Biografia Frequenta l'Accademia di belle arti di Brera per proseguire gli studi a Roma dal 1852. La prima delle sue opere di maggior successo è Armida, esposta a Parigi nel 1855 dove l'artista in quello stesso anno si trasferisce. Al termine della Seconda guerra di indipendenza del 1859, che lo ha visto impegnato come soldato volontario, va a vivere a Milano. Risalgono a questo periodo Camilla (1861), Santa Paola (1863) per il fianco meridionale del Duomo di Milano, Santa Lucia, Sant'Aquila (1865). Nel 1867 espone a Parigi La toilette. La sua attività gli procura critiche favorevoli all'estero, premi internazionaliVd. Ugo Pesci, I primi anni di Roma capitale (1870-1878) Bemporad 1907; Scultura romantica e floreale nel Duomo di Milano a cura del Museo del Duomo di Milano, 1977 (p.26) e partecipazioni a esposizioni universali a Roma, Vienna, Filadelfia, Melbourne, Nizza. La fama dello scultore si deve in particolar modo ai soggetti delle sue opere, in cui domina la figura femminile, resa con un modellato e con pose romantiche. Un suo buon corrispettivo a Roma è Orazio Andreoni.

Nel 1898 partecipò alla Esposizione generale italiana di Torino.

Tra le opere che si conservano a Viggiù: La Modestia, premiata all'Accademia di belle arti di Roma, rappresentata da una fanciulla; l'opera, che si trovava nella Cappella Corti del cimitero vecchio di Viggiù, è ora esposta nella sala ottagonale di Villa Borromeo La Pace, in origine su una tomba del cimitero vecchio di Viggiù, è ora esposta in una sala di Villa Borromeo. Nel Museo della scultura viggiutese dell'Ottocento si possono vedere: Prime rose, l'opera rappresenta una giovane donna che tiene fra le mani delle rose appena sbocciate difendendole da un capretto insolente che cerca di ghermirle due frammenti di un gruppo raffigurante un baccanale, rispettivamente una gamba e il dio Bacco un Autoritratto.

Note

Bibliografia S. Pellegatta, Tre giorni a Viggiù: Guida storica – artistica – descrittiva di Viggiù, Milano, Ed. Verri, 1894. F. Gualdoni, Scultura a Varese dal verismo ad oggi, Varese, Lativa, 1994. Picasass, Varese, Macchione, 1995. G. Bottarelli, W. Guerra, Dizionario Architetti, Ceramisti, Incisori, Pittori e Scultori di Varese e del Varesotto dal sec. XII al sec. XX, Varese, Archivio Artistico Varesino, 1998.

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