Biografia Appartenente a una ricca famiglia dell'aristocrazia lombarda, era nato dalle seconde nozze del marchese Giorgio Porro Carcano con la nobile Margherita BorromeoUgo Da Como (a cura di), I comizi nazionali in Lione per la costituzione della Repubblica italiana : notizia delle fonti, Bologna : Zanichelli, 1934; ebbe due sorelle: Giuseppa (1769-1833), moglie del marchese Raffaele Raimondi (1745-1804; fu madre del patriota Giorgio Giuseppe Raimondi), nata dal primo matrimonio del padre, e Marianna (+ post 1857), moglie di Antonio Natta-Menatti di Como.

Frequentò a Milano il "Collegio Longone" (l'ex "Collegio dei nobili" che diverrà in seguito il liceo "Parini") ed entrò giovanissimo in politica: nel dicembre 1801 fu inviato, come deputato di Como, alla "Consulta di Lione", la riunione convocata da Napoleone che vide la nascita della Repubblica Italiana (1802-1805),Raccolta di atti officiali e di diversi scritti pubblicati in Italia, in Francia ed in Germania intorno alle presenti vertenze fra l'Austria ed il Piemonte : preceduta di alcune memorie intorno alle strade ferrate ed alle presenti condizioni politiche dell'Italia e dell'Austria, Losanna : S. Bonamici e compagnia, 1846 (Google libri, on-line) per un errore di stampa che lo incluse nella lista al posto di Gian Pietro Porro.

Dal 1802, nonostante la giovane età, fu membro del Corpo legislativo della Repubblica Italiana«Il Corpo legislativo era composto di settantacinque membri scelti da ogni dipartimento in ragione della loro popolazione, i quali dovevano avere almeno trent'anni.» (Federico Sclopis, Storia della legislazione italiana, Vol. III - «Dall'epoca della rivoluzione francese, 1789 a quella delle riforme italiane», Torino : Unione tipografico-editrice, 1847, p. 113, Google libri, on-line); mantenne tale carica, per la quale aveva ottenuto la dispensa dell'età, fino al 1807, pertanto anche sotto il Regno ItalicoGiorgio Rumi (a cura di), Storia di Como, Como : Storia di Como, 2002, Vol. V, Tomo I, p. 19. Affiliato alla Massoneria, frequentò la corte di Eugenio di Beauharnais e nel 1810 fu nominato «conte» da Napoleone. Dopo la caduta di quest'ultimo fu fra coloro che, al congresso di Vienna, propugnarono la formazione di un regno indipendente nell'Italia settentrionaleGiovanni Bragagnolo ed Enrico Bettazzi, Il Risorgimento nazionale, 1815-1878, IV edizione, Torino : G. Gallizio, 1909, pp. 12 e segg.

Con la Restaurazione, e il ritorno degli austriaci a Milano, Porro Lambertenghi fu uno degli animatori del movimento liberale, dedicandosi sia allo sviluppo dell'industria lombarda (introduzione di macchine a vapore nell'industria tessile; sviluppo dell'illuminazione a gas a Milano; navigazione a vapore sul Po; ecc.) sia alla promozione di varie iniziative di carattere economico-sociale (scuole di mutuo insegnamento; ecc.) con scritti sul Conciliatore, la nota rivista di cui fu uno dei fondatori assieme a Federico Confalonieri, Silvio Pellico, Giovanni Berchet e Ludovico di BremeIl conciliatore : foglio scientifico-letterario : 3 settembre 1818-17 ottobre 1819, Riproduzione facsimile dell'edizione Milano : V. Ferrario, 1818-1819, Sala Bolognese : A. Forni, stampa 1981. Era sposato con Anna Maria Serbelloni (20 dicembre 1782 - 25 giugno 1813), prematuramente morta a trent'anni e da cui ebbe cinque figli: Giberto (1802 - post 1880; nonno di Gilberto Porro Lambertenghi), Elisabetta (1804-1834; seconda moglie del conte Teseo Rasponi), Anna detta Nancy (moglie del conte Filiberto Cattaneo di Proh), Giacomo (1807) e Giulio (1811-1885).

Amico di Silvio Pellico, lo ospitò in casa come segretario e come precettore dei suoi figli. Implicato nelle cospirazioni che portarono all'arresto del Pellico (13 ottobre 1820), nell'aprile 1821 riuscì a sfuggire all'arresto riparando in Piemonte, successivamente nel Canton Ticino, a Parigi e infine a Londra, dove lo raggiunse la notizia della condanna a morte in contumacia pronunciata dal tribunale austriaco il 22 agosto 1822 ed eseguita in effigieStoria delle lagrime d'Italia sotto l'Austria, Milano : presso Francesco Scorza, 1864, pp. 51 e segg. (Google libri, on-line). A Londra condivise con Santorre di Santa Rosa, anch'egli esule, un alloggio di proprietà di Ugo FoscoloFilippo Ambrosini, Santorre di Santarosa : la passione e il sacrificio, Torino : Edizioni del capricorno, 2007, ISBN 9788877070630, p. 180. Nel dicembre 1824 partì assieme a Giuseppe Pecchio per Nauplia per partecipare alla lotta per l'indipendenza della Grecia; giunse a Nauplia nel febbraio 1825 e vi rimase, in qualità di intendente generale dell'esercito greco, a fianco di Alessandro Maurocordato, per due anni: nel 1827 infatti si ammalò gravemente di tifo esantematico e venne trasportato a Marsiglia.

Poté godere dell'amnistia generale promulgata da Ferdinando I d'Austria in occasione della sua incoronazione a Re del Regno Lombardo-Veneto (6 settembre 1838); ritornò a Milano nel 1840 e da allora, tranne che per la sua adesione al governo provvisorio di Milano nel 1848 per la quale fu inviato in missione in Francia per chiedere armi, non prese più parte alla vita pubblica.

Onorificenze

Araldica Stemma Descrizione BlasonaturaLuigi Porro LambertenghiConte del Regno napoleonico d'Italia (1810-1815)Ornamenti esteriori da conte del Regno napoleonico d'Italia.Luigi Porro LambertenghiMarcheseOrnamenti esteriori da marchese.

Note

Bibliografia

Renzo Uberto Montini, Lettere di Luigi Porro Lambertenghi a Pietro Borsieri, Roma: La Libreria dello Stato, 1950

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