Senza cielo è un film del 1940 diretto da Alfredo Guarini.
Trama Un gruppo di esploratori italiani si reca nelle foreste del Mato Grosso alla ricerca di una precedente spedizione scomparsa. Dopo una drammatica marcia nella foresta che causa la morte di molti componenti, i tre superstiti vengono catturati da una tribù nativa e portati in un villaggio sconosciuto, il cui capo è un medico bianco, ricercato per omicidio.
Costui ha rapito e costringe a stare con lui una ragazza bianca, considerata dai nativi una divinità. Per non essere scoperto, il medico tenta di eliminare anche questi esploratori, ma la ragazza, che si è innamorata del capo spedizione, li salva, rivelando che anche le precedenti spedizioni scomparse furono eliminate in quel modo. Ma stavolta l'assassino, inseguendo esploratori e giovane in fuga, perirà nelle sabbie mobili ed essi potranno ritrovare la libertà.
Produzione Senza cielo, che per diverso tempo venne presentato con il titolo de La dea biancaCinema prima serie, n.100 del 25 agosto 1940 fu il primo film interpretato da Isa Miranda al suo rientro dagli U.S.A., dopo una permanenza hollywoodiana non particolarmente fortunata, che, secondo le cronache del tempo, le consentì di «realizzare il grande sogno di tornare a lavorare in patriaEco del cinema, n.201, agosto 1940».
In realtà si trattò per l'attrice di un ritorno dovuto a motivi famigliari, e molto contrastato in quanto il Regime, a seguito di alcune dichiarazioni da lei rilasciate sull'Invasione tedesca della Polonia, considerate non allineate, emanò una circolare ministeriale ordinando di non parlare dell'attrice, il che provocò il rifiuto dei produttori di impegnarlaGili, cit, intervista ad Alfredo Guarini, p.149. Inoltre le venne ritirato il passaporto, impedendole così di tornare a Hollywood, e fu bloccato per diverso tempo ogni progetto in cui lei era coinvolta, tra cui un film sulla DuseIsa Miranda racconta, articolo in Film d'oggi del 25 maggio 1946.
Vi fu un iniziale tentativo di co-produzione con la Francia, per il quale fu anche contattato lo sceneggiatore Charles Spaak, che andò in fumo a causa dell'inizio del conflitto con la Francia. Il film fu allora prodotto solo in Italia e restò l'unico realizzato nel 1940 dalla "Società anonima Compagnia Continentale cinematografica" (più nota come "Continentalcine"), fondata l'anno precedente e rimasta poi in attività sino al 1951Cfr. Le città del cinema, Roma, Napoleone, 1979, p.450.
Altra società produttrice fu la "Artisti Associati", di proprietà di Alberto Genesi, che aveva rilevato la filiale italiana della "United Artists" dopo il monopolio statale sull'importazione di pellicola straniere, da non confondere con la "Autori Associati" creata su impulso di Zavattini che collaborò anch'essa alla realizzazione di Senza cielo; in questo ambito si creò un dissenso tra Doletti, autore del soggetto che aspirava a scrivere anche la sceneggiatura, e lo stesso Zavattini che fu invece incaricato di tale compito, così come lo fu Alberto Moravia, anche se la sua collaborazione non poté essere citata a causa delle leggi razzialiGili, cit. intervista ad Alberto Moravia, p.195
La lavorazione iniziò il 1 luglio 1940Giuseppe Rossi, Cronache della produzione italiana in Lo schermo, luglio 1940 e si concluse alla fine di agosto. Le riprese avvennero tutte al teatro 5 di Cinecittà, al cui interno venne costruito un ambiente di tipo tropicale, tranne alcuni spezzoni di tipo documentario, ma senza presenza di attori, realizzate in Brasile dall'operatore John DaesFilm, n. 14 del 6 aprile 1940.
Venne presentato con un certo trionfalismo come «primo esperimento italiano di ricostruzione di nature libere e selvaggeAlfredo Guarini intervistato da Giuseppe Rossi in Cronaca della produzione italiana, ne Lo schermo, settembre 1940» e, basandosi sulla recente esperienza di Guarini e della Miranda, si evocarono esempi di noti film statunitensi «appartenenti al genere fantastico, inverosimile ed a sfondo selvaggio come Inferno verde, Trader Horn e la serie di TarzanLa fiera delle novità in Cinema, prima serie, n.101, 10 settembre 1940», arrivando anche a scomodare un paragone con De Millem.g. Mario Gromo, Cinema e teatri in La Stampa del 8 dicembre 1940 mentre il futuro regista Luigi Comencini definì con ammirazione la giungla creata a Cinecittà «vaporosa e terribile, non inferiore a nessuna ricostruzione americanaRecensione pubblicata come "Vice", in Tempo del 5 dicembre 1940».
Accoglienza La critica del tempo accolse Senza cielo con favore, ma anche con delle riserve dovute al ruolo della Miranda considerato non adeguato alle qualità dell'attrice: «è un film ben fatto nel suo genere, ma ritrovare Isa Miranda nei ridicoli panni di un Tarzan femmina o di un'Antinea selvatica fa molta pena: non c'era bisogno di mandarla in giro vestita di nulla giacché lei più che un corpo è un voltoAdolfo Franci, La Miranda senza cielo in L'Illustrazione italiana, n.49 del 8 dicembre 1940». Vennero criticati anche «i contorcimenti caricaturalmente sensuali, della protagonista, la cui nudità non convince e tanto meno convince il suo voler apparire ad ogni costo fatale, morbosamente ma inutilmente sensuale7 giorni a Roma - Miranda vestita d Tarzan in Film, n.50, 14 dicembre 1940».
Molti consensi ottenne invece la parte scenografica con gli ambienti tropicali, tutti ricostruiti con una particolare tecnica definita dei "tre scenari", nel teatro di posa, poiché «il film, ambientato nel Mato Grosso, dà occasione di mostrare la cura e la bravura dello scenografo Bilinsky e degli arredatori e macchinisti tutti di Cinecittà, con cui si sono dedicati alla ricostruzione della giunglaGiuseppe Isani, Film di questi giorni, in Cinema, prima serie, n.107 del 10 dicembre 1940»; si riconobbe che «si è saputo creare una foresta del Mato Grosso da far invidia ai più abili apparecchiatori del genere [in cui] Isa Miranda domina con eleganza la sua sempre ammirevole, ma non sempre indispensabile, nudità». Così «mentre i motivi ideali di Senza cielo appaiono piuttosto confusi e contraddittori, chiara resta solo la volontà di creare attorno alla dominante femminilità della protagonista un'atmosfera ed un incubo tropicale che testimonia le capacità ed il progresso acquisiti in pochi anni dalle nostre maestranze cinematograficheArnaldo Frateili, recensione in La Tribuna - Idea nazionale del 5 dicembre 1940».
Come di tutta la produzione italiana degli anni trenta e primi quaranta, anche per Senza cielo non sono disponibili dati ufficiali definitivi sui risultati commercialiSull'assenza di dati economici relativi alla cinematografia italiana degli anni trenta e primi quaranta, cfr. Barbara Corsi, Con qualche dollaro in meno, Roma, Editori Riuniti, 2001, p.12 e seg. ISBN 88-359-5086-4 .. Tuttavia, in base alle somme relative ai premi produttivi previsti dalle leggi incentivanti della cinematografia di quel periodo, si è dedotto che Senza cielo, con un incasso nel solo 4º trimestre del 1940 di 1.334.897 lire dell'epoca, ebbe un notevole successo di pubblicoLe tabelle sugli incassi annuali sono pubblicate in Storia del cinema italiano, volume VIº, cit. p.668. Il film fu vietato in Germania poiché il personaggio negativo, interpretato da Gustav Diessl, nella finzione oppressore di indigeni simpatici, era un tedescoAlfredo Guarini, intervista del 2 marzo 1974 pubblicata in Cinecittà anni Trenta, cit. p.68. Riscosse al contrario un buon successo di pubblico in Francia quando nel settembre del 1941, Senza cielo fu presentato, con il titolo di Alerte aux blancs nella Parigi occupataarticolo Primato al cinema "Balzac" per "Senza cielo", in Primi piani, settembre 1941
Note
Bibliografia Orio Caldiron e Matilde Hochkofler: Isa Miranda. Roma, Gremese, 1978. Roberto Chiti, Enrico Lancia, Dizionario del cinema italiano – i film 1930-1944, Roma, Gremese, 1993, ISBN 88-7605-596-7 Jean A. Gili, Le cinéma italien à l'ombre des faisceaux. Perpignan, Institut Jean Vigo, 1990, ISBN 2-906027-02-2 Francesco Savio, Cinecittà anni Trenta. Parlano 116 protagonisti del secondo cinema italiano (3 voll.), Roma, Bulzoni, 1979, Storia del Cinema Italiano, volume VI (1940-1944), Venezia, Marsilio e Roma, Edizioni di Bianco e nero, 2010, ISBN 978-88-317-0716-9
Altri progetti
Collegamenti esterni
Categoria:Film drammatici Categoria:Film diretti da Alfredo Guarini Categoria:Film ambientati in America meridionale Categoria:Film d'avventura Categoria:Film con composizioni originali di Alessandro Cicognini