PopMart Tour fu il 12º tour del gruppo musicale irlandese U2 in promozione dell'album Pop. Il tour ebbe 93 spettacoli e circa 3,9 milioni di spettatori pagantiTratto da U2 Live: A Concert Documentary, p. 221. Del concerto tenuto a Città del Messico fu realizzato il DVD PopMart: Live from Mexico City e il live, pubblicato solo per i membri del fanclub, Hasta la Vista Baby!.
Presentazione La conferenza stampa di presentazione avviene al K-Mart di New York in cui, oltre ad esibirsi in alcuni brani, vengono svelati i piani degli U2. Il 3 marzo esce in tutto il mondo il nuovo album Pop. Durante la presentazione del tour, Bono ha dichiarato come il nuovo tour fosse come "se tutte le sere la gente si recasse ad un Super Bowl o ad una finale del campionato del mondo di calcio". Il tour vede due tappe italiane, la prima il 18 settembre all'aeroporto di Roma-Urbe, inizialmente previsto all'ippoodromo di Pontecagnano Faiano (SA), e davanti a 56.000 persone. Questa data purtroppo è funestata dall'improvvisa morte di uno spettatore a causa di un malore. La seconda due giorni dopo a Reggio Emilia. Quest'ultimo concerto è un evento mondiale: il gruppo ha infatti raccolto ben 146.000 spettatori paganti, record assoluto per una band fino al 1997. Sarà battuto nel 2005 da Ligabue, sempre a Reggio nell'Emilia, con 165.264 spettatori paganti. Durante l'esibizione Bono dedica la serata al fan deceduto a Roma, intonando per l'occasione MLK.
Scenografie Il palco è sovrastato da un mega schermo delle dimensioni di 700 metri quadrati, che permette una visione ottimale solo da una certa lontananza. Il palco, inoltre, è sormontato da un imponente arco giallo alto 33 metri ed è composto da uno schermo di 50 metri per 17, con 21 000 schede di circuiti, un arco dorato alto 30 metri, un'oliva illuminata di 4 metri impalata su uno stuzzicadenti di 30 metri. E ancora 1000 riflettori, una pedana da ballo in plexiglas, un limone motorizzato di 12 metri che si trasforma in una palla di specchi da discoteca e oltre a 100 luci stroboscopiche. Lo scopo è quello di ironizzare sul concetto del kitsch e del prodotto da supermarket, di carente qualità e dall'utilizzo immediato. Il risultato, non essendo all'altezza delle aspettative, costringe la band ad intervenire riprendendo in mano molti brani contenuti nell'album, smussandone le sonorità più techno in altre più consone allo stile U2. Il progetto di tutte queste scenografie è di Willie Williams.
Scaletta I concerti del Popmart Tour erano composti tipicamente da 22-23 canzoni. Ad aprire tutti e 93 i concerti Mofo e I Will Follow, seguite solitamente da Gone, Even Better Than the Real Thing, Last Night on Earth, Until the End of the World, New Year's Day, Pride (In the Name of Love), I Still Haven't Found What I'm Looking For e All I Want Is You. Nella prima leg del tour la posizione delle canzoni era leggermente diversa: al posto di New Year's Day gli U2 suonarono If God Will Send His Angels e, per i primi sei concerti, Do You Feel Loved. Le scalette e le perfomance (giudicate scadenti dalla critica) della prima leg furono condizionate dal fatto che il tour venne organizzato quando ancora gli U2 erano in studio a registrare l'album, la cui fine prevista per le festività natalizie del 1996 si protrasse fino a marzo 1997, lasciando alla band poco tempo per fare delle vere e proprie prove prima della première di Las Vegas dell'aprile 1997.. Dopo All I Want Is You c'era il set acustico sul b-stage, con Bono e The Edge che eseguivano Staring at the Sun (proposta nei primi concerti anche in versione elettrica) e a volte Desire. Elemento caratteristico del PopMart Tour era il cosiddetto "Edge's Karaoke", in cui il chitarrista si esibiva in veri e propri karaoke di canzoni altrui, come Singing In The Rain, Born to Be Wild, Dancing Queen ed altre. Dal concerto di Sarajevo questo spazio venne sostituito da una versione acustica di Sunday Bloody Sunday eseguita sempre da The Edge. Il set proseguiva con Miami (fino alla quarta leg), Bullet the Blue Sky, Please e Where the Streets Have No Name. Gli encores erano sempre composti da sei canzoni: Discothèque, If You Wear that Velvet Dress, With or Without You, Hold Me, Thrill Me, Kiss Me, Kill Me, Mysterious Ways e One. Come canzone di chiusura s'alternarono diverse canzoni, come la cover di Rain dei The Beatles, Unchained Melody, Wake up Dead Man, 40 o MLK.
Di seguito l'evoluzione della scaletta tra il primo concerto e l'ultimo: +Las Vegas · 25 aprile 1997Johannesburg · 21 marzo 1998Pop Muzik (Pop Mart Mix) Intro Mofo I Will Follow Even Better Than The Real Thing Do You Feel Loved Pride (In The Name Of Love) I Still Haven't Found What I'm Looking For Last Night On Earth Gone Until The End Of The World If God Will Send His Angels Staring At The Sun Daydream Believer The Edge's Karaoke Miami Bullet The Bullet Blue Sky Please Where The Streets Have No Name Discothèque If You Wear That Velvet Dress With Or Without You Hold Me, Thrill Me, Kiss Me, Kill Me Mysterious Ways OnePop Muzik (Pop Mart Mix) Intro Mofo I Will Follow Gone Even Better Than The Real Thing Last Night On Earth Until The End Of The World New Year's Day Pride (In The Name Of Love) I Still Haven't Found What I'm Looking For All I Want Is You Staring At The Sun acustica Sunday Bloody Sunday Bullet The Blue Sky Please Where The Streets Have No Name Discothèque If You Wear That Velvet Dress With Or Without You Hold Me, Thrill Me, Kiss Me, Kill Me Mysterious Ways One 40
Canzoni suonate Boy (1980)I Will Follow (93)October (1981)War (1983)New Year's Day (68) - Sunday Bloody Sunday (33) - 40 (4)The Unforgettable Fire (1984)Pride (In The Name Of Love) (93) - MLK (19) - Bad (9)The Joshua Tree (1987)Bullet The Blue Sky (93) - I Still Haven't Found What I'm Looking For (93) - Where The Streets Have No Name (93) - With Or Without You (93) - Mothers Of The Disappeared (4)Rattle And Hum (1988)All I Want Is You (58) - Desire (12)Achtung Baby (1991)Even Better Than The Real Thing (93) - Mysterious Ways (93) - One (93) - Until The End Of The World (93)Zooropa (1993)Original Soundtracks 1 (1995)Miss Sarajevo (1)Pop (1997)Staring At The Sun (95) - Discothèque (93) - Gone (93) - Last Night On Earth (93) - Mofo (93) - Please (93) - If You Wear That Velvet Dress (90) - Miami (62) - If God Will Send His Angels (24) - Wake Up Dead Man (22) - Do You Feel Loved? (6)Non-album singlesHold Me, Thrill Me, Kiss Me, Kill Me (93)B-sidesSlow Dancing (2)IneditiShe's A Mystery To Me (1)CoverDaydream Believer (27) - Unchained Melody (23) - Rain (6) - Suspicious Minds (6) - Sweet Caroline (6) - Hallelujah (5) - Born To Be Wild (3) - Sugar Sugar (3) - Can't Help Falling In Love (2) - Radar Love (2) - Singin' In The Rain (2) - Volare (2) - All Kinds Of Everything (1) - Dancing Queen (1) - I Love You Love (1) - It's Not Unusual (1) - Macarena (1) - New York, New York (1) - Sailing (1) - San Francisco (Be Sure To Wear Some Flowers In Your Hair) (1) - Stand By Me (1) - Whiskey In The Jar (1)
Il concerto di Sarajevo Nel 1993, durante i concerti dello ZooTV Tour a Verona, gli U2 conobbero Bill Carter, un attivista umanitario che all'epoca operava nella Sarajevo dilaniata dall'assedio jugoslavo. Carter raccontò la realtà quotidiana della capitale bosniaca a Bono, il quale fu subito colpito. Chiese anche se gli U2 fossero disponibili a un concerto direttamente in un bunker della città, e l'idea fu presa in considerazione dalla band, che poi abbandonò per difficoltà organizzative dovute allo stato di guerra in cui versava Sarajevo. Così decisero di stabilire dei collegamenti televisivi con i cittadini di Sarajevo durante i concerti dello ZooTV TourBill Flanagan, U2 At The End Of The World. Sebbene vennero criticati per questa loro scelta di unire la realtà di una guerra sanguinaria con lo svago di un concerto rock, la band promise che, una volta terminate le ostilità, vi sarebbero venuti per fare un concerto. L'occasione capitò durante il PopMart Tour e, in data 23 settembre 1997, gli U2 organizzarono il concerto di Sarajevo allo Stadion Kosevo, che solo tredici anni prima aveva ospitato i Giochi olimpici invernali del 1984. Per stabilire la sicurezza all'interno dello stadio, visto che i 45.000 biglietti vennero acquistati da tutte le etnie in guerra fino a due anni prima, l'ONU stazionò diversi caschi blu per prevenire problemi di ordine pubblico.
La scaletta del concerto era quella tipo di tutti i concerti del tour, se non che Bono quel giorno ebbe gravi problemi alla voce che misero in dubbio lo svolgimento del concerto. Due canzoni fecero il loro debutto nel tour: Sunday Bloody Sunday, proposta in versione acustica dal solo The Edge e che non veniva suonata dal concerto di Napoli del 9 luglio 1993http://www.u2gigs.com/Sunday_Bloody_Sunday-s11.html, e - con Brian Eno alle backing vocals - Miss Sarajevo, canzone scritta per il documentario omonimo di Bill Carter e che nella versione in studio (presente su Original Soundtracks 1) gode della partecipazione di Luciano Pavarotti. A fine concerto Bono si appellò alla volontà pacifica del popolo bosniaco, asserendo che "essere uniti è una grande cosa, ma rispettare le differenze è una cosa ancora più grande".
Artisti d'apertura La seguente lista rappresenta il numero correlato agli artisti d'apertura nella tabella delle date del tour. Rage Against the Machine = 1 Fun Lovin' Criminals = 2 Longpigs = 3 Oasis = 4 Skunk Anansie = 5 Die Fantastischen Vier = 6 Audioweb = 7 Paradise Now = 8 Ash = 9 Cast = 10 The Seahorses = 11 Placebo = 12 Prozac+ = 13 Casino Royale = 14 Gazi Huzref Beg choir = 15 Protest = 16 Sikter = 17 Echo Tattoo and Niko Portokalogou = 18 Apollo 440 = 19
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