Lanno liturgico nella Chiesa latina non corrisponde perfettamente all'anno civile e ha durata variabile, in quanto le date di inizio e fine sono mobili. Non esiste per tutta la Chiesa latina un unico anno liturgico, in quanto questo varia secondo i diversi riti presenti nella Chiesa latina e appartenenti all'unica famiglia rituale latina e, all'interno dei diversi riti, possono coesistere usi diversi che abbiano un calendario proprio.
Pertanto si può affermare che: esistono almeno tanti anni liturgici latini quanti sono i riti latini; anzi sono più numerosi gli anni liturgici latini che i riti latini, perché ciascun rito può avere usi diversi, con un calendario proprio; ogni anno liturgico è l'espressione temporale del relativo rito liturgico.Sono invalse nel linguaggio comune le seguenti espressioni: anno liturgico della Chiesa latina e Anno liturgico del rito latino della Chiesa cattolica. Tutte e due si riferiscono esplicitamente alla Chiesa latina: la seconda usa il termine rito latino" o come sinonimo di "Chiesa latina" o in relazione ai riti liturgici in uso nella medesima Chiesa latina, fra i quali, per esempio, l'inizio dell'anno liturgico può essere diverso. Così nel rito ambrosiano l'Avvento comincia due settimane prima della data di inizio nel rito romano, e la Quaresima comincia non con quello che il rito romano chiama Mercoledì delle Ceneri ma nella domenica successiva.
Tra gli anni liturgici latini permangono moltissimi elementi comuni dato che fanno riferimento all'unica Chiesa latina, di gran lunga la più numerosa fra le singole Chiese sui iuris cattoliche.
Panoramica sugli anni liturgici latini Gli anni liturgici latini, denominati anche occidentali, sono rispettivamente collegati ai diversi riti che compongono la famiglia rituale latina. Fra tali anni liturgici nel corso della storia si annoverano: il romano, l'ambrosiano, il mozarabico, il bracarense, il patriarchino, il celtico, il gallicano, il beneventano, quello di Sarum e quelli di alcuni ordini religiosi quali il certosino.
Anno liturgico romano L'anno liturgico romano, espressione temporale del rito romano, è uno degli anni liturgici della Chiesa latina e quindi della Chiesa cattolica. Pur formandosi quale anno liturgico proprio della Chiesa locale di Roma, è l'anno liturgico di gran lunga più diffuso non solo nell'ambito della Chiesa latina, ma anche nell'ambito della Chiesa cattolica e di tutto il Cristianesimo.
In attuazione della riforma liturgica del rito romano il Consilium ad exsequendam Constitutionem de Sacra Liturgia cominciò già nel 1964 i lavori e il 17 aprile 1967 consegnò il testo della sua proposta a papa Paolo VI,Calendarium Romanum, p. 53 che con il motu proprio Mysterii Paschalis del 14 febbraio 1969, promulgò le norme universali dell'anno liturgico del rito romano e il Calendario romano generale, perché "nella restaurazione dell'Anno liturgico, per il quale il Concilio ha formulato le norme, è necessario che il mistero pasquale di Cristo sia posto in una luce più viva".Messale Romano, terza edizione italiana, p. LV"ut idem paschale Christi mysterium in instauratione anni liturgici, cuius normae ab ipso Sancta Synodo traditae sunt, in clariore luce ponatur" (Calendarium Romanum, Typis Polyglottis Vaticanis 1969, pp. 7–10).
L'anno liturgico del rito romano così stabilito si distingue da quello immediatamente precedente, l'anno liturgico nel Messale Romano del 1962, nella diversità della data della fine del Tempo di Natale, nell'abolizione del tempo pre-quaresimale denominato Tempo di Settuagesima, e nell'applicazione a certi periodi dell'anno della denominazione "tempo ordinario" o tempus per annum. Altri esempi delle differenze sono riportati nella Tabella dei giorni liturgici.
+ANNO LITURGICO NEL RITO ROMANOTempi SuddivisioneColore liturgicoRicorrenze principali fra cui le solennità, le domeniche e le feste del Signore. Tempo d'Avvento.
Il tempo d'Avvento si presenta sia come tempo di devota e lieta attesa sia come tempo penitenziale, e possiede un duplice carattere:
1) di tipo messianico, in quanto costituisce la preparazione alla Solennità del Natale rivivendo l'attesa per la prima venuta del Signore Gesù Cristo, e
2) di tipo escatologico, in quanto costituisce una preparazione alla seconda venuta, il ritorno glorioso, del Signore Gesù Cristo tramite il ricordo della sua prima venuta.
LAvvento è un tempo forte; in ordine cronologico, è il primo dei tempi forti. Dura da 22 a 28 giorni e inizia con i Primi Vespri della Prima Domenica d'Avvento, oppure con la Messa propria della Prima Domenica d'Avvento, anticipata alla sera del sabato precedente, se tale Messa precede i Primi Vespri. Con l'inizio dell'Avvento iniziano sia l'anno liturgico che il Ciclo della Manifestazione del Signore.
Il tempo d'Avvento termina dopo l'Ora Nona del 24 dicembre, qualunque sia il grado del giorno liturgico d'Avvento che in tale data venga celebrato come giorno proprio. Periodo di Preparazione remota al Natale.
Questo periodo pone maggiore attenzione al carattere escatologico dell'avvento. Inizia contestualmente all'inizio dell'Avvento e termina normalmente il 16 dicembre (dopo l'Ora Nona del 16 dicembre se il 17 cade la terza domenica d'Avvento). viola Prima domenica d'Avvento (Ad Te levavi). Cade tra il 27 novembre e il 3 dicembre; è la prima domenica dell'anno liturgico e la quarta domenica antecedente il Natale. Seconda domenica d'Avvento (Populus Sion). Cade tra il 4 e il 10 dicembre. Di norma ha precedenza sulla Solennità dell'Immacolata ConcezioneNorme generali per l'ordinamento dell'anno liturgico e del calendario, 5. bianco Solennità dellImmacolata Concezione della beata Vergine Maria.
Essa si celebra normalmente dal tardo pomeriggio del 7 dicembre a tutto l'8 dicembre, salvo che l'8 dicembre non cada di domenica: in tal caso la Solennità viene trasferita al 9 dicembre e dura quanto il giorno naturale. Tuttavia, in ossequio alla particolare devozione mariana, le conferenze episcopali dei paesi in cui la Solennità è giorno di precetto possono adottare una deroga alla norma ordinaria sulle precedenze. viola (o rosafacoltativamente dove è tradizione (Ordinamento generale del Messale Romano, 346 f)) Terza domenica d'Avvento (Gaudete). Cade tra l'11 e il 17 dicembre. Dà inizio alla terza settimana d'Avvento, con formulari propri per ogni giorno eccetto il sabato che è tra le ferie privilegiate d'Avvento. In base alla data in cui cade la terza domenica d'avvento e tenuto conto dell'inizio delle ferie privilegiate, i formulari propri dei giorni feriali della terza settimana possono essere omessi in tutto o in parte. viola Tempora d'Inverno o d'Avvento. Sono celebrate presso alcuni calendari particolari, quale ad esempio quello italiano, nei mercoledì, venerdì e sabato dopo la Terza domenica d'Avvento, ossia sempre nella terza settimana d'Avvento. Periodo di Preparazione immediata al Natale.
Questo periodo, denominato anche Ottavario in preparazione del Natale, pone attenzione al carattere messianico dell'Avvento.
Inizia il 17 dicembre (la sera del 16 se il 17 cade la terza domenica d'avvento: in quest'ultimo caso l'ottavario comincia con i Primi Vespri della Terza domenica di Avvento oppure con la Messa propria della Terza Domenica d'Avvento, anticipata alla sera del sabato 16, se tale Messa precede i Primi Vespri).
Questo periodo termina contestualmente alla fine dell'Avvento. viola Ferie privilegiate d'Avvento.In alcuni luoghi i calendari liturgici particolari denominano le ferie privilegiate d'avvento quali Ferie verso Natale. Tale ulteriore denominazione è interessante perché recepisce il concetto sottinteso al periodo delle ferie privilegiate, ossia la preparazione immediata al Natale. Va però chiarito che tale nuova denominazione allo stato non è accettata nei testi ufficiali e generali che regolano l'Anno liturgico romano in forma ordinaria. Sono celebrate dal 17 al 24 dicembre. In base alla data in cui cade la terza domenica d'Avvento, una o due di queste ferie privilegiate cedono il posto alla terza e/o alla quarta domenica d'avvento: per precisione, in ogni caso una delle ferie privilegiate, cadenti tra il 18 e il 24 dicembre, cede sempre il posto alla quarta domenica d'avvento in quanto solo la feria privilegiata del 17 dicembre può cedere il posto alla terza domenica d'Avvento. Le memorie che cadessero contestualmente alle ferie privilegiate e non fossero impedite dalla domenica non hanno la precedenza sulle dette ferie ma la colletta può essere quella della memoria.Ordinamento Generale del Messale Romano, 355 (a) Quarta domenica d'Avvento (Rorate). Cade tra il 18 e il 24 dicembre. Dà inizio alla quarta settimana d'Avvento, che è incompleta se la domenica cade tra il 19 e il 24. Tempo di Natale.
Questo tempo si presenta come tempo di gaudio e possiede un unico carattere di tipo attuale in quanto costituisce un rivivere la manifestazione del Signore Gesù Cristo.
La detta manifestazione, pur se unica, viene dalla liturgia contemplata in tre momenti: il Natale, l'Epifania e il Battesimo del Signore. Per tali ragioni, questo tempo non ha articolazioni interneIl Messale Romano del 1962 riprese il concetto (introdotto due anni prima nel Codice delle Rubriche del Breviario e del Messale Romano) del Tempo Natalizio avente due articolazioni interne che non ne inficiavano l'unità. Tali articolazioni interne sono tutt'oggi esistenti nella menzionata edizione 1962 del Messale Romano. Delle suddette articolazioni interne è rimasta comunque traccia nel Messale del 1970 non come periodo temporale, ma a livello rubricistico: ciò è rintracciabile non tanto nel Messale romano, bensì nella Liturgia delle Ore, infatti parte del Comune dell'Innario e dell'Antifonario è strutturato in base alle due articolazioni del tempo Natalizio. Cfr. Liturgia delle ore secondo il rito romano, vol. I, Tipografia poliglotta vaticana, 1976, pp. 378, 528 anche se la Solennità del Natale, principio della manifestazione del Signore Gesù Cristo e origine di questo tempo liturgico, ha una sua propria estensione temporale che non inficia l'unità di questo tempo liturgico.
Il Tempo di Natale è un tempo forte: in ordine cronologico, è il secondo dei tempi forti; è invece il quarto di quelli elencati nelle Norme per l'Anno liturgico e il calendario, dopo il Triduo Pasquale, il Tempo di Pasqua e il Tempo di Quaresima.Messale Romano 2020, p. LVIII. Dura da 14 a 20 giorni, a cui vanno aggiunte le ore tardo-pomeridiane, serali e notturne del 24 dicembre.
Il tempo di Natale inizia infatti il 24 dicembre e, precisamente, con i Primi Vespri della Solennità del Natale del Signore, oppure con la Messa Vespertina nella Vigilia della Solennità del Natale se tale Messa precede i Primi Vespri.
Il tempo di Natale termina con la festa del Battesimo del Signore. Con la fine del tempo di Natale termina contestualmente il Ciclo della Manifestazione del Signore. Ottava di Natale.
Con questa espressione si intendono gli otto giorni che seguono la festa di Natale fino al 1º gennaio compreso o, in un secondo significato, l'ottavo giorno dopo la festa cioè il giorno 1º gennaio. Gli altri giorni vengono chiamati giorni fra l'ottava.
L'Ottava, intesa in base alla prima accezione, prolunga il gaudio del Natale ed è un'estensione temporale della Solennità del Natale per i successivi 7 giorni. Essa, quindi, complessivamente ha una durata fissa di 8 giorni più le ore tardo-pomeridiane, serali e notturne del 24 dicembre che fanno parte della Solennità del Natale. La celebrazione infatti delle due maggiori solennità, Pasqua e Natale, è prolungata per gli otto giorni di un'ottava, regolata da norme liturgiche proprie.Ordinamento generale dell'Anno Liturgico, 12 bianco Solennità del Natale del Signore.