Verzé, già segretario di don Giovanni Calabria, è stato il fondatore dell'ospedale San Raffaele di Milano e presidente onorario, fino a pochi giorni prima della morte, della Fondazione Centro San Raffaele del Monte Tabor, di cui deteneva il controllo. È stato inoltre fondatore e rettore dell'Università Vita-Salute San Raffaele.

Nel 1964 la Curia milanese gli aveva irrogato «la proibizione di esercitare il Sacro ministero» e nel 1973 era stato sospeso a divinis. Entrambe le condanne sarebbero state in seguito revocate.

Biografia Si laurea in Lettere classiche e filosofia nel 1947 presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Viene ordinato sacerdote nel 1948. Diventa segretario di San Giovanni Calabria e su mandato di questi e del cardinale arcivescovo di Milano Ildefonso Schuster avvia nella città di Milano del dopoguerra diverse scuole di avviamento professionale per ragazzi di periferia e successivamente delle residenze sanitarie assistenziali per anziani.Ospedale San Raffaele - Milano Biografia ufficiale

Nel 1950 apre in collaborazione con Giovanni Calabria un centro di assistenza all'infanzia abbandonata a Milano.

Nel 1964 gli viene comminata dalla Curia milanese «la proibizione di esercitare il Sacro ministero»,"Luigi Verzé (prete “interdetto” dalla Curia milanese il 26 agosto 1964 con "la proibizione di esercitare il Sacro ministero") aveva potuto acquistare l'area del conte Bonzi grazie a un finanziamento statale di 600 milioni ottenuto attraverso i suoi stretti legami con alcuni leader della DC romana.Giovanni Ruggeri e Mario Guarino ", Kaos Edizioni, 1994, cap. I «per un fatto burocratico: essendo della diocesi di Verona, non poteva dir messa in quella di Milano». Secondo diverse fonti nel 1973 sarebbe stato sospeso a divinis dalla stessa Curia"Il Presidente del consiglio di amministrazione dell’ospedale S. Raffaele, ”don” Luigi Maria Verzé è stato sospeso a divinis dalla Curia milanese nel 1973."Emma Bonino, Adele Faccio, Marco Pannella, Mauro Mellini, Interrogazione parlamentare al Presidente del Consiglio dei Ministri e ai Ministri della sanità e della pubblica istruzione, Atti Parlamentari - Camera dei Deputati , seduta del 4 aprile 1978, pp. 14752-3 ma le misure sarebbero state poi revocate.Armando Torno, Sospeso a divinis, poi la revoca. Così fece pace con la Chiesa, «Corriere della Sera», 2 gennaio 2012. Proprio Armando Torno ha contribuito alla biografia ufficiale di don Verzé, commissionata nel 2010: «era un regalo che don Verzé aveva chiesto per i suoi 90 anni nel marzo 2010. Lo scopo era semplicissimo: contrastare le inesattezze che circolavano sul suo conto, come la scomunica (mai avvenuta) et similia» (A. Torno, Don Luigi, l'uomo e il sacerdote , «Corriere della Sera», 2 gennaio 2012. Secondo il giornalista de La Stampa Michele Brambilla però la sospensione a divinis di don Verzé sarebbe una leggenda metropolitana.

La nascita e l'espansione dell'Opera San Raffaele

Il 5 agosto 1958 don Luigi Verzé fonda a Milano, per divenirne presidente fino alla sua morte, l'"Associazione Centro di assistenza ospedaliera S. Romanello", oggi "Associazione Monte Tabor"Identità e finalità generale dell'Associazione Monte Tabor , dal sito ufficiale www.associazionemontetabor.it, ente senza fini di lucro, riconosciuto giuridicamente con DPR n. 115 del 19 gennaio 1962., su www.normattiva.it

Il 15 aprile 1971 viene riconosciuta con DPR n. 308, su www.normattiva.it la personalità giuridica della Fondazione di religione "Centro San Romanello del Monte Tabor" (destinata a diventare "Fondazione Centro San Raffaele del Monte Tabor"), con sede nel paese natale di don Verzé, Illasi. Questa fondazione, senza fini di lucro, sarà la grande holding proprietaria dell'Ospedale San Raffaele, che nei decenni si amplierà, anche con la proprietà di società per azioni come Laboraf S.p.A. (laboratori di diagnosi) e MolMed S.p.A. (ricerca in medicina molecolare), fino alla crisi del 2011.

Nel 1996 don Verzé affianca all'Ospedale San Raffaele l'Università Vita-Salute San Raffaele, di cui diviene magnifico rettore; mentre in precedenza il San Raffaele era uno dei poli ospedalieri convenzionati con l'Università degli studi di Milano, con il nuovo ateneo don Verzé rende autonoma la formazione dei propri studenti di Medicina. In seguito introdurrà anche le Facoltà di Filosofia e Psicologia.

Al vertice della struttura societaria di controllo delle svariate diramazioni dell'Opera San Raffaele, don Verzé pone nel 1966 l'"Associazione Sigilli"Sigilli , sito dell'Hospital São Rafael., riconosciuta come associazione pubblica di fedeli dal vescovo di Verona l'8 dicembre 2000, «formata da persone che dedicano tutta l'intera vita per il compimento della missione dell'Opera», racchiusa nel mottum evangelico "Andate, insegnate, guarite!". I membri dell'Associazione Sigilli, a cui è richiesto l'obbligo del celibato/nubilato, sono stati cresciuti da don Verzé già a partire dal 1964 in un periodo di formazione presso la "Casa sede Monte Tabor" a Illasi; in gran parte donne, essi hanno convissuto con don Verzé e contribuito con lui alla fondazione e all'amministrazione, fin ai massimi livelli, delle strutture dell'Opera; in particolare, tra i "sigilli storici", Gianna Zoppei è stata per lungo tempo a capo dell'Ospedale San Raffaele di Milano (direttore sanitario dal 1981, sovrintendente sanitario dal 1990 al 2011)CV Gianna Zoppei , sito ufficiale San Raffaele; Raffaella Voltolini è direttore generale dell'Università Vita-Salute San Raffaele, dal 2011 controllata direttamente dall'Associazione Monte Tabor; Laura Ziller è a capo dell'Hospital São Rafael di Salvador de Bahía (Brasile).

Se con il gruppo dei Sigilli don Verzé cura la gestione sanitaria e spirituale dell'Opera San Raffaele, la gestione più propriamente societaria e amministrativa del gruppo la condivide soprattutto con Mario Cal (1939-2011), imprenditore veneto che don Verzé conosce nel 1977Mario Cal manager trevigiano, 35 anni al fianco di Don Verzè , ADN Kronos, 18 luglio 2011, e a cui affida cariche sempre più ampie, fino alla vicepresidenza della Fondazione nel 1990 e alla nomina di successore alla guida dell'Opera il 14 marzo 2010 (novantesimo compleanno di don Verzé) – cosa che però non si realizzerà, in quanto Cal si suicida il 18 luglio 2011 nel suo ufficio al San Raffaele, nel contesto delle indagini giudiziarie sulla possibile bancarotta fraudolenta della Fondazione (vedi infra).

La crisi del San Raffaele del 2011 Nel febbraio 2011 esplode la crisi finanziaria della Fondazione Monte Tabor, di cui don Verzé è ancora presidente con poteri amministrativi; al suo fianco, da 35 anni, l'imprenditore trevigiano Mario Cal. La crisi è dovuta a un indebitamento aziendale che, aumentato particolarmente nei tre anni precedenti, si è fatto insostenibile: oltre all'esposizione verso le banche per circa 300 milioni di euro, con l'ipoteca di tutti gli immobili del gruppo, risulta un debito verso i fornitori dell'ospedale dell'ordine di 500-600 milioni; il totale del debito, secondo alcune stime, supera il miliardo di euro. La crisi peggiora con il passare dei mesi: mentre i creditori richiedono decreti ingiuntivi per decine di milioni, visto anche il deficit di 60 milioni nel conto economico 2010 della Fondazione, si avvicina la crisi finale della liquidità.

La Fondazione richiede ad un ente di consulenza esterno, la Borghesi, Colombo ed Associati, la formulazione di un piano di risanamento, secondo il quale: le banche forniscono ulteriori prestiti per almeno 150 milioni, mentre i cespiti aziendali vengono suddivisi in core (ospedale, ricerca e didattica) e non core (di cui molti sono costantemente in deficit; tra essi, un albergo in Sardegna, delle piantagioni ortofrutticole in Brasile, una società neozelandese proprietaria di un aeromobile). L'accettazione del piano da parte delle banche è però condizionata dal ricambio dei vertici operativi della Fondazione.

Nel mese di giugno, la Fondazione avvia la ricerca di un partner economico forte, in grado di prendere il controllo della situazione. Si mostrano interessati a intervenire nella Fondazione: Giuseppe Rotelli, presidente del Gruppo San Donato, importante compagine privata di ospedali in Lombardia, e la Santa Sede rappresentata dal cardinale Tarcisio Bertone, tramite l'intermediazione di Giuseppe Profiti, presidente dell'Ospedale Bambino Gesù di Roma. Nel consiglio di amministrazione della Fondazione del 30 giugno 2011, si sceglie di affidarsi al Vaticano (anche perché a questa scelta è subordinata la donazione di un miliardo di euro a scopi di didattica e ricerca all'Università Vita-Salute San Raffaele da parte di una fondazione statunitense collegata in un certo modo al magnate George Soros, per l'ottenimento della quale si sono attivati Massimo Clementi, preside della Facoltà di Medicina, e Alberto Zangrillo, primario di Anestesia dell'ospedale).

L'intervento vaticano si estrinseca pochi giorni dopo nell'insediamento di un nuovo consiglio di amministrazione, in cui la Santa Sede detiene la maggioranza dei posti (consigliere Profiti, incaricato anche dei compiti operativi, insieme con il presidente dello IOR Ettore Gotti Tedeschi, l'ex presidente della Corte costituzionale Giovanni Maria Flick e l'imprenditore Vittorio Malacalza); del vecchio consiglio, rimane soltanto don Verzé, affiancato da due membri a rappresentanza della fondazione statunitense (lo stesso Clementi, con l'economista Maurizio Pini). In particolare, è stato estromesso il membro di lungo corso Mario Cal, in precedenza vicepresidente della Fondazione, che nella giornata del 18 luglio 2011 giunge a uccidersi con un colpo di pistola nel suo ex-ufficio presso la direzione della Fondazione.

Mentre il Tribunale di Milano, visto il degenerare della situazione, esamina la possibilità di presentare l'istanza di fallimento, il nuovo CdA ottiene una proroga fino al 15 settembre 2011 per la presentazione di un piano di ristrutturazione del debito e di risanamento aziendale; nonostante la proroga, la nuova direzione non consegna ancora alla Procura di Milano il piano di concordato preventivo. Perciò il 29 settembre viene diffusa la notizia della presentazione dell'istanza fallimentare per la Fondazione, con un'udienza fissata per il 12 ottobre; il CdA assicura che, prima di quella data, avrà definito il piano di salvataggio. Intanto, però, iniziano le indagini penali della Procura circa il reato di bancarotta fraudolenta (sospettato anche grazie ai documenti trovati nell'ufficio del suicida Cal), con l'iscrizione al registro degli indagati della vecchia dirigenza aziendale.

La morte Ricoverato alle 2.30 di sabato 31 dicembre 2011 nell'unità coronarica del San Raffaele per "l'aggravarsi della sua situazione cardiaca", don Luigi Verzé muore alle 7.30 di quel giorno. La notizia del decesso è stata data dal portavoce dell'Irccs, Paolo Klun, secondo il quale le ultime vicende (inchieste) sul "San Raffaele" potrebbero aver aggravato il già compromesso stato di salute di don Verzé.

Prima di essere esposto al pubblico omaggio, la Direzione del San Raffaele chiama l'artista bergamasco Giovanni Bonaldi per realizzare il calco del volto di don Verzé col progetto di fare una scultura. Dopo una presenza nella camera ardente allestita nel Ciborio della "Basilica San Raffaele" – il palazzo-simbolo del complesso di via Olgettina – nella mattinata del 2 gennaio 2012, le spoglie di don Verzé sono state trasportate al suo paese natale, Illasi, dove Giuseppe Zenti, vescovo di Verona (diocesi a cui don Verzé non ha mai smesso di appartenere) ha celebrato i funerali. La tumulazione è avvenuta nella cappella dell'Associazione Monte Tabor a Illasi, in attesa della collocazione nella sede scelta da don Luigi Verzé stesso: la Chiesa "Madonna della Vita", presso l'Ospedale San Raffaele di Milano.

Procedimenti giudiziari Condanna per tentata corruzione