Il Partito del Lavoro d'Albania (, PPSH o PLA) è stato un partito politico albanese fondato l'8 novembre 1941 sotto il nome di Partito Comunista d'Albania (). Dal 1944 al 1991 esercitò il monopolio del potere politico in Albania e costituì la forza dirigente della Repubblica Popolare d'Albania, denominata dal 1976 Repubblica Popolare Socialista d'Albania. Nel giugno 1991 venne trasformato nel Partito Socialista d'Albania.

L'organo supremo del partito era formalmente il congresso nazionale, che eleggeva il Comitato centrale. Quest'ultimo eleggeva a sua volta il Politburo, il Segretariato e il primo segretario; nella pratica, il Politburo rappresentava il principale centro decisionale del partito e dello Stato.

Il PLA adottò come ideologia ufficiale il marxismo-leninismo e, sotto la guida di Enver Hoxha, assunse posizioni antirevisioniste. Dopo essere stata alleata con la Jugoslavia, l'Unione Sovietica e la Repubblica Popolare Cinese, l'Albania ruppe progressivamente i rapporti con ciascuno di questi paesi e, dalla fine degli anni settanta, perseguì una politica di crescente isolamento internazionale. L'orientamento ideologico elaborato dal partito durante la leadership di Hoxha è comunemente indicato come hoxhaismo.

Storia Prime formazioni comuniste in Albania Le prime attività di propaganda comunista nel Principato d'Albania furono promosse da Kostandin Boshnjaku, un commerciante albanese che aveva svolto attività economiche a Odessa e San Pietroburgo, nell'Impero russo. Durante la sua permanenza in Russia assistette alla Rivoluzione d'ottobre e agli eventi della successiva guerra civile russa, entrando inoltre in contatto con le autorità della Russia sovietica. Avvicinatosi alle idee bolsceviche, dopo il ritorno in Albania nel 1923 Boshnjaku cercò di diffondere posizioni comuniste e filosovietiche negli ambienti politici del paese. La sua attività contribuì alla circolazione di tali idee, soprattutto tra alcuni giovani intellettuali e attivisti, ma non portò alla costituzione di un'organizzazione comunista stabile.

Numerosi esponenti della sinistra albanese parteciparono alla Rivoluzione di giugno del 1924, guidata da Fan Noli, in seguito alla quale il primo ministro Ahmet Zog lasciò l'Albania e si rifugiò nel Regno d'Italia.. Dopo il rovesciamento del governo di Noli e il ritorno al potere di Zog nel dicembre dello stesso anno, parte degli oppositori politici albanesi si trasferì all'estero. Il 25 marzo 1925 venne fondato a Vienna, con il sostegno del Comintern, il Comitato nazionale rivoluzionario (, KONARE), al quale aderirono esponenti dell'opposizione antizoghista e alcuni militanti comunisti. L'organizzazione mantenne rapporti con la Federazione comunista balcanica e con Ali Kelmendi..

Nel corso degli anni venti sorsero in diverse città albanesi alcune associazioni operaie, tra cui l'Unione operaia di Argirocastro nel 1925, l'associazione dei sarti Përparimi a Tirana nel 1927 e l'Unione dei lavoratori e dei sarti di Coriza nello stesso anno.. Tali organizzazioni non erano necessariamente comuniste, ma contribuirono alla diffusione delle rivendicazioni sindacali e delle idee socialiste tra i lavoratori urbani.

Dopo la caduta del governo di Noli, Zog instaurò nel gennaio 1925 la Repubblica albanese e ne assunse la presidenza. Nel settembre 1928 l'Assemblea costituente trasformò il paese in una monarchia e proclamò Zog re degli Albanesi con il nome di Zog I. Il nuovo regime limitò le attività dell'opposizione politica e sottopose a sorveglianza i primi nuclei comunisti.

Nel 1928 alcuni comunisti albanesi appartenenti al gruppo Bashkimi, dopo aver frequentato scuole politiche dell'Internazionale comunista in Unione Sovietica, costituirono a Mosca un gruppo comunista albanese, successivamente collegatosi al KONARE, rinominato nel 1927 Comitato di Liberazione Nazionale. Nello stesso periodo, l'VIII Conferenza comunista balcanica sollecitò la costituzione di cellule comuniste in Albania, in vista della futura unificazione dei diversi gruppi in un unico partito.

Nel 1928 venne costituito a Coriza un primo nucleo apertamente comunista, al quale si affiancarono successivamente altre cellule locali.. Nel 1929 queste confluirono nel Gruppo Comunista di Coriza (, GKK), che svolse attività clandestina e partecipò all'organizzazione di agitazioni operaie. Nel 1930 Ali Kelmendi tornò in Albania su incarico del Comintern e cercò di coordinare le attività del gruppo, ma venne arrestato nel 1932...

Nel 1933 il GKK promosse a Coriza l'associazione assistenziale Puna ("Lavoro"), attraverso la quale proseguì clandestinamente l'attività politica contro il regime di Zog sotto la guida di Pilo Peristeri.. Alcuni suoi membri entrarono inoltre in contatto con il movimento clandestino che preparò la rivolta di Fier dell'agosto 1935, alla quale parteciparono militari, oppositori repubblicani e altri avversari della monarchia. L'insurrezione venne rapidamente repressa dalle autorità..

Costretto nuovamente a lasciare l'Albania, Kelmendi partecipò alla guerra civile spagnola nelle file delle Brigate internazionali, insieme ad altri volontari albanesi, tra cui Mehmet Shehu. Trasferitosi successivamente a Parigi, continuò a mantenere i collegamenti tra il Comintern e i gruppi comunisti albanesi fino alla morte, avvenuta nel febbraio 1939, poco prima dell'invasione italiana dell'Albania.

Nella seconda metà degli anni trenta il GKK si oppose alla crescente influenza politica ed economica dell'Italia fascista sull'Albania. Nel 1936 una sezione locale della Puna partecipò all'organizzazione di uno sciopero degli operai degli impianti petroliferi di Kuçovë, gestiti dall'Azienda italiana petroli albanesi. Tra le rivendicazioni figuravano l'introduzione della giornata lavorativa di otto ore e l'abolizione di pratiche imposte dall'amministrazione fascista, tra cui il saluto romano. Lo sciopero venne represso dalle autorità..

Di fronte alla frammentazione del movimento comunista albanese e alla sua difficoltà nell'adeguarsi alla nuova strategia antifascista del Comintern, Ali Kelmendi e Koço Tashko ricevettero l'incarico di riorganizzarne le strutture.. Il Gruppo Comunista di Coriza e il successivo Gruppo Comunista di Scutari continuarono tuttavia ad agire separatamente e mantennero divergenze politiche e organizzative.. In questo periodo Enver Hoxha, rientrato in Albania nel 1936 dopo aver soggiornato in Francia e in Belgio, si avvicinò al gruppo comunista di Coriza.

Fondazione e seconda guerra mondiale

Nel 1939 il Gruppo Comunista di Coriza e il Gruppo Comunista di Scutari tentarono di costituire un comitato centrale comune per coordinare le rispettive attività politiche,. ma la collaborazione si interruppe entro l'anno. Nello stesso periodo numerosi militanti comunisti furono arrestati dalle autorità del regime di Zog e processati per attività sovversiva..

Il 7 aprile 1939 il Regno d'Italia invase l'Albania e costrinse Zog I all'esilio. Il 12 aprile un'assemblea convocata dalle autorità occupanti offrì la corona albanese a Vittorio Emanuele III, che la accettò formalmente il 16 aprile. L'Albania venne quindi posta sotto il controllo politico e militare dell'Italia fascista, pur mantenendo formalmente istituzioni statali separate. In seguito all'occupazione sorsero diversi nuclei di resistenza comunisti, nazionalisti e monarchici..

L'attacco tedesco all'Unione Sovietica del giugno 1941 e la nuova strategia antifascista del movimento comunista internazionale favorirono i tentativi di unificazione dei gruppi comunisti albanesi.. Con la mediazione di Miladin Popović e Dušan Mugoša, emissari del Partito Comunista di Jugoslavia,.. tra l'8 e il 14 novembre 1941 si tenne clandestinamente a Tirana la riunione costitutiva del Partito Comunista d'Albania (). Alla riunione parteciparono tredici rappresentanti dei principali gruppi comunisti del paese, tra cui Enver Hoxha, Qemal Stafa e Koçi Xoxe.. Venne costituito un Comitato centrale provvisorio, del quale Hoxha divenne il principale dirigente senza assumere inizialmente una carica formale di segretario. Il partito avviò quindi la formazione di cellule locali e di unità clandestine e promosse la costituzione della Gioventù Comunista Albanese, guidata da Stafa..

La risoluzione approvata durante la riunione costitutiva indicò come obiettivi immediati la lotta contro l'occupazione italiana e i suoi collaboratori, la liberazione nazionale e l'istituzione di un governo democratico popolare..

Il 5 maggio 1942 Qemal Stafa venne ucciso nei pressi di Tirana durante un'operazione delle forze di occupazione italiane. La sua morte contribuì ad accentuare la competizione interna tra Enver Hoxha, Koçi Xoxe e gli altri dirigenti del partito. Nello stesso anno Mehmet Shehu, reduce dalla guerra civile spagnola, tornò in Albania e assunse progressivamente importanti incarichi militari nella resistenza comunista.Il 16 settembre 1942, durante la conferenza di Peza, venne costituito il Movimento di Liberazione Nazionale (), posto sotto la crescente influenza del Partito Comunista ma comprendente inizialmente anche esponenti nazionalisti non comunisti. Nel luglio 1943 venne organizzato l'Esercito di Liberazione Nazionale, che riunì le principali formazioni partigiane controllate dal movimento.. Il 25 agosto 1942 era intanto uscito il primo numero dello Zëri i Popullit, organo clandestino del partito..

Tra il 17 e il 22 marzo 1943 si tenne a Labinot, nei pressi di Elbasan, la prima conferenza nazionale del partito. Enver Hoxha venne eletto segretario generale del Comitato centrale e furono definite la struttura organizzativa e la strategia politica e militare del PKSh secondo i principi del marxismo-leninismo..

Dopo l'armistizio di Cassibile del settembre 1943, le forze tedesche occuparono l'Albania, sostituendosi agli italiani. I rapporti tra il Movimento di Liberazione Nazionale e le altre organizzazioni della resistenza, in particolare il Balli Kombëtar e il movimento monarchico Legaliteti, degenerarono progressivamente in uno scontro armato. Alcuni settori del Balli Kombëtar collaborarono con le autorità tedesche in funzione anticomunista, mentre altri continuarono a opporsi all'occupazione..

Grazie al sostegno organizzativo dell'Esercito Popolare di Liberazione della Jugoslavia, agli aiuti della missione militare britannica e alla propria crescente capacità di mobilitazione, i partigiani comunisti divenne nel corso del 1944 la principale forza armata della resistenza albanese. Le sue unità combatterono contro le truppe tedesche e contro le formazioni rivali del Balli Kombëtar e di Legaliteti, assumendo progressivamente il controllo di ampie parti del paese.

Nel maggio 1944 il congresso di Përmet istituì il Comitato antifascista di liberazione nazionale, trasformato nell'ottobre successivo nel Governo democratico dell'Albania. Il nuovo governo, presieduto da Enver Hoxha, venne formalmente costituito a Berat e rivendicò l'autorità sull'intero territorio nazionale.. Nel dicembre 1944 venne inoltre istituita la Direzione della difesa popolare (), primo nucleo degli apparati di sicurezza del nuovo regime, organizzato anche con l'assistenza dell'OZNA jugoslava.

Dopo una battaglia durata diverse settimane, le forze partigiane conquistarono Tirana il 17 novembre 1944. Entro la fine del mese le ultime unità tedesche lasciarono il territorio albanese e il Movimento di Liberazione Nazionale estese il proprio controllo sulle principali città e sulle istituzioni locali, amministrate attraverso consigli di liberazione dominati dai comunisti.

Instaurazione del regime