempre avuto a che fare con la legge e possiede un grande senso della giustizia, unito però a un sempre più irrefrenabile impulso ad uccidere: tutto ciò l'ha spinto a pianificare un delitto perfetto che avesse per vittime assassini sfuggiti in vari modi alla legge, in modo da non coinvolgere persone innocenti; dopo lunghe ricerche ne ha trovate nove e ha deciso di mettere in atto il piano quando ha saputo di essere ormai malato terminale. Aggiunge di aver ucciso per primi coloro che si erano macchiati di un crimine meno grave, o di chi mostrava meno rimorso, mentre ha lasciato per ultimi quelli che avevano commesso l'omicidio deliberatamente, per farli soffrire il più possibile, logorati dalla paura. Per attuare il suo piano ha usato Armstrong, di cui intuiva l'istintiva fiducia nei propri confronti, per inscenare e certificare la propria morte, facendogli credere che così facendo sarebbero arrivati insieme a scoprire l'autore dei delitti.