Naylamp o Ñañlamp o Naymlap (come viene indicato da Miguel Cabello Valboa in Miscelánea Antártica, 1586) è un personaggio mitologico dell'antico Perù, che secondo la leggenda arrivò dal mare e fondò la civiltà pre-Inca Sicán intorno all'VIII secolo d.C. Naylamp portò con barche dall'oceano un intero popolo, per creare una nuova civiltà. Il trono del mitico re si troverebbe nel sito archeologico Chotuna di Chornancap (nord-ovest del Perù). Mitologia

Cronaca della Leggenda

La narrazione riportata da Balboa (1586) menziona che, provenendo da sud e alla guida di alcune «caballitos de totora», Naymlap giunse sulle coste lambayechane, sbarcando sulle spiagge dell’attuale insenatura di San José, presso la foce di un fiume chiamato Faquisllanga o Faxllang (l’attuale fiume Lambayeque). Era accompagnato da un seguito di funzionari esperti in varie arti e mestieri, tra cui si citano Pita Zofi, Ñinacola, Ñinagintue, Fonga Sigde, Occhocalo, Xam Muchec, Ollopcopoc e l’apprezzato Llapchiluli, oltre alla moglie Ceterni e a diverse concubine.

Naymlap si addentrò per circa 2 km nell’entroterra, dove costruì un tempio chiamato Chot (probabilmente l’attuale Huaca Chotuna), nel quale collocò un idolo di giada verde denominato Yampallec. Da quel nome deriverebbe la denominazione Lambayeque attribuita alla regione. L’idolo rappresentava lo stesso Naymlap.

Naymlap sarebbe quindi il leggendario fondatore del regno della cultura lambayeque (sican) e, alla sua morte, fu divinizzato dai figli. Questi raccontavano che Naymlap era immortale e che decise di trasformarsi in un uccello, tornando al suo luogo d’origine. La dinastia fondata da Naymlap — dodici re in totale, incluso il fondatore — governò le fertili valli di Lambayeque. Questi re, in ordine successorio, furono:

Cium (figlio di Naymlap, sposato con Zolzoloñi, ebbe dodici figli maschi, tra cui Nor) Escuñain (presunto figlio e successore di Cium) Mascuy Cuntipallec Allascunti Nofan Nech Mulumuslan Llamecoll Lanipat Cum Acunta Fempellec, Fempallec o Femllep (ultimo re, sconfitto dai chimú, che imposero un governatore chiamato Pongmassa)

L’ultimo di questi re, Fempellec o Fempallec, tentò di spostare l’idolo Yampallec, provocando l’ira divina. In quel frangente, un demone in forma di donna gli apparve e lo indusse a commettere un atto carnale. Come punizione divina, si verificò un grande diluvio che durò 30 giorni, seguito da un periodo di siccità e carestia mai visti prima (probabilmente una descrizione degli effetti di un grave fenomeno di El Niño). I sacerdoti incolparono Fempellec dei disastri e, per vendetta, lo legarono mani e piedi e lo gettarono in mare. Così terminò la linea principale della dinastia di Naymlap.

La valle di Lambayeque precipitò nel caos, frammentata in piccoli signorotti, alcuni presumibilmente governati da rami collaterali, come quello di Cinto, finché il regno chimú conquistò la regione alla fine del XIV secolo e nominò un nuovo governatore locale di origine chimú, chiamato Pongmassa, dal quale discese una lista di governatori che sopravvissero alla successiva conquista inca fino a Secfunpisan, durante la conquista spagnola. Note

Voci correlate Civiltà Lambayeque o Sicán Tumi

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