I Cloropidi (Chloropidae ) sono una grande famiglia di insetti dell'ordine dei Ditteri (Brachycera: Cyclorrhapha: Acalyptratae). Per l'ampia distribuzione, l'elevato numero di specie, l'importanza economica di alcune di esse, questa famiglia è considerata una delle più importanti nell'ambito degli Acalyptratae.
Nomenclatura Per la limitata importanza che la famiglia riveste in Italia, non esiste un nome comune ricorrente, a parte quello mutuato dal nome scientifico. In inglese, i Cloropidi sono indicati con vari nomi, fra cui sono frequenti frit flies e grass flies. Il significato del primo nome non è ben certo: frit è il termine usato per indicare la massa che si ottiene dalla prima fusione della sabbia silicea (fritta) nella fabbricazione del vetro ed è probabile che sia usato per fare riferimento all'aspetto di questi ditteri. Il secondo nome fa invece riferimento al comportamento degli adulti, che si rivengono comunemente nei luoghi erbosi (grass, "erba").
Altri nomi ricorrenti, in inglese, sono stem flies o stem-miner flies e eye flies. Il termine stem ("stelo") fa riferimento al comportamento delle larve, che in molte specie sono fitofaghe minatrici dei culmi delle Graminacee. Il termine eye ("occhio") fa invece riferimento al comportamento degli adulti di alcuni generi, che tendono posarsi spesso gli occhi dei mammiferi.
Descrizione Adulto I Cloropidi si presentano come un vasto ed eterogeneo gruppo, ma condividono, in generale, alcuni caratteri ricorrenti e, in particolare, la ridotta chetotassi e la venatura alare semplificata con alcune caratteristiche ricorrenti nelle nervature posteriori. Le dimensioni sono piccole e in genere la lunghezza del corpo è compresa fra 1 e 5 mm. Alcuni Oscinellinae possono tuttavia arrivare anche a 8 mm di lunghezza. Il tegumento è spesso lucente e la livrea è frequentemente di colore giallo pallido, con macchie zonali nere o rosse sul capo, sul torace e sull'addome (Chloropinae), oppure interamente nera (Oscinellinae).
Il capo ha una fronte ampia, con occhi grandi e con ocelli disposti su una placca frontale di forma triangolare, nettamente differenziata e sclerificata, che si estende dal vertice fino a buona parte della fronte. Le antenne sono dirette in avanti, di tipo aristato, con primo flagellomero globoso o reniforme, raramente allungato, e con arista in genere piumosa o pubescente. La chetotassi del capo è ridotta ed è composta da setole poco robuste. Le setole fronto-orbitali sono in genere sostituite da una serie di peli brevi e inclinati posteriormente, ma a volte sono più robuste, in numero di 1-3 paia di varia inclinazione. Le setole verticali esterne ed interne, le ocellari e le postocellari sono in genere presenti, relativamente brevi ma robuste; le postocellari sono parallele, convergenti o incrociate fra loro. Le vibrisse sono presenti ma brevi e sottili, simili a peli. L'apparato boccale presenta palpi mascellari sottili, generalmente più grandi nel maschio, e labbro inferiore poco sviluppato e sclerificato oppure più o meno lungo e solo leggermente sclerificato.
ChloropinaeOscinellinaeSchema comparato della nervatura alare ricorrente nelle due sottofamiglie più rappresentative.Fratture costali: sb: frattura subcostale.Nervature longitudinali: C: costa; Sc: subcosta; R: radio; M: media; Cu: cubito.Nervature trasversali: h: omerale; r-m: radio-mediale; dm-cu: medio-cubitale discale.Cellule: br: 1ª basale; bm+dm: 2ª basale fusa con la discale. Il torace è rivestito da una rada pubescenza sullo scuto e sullo scutello, mentre le pleure possono essere glabre o tomentose. Il mesoscuto è convesso e tanto lungo quanto largo, lo scutello è di forma variabile, da breve e arrotondato a lungo e conico, le propleure sono fortemente carenate. La chetotassi è marcatamente ridotta e composta, su ogni lato, da una setola omerale (due nei Siphonellopsinae), spesso debole e poco sviluppata, 2-3 notopleurali, di cui una anteriore e le altre posteriori, a volte anche più di tre, una postalare, una dorsocentrale prescutellare. Nei Siphonellopsinae sono invece presenti quattro paia di setole dorsocentrali, di cui uno presuturale, in alcuni Chloropinae 1-2 paia. Sullo scutello sono sempre presenti un paio di setole apicali e una o più paia di setole subapicali, accompagnate da microchete e peli di vario sviluppo su tutta la superficie dello sclerite; in alcuni generi, come ad esempio Elachiptera, le setole sono inserite su caratteristiche prominenze dello scutello. Le pleure non presentano generalmente macrochete, ad eccezione della propleura, che porta una setola. Gli altri scleriti pleurali sono generalmente glabri oppure, in alcuni generi, possono essere più o meno pubescenti e portare eventualmente anche setole comunque poco sviluppate. Le zampe sono brevi e sottili, prive di macrotrichi. All'estremità distale delle tibie medie e posteriori può essere presente uno sperone ricurvo. Sulla faccia dorsale delle tibie posteriori, nella maggior parte degli Oscinellinae e in alcuni generi dei Chloropinae, è presente un particolare organo, allungato e depresso, al quale si attribuiscono funzioni sensoriali o secretorie.
Le ali sono in genere ben sviluppate, larghe, ialine o raramente marcate, con lobo anale ampio e arrotondato. Nella famiglia ricorrono anche forme con vari gradi di meiotterismo fino alla completa assenza delle ali. La venatura posteriore è semplificata, con vene longitudinali tendenzialmente concentrate verso la metà anteriore. La costa si estende fino alla terminazione della media o di R4+5 e presenta una sola frattura poco prima della confluenza del ramo anteriore della radio (frattura subcostale). Solo poche specie sono del tutto prive di fratture sulla costa. La subcosta è molto debole alla base ed evanescente nel tratto terminale. La radio si divide in tre rami, di cui R1 e R2+3 relativamente brevi e R4+5 più lunga, ma terminante in posizione subapicale. La media è indivisa e termina all'apice dell'ala o in posizione subapicale posteriore. La cubito si divide in due rami, con CuA1 lunga ma incompleta o evanescente, poco prima del margine, e CuA2 breve e incompleta. La vena anale è sempre assente. Delle nervature trasversali è sempre presente la radio-mediale, quasi sempre presente la medio-cubitale discale, sempre assente la medio-cubitale basale. In conseguenza di questa conformazione, la seconda cellula basale e la discale sono in genere chiuse ma fuse, mentre manca sempre la cellula anale.
L'addome è largo, assottigliato all'apice, in genere composto da cinque uriti apparenti, con stigmi posizionati sulla membrana laterale presso il margine laterale dei tergiti. I maschi hanno gli uriti terminali simmetrici, ad eccezione dei Siphonellopsinae, nei quali sono asimmetrici. Gli uriti terminali della femmina, dal sesto all'ottavo, sono semplici, con scleriti organizzati a formare un ovopositore più o meno sviluppato in lunghezza.
Stadi giovanili Le larve possono avere morfologie differenti secondo il tipo funzionale, ma si riconducono a forme apode e anfipneuste. In genere sono bianche o color crema, cilindriche e allungate, di 4–12 mm di lunghezza, più sottili anteriormente, ma le larve galligene sono più compatte. I segmenti addominali sono spesso forniti di aree ambulacrali composte piccole spine tegumentali, ubicate nella parte ventrale dei segmenti oppure estese anche alle parti dorsali o del tutto assenti. Gli stigmi toracici sono portati da processi conformati a ventaglio, quelli addominali da brevi processi cilindrici.
Il pupario è cilindrico, lungo e sottile nella maggior parte delle specie fitofaghe, breve e largo nelle forme predatrici associate ai ragni.
Biologia
Nelle regioni temperate, il ciclo è univoltino o polivoltino, con 1-3 generazioni l'anno in funzione della latitudine e lo svernamento ha luogo in genere allo stadio di larva o di pupa o, meno frequentemente, di adulto.
Le larve dei Cloropidi manifestano differenti comportamenti trofici e non del tutto accertati. I più ricorrenti sono la saprofagia e la fitofagia. Meno frequenti sono la zoofagia e la micetofagia.
Le specie fitofaghe sono endofite e si comportano come minatrici degli steli o, meno frequentemente, come galligene. Queste ultime fanno capo ai generi Lipara, Pseudeurina e ad una parte dei generi Eurina e Chlorops, mentre altre specie si ritrovano come commensali nelle loro galle. Alcune specie fitofaghe sono importanti sotto l'aspetto economico perché dannose ai cereali autunno-vernini, ma le piante ospiti attaccate dai Cloropidi fanno per lo più parte di un insieme più ampio che comprende le Poaceae e le Cyperaceae.
Le larve saprofaghe si sviluppano a spese di materiali organici di natura vegetale presenti sulle piante o sul suolo oppure su altri detriti organici, come ad esempio la rosura lasciata da insetti fitofagi o gli escrementi dei vertebrati. Le larve dei Cloropidi forestali sono saprofaghe o sapro-micetofaghe e si sviluppano nel legno marcescente, sotto la corteccia degli alberi morti, negli strobili delle conifere oppure a spese di funghi.
La zoofagia si manifesta in larga prevalenza con la predazione a spese di altri artropodi o con l'oofagia o con la necrofagia. Le principali specie predatrici o oofaghe rientrano nei generi Anatrichus, Fiebrigella (Lasiambia), Kurumemyia, Pseudogaurax, Speccafrons e Thaumatomyia. Varie sono le relazioni trofiche: le larve del genere Thaumatomyia vivono nel terreno, predando afidi radicicoli, oppure sugli alberi e sugli arbusti, dove predano cocciniglie; le larve di Thaumatomyia glabra sono attive predatrici di un afide galligeno associato alla barbabietola da zucchero (Pemphigus populivenae). Quelle del genere Pseudogaurax sono predatrici oofaghe a spese di ovature di ragni, mantidi e limantridi. Associate alle ovature dei ragni sono anche le larve di altre specie di Pseudogaurax e quelle del genere Speccafrons. Quelle del genere Kurumemyia e alcune specie di F. (Lasiambia) si sviluppano nelle ooteche delle mantidi, altre specie di F. (Lasiambia) nelle ooteche delle cavallette. Specie di Anatrichus sono invece risultate predatrici di larve minatrici dei culmi del riso.
Fra le specie zoofaghe associate ai Vertebrati è particolarmente interessante il comportamento delle larve del genere australiano Batrachomyia, che vivono come zooparassite nel tessuto sottocutaneo delle rane.
Il commensalismo è stato riscontrato in molte occasioni con varie forme.. Fra queste è frequente la presenza di larve di Cloropidi commensali nelle galle e nelle mine prodotte da altri insetti endofiti appartenenti a diversi ordini. Sono stati accertati, anche se poco studiati, anche casi di commensalismo nei nidi di imenotteri, come ad esempio la presenza di larve di Fiebrigella nelle celle del polline dei nidi di Megalopta (Hymenoptera: Apoidea: Halicticidae).
Gli adulti sono piuttosto comuni e si rinvengono prevalentemente sulla vegetazione di luoghi aperti ed erbosi ricchi di graminacee o ciperacee, da cui il nome comune più frequentemente attribuito, dagli anglosassoni, a questa famiglia (grass flies, "mosche dell'erba"). In realtà l'associazione con questi habitat è solo il caso più ricorrente: adulti di Cloropidi possono essere ritrovati in un'ampia varietà di ambienti, dalle coste all'alta montagna; fra questi sono citati i deserti, le spiagge degli oceani, le aree umide di varia natura, gli ambienti forestali. In questi ultimi, cloropidi adulti si rinvengono sia nel sottobosco sia nella chioma degli alberi, compreso lo strato della volta (canopy) delle foresta pluviale tropicale. Infine, fra gli ambienti frequentati dai Cloropidi, si citano anche quelli antropizzati, quali i campi coltivati e i pascoli e l'ambiente urbano. Gli adulti del genere Siphunculina e di diverse specie di Chlorops sono piuttosto comuni sui fiori. Le specie dei generi Gampsocera, Gaurax, Hapleginella e Rhodesiella e altre dei generi Tricimba e F. (Lasiambia) sono associate ad ambienti forestali.