La battaglia dell'Isola di Wake venne combattuta tra l'8 e il 23 dicembre 1941, nell'ambito del teatro del Pacifico della seconda guerra mondiale: in base ai piani approntati precedentemente per la conquista dei possedimenti coloniali europei nell'area dell'oceano Pacifico, le forze giapponesi iniziarono l'assedio della piccola isola di Wake, possedimento statunitense posto a metà strada tra le Hawaii e le Filippine, contemporaneamente agli eventi dell'attacco di Pearl Harbor. Dopo aver sottoposto l'isola ad attacchi aerei, i giapponesi tentarono uno sbarco la mattina dell'11 dicembre, ma furono respinti con gravi perdite dalla resistenza della piccola guarnigione di marine statunitensi ivi dispiegata.

Sottoposta a quotidiani bombardamenti aerei e isolata dal blocco navale giapponese, Wake subì un secondo assalto la notte del 23 dicembre 1941: una massiccia forza da sbarco nipponica, appoggiata da portaerei e incrociatori, riuscì a stabilire una testa di ponte sulle spiagge dell'isola, portando infine alla resa la sparuta guarnigione statunitense. L'isola rimase sotto il controllo giapponese fino al termine delle ostilità, tornando in mani statunitensi solo il 4 settembre 1945.

Antefatti L'isola

Scoperta il 20 ottobre 1568 dall'esploratore spagnolo Álvaro de Mendaña de Neira e poi ufficialmente mappata nel 1796 dal navigatore britannico William Wake (da cui il nome), l'isola di Wake venne dettagliatamente esplorata il 20 dicembre 1840 dalla "United States Exploring Expedition" del commodoro Charles Wilkes.: l'isola, in realtà un atollo composto da tre isolette separate (Wake propriamente detta, Wilkes e Peale) disposte a forma di V intorno a una laguna comune, fu poi formalmente annessa dagli Stati Uniti il 17 gennaio 1899 dopo un'apposita spedizione della cannoniera , ordinata dal presidente William McKinley per prevenire mire dei tedeschi (già possessori delle isole Marshall) su di essa.

Situata a circa chilometri a ovest di Honolulu e a chilometri a est di Guam, Wake divenne un punto di transito lungo la rotta tra gli Stati Uniti e le Filippine, all'epoca un possedimento statunitense: nel maggio del 1935 la compagnia aerea Pan American Airways stabilì su Wake una base d'appoggio per gli idrovolanti di linea impegnati sulla rotta San Francisco - Manila, costruendo sull'isolotto di Peale un piccolo insediamento ("PAAville") dotato di un albergo e di colture idroponiche di verdure e frutta fresca.

Dopo il passaggio di Wake nel 1934 sotto la diretta amministrazione dello United States Department of the Navy, vennero avanzati i primi progetti circa la costruzione di una base militare sull'atollo: nel 1938 il comandante in capo della flotta statunitense, l'ammiraglio Arthur Japy Hepburn, consegnò lo "Hepburn Board Report", un dettagliato rapporto sullo stato delle difese navali degli Stati Uniti che raccomandava un programma di sviluppo dell'isola come base aerea avanzata nel Pacifico, dal costo di sette milioni e mezzo di dollari e della durata di tre anni.; il 9 gennaio 1941 un primo contingente di ottanta genieri della marina sbarcò a Wake per dare avvio ai lavori di costruzione di un primo insediamento militare, poi raggiunto da circa lavoratori civili della "Morrison-Knudsen Company" sotto contratto della marina.

Preparativi statunitensi

I lavori di costruzione di installazioni militari a Wake procedettero inizialmente a rilento, tanto che il 18 aprile 1941 l'ammiraglio Husband E. Kimmel, comandante della United States Pacific Fleet, chiese con insistenza che ai lavori venisse data un'alta priorità e che un'unità di difesa dei marine fosse al più presto stanziata sull'isola, vista la sua vicinanza ai possedimenti giapponesi delle Marshall, delle Bonin e delle Marianne.. Il 19 agosto 1941 un primo contingente di 173 marine distaccati dal 1st Marine defense battalion venne sbarcato a Wake, incrementato poi con successivi invii fino a un totale di 15 ufficiali e 373 sottufficiali e soldati ai primi di novembre; inizialmente guidato dal maggiore Lewis A. Hohn, il contingente dei marine a Wake passò poi sotto il comando del maggiore James Devereux il 15 ottobre 1941.. Unitamente alle truppe fu dispiegato su Wake anche un certo quantitativo di armi pesanti: sei cannoni calibro 127 mm antinave (recuperati da una vecchia nave da battaglia demolita), dodici cannoni contraerei da 76 mm, diciotto mitragliatrici Browning M2 da 12,7 mm e trenta più vecchie mitragliatrici Browning M1917 da 7,62 mm (molte delle quali in pessime condizioni).; il numero delle armi pesanti era anche eccessivo per la non numerosa guarnigione dei marine, tanto che solo sei dei dodici cannoni contraerei erano dotati di una squadra completa di artiglieri.: l'operatività di tali armi era inoltre limitata dall'assenza di apparecchiature radar e dalla disponibilità di un'unica centrale di tiro funzionante, mentre la batteria di proiettori da ricerca non era dotata di aerofoni e doveva essere manovrata a mano.. I pezzi d'artiglieria erano dispiegati sui tre vertici della V formata dall'atollo: Toki Point su Peale, Kuku Point su Wilkes e Peacock Point su Wake.

Tra ottobre e novembre il campo d'aviazione, dotato di una pista lunga metri situata nella parte interna di Wake, venne considerato sufficientemente operativo tanto da essere utilizzato come scalo intermedio per i bombardieri Boeing B-17 Flying Fortress delle United States Army Air Forces diretti dagli Stati Uniti nelle Filippine., ma il resto della base aerea era dotato ancora di strutture abbastanza primitive. Sull'isola di Wake erano dislocati la caserma dei marine, i magazzini e le principali strutture della base navale, Peale ospitava una rampa e zone di parcheggio per idrovolanti oltre a un ospedale, mentre su Wilkes erano collocati solo alcuni depositi di carburante; un canale dragato nel braccio di mare che separava Wilkes da Wake consentiva l'accesso all'interno della laguna. Il 28 novembre 1941 la nave appoggio idrovolanti portò a Wake il capitano di fregata Winfield Cunningham, nuovo comandante in capo della base navale, oltre a un distaccamento di personale di terra dell'aviazione dei marine in attesa dell'imminente arrivo sull'isola di una sezione aeronautica: il 4 dicembre seguente, decollando dalla portaerei Proprio la partecipazione della Enterprise a questa missione impedì alla nave di essere presente a Pearl Harbor al momento dell'attacco giapponese del 7 dicembre 1941., dodici nuovi caccia Grumman F4F Wildcat dello squadrone VMF-211 dei marine, al comando del maggiore Paul A. Putnam, si trasferirono nel piccolo aeroporto di Wake...

Al 6 dicembre 1941 il capitano Cunningham comandava un totale di 38 ufficiali e 485 sottufficiali e soldati: i 388 marine della guarnigione, 12 ufficiali e 49 uomini del personale della VMF-211, 10 ufficiali e 58 uomini del personale della base navale (praticamente tutti disarmati e privi di equipaggiamento campale), un ufficiale e quattro uomini di un distaccamento di trasmissioni dell'aviazione dell'esercito e un marinaio del sommergibile sbarcato giorni prima per ricevere cure mediche.; vi erano poi anche civili tra lavoratori a contratto e personale della Pan American Airways, di cui il maggiore Devereux aveva inutilmente chiesto l'evacuazione fin da novembre, visto il peggiorare della situazione diplomatica con il Giappone.. Lo stato dei rifornimenti era buono, con i marine dotati di razioni per almeno 90 giorni e il personale civile di viveri per sei mesi, mentre le scorte di munizioni erano sufficienti per una difesa di breve periodo; non vi erano sorgenti di acqua dolce sull'isola, ma era disponibile un buon numero di impianti di evaporazione.

La battaglia Gli attacchi aerei iniziali

Domenica 7 dicembre 1941 una squadra di portaerei giapponesi lanciò un massiccio attacco aereo contro la base navale di Pearl Harbor, nelle Hawaii, provocando sensibili perdite alla flotta statunitense e dando avvio alle operazioni sul fronte del Pacifico. Agendo sulla base di piani militari preparati da tempo, le forze giapponesi iniziarono contemporaneamente all'attacco di Pearl Harbor una serie di operazioni contro i possedimenti statunitensi, britannici e olandesi nel sud-est asiatico e nel Pacifico centrale, ivi compresa la stessa Wake: l'occupazione dell'atollo con una spedizione anfibia era stata contemplata fin dal 1938, anche se solo nel novembre del 1941 furono formulati alcuni abbozzi di piani in tal senso; l'azione contro Wake sarebbe spettata alla 4ª Flotta giapponese (Dai-yon Kantai) dell'ammiraglio Shigeyoshi Inoue, responsabile anche delle operazioni nella zona delle Marshall e delle Marianne..

Il giorno dell'attacco di Pearl Harbor a Wake era, per effetto della linea internazionale del cambio di data, la mattina del lunedì 8 dicembre 1941: le prime notizie sulla situazione a Pearl Harbor arrivarono verso le 06:50, quando il distaccamento di comunicazioni dell'aviazione dell'esercito, guidato dal capitano Henry S. Wilson, ricevette una trasmissione radio dall'aeroporto di Hickam Field a Oahu che annunciava l'inizio dell'attacco.; Wilson lo riferì subito a Devereux, che diede immediatamente l'allarme. L'idrovolante di linea Martin M-130 della Pan American (Philippine Clipper), partito come di consueto quella mattina da Wake diretto a Guam, fu immediatamente richiamato indietro e fatto ammarare nella laguna.; l'operatività del distaccamento aereo di Wake, giunto sull'isola appena quattro giorni prima, era ancora limitata e solo quattro caccia Wildcat furono fatti decollare per avvistare eventuali formazioni giapponesi in arrivo.

Intorno alle 11:50 il tenente Lewis, al comando della Batteria E dislocata a Peacock Point, avvistò una formazione di aerei non identificati in arrivo da sud: si trattava di trentasei bombardieri Mitsubishi G3M dell'aviazione di marina nipponica, decollati dalla base di Roi-Namur nell'atollo di Kwajalein delle Marshall e divisi in tre formazioni di dodici aerei.; i bombardieri si accanirono contro il campo d'aviazione, dove gli immobili Wildcat parcheggiati all'aperto erano bersagli facili, oltre che contro le strutture della Pan American su Peale, vanamente contrastati dal fuoco delle batterie antiaeree. Il raid finì verso le 12:10, e i bombardieri giapponesi rientrarono alla base con solo danni leggeri: su Wake sette degli otto caccia Wildcat erano stati distrutti (l'ottavo accusò solo danni minori), mentre il personale della VMF-211 riportò ventitré morti o deceduti per le ferite (tra cui tre piloti) e undici feriti più o meno gravi; la pista dell'aeroporto aveva subito danni., il centro radio era stato distrutto e un deposito di carburante colpito e incendiato.. Su Peale l'albergo della Pan American era in fiamme e le strutture per il ricovero degli idrovolanti erano state colpite, con dieci dipendenti civili della compagnia uccisi durante il raid.; il Philippine Clipper era sopravvissuto all'attacco con solo pochi danni leggeri e verso le 13:00 fu fatto decollare alla volta di Midway. La pattuglia aerea dei quattro Wildcat in volo si trovava a nord di Wake al momento dell'attacco e non riuscì a intercettare nessun velivolo giapponese: nel rientrare alla base uno dei caccia rimase danneggiato quando urtò una massa di detriti presente sulla pista, lasciando solo quattro aerei ancora efficienti in mano ai difensori.