La strage della caserma di Anghiari fu un eccidio causato dall'esplosione di una bomba piazzata nei pressi della caserma dei Carabinieri Reali di Anghiari da truppe tedesche in ritirata. La detonazione avvenne il 18 agosto 1944, causando l'uccisione di tre Carabinieri e dodici civili..
L'ordigno fu collocato entro il 29 luglio 1944, data della liberazione di Anghiari dall'occupazione nazifascista, in una cisterna della cantina di Palazzo Bartolomei, adiacente alla caserma.. Alcuni ipotizzano. che i tedeschi avessero piazzato il tritolo pensando che l'edificio sarebbe stato utilizzato dal comando inglese. Invece, al momento dello scoppio (alle 10:30 della mattina del 18 agosto), nella caserma si trovavano cinque Carabinieri, la donna delle pulizie e quattro fermati., spiega che nella caserma «erano racchiusi alcuni fascisti, sorvegliati da due partigiani e dai carabinieri». Di essi si salvarono, pur riportando serie lesioni, solo due militari. Palazzo Bartolomei, che aveva ospitato parte del comando tedesco,. era invece tornato ad essere utilizzato come civile abitazione, e vi trovarono la morte altre sette persone.
Solo nel 2026, nell'Archivio centrale del Ministero della Difesa della Federazione Russa, sono stati rintracciati i documenti che certificano che l'ordigno fu collocato dai genieri tedeschi dell'80º Battaglione Pionieri della 44. Infanterie-Division, utilizzando il timer J-Feder 504, in grado di programmare l'innesco dell'esplosivo con un massimo di 21 giorni di anticipo. I ritrovamenti hanno definitivamente smentito alcune ricostruzioni che, nel tempo, avevano ipotizzato che il tritolo lasciato dai tedeschi fosse stato innescato successivamente alla loro partenza da Anghiari..
Le vittime I quindici deceduti furono il maresciallo Adamo Capulzini (n. 1899), il vice brigadiere Saverio Faraone (1909), il carabiniere Girolamo Fiorini (1907), l’addetta alle pulizie Teresa Pieracci (1886), il partigiano Pasquale Meoni (1912), il fascista Probo Palombini (1886) con i figli Roberto (1927) e Arnaldo (1930), Ida Salleolini (1868) con la figlia Elena Bartolomei (1894), le domestiche di Palazzo Bartolomei Maria Giuseppa Locci (1874) e Marietta Inci (1885), l'ortolano Dante Giuseppe Meoni (1905) con la moglie Teresa Socali (1904) e la piccola Mafalda Iolanda Leucalitti (1935), figlia del contadino dell'adiacente casa colonica dei Boncompagni.Cfr. e . In un breve rapporto, datato 30 agosto 1944, il Comandante Generale dell'Arma dei Carabinieri Taddeo Orlando parla di 16 morti, aggiungendo un soldato italiano non identificato che però non risulta in nessuna altra fonte e testimonianza. Cfr. .
Note
Bibliografia
Anghiari Categoria:Storia di Anghiari