Godrano (Kuṭṛanu in ) è un comune italiano di abitanti della città metropolitana di Palermo in Sicilia.

Esso si sviluppa, a , ai piedi di Rocca Busambra e ai margini del bosco della Ficuzza; ha una superficie di 3.887 ettari per una densità abitativa di 30 abitanti per chilometro quadrato.

Storia

Godrano era già abitata ai tempi degli Arabi che le diedero il nome del lago, l'Al-Gudran (oggi Scanzano), che le si apre di fronte. Nel XIV secolo il luogo conobbe un periodo di splendore. Il casale che sorgeva su queste terre divenne dimora del re Pietro I di Aragona. La storia dell'attuale Godrano ha inizio però nel XVI secolo, quando Annibale Valguarnera fonda il nuovo nucleo abitato un po' più a valle rispetto al sito originario. Particolare il fatto che di Godrano non esista alcuna licentia populandi (l'autorizzazione che veniva rilasciata per popolare e/o costruire nuovi centri abitati): questo si spiega con il fatto che gli abitanti del centro cinquecentesco dovevano essere gli stessi che vivevano nel villaggio abitato fin dai tempi degli Arabi.

La faida mafiosa La faida mafiosa che fin dal 1921 decima due famiglie di Godrano, quella dei Barbaccia e quella dei Lorello, nasce per questioni di interesse, in primo luogo il predominio sui pascoli che si estendono nel vicino bosco della Ficuzza; questo è anche il luogo dove vengono nascosti ovini e bovini trafugati, prima di essere avviati alla macellazione clandestina, che rappresentava, all'epoca, non meno del 50 per cento dell'intero consumo di carne di Palermo.

Il 26 ottobre 1959, in corso Vittorio Emanuele, banditi che indossavano divise di carabinieri uccidono un giovane di 19 anni Vincenzo Pecoraro e suo fratello Antonino di 10 anni, mentre il loro padre rimane gravemente ferito insieme a un amico di famiglia, Demetrio Pecorino, che in quel momento si trovava nell'abitazione, probabile vittima designata in quanto testimone del precedente omicidio dell'omonimo cugino.

Con questo eccidio salgono a 60 i delitti compiuti a Godrano in meno di mezzo secolo, dei quali 40 sono la conseguenza della lotta sanguinaria tra i Lorello e i Barbaccia; gli omicidi non si fermano con questa strage, basti ricordare l'omicidio di Giuseppe Cuttitta (riconosciuto vittima innocente della mafia) avvenuto il 3 agosto 1981 a causa del mancato pagamento di somme di denaro indebitamente richieste.

Le successive indagini e i relativi processi porteranno all'incarcerazione o all'allontanamento di parte dei capi mafia, come il famigerato Salvatore "Turiddu" Lorello, detto «il gobbo», che dopo la scarcerazione è stato obbligato a risiedere nel messinese.

Il 1º ottobre 1970, don Pino Puglisi fu nominato parroco del paese (per restarci fino al 31 luglio 1978) e con l'aiuto dei volontari del movimento di ispirazione francescana “Presenza del Vangelo”, che vennero a collaborare con lui da Palermo, riuscì a pacificare la popolazione.

Simboli Lo stemma comunale è di colore rosso, a tre spighe d'oro, nodrite su una campagna di verde, alla fascia d'argento attraversante, caricata di una torre del campo. Lo stemma è timbrato da una corona muraria da Comune e circondata nei tre lati inferiori da un serto d'acanto e di alloro.

Il gonfalone, simbolo del Comune nelle manifestazioni ufficiali, consiste in un drappo trapezoidale tagliato di azzurro e di giallo che contiene lo stemma del Comune.

Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose

A Godrano esiste una sola chiesa dedicata all'Immacolata Concezione. L'attuale costruzione si deve a una risistemazione datata 1791 di una chiesa preesistente dedicata a San Pietro apostolo. I lavori furono eseguiti per volontà del Marchese di Roccaforte Giovanni Cottù e di ciò ne è testimonianza una lapide in marmo posta all'ingresso della chiesa: "Barone di questo stato e terra del Godrano, Monticchio, Cannitello, Valle Maria, Fanuso, Oliva, Cucco, Cerasa e Giardinello...; per avere a sue spese rifabbricato questo tempio, quasi del tutto rovinato, ed arricchito di arredi sacri e pitture e per aver ornato l'altare maggiore di marmi"Collana Sicilia Foreste 45 - Ficuzza e le sue architetture - ISSN 1972-1641 - L'insediamento umano. All'interno della chiesa, la statua dell'Immacolata in legno policromo risalente alla fine del XVIII secolo, e un dipinto della scuola di Pietro Novelli. Caratteristico il suono della campane, vanto e gloria dei godranesi, che la leggenda vuole fuse in bronzo ed oro per volere della marchesa.

La cappella votiva di Sant'Antonino si trova lungo la SP 26 a 300 metri dall'abitato, costruita nei primi del novecento è stata più volte ricostruita. È annualmente meta di pellegrinaggio il 13 giugno. La cappella di Santa Barbara si trova anch'essa sulla SP 26, ma più distante dal centro abitato, in pieno bosco. È costituita da un basamento e alzate in pietra arenaria, e copertura in legno.

Architetture civili e rurali La Peschiera dei Borboni è ubicata nei pressi del Gorgo del drago. La sua destinazione originaria era peschiera, con un laghetto per l'allevamento di pesci d'acqua dolce (trote ed anguille), costruita dai Borboni nel contesto della sistemazione della riserva reale (1800). Il laghetto oggi risulta asciutto quasi tutto l'anno, tranne un piccolo specchio d'acqua durante il periodo invernale. L'impianto è costituito da un corpo di fabbrica suddiviso in due locali e prospicienti sul gorgo, in uno di questi un arco in pietra a tutto sesto. L'edificio è costeggiato da una canaletta in pietra a blocchi squadrati. Uno dei due edifici risulta ristrutturato in modo non adeguato.

Il rifugio Alpe Cucco, antico rifugio dei guardaboschi riportato nella carta storica dei Borboni del 1849, convertito poi a colonia arcivescovile, dopo la recente ristrutturazione è stato trasformato ad attività ricettiva di tipo alberghiero.

Di proprietà dell'Azienda foreste demaniali della Regione Siciliana, l'ex caserma guardie forestali valle Maria, utilizzato per un periodo come edificio di villeggiatura e successivamente adibito a ristorante, attualmente ed occasionalmente vi si svolgono attività sociali.

Nel corso dei secoli insediamenti si svilupparono lungo i ruscelli o i fiumi in rapporto alle attività agropastorali (mulini, palmenti, stalle, abbeveratoi...) e a strutture produttive (neviere, fornaci, carbonaie...).

Una risorsa di notevole importanza era costituita dalla presenza di alcuni mulini situati in prossimità del vallone Frattina, lungo il corso d'acqua formato dai torrenti che provenivano dal Cannitello, a valle dell'ex stazione ferroviaria. Il vallone Frattina era, a sua volta, alimentato anche dalle acque che provenivano sia dal vallone d'Agnese che dal vallone Fanuso. Le strutture dei mulini non sono facilmente accessibili perché ricoperti da macchie di vegetazione invadente. Si rilevano in alcuni residui di corpi di fabbrica con esiti di crolli e tracce delle originarie struttureCollana Sicilia Foreste 45 - Ficuzza e le sue architetture - ISSN 1972-1641 - Schede di catalogazione dell'architettura del territorio.

I palmenti erano i luoghi adibiti alla trasformazione dell'uva per ottenere il mosto e successivamente il vino. A Godrano si coltivavano diverse varietà di uve: inzolia, grillo, catarratto come uve bianche, ed il catarratto nero e nivuru canino come uve rosse. Ruderi di un palmento si trovano in contrada Cannitello presso il cozzo della Cuba, mentre uno risalente al XIX secolo, ristrutturato e in ottimo stato di conservazione, si trova in località Biviere.

Le fornaci erano forni rudimentali costituiti dalle stesse pietre per la cottura del calcare dalla quale si otteneva la calce. Nei capitoli di fondazione di Godrano, nel 1573, al n. 26, viene indicata la disponibilità della calce, "...item il detto sr. barone promette a tutti quelle persone che vorranno fabbricare case in detta nova habitazione donarli la cuacina necessaria per detta fabbrica...". Oggi quasi totalmente nascosti dalla vegetazione, si trovano in contrada Oliva, valle Maria e Gelso. Nei ruderi di tali strutture è facile ritrovare la Ceterach officinarum, piccola felce, nota localmente con il nome di "erba spacca petri".

L'intero territorio è caratterizzato da una forte presenza di stalle e di abbeveratoi.

Luoghi d'interesse naturalistico

Riserva naturale del bosco della FicuzzaNata come riserva di caccia reale istituita da Ferdinando I delle Due Sicilie, copre un'area complessiva di circa 7.398 ha e ospita l'80% delle specie animali, tra uccelli e fauna selvatica, dell'intera regione. Rocca Busambra (1613 m)È la cima più alta della catena dei monti Sicani, nonché il rilievo più alto della Sicilia occidentale. Dalla vetta si gode di un ampio panorama a 360° che abbraccia un'ampia porzione della vallata e del territorio circostante. Pulpito del ReTrono scolpito sulla roccia arenaria che il re Ferdinando I delle Due Sicilie usava per cacciare stando seduto mentre i battitori spingevano le prede verso di lui.

GorghiLaghetti naturali caratteristici dell'ambiente naturalistico del bosco della Ficuzza. Il più noto, Gorgo del Drago, dista da Gorgo Lungo qualche centinaio di metri. Di notevole importanza per l'equilibrio dell'ecosistema circostante, consentono la riproduzione di anfibi e insetti, e ospitano la tartaruga palustre. Laghetti Coda di RiccioInvaso artificiale intorno a cui si è sviluppata una fitta vegetazione ripariale, che ospita numerosi anfibi e uccelli acquatici. Nei pressi dell'invaso sorge un esemplare monumentale di Quercus suber, dall'età stimata di circa 400 anni. Pista ciclopedonaleRealizzata sul sentiero della dismessa ferrovia Palermo-Corleone, offre incantevoli scorci agli escursionisti che la percorrono.

Società Evoluzione demografica

Al 31 dicembre 2010 il comune di Godrano contava abitantiStatistiche demografiche (31-12-2010) URL consultato il 20-04-2012, di cui 589 maschi e 586 femmine, è il settantottesimo comune più popoloso della provincia di Palermo, ha una densità abitativa mediamente oscillante sui 30 abitanti per km2 ed un numero di famiglie che non supera i 450 nuclei familiari.

Nazionalità Questi sono i numeri riguardanti la presenza di cittadini stranieri a Godrano nell'anno 2010, divisi per nazionalità: Albania: 3Dati ISTAT sulla popolazione straniera residente per sesso e cittadinanza (31-12-2010) URL consultato il 30-04-2011 Romania: 4 Marocco: 1 Bangladesh: 1

La popolazione straniera residente nel comune di Godrano ammontava al 31 dicembre 2010 a 10 persone, di cui 6 maschi e 4 femmine.

Cultura Scuole Godrano dispone di una scuola dell'infanzia, di una scuola primaria e di una scuola secondaria di primo grado. Tali scuole sono parte integrante dell'Istituto comprensivo "Giovanni XXIII" che ha la sua sede centrale a Villafrati. Non ci sono scuole secondarie di secondo grado a Godrano: le più vicine sono a Marineo (istituto professionale industria e artigianato, istituto tecnico per il turismo), Corleone (Istituto tecnico agrario, liceo scientifico, liceo classico), Vicari (istituto tecnico per geometri).

Biblioteche La biblioteca comunale e pinacoteca d'arte "Francesco Carbone" di Godrano è considerata tra le più fornite e accessoriate biblioteche del comprensorio, dispone di una sala per l'ascolto di materiale musicale e di una sala di proiezione video. È disponibile anche una fornita sezione per i ragazzi fonte e spunto per ricerche scolastiche o approfondimenti culturali.

Musei