Proserpio (Presèrp in dialetto brianzolo, AFI: ) è un comune italiano di abitanti della provincia di Como in Lombardia.

Geografia fisica Territorio Proserpio è un comune della Lombardia in provincia di Como, diocesi di Milano, tra Alta Brianza e Vallassina, fa parte della Comunità Montana del Triangolo Lariano: dista 15 km da Como e da Lecco, 42 km da Milano, 619 da Roma.

A est, a circa 1 km dal centro storico, si trova la frazione Inarca (In Arca). L'altopiano sui 400-500 metri su cui poggia è di formazione morenica, dovuta al passaggio del ghiacciaio di Monza durante la terza glaciazione: ne emergono i rilievi di Gualdrea (586 m.) e di Monte Scioscia (671 m.). Sul territorio si incontrano numerosi "trovanti", o massi erratici, composti di ghiandone e serpentino provenienti dalla Val Masino e dalla Val Malenco.

Clima La zona di appartenenza climatica è quella del "Castanetum"; la temperatura media annuale oscilla tra 12°-15°, con punte invernali fino a -15°.

Origini del nome La presunta origine del nome Proserpio da un antico culto alla dea Proserpina, priva di riscontro, parrebbe una suggestione di alcuni autori dell'Ottocento come il Mazza e l'Amoretti. Le interpretazioni più recenti propendono per una diversa derivazione: l'Olivieri si orienta per Praedium Servii, come terra appartenente alla famiglia romana dei Servii; nella stessa direzione punta l'ipotesi Pratum Servii.; Du Cange interpreta Pro servis, come terreno prediale assegnato alla servitù. Queste ipotesi appaiono le più plausibili, e soprattutto consonanti all'andamento del nome del paese lungo i secoli: nel 1200 G. da Bussero parla di Proxervi; nel 1417 un atto notarile registra Proxerbi; cinquant'anni più tardi si trova Proxerbi, nel 1610 i documenti riportano Pruserpio, Preserpi, Proxerpi.

Storia Dalla preistoria all'età comunale Gli antichi abitanti di Proserpio, come quelli di tutta l'Italia nord-occidentale, discendono dalla mescolanza di popolazioni celtico-etrusco-liguri avvenuta intorno al V secolo a.C. La colonizzazione romana inizia alla fine del III secolo a.C.: due secoli dopo, Como antica (Comum oppidum) viene distrutta dai bellicosi Reti e pochi anni dopo riedificata dal console Pompeo Strabone con il nome di Novum Comum. La presenza romana sul territorio lariano è attestata da imponenti reperti come le necropoli di Como e Mariano, lapidi con iscrizioni, mura, fortificazioni; il nome antico di Erba è Licinoforum. Plinio il Vecchio e Plinio il Giovane ebbero i natali a Como.

Il più antico reperto storico riguardante Proserpio è una tomba romana scoperta nel 1976 durante i lavori di scavo per la nuova via per Castelmarte: essa «conteneva un vaso in terracotta con resti di cremazione e alcune ossa, un vaso in ceramica e un dente di erpice».Fernanda Isacchi, Rivista archeologica dell'antica provincia e diocesi di Como, Como, ed. Noseda.

Nel tardo Duecento G. da Bussero menziona Proserpio come sede di una chiesa dedicata ai santi fratelli martiri Faustino e Giovita: ciò testimonia di una Comunità autonoma, organizzata, già separata da una chiesa matrice di Erba o Asso cui era stata affiliata in precedenza.

L'impianto medievale del borgo, ipotizzato nel 1960 dalla storica R. Bossaglia, è stato confermato nel 2002 dal ritrovamento in una casa privata di una pergamena, denominata Chartula di Proserpio, databile alla fine del Duecento.Mirella Ferrari, Università cattolica di Milano, 2003. In epoca medievale Proserpio fu a lungo sotto l'arcivescovado di Milano e successivamente sotto il Capitolo della cattedrale S. Giovanni di Monza; dal "diploma" del Barbarossa del 1162 non risulta tuttavia la sua cessione, insieme a numerosi borghi della zona, all'abate Algiso di San Pietro al Monte di Civate, e pertanto è lecito ipotizzare che sia rimasto sotto la giurisdizione dei Canonici di Monza.

Dal XIII secolo alla fine del Ducato di Milano Alla fine del Duecento Proserpio passa alla Signoria dei Visconti, nel 1400 fa parte del Ducato di Milano sotto tutela di alcuni feudatari che nel tempo si avvicendano: Facino Cane, i Dal Verme, i Missaglia.

1346: Proserpio fa parte di un assetto territoriale denominato "Squadra di Canzo" e, secondo gli Statuti delle strade del Contado di Milano, il borgo deve farsi carico della manutenzione di un tratto della "Strada di Ninguarda", l'odierna Vallassina, nella misura di 127 braccia milanesi.Porro Lambertenghi, 1989.

1403: I Visconti infeudano molti territori della Corte di Casale, tra cui Proserpio, all'arcivescovo Pietro de Candia.

1417 e 1460: Due compravendite forniscono preziose notizie sul borgo indicando cognomi, toponimi, terre coltivabili, vigneti, castagneti.V. Longoni, Le corti medioevali dell'Alto Lambro, 1987.

1500: Comincia la dominazione spagnola. Le popolazioni sono sottoposte ad un gravame di tasse insostenibile, l'agricoltura passa nelle mani dei grandi proprietari, il vantaggio della rotazione delle colture è vanificato dal continuo aumento dei prezzi, la vita dei contadini è ridotta a uno sforzo estenuante per poter garantire il pagamento dell'imposta. Nel 1574 Proserpio riceve la visita pastorale del trentaseienne arcivescovo milanese Carlo Borromeo.

1600: È il secolo della crisi, il secolo della miseria. Un calo demografico segue all'impoverimento delle popolazioni, l'alimentazione è scarsa, si diffondono malattie sociali come la pellagra, Proserpio viene infeudato alla famiglia Crivelli di Inverigo (1677). Nel 1615 Federico Borromeo visita la parrocchia. Nel 1630 una delle cicliche epidemie di peste, questa volta portata dai Lanzichenecchi, viene a molestare pesantemente anche il borgo di Proserpio: il curato don Carlo Cancio (Cantjo) redige da maggio a ottobre un vero e proprio diario sull'andamento del morbo, annotando i nomi dei malati, dei morti e dei luoghi di sepoltura.

1700: Inizia la dominazione austriaca. Il quarantennale regno di Maria Teresa (1740-1780) imposta un moderno apparato statale ordinato, burocratico e accentratore: il Catasto teresiano è ancora oggi un valido riferimento di legislazione economica. Nel 1751 anche il Convocato di Proserpio (governo comunale composto da nobili e possidenti, detti Estimati) risponde ai 45 Quesiti teresiani: gli abitanti sono 292, la tassazione è ancora esagerata, il lavoro è scarso e molti abitanti devono recarsi nelle province vicine per procurarsi i mezzi con cui sostentare le famiglie. Nel 1779 scoppia una lite tra il Comune e un ricco proprietario, Leopoldo Staurenghi, per il possesso dell'acqua della Fontana di Rogoré: tre anni più tardi il giudice darà ragione allo Staurenghi, costringendo la popolazione a imbarcarsi in un'impresa lunga e costosa come la costruzione dell'acquedotto di Careggio (Careĉĉ), che convogliava a due fontane poste in due punti del paese l'acqua necessaria all'uso domestico.

Età contemporanea 1800: Un ufficiale nato ad Ajaccio nel 1769, Napoleone Bonaparte, ha intrapreso con successo la conquista dell'Europa, nel 1806 si autoproclamerà re d'Italia. I Codici Napoleonici codificano Diritto civile e penale, l'Editto di Saint-Cloud del 1804 prescrive la sepoltura dei morti non più nelle adiacenze delle chiese ma a debita distanza dal centro abitato.

Un decreto di riorganizzazione amministrativa del Regno d'Italia napoleonico datato 1807 sancì l'annessione di Proserpio al comune di Canzo. La decisione fu cancellata dalla Restaurazione, che con il Congresso di Vienna del 1815 aveva anche restaurato le antiche monarchie e aveva sancito il ritorno della Lombardia sotto il dominio austriaco nel nuovo Regno Lombardo-Veneto.

A Proserpio nel 1827 viene costruito il nuovo cimitero con il suggestivo viale dei cipressi; dieci anni prima era stata portata a termine la Strada delle Selve (strada per Canzo). Nel 1855 avviene finalmente il collaudo dell'acquedotto e delle due fontane. Nel 1865 prende avvio, in consorzio con Longone, la scuola elementare femminile, che dal 1877 avrà la sede nel nuovo palazzo del Comune.

Nel 1859, dopo la seconda guerra d'indipendenza, quando la Lombardia viene ceduta prima alla Francia e quindi al Piemonte, a Proserpio si riunisce per l'ultima volta il Convocato degli Estimati e nel maggio del 1860 ha luogo la prima riunione del Consiglio comunale sotto il Regno di Sardegna: nello stesso anno almeno due proserpini partecipano alla spedizione dei Mille di Garibaldi. Nel 1870 vengono costruiti due lavatoi annessi alle due fontane dell'acquedotto, nel 1876 il Comune contribuisce con 1500 lire alla costruzione del tratto Milano-Erba delle Ferrovie Nord-Milano, nel 1896 vengono istituite due Fiere del bestiame: questi ultimi anni del secolo vedono una situazione di discreto benessere.

1900: Proserpio ha 514 abitanti, da almeno un secolo sono attive due Filande. Nel 1903 viene istituito l'Asilo infantile, nel 1908 si collauda il nuovo castello di campane, nel 1910 si affronta un mutuo di 800 lire per la costruzione della prima linea elettrica pubblica. Negli anni 1911-12 un prete coadiutore della parrocchia riceve le frequenti visite di un giovane maestro di Milano, tal Benito Mussolini, fresco direttore del giornale socialista Avanti!. Nel 1914-18 anche il nostro paese offre il suo contributo alla Grande Guerra, 14 proserpini non tornano a casa: in loro ricordo vengono messi a dimora 14 tigli sul Sagrato, primo monumento ai caduti. Altri due soldati cadranno nella seconda guerra mondiale. L'11 febbraio 1929, giorno dei Patti Lateranensi, l'asilo infantile viene eretto in ente morale: viene affidato prima alla conduzione delle Suore Canossiane e in seguito delle Preziosine di Monza. La costruzione del nuovo edificio era terminata nel 1927, con il contributo di denaro e di lavoro di tutta la popolazione.G. Reali, Appunti per una storia di Proserpio, 1979. Nel 1978 si inaugura la nuova Scuola Elementare "F.lli Rizzi". Negli anni sessanta sull'insegna stradale di Proserpio compare la scritta "Stazione climatica", il paese è meta di turismo estivo, molti milanesi vi costruiscono la seconda casa. Inizia in questi anni un lungo periodo di benessere che non conoscerà flessione fino al primo decennio del XXI secolo: un importante polo artigiano-industriale si attesta nella zona nord-orientale del paese, offrendo lavoro anche agli abitanti dei paesi vicini. La pesante crisi economica di inizio XXI secolo non ha risparmiato Proserpio, che ha visto un declino delle attività lavorative e commerciali. Qualche segnale di ripresa si registra all'inizio del 2010.

Simboli Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 15 luglio 2011.

L'orso riprende il soprannome "Ursett" dato agli abitanti di Proserpio mentre le spighe di grano simboleggiano l'attività agricola. I colori verde e azzurro ricordano il Piano d'Erba e i vicini laghi di Alserio e Pusiano.

Il gonfalone è un drappo di giallo.

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose Chiesa parrocchiale Dedicata a San Donnino martire, è menzionata da Goffredo da Bussero alla fine del Duecento (in locho Proxervi… est ecclesia) nel suo "Liber Notitiae Sanctorum Mediolani", quando era dedicata ai santi fratelli martiri Faustino e Giovita. Si ignorano la data e il motivo di questa variazione nell'affidamento protettivo. Il campanile è del 1597, della stessa epoca è la tribuna che ospita un pregevole organo del 1836. Nella cappella a destra è presente un altare dedicato a sant'Antonio di Padova, in quella a sinistra uno dedicato alla Vergine detto altare di Santa Maria. La sacrestia è successiva al 1630. In un disegno antico appare sulla facciata un rosone oggi scomparso. Dal 1964 il patrono san Donnino è effigiato, come ufficiale romano che regge lo scudo del soldato e la palma del martirio, in un mosaico dorato che sovrasta il portone: esso ricopre un precedente dipinto raffigurante il santo a cavallo.

Chiesa di San Rocco