Cropani (IPA: , Kropànion in greco bizantino) è un comune italiano di abitanti della provincia di Catanzaro in Calabria. Il suo territorio era già abitato ai tempi della Magna Grecia, come dimostrano numerose evidenze archeologiche. Il centro storico, dominato dall'imponente Collegiata dell'Assunta (XIV secolo), è situato su una collina in prossimità del golfo di Squillace.

Geografia fisica

Morfologia del territorio cropanese

Il territorio cropanese si estende dalla fascia costiera ionica sino alle prime pendici della Sila Piccola, presentando un'ampia varietà morfologica, divisibile in tre sezioni: la zona costiera, pianeggiante e ricca di macchia mediterranea, con dune sabbiose e litorale basso, soggetto a trasformazioni legate alle azioni del mare e del vento; la zona collinare, pari ad un'altura tra i 250 ed i 350 m s.l.m., con rilievi dolci e colline coltivate in gran parte ad oliveti; zona pre-montana, con boschi ed aree più scoscese. Il centro abitato più antico, Cropani BorgoCfr. () si trova nella zona collinare del comune e ospita la sede municipale). Dall'altra parte del fiume Crocchio, che bagna l'intero territorio fino a sfociare nello Ionio, trova spazio la piccola frazione di Cuturella di Cropani. Mentre nella marginale zona pianeggiante è situata l'altra frazione Cropani Marina, un centro abitato che si estende dal mare alla Strada statale 106 Jonica. L'escursione altimetrica risulta essere pari a 704 m s.l.m. ().

Clima Il clima è tipicamente mediterraneo, con estati torride e caratterizzate da siccità; gli inverni sono miti con rare gelate e notevole piovosità, spesso concentrata nel periodo tra ottobre e marzo. Il territorio subisce l'azione di numerosi venti e correnti provenienti da nord-ovest nei mesi più freddi, e della brezza marina in estate, specie lungo la costa.

L'escursione termica annuale è limitata, essendo intorno ai 20 °C.

Secondo la classificazione climatica dei comuni italiani, Cropani appartiene alla zona climatica C, con un riscaldamento solare pari a 1.264 GG ().

Qui di seguito le medie mensili di alcune grandezze meteorologiche riferite al territorio cropaneseMedie climatiche mensili riferite agli ultimi 30 anni, basate sui dati della stazione meteorologica di Crotone. I dati sui giorni di pioggia, invece, si riferiscono al solo anno 2010. ().

Idrografia Ad est del territorio comunale scorre il fiume Crocchio. Cropani rientra, infatti, tra i comuni della Valle del Crocchio. Il fiume sfocia nella spiaggia di Cropani Marina (località Torre del Crocchio), con una portata variabile e soggetta a piene stagionali, creando in ogni caso un'interessante area naturalistica. Esistono poi altri torrenti e ruscelli minori, che scorrono maggiormente nei periodi piovosi, come il Torrente Frasso, localmente soprannominato "Scilotraco", che scorre in prossimità dell'omonima località e delimita il territorio comunale al confine con Sellia Marina, ed altri fossi, tra cui l'"Umbro- Nobile”

Suolo

I suoli variano da sabbiosi e sciolti ad argillosi e calcarei, man mano che ci si allontana dal mare. Dal punto di vista geologico la zona segna il passaggio tra i depositi alluvionali della costa e le rocce cristalline silane.

Flora e fauna

Il territorio é interamente ricoperto da macchia mediterranea nelle zone vergini e da uliveti, orti, seminativi ed aree pascolive nelle zone coltivate. Nella parte pedemontana, prevalgono zone boscate, con querce, pini, cipressi e, talvolta, castagni. Sul litorale resiste, invece, una parte dunale con vegetazione pioniera: si contano varie piante selvatiche di ginepro e di eringio marino, mentre di notevole importanza é la copiosa presenza del giglio di mare.

Anche la fauna è estremamente variegata: oltre a volpi, istrici, tassi, piccoli roditori, uccelli rapaci, cinghiali e scoiattoli neri meridionali, diffusi in tutto il territorio, si apprezzano, nelle zone più umide, specie in prossimità della foce del Crocchio, nota per la sua particolare biodiversità e, per tale motivo, inserita nelle aree SIC (Siti d’Interesse Comunitario), aironi guardabuoi, garzette, ed altre specie migratorie, tra cui il raro fratino eurasiatico, rettili, anfibi di ogni tipo, e, nella fascia costiera, stelle marine, polpi, occhiate, salpe, anemoni di mare, saraghi e, più raramente e quasi esclusivamente in primavera, gruppi di delfini in movimento o saltuarie nidificazioni di Caretta Caretta.

Origini del nome Le origini del nome "Cropani" sono tuttora discusse. Nel tomo I del trattato "Della Calabria illustrata", a cura di padre Giovanni Fiore, storico cropanese del XVII. sec., si riporta una relazione del cittadino Francesco Grano sulla storia del paese, a sua detta fondato da un condottiero di nome Croponia, fuggito, a causa di una violenta epidemia di peste, dall'ipotetica vicina città di Barbaro. Oltre a questa ipotesi, poco accreditata a causa delle scarsissime fonti relative all'effettiva esistenza di Barbaro, Fiore ne avanza un'altra, secondo la quale il nome deriverebbe da kēros (in greco antico cera, intesa come materiale e come sostanza pastosa prodotta dalle api), in quanto il territorio, in epoca medievale, era noto per la produzione di cere e per l'apicoltura. Ad avvalorare questa seconda ipotesi vi sono alcuni testi in cui Arturo Lattanzio, noto predicatore originario del paese, viene chiamato "il ceroponitano" (proveniente da "Ceropos"), e non "il cropanitano" (proveniente da "Cropos"). Tuttavia, l'ipotesi più plausibile è quella che sfrutta l'assonanza tra il nome Cropani e il termine greco "kropos", che significa letame, nell'accezione di terra grassa e fertile, caratteristica assolutamente calzante con la morfologia del territorio cropanese.

Storia

Origini

Le origini di Cropani, come quelle di qualunque agglomerato urbano sorto in tempi molto remoti, viaggiano tra leggenda e realtà. Parallelamente ai comuni confinanti, la storia di Cropani si intreccia con quella dell'arrivo in Calabria delle figlie del re di Troia Priamo, protagonista dell'Iliade omerica: secondo vari miti, infatti, Astiochena, Medicastena ed Attila (questi i nomi delle tre fanciulle), accompagnate dal condottiero Antenore nella loro fuga dopo la caduta di Troia, durante una sosta nel golfo di Squillace, convenuto che fosse il luogo migliore per stabilirsi tranquillamente, fondarono le città di Erapolis, Atenapolis e Palepolis, rispettivamente sui fiumi Crocchio, Simeri ed Alli, lasciando Antenore proseguire nel suo cammino, che lo porterà a fondare Antenorea, oggi Padova. La leggenda prosegue con la fusione delle tre città in una sola colonia sottoposta, con il tempo, alla dominazione romana, denominata Trischene (appunto "treis schenè", "tre luoghi"). Tra l'865 e l'875, la florida colonia di Trischene subisce i tragici effetti delle incursioni saracene e, forse anche grazie all'aiuto del generale bizantino Niceforo Foca, i sopravvissuti dell'antica città migrano verso le colline e la Sila, dove fondano molteplici villaggi, rocche e cittadini, tra cui Taverna (la più sviluppata demograficamente ed economicamente), Simeri, Belcastro e Cropani.

Benché sia impossibile dare credito non solo al mito, ma anche alla fattiva esistenza di una colonia prima greca e poi romana denominata Trischene, per mancanza di fonti dell'epoca (la prima menzione scritta risale al XIII sec.) e di espliciti manufatti archeologici, è assolutamente legittimo presumere che il territorio cropanese fosse già abitato al tempo della Magna Grecia, specie se si considera che il fiume Crocchio si trovava in una posizione estremamente strategica per i commerci mediterranei, ed era anche navigabile, a detta del famosissimo storico latino Plinio il Vecchio. A tal proposito, scavi archeologici condotti in Località Acqua di Friso, alla fine degli anni '90, hanno dimostrato la presenza di un antico santuario greco (VI - V secolo a.C.), nel quale sono stati rinvenuti numerosi materiali ceramici e metallici, oggi esposti presso l'Antiquarium comunale. Altri scavi in località Basilicata hanno invece riportato alla luce una villa romana (II - I secolo a. C.), mentre in località Chiaro è stato rinvenuto un consistente scarico di scarti di vasellame fittile da trasporto, da ascrivere ad una vasta area produttiva di età romana.

Successivi scavi hanno riportato alla luce, sempre in località Basilicata, un'antica necropoli bizantina, con annessa piccola basilica. Questo ritrovamento sembra suggerire l'esistenza di un piccolo villaggio del VI secolo, quando le invasioni barbariche e la guerra greco-gotica fecero sì che gli agglomerati assumessero un carattere difensivo ponendosi in zone difese militarmente o naturalmente. Nonostante dunque l'origine di Cropani sia incerta, le evidenze archeologiche propendono per quella bizantina, da collocarsi nel VI secolo, quando anche i monaci basiliani scelsero questo luogo perché strategico per difendersi da attacchi stranieri ()(). Si è ipotizzato la cittadina già esistesse intorno all'800. A tal proposito, lo storico Giovanni Fiore, nella sua Della Calabria illustrata, racconta che nell'anno 831 giunsero nei pressi di Cropani alcuni mercanti veneziani, tornati da Alessandria d'Egitto dove avevano prelevato le spoglie dell'evangelista Marco. Secondo questa ricostruzione, la nave affrontò una vigorosa tempesta e naufragò in corrispondenza della spiaggia cropanese. Gli abitanti del luogo soccorsero i mercanti e questi, come segno di riconoscenza, donarono loro un frammento della rotula del ginocchio destro del santo, custodito tuttora nella Collegiata di Santa Maria Assunta. In seguito, i veneziani concessero ai cropanesi la cittadinanza onoraria di Venezia () (), come risultava da documenti andati distrutti nell'incendio del municipio del 1947.

Periodo medievale