Il Palazzo Comunale di Forlì è un imponente edificio storico sito nella centrale Piazza Aurelio Saffi a Forlì, già Palazzo della Signoria e del Governo, nonché sede del legato pontificio.

Sul retro svetta la torre civica, che caratterizza l'estetica dell'edificio dalla piazza.

Storia Le origini del complesso risalgono all'alto Medioevo: secondo la tradizione il nucleo più antico del palazzo si sviluppò attorno a una preesistente torre nell'area compresa tra l'attuale Duomo di Forlì e l'Abbazia di San Mercuriale. La prima attestazione certa dell'esistenza di un palatium comunis a Forlì risale tuttavia al 1203. L'edificio fu danneggiato durante i tumulti del 1332 e venne successivamente ricostruito per iniziativa del cardinale Egidio Albornoz, nell'ambito della riorganizzazione dello Stato Pontificio in Romagna.

Con l'affermarsi della signoria degli Ordelaffi, il palazzo fu progressivamente trasformato e ampliato per adeguarlo alle esigenze della famiglia signorile e al nuovo assetto urbano della città. Nel 1459 l'edificio fu ampliato con un portico sul lato meridionale, intervento proseguito nel 1466. L'assetto rinascimentale del complesso è documentato anche dalle rappresentazioni pittoriche dell'epoca. Al suo interno lavorò il pittore forlivese Leone Cobelli, ma delle sue opere nel palazzo non rimangono testimonianze conservate.Nel 1753 ebbe inizio un nuovo importante cantiere edilizio, sotto la supervisione di Giuseppe Merenda e del nobile Antonio Dall'Aste, che portò nel 1754 alla sopraelevazione dell'edificio. Nel 1761 Antonio Galli da Bibbiena fu incaricato della ricostruzione della grande sala di rappresentanza e dello scalone principale; i lavori architettonici furono conclusi nel 1765. La sala, allora denominata «Sala dei Fasti» e oggi nota come Sala del Consiglio, fu decorata a partire dal 1763 dal pittore forlivese Giuseppe Marchetti, su progetto dello stesso Bibbiena.

Al complesso era collegato il Teatro Comunale, progettato da Cosimo Morelli e inaugurato nella primavera del 1776. Il teatro rimase in attività fino al 1944, quando venne distrutto in seguito al crollo della torre civica, fatta minare dalle truppe tedesche in ritirata.Tra il 1802 e gli anni successivi Felice Giani intervenne nella decorazione del «quartiere» del podestà, realizzando dipinti nella Sala della Pace e della Guerra, nella Sala del Console Fabrizio e nella Sala delle Donne spartane. Tra il 1819 e il 1822 furono eseguiti ulteriori lavori di consolidamento, comprendenti anche la sopraelevazione della torre civica. Tra il 1822 e il 1826 fu invece rifatto il prospetto principale su progetto degli ingegneri Gottardo Perseguiti e Giovanni Bertoni, nel periodo in cui era legato pontificio il cardinale Stanislao Sanseverino. Il nuovo assetto comportò anche l'abbattimento, nel 1824, dell'arco che collegava il palazzo alla piazza, effettuato per agevolare il traffico cittadino.

La torre civica venne distrutta nel 1944 durante la ritirata tedesca, provocando a sua volta la distruzione del Teatro Comunale. La torre fu ricostruita nel 1977, restituendo al complesso uno degli elementi più caratteristici del profilo urbano di Forlì.

Descrizione Il Palazzo Comunale si affaccia su piazza Saffi con un lungo prospetto porticato, articolato in più corpi e risultato delle successive trasformazioni del complesso. La configurazione attuale della facciata risale alla prima metà del XIX secolo e fu progettata da Gottardo Perseguiti e Giovanni Bertoni secondo un disegno di gusto neoclassico che sostituì in parte l'aspetto rinascimentale precedente. Il prospetto è caratterizzato dal portico al piano terreno e da una scansione regolare delle aperture e degli elementi architettonici, mentre sul retro si innalza la torre civica, ricostruita nel XX secolo dopo la distruzione del 1944.

L'interno conserva ambienti di epoche diverse. Particolarmente significativo è il complesso settecentesco progettato da Antonio Galli da Bibbiena, che nel 1761 fu incaricato della realizzazione dello scalone monumentale e della grande sala di rappresentanza, conclusi nel 1765. La Sala del Consiglio, già detta Sala dei Fasti, presenta una decorazione pittorica organizzata secondo un'impostazione scenografica e prospettica, con architetture dipinte a trompe-l'œil — colonne, balconi, balaustre, finestre e cornici — che ampliano illusionisticamente lo spazio.

Contiene affreschi di:

Francesco Menzocchi, nella «Sala delle ninfe»; Felice Giani, negli ambienti già destinati agli uffici del podestà e oggi in parte utilizzati dagli uffici del sindaco; Girolamo Reggiani; Paolo Agelli; Giuseppe Marchetti, autore della decorazione della Sala dei Fasti su progetto di Antonio Galli da Bibbiena, con episodi della storia di Forlì inseriti in un apparato architettonico a trompe-l'œil.

Note

Bibliografia Mambelli A. Il Palazzo Comunale di Forlì, Forlì, 1972.

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