Il Gargano (AFI: ), soprannominato talvolta "lo sperone d'Italia", è una subregione dell'Italia coincidente con l'omonimo promontorio montuoso che si estende nella parte settentrionale della Puglia, l'antica Daunia, e che corrisponde al settore nord-orientale della provincia di Foggia. Semi-circondato dal mare Adriatico, ma limitato a ovest dal Tavoliere delle Puglie, nel suo territorio è compreso il parco nazionale del Gargano.

Geografia fisica

Il Gargano si colloca nella parte settentrionale della Puglia e nella parte orientale della Provincia di Foggia.

A nord e a est è circondato dal mare Adriatico, mentre a ovest confina con il Tavoliere delle Puglie e a sud in parte con il Tavoliere, in parte con il mare Adriatico nel tratto a est di Manfredonia fino a Vieste.

La linea ideale di separazione tra il Gargano e il Tavoliere delle Puglie corrisponde al margine occidentale del massiccio delineato dal torrente Candelaro, mentre l'estrema propaggine orientale del promontorio prende il nome di "testa" del Gargano.

Territorio

Storia geologica Le rocce più antiche che affiorano sul promontorio garganico risalgono al periodo Giurassico.. L'ambiente di deposizione doveva essere un bacino marino piuttosto profondo e tropicale.Cenni geologici sul Promontorio del Gargano estratto da: "La geologia del pantano di S.Egidio", Michele Morsilli

Il Gargano è costituito da rocce formatesi in ambiente marino e successivamente emerse perché coinvolte nella Tettonica delle placche la stessa che ha determinato la formazione degli Appennini. Il primo sollevamento d'una certa entità del Gargano sembra essere iniziato nel Miocene (circa 25 milioni di anni fa)Bertotti e al. e proseguito con fasi alterne nel Pliocene (6 milioni di anni fa) quando questa regione iniziò ad assumere la morfologia attuale, contemporaneamente plasmata dall'azione degli agenti atmosferici e del carsismo. I movimenti di sollevamento continuano anche nel Pleistocene.

Orografia Il promontorio garganico presenta un andamento territoriale notevolmente diversificatoRegione Puglia , piani di sviluppo locale (descrizioni).. Le escursioni altimetriche sono notevoli: in alcuni punti, attraverso uno spostamento di meno di dieci chilometri in linea d'aria, si passa da oltre mille metri d'altitudine al livello del mare. Con un'altitudine massima di 1 065 e un'estensione di circa , di cui 110 sono rappresentati dal lago di Lesina e dal lago di Varano, il Gargano è a tutti gli effetti un massiccio montuoso isolato che si erge tra il mare Adriatico e il Tavoliere.

L'accentuata montuosità della costa risulta essere una peculiarità assoluta rispetto al resto della fascia litorale adriatica a sud di Ancona. Altra peculiarità sta nei dati forestali: oltre 39 000 ettari, ovvero il 18% del territorio garganico, sono coperti da boschi e macchia mediterranea, in una regione, la Puglia, la cui percentuale è la più bassa d'Italia (7,5%).

Pedologia

Da un punto di vista pedologico, il Gargano può essere diviso in tre sottosistemiIl promontorio del Gargano , Bio Puglia, Agroecologia.: Rilievi Pedegarganici: caratterizzati da quote altimetriche comprese tra i 50 e i 300 e da una morfologia molto ondulata. L'utilizzo di tali suoli è notevolmente diversificato: oliveti, seminativi ma anche aree a pascolo che si alternano ad aree incolte di macchia mediterranea. La presenza di calcare nel terreno varia notevolmente da zona a zona. Valli Fluviali: caratterizzate da quote altimetriche comprese tra 0 e 700 caratterizzate da elevate pendenze e il cui utilizzo spazia dai rari seminativi, oliveti o appezzamenti con ortaggi (nella parte più bassa) ad aree incolte coperte da macchia mediterranea o aree boschive con prevalenza di lecci e faggi Altopiani garganici: caratterizzati da quote altimetriche comprese tra 300 e 1 000 , con pendenze modeste interrotte da improvvise scarpate e con fenomeni carsici evidenti (doline e valli inattive). L'uso del suolo è alquanto omogeneo: pascolo con aree boschive e seminativi nelle zone più fertili. I suoli sono non calcarei o scarsamente calcarei, tranne qualche concentrazione di carbonati in profondità.

Idrografia Si può dire che nel Gargano non esista un vero e proprio reticolo idrografico superficiale. Fa eccezione una piccola area a nord, dove si concentrano i pochi corsi d'acqua stagionali, di limitata lunghezza e portata, che sfociano nell'Adriatico nei territori comunali di Vico del Gargano e Rodi Garganico, oppure che si immettono nei laghi costieri di Lesina e Varano, due lagune d'acqua salmastra con una superficie totale di circa .

L'idrografia sotterranea, invece, è molto ricca: la grande diffusione di fenomeni carsici provoca l'infiltrazione immediata del 75% delle precipitazioni ricevute dal suolo. La distribuzione di rocce a diverso grado e tipo di permeabilità, determina la presenza di due ben distinti sistemi acquiferi dei quali l'uno (falda principale) occupa l'intero promontorio e l'altro (falda secondaria) è circoscritto alla zona di Vico e Ischitella.N. Angelicchio - N. Biscotti, Parco Nazionale del Gargano. Gerni Editore, Foggia, 1992.

Sul versante nord del promontorio, sono presenti due laghi costieri: il lago di Lesina, lungo e largo , ha un perimetro di quasi ed è a tutti gli effetti una laguna. È diviso in due bacini: uno minore su cui si affaccia l'omonima città di Lesina e uno più lungo detto Sacca Orientale. Il lago è alimentato da molte sorgenti d'acqua dolce, provenienti dal territorio di Sannicandro Garganico, e precisamente da quelle più importanti di Caldoli, Fellonica, Lauro e Canale Basso. Le sponde lagunari sono leggermente inclinate, il fondo è tendenzialmente melmoso e regolare, conferendo una profondità media di (è in assoluto la laguna meno profonda d'Italia)Area, profondità ed altri elementi dei laghi italiani (Marinelli O.). Ed. Dante Allighieri, Roma, 1995.. È celebre per la pesca delle anguille. il lago di Varano è il più grande dell'Italia meridionale (). Di forma tendenzialmente trapezoidale, è separato dal mare da una lingua di terra lunga detta l'Isola). È alimentato da numerose sorgenti subacquee di acqua dolce che scaturiscono dalle vicine montagne di Cagnano Varano. Anticamente il lago doveva essere un'insenatura la cui imboccatura venne chiusa da una forte bufera di mare che sommerse la città di Varano.

Sismologia Il Gargano costituisce un importante distretto sismico. Tra gli eventi storicamente più distruttivi si ricorda innanzitutto il sisma del 1414 che colpì duramente Vieste, di magnitudo momento 5.8. Spaventoso fu poi il terremoto della Capitanata del 1627, con epicentro localizzato all'estremità occidentale del promontorio, che devastò con particolare violenza l'alto Tavoliere (causando diverse migliaia di vittime) nonché il litorale medio-adriatico, ove vi fu anche un maremoto. Diciannove anni più tardi il terremoto del Gargano del 1646 colpì invece la Foresta Umbra causando molte centinaia di vittime nei centri abitati circostanti. Invece il sisma del 1893 provocò danni notevoli al solo centro abitato di Mattinata ove determinò la morte di quattro cittadini.

Clima Il clima del Gargano è tipicamente mediterraneo, cioè caratterizzato da precipitazioni in inverno e primavera e da siccità nel periodo estivo. Le temperature sono miti: nessuna media mensile scende al di sotto degli 0 °C.

Trattandosi di un territorio montuoso che si innalza anche fino a oltre 1 000 e che si protende nell'Adriatico, i fenomeni climatici sono alquanto complessi. I venti di Scirocco portano un aumento delle temperature soprattutto in estate, mentre in inverno sono frequenti le nevicate accompagnate soprattutto da venti settentrionali. Le precipitazioni piovose sono modeste, ma non trascurabili sul litorale settentrionale, sensibilmente elevate nelle aree montane e minime nella parte meridionale. Il microclima che ne risulta, risulta essere molto favorevole per la prolificazione di vegetazione mediterranea.

Per la zona montana del Gargano il clima è efficacemente descritto dai dati della stazione meteorologica di Monte Sant'Angelo:

Classificazione climatica: zona D, 1 600 GGDati Ilmeteo.it (media fra tutti i paesi del Gargano).

Singolarmente, secondo la Classificazione climatica dei comuni italiani, i comuni garganici rientrano in classificazioni climatiche comprese tra la C e la E:

Classificazione Climatica Città C Cagnano Varano, Carpino, Isole Tremiti, Rodi Garganico, Vieste D Apricena, Ischitella, Lesina, Manfredonia, Mattinata, Peschici, Poggio Imperiale, San Giovanni Rotondo, San Marco in Lamis, San Nicandro Garganico, Vico del Gargano E Monte Sant'Angelo, Rignano Garganico

Comuni I comuni del Gargano sono tutti compresi nella provincia di Foggia: Apricena (in parte), Cagnano Varano, Carpino, Ischitella, Isole Tremiti, Lesina (in parte), Manfredonia (in parte), Mattinata, Monte Sant'Angelo, Peschici, Poggio Imperiale (in parte), Rignano Garganico (in parte), Rodi Garganico, San Giovanni Rotondo (in parte), San Marco in Lamis (in parte), San Nicandro Garganico, Vico del Gargano, Vieste. Il confine naturale tra Gargano e Tavoliere delle Puglie è segnato dal fiume Candelaro. Per questo motivo i comuni di Manfredonia, San Giovanni Rotondo, San Marco in Lamis, Rignano Garganico (a sud) e Apricena, Poggio Imperiale e Lesina (più a nord), pur facendo parte della subregione garganica possiedono anche porzioni di territorio ricadenti oltre i confini garganici.

Origini del nome

Storia

Paleolitico e Neolitico Il Gargano è stato al centro di un processo evolutivo e culturale fra i più proficui dell'Europa occidentale, come dimostrato dalla diffusa presenza dell'uomo paleolitico (Grotta Paglicci, grotta Tegliacantoni, Defensola, Foce Romondato, Grotta spagnoli). La Grotta Paglicci, situata a Rignano Garganico, rappresenta in particolare un caposaldo per lo studio della civiltà paleolitica in Europa, per la varietà degli strati archeologici (reperti su flora, fauna e condizioni dell'uomo preistorico), che per la presenza delle più antiche pitture rupestri, rinvenute finora in Italia.

Al difficile e graduale passaggio dal Paleolitico all'Eneolitico e Neolitico è ricollegabile il ritrovamento di forme di vita e di economia dette "di transizione" (sito di "Coppa Nevigata", Manfredonia, Grotta di Manaccora a Peschici, Macchia di Mare e Monte Pucci a Vico del Gargano), fra le due epoche; così come la nascita dei "villaggi trincerati" garganici, importanti nel processo di civilizzazione del Neolitico dauno.

I numerosi insediamenti neolitici del Gargano erano collegati fra di loro e con la cultura appenninica, con il mondo egeo da una fitta rete di rapporti commerciali e culturali, dimostrati dai ritrovamenti di vasellame e ceramica nonché dalla diffusione del commercio dell'industria della selce.

Dai Dauni all'epoca romana La presenza dei Dauni in terra garganica è testimoniata dal ritrovamento di numerose stele. La necropoli di Monte Saraceno dell'età del ferro, con le sue 400 tombe, sarebbe uno dei primi insediamenti liburnici esistenti sulle sponde lagunari del Gargano.

Durante il periodo di massimo sviluppo della civiltà dauna, caratterizzata da un mondo religioso ricchissimo di culti e da una fiorente cultura artistica, ebbe inizio la colonizzazione greca che sostituì i propri costumi a quelli fino ad allora tramandati.

Il Gargano entra nell'ambito della civiltà romana nella seconda metà del IV secolo a.C., quando, nella lotta contro i Sanniti, le città daune appoggiarono Roma. Durante il periodo romano il Gargano si arricchirà di numerose città come Siponto, importanti per cultura e sviluppo economico (dovuto in parte al commercio marittimo e alla posizione di ponte fra occidente e oriente), che saranno i futuri insediamenti medievali garganici.

Cristianesimo e Medioevo