Sonnet 138 o When my love swears that she is made of truth è il centotrentottesimo dei Sonnets di William Shakespeare.
Il sonetto è uno dei due (l'altro è il 144) inseriti nella raccolta Il pellegrino appassionato, editata nel 1599, dieci anni prima degli Shakespeare's Sonnet pubblicati da Thorpe..
Analisi del testo In questo sonetto l'io lirico si mostra cosciente della necessità della menzogna (lie) all'interno del rapporto amoroso con la sua amante. Nel mentirsi l'un l'altra, nella presa di coscienza e nella accettazione di questa necessità, sostiene che stia la natura stessa del rapporto amoroso: infatti in our faults by lies we flatter'd be, "nelle nostre colpe ci lusinghiamo con menzogne"., dice il secondo verso del distico, concludendo il messaggio del sonetto.
Ecco che anche il v. 11 (O! love's best habit is in seeming trust), tradotto da Cecchin con "Oh, in amore è meglio mostrare fiducia", è anche reso da Calimani con "La miglior veste d'amore è fingere fiducia"., sottolineando l'accento che il testo inglese pone sulla menzogna come fulcro del Sonnet 138, ma anche di tutta la raccolta shakespearianaIl saggio del 2009 di Calimani dedicato ai Sonnets si intitola proprio "i sonetti della menzogna"..
Note
Bibliografia Stephen Booth, Ed. Shakespeare's Sonnets, New Haven: Yale University Press, 1977. Dario Calimani, William Shakespeare: i sonetti della menzogna, Carocci, 2009, pp. 210–212. William Shakespeare, Sonetti, Milano, Mondadori, 1993, traduzione di Giovanni Cecchin.
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