La sigla BMW E24 identifica la prima generazione della Serie 6, un'autovettura di fascia alta prodotta dal 1976 al 1989 dalla casa automobilistica tedesca BMW.
Profilo e storia All'inizio degli anni settanta del secolo precedente, venne avviato il progetto E24, finalizzato alla realizzazione di una coupé di fascia alta che andasse a sostituire la gamma E9, oramai in listino dal 1965 e non più al passo con i tempi. Per valutare più di una possibile soluzione, il compito di disegnare la nuova vettura venne affidata a due équipe: una era quella della Giugiaro, il noto designer italiano, mentre l'altra équipe era quella del centro stile della casa bavarese, diretta all'epoca da Paul Bracq. Alla fine prevalse la proposta avanzata da quest'ultimo, per l'incisività e l'eleganza della linea.
Per quanto riguarda l'assemblaggio, si scelse inizialmente di delegare il compito alla carrozzeria Karmann di Osnabrück, per intenderci, la stessa che in epoche precedenti aveva realizzato le omonime Volkswagen coupé e cabriolet sulla base meccanica del mitico Maggiolino.
Debutto
I primi esemplari di pre-serie vennero assemblati a partire dal novembre del 1975, ma la presentazione e l'avvio della commercializzazione vera e propria si ebbero al Salone di Ginevra del 1976. Più o meno nello stesso periodo, a Marbella (Spagna), era avvenuta un'altra presentazione, questa volta alla stampa. In occasione della presentazione, l'efficacia del disegno di Bracq fece colpo sul pubblico e sulla stampa.
Design e dotazioni
Considerata ancor oggi come la più affascinante tra le serie 6, la E24 rimane effettivamente assai efficace dal punto di vista estetico anche in epoche di gran lunga successive. A contribuire a tale efficacia nel design concorrono l'affilato frontale spiovente ed inclinato, con doppi fari circolari, una caratteristica delle BMW disegnate da Bracq negli anni Settanta. Tale frontale, che valse alla E24 il soprannome di "squalo", era solo uno degli aspetti che rendeva filante il disegno del corpo vettura. In effetti, al muso spiovente ed inclinato in avanti, faceva eco il disegno della coda, anch'esso inclinato, in modo tale che, osservando la vettura di profilo, questa sembrava come in procinto di scattare in avanti. Persino i piccoli cerchi in lega da 14 pollici non sembravano sproporzionati in un corpo vettura da 4.755 mm. La linea generale era snellita anche dalle ampie superfici vetrate, che comportavano quindi la presenza di montanti sottili e perciò tutt'altro che pesanti dal punto di vista dell'impatto visivo. Secondo molti, la E24 ha rappresentato il capolavoro di Bracq, ed anticipava in maniera chiara lo stile dell'ammiraglia E23, il cui debutto sarebbe avvenuto l'anno successivo.
L'abitacolo, lussuoso e sportivo allo stesso tempo, faceva sfoggio dei sedili anteriori avvolgenti e rivestiti in pelle, così come quelli posteriori, che però offrivano meno abitabilità, come spesso avviene su vetture di questo tipo. In ogni caso, il sedile del conducente era regolabile anche in altezza, così come regolabile era anche il volante. Assai moderno il disegno della plancia, progettata in funzione dell'ergonomia e della praticità di utilizzo. Essa era leggermente orientata verso il pilota, e comprendeva tra l'altro un check control ad otto tasti.L'equipaggiamento di serie della gamma E24 era piuttosto ricco per l'epoca, e comprendeva tra l'altro: chiusura centralizzata, vetri elettrici anteriori e posteriori, specchietti retrovisori esterni regolabili elettricamente, sedile guidatore regolabile in altezza, volante telescopico regolabile in profondità, volante con piantone collassabile, parabrezza stratificato, cerchi in lega, fari alogeni e retronebbia.
Tra gli optional, vanno sicuramente ricordati il climatizzatore, il tettuccio apribile ad apertura manuale o elettrica ed il cambio automatico a 3 rapporti.
Struttura, meccanica e motori
La struttura portante della Serie 6 E24 era strettamente derivata da quella della prima generazione della BMW Serie 5, ossia la E12, almeno per quanto riguarda la prima fase della produzione. La scocca seguiva quelli che all'epoca erano i più moderni ed avanzati criteri di sicurezza, questo per soddisfare le normative USA, molto più severe di quelle adottate nel Vecchio Continente. Gli USA erano infatti uno dei maggiori obiettivi commerciali della E24 e per questo la priorità era stata data al soddisfacimento delle normative d'oltreoceano. Tra le varie caratteristiche di tale struttura vi sono il frontale e la coda deformabili, il già citato volante con piantone collassabile, l'irrigidimento della zona dell'abitacolo mediante un arco centrale e la sistemazione del serbatoio sotto il baule.
Anche la meccanica della E24 tradiva chiaramente la parentela con la contemporanea serie 5. In generale, venivano mantenute tutte le caratteristiche tipiche del marchio, vale a dire: trazione posteriore, motore anteriore longitudinale, sospensioni a ruote indipendenti (con retrotreno a semiassi oscillanti) e sterzo a circolazione di sfere. Non è un caso quindi se si ritrovano l'avantreno di tipo MacPherson ed il retrotreno a bracci oscillanti. Quest'ultimo era stato però leggermente rivisto in modo da abbassare il baricentro del corpo vettura. Lo sterzo, prodotto dalla ZF, era a circolazione di sfere con servoassistenza ad incidenza variabile in funzione del regime di rotazione del motore. I freni erano a disco autoventilanti sulle quattro ruote: quelli anteriori erano del diametro di 280 mm, mentre quelli posteriori erano da 272 mm. Al suo esordio, la E24 era disponibile nei mercati europei in due motorizzazioni, consistenti nei classici 6 cilindri in linea monoalbero appartenenti alla famiglia M30:
630 CS: motore da 2986 cm³, alimentato a carburatore, della potenza di 185 CV; 633 CSi: motore da 3210 cm³, alimentato ad iniezione elettronica, della potenza di 197 CV.
Il cambio offerto di serie era manuale a 4 marce (il noto Getrag 262 che già aveva equipaggiato la E9): in alternativa, come già visto, era possibile avere un cambio automatico a 3 rapporti oppure un cambio manuale a 5 sportivo (il nuovo Getrag 265 a innesti rovesciati).
Evoluzione
La produzione della gamma E24 comincia essenzialmente per il solo mercato europeo, nei due modelli menzionati ed in un unico livello di allestimento, poiché all'epoca era raro trovare vetture proposte in più allestimenti, specialmente in fasce di mercato del livello della coupé bavarese. La situazione rimase invariata fino alla fine del 1976 e l'inizio dell'anno seguente. Nel 1977, la prima generazione della Serie 6 sbarca negli USA: per tale mercato, però, non fu prevista nessuna delle due versioni commercializzate in Europa, e ciò perché nessuna di esse rispettava le severe normative antinquinamento statunitensi. Perciò, ne venne approntata una versione particolare, una sorta di "ibrido" tra le due versioni europee, proposta nel mercato USA con il nome di 630 CSi, che riprendeva lo stesso propulsore da 3 litri della 630 CS, ma con alimentazione ad iniezione elettronica (come nella 633 CSi) e potenza ridotta a 176 CV. Tale versione venne resa disponibile anche per il mercato giapponese. Sempre nel 1977, e precisamente tra il mese di luglio e quello di agosto, la produzione della gamma E24 venne spostata dallo stabilimento Karmann a quello di Dingolfing, e questo a causa di alcuni difetti di tenuta all'acqua riscontrati durante un test su alcune vetture uscite appunto dallo stabilimento di Osnabrück.
Un anno dopo, nel luglio del 1978, venne introdotta la 635 CSi, equipaggiata da una versione monoalbero del potente 6 cilindri da 3.5 litri montato un paio di anni prima sulla M1. Con i suoi 218 CV di potenza massima ed una velocità di punta pari a 225 km/h, la 635 CSi fu al suo debutto la coupé tedesca a quattro posti più veloce in circolazione. A differenza delle altre due versioni della gamma E24, la 635 CSi montava un cambio manuale a 5 marce, accolto con maggiori consensi dal pubblico, che non aveva mai visto di buon occhio il cambio a sole 4 marce montato sui modelli 630 CS e 633 CSi. Tra l'altro il cambio a 5 marce della 635 CSi poteva essere scelto tra due differenti configurazioni: di tipo normale (1ª marcia in avanti, 2º indietro) o sport (1ª marcia indietro, 2º in avanti), quest'ultimo dotato anche di una quinta di potenza (rapporto 1:1) invece che demoltiplicata (di risparmio). Esternamente, la 635 CSi era riconoscibile esternamente per la presenza di uno spoiler anteriore, integrato ad una paraurti ridisegnato, e per un ulteriore spoiler posteriore in gomma nera. I cerchi erano sempre da 14 pollici, ma erano di diverso disegno, poiché prodotti dalla BBS, un'azienda produttrice di cerchi in lega. Sempre nel 1978, ma qualche mese dopo, e precisamente a novembre, la 630 CS venne sostituita dalla 628 CSi, dotata del 2.8 già montato sulla 528i E12, un'unità da 2788 cm³ con alimentazione ad iniezione elettronica ed in grado di erogare 184 CV. Con l'uscita di produzione della 630 CS, tutta la gamma E24 diventò ad iniezione. Nel 1979, vi furono aggiornamenti di dettaglio, tra cui i più importanti furono l'ingresso del dispositivo ABS nella lista optional ed una lievissima rivisitazione della plancia, ora dotata di un orologio digitale. Anche il 1980 non vide aggiornamenti di rilievo, se non all'elettronica di gestione della 635 CSi. Nel 1981 vi furono invece alcuni ritocchi estetici, come il paraurti posteriore più avvolgente ed i nuovi cerchi in lega BBS, sempre da 14 pollici, ma dal nuovo disegno.
Restyling 1982 Nel 1982 vi fu l'aggiornamento di mezza età, aggiornamento che si rivelò assai corposo, specie dal punto di vista meccanico: innanzitutto venne adottato un nuovo pianale, mutuato dalla Serie 5 E28, con nuove geometrie per quanto riguardava avantreno e retrotreno. Il primo, derivante dalla E28 (che a sua volta lo aveva mutuato dalla Serie 7 E23), prevedeva una soluzione a bracci trasversali con doppio snodo, mentre l'asse posteriore montava dei nuovi bracci obliqui triangolari oscillanti. Dal punto di vista della struttura, l'aggiornamento ha puntato molto anche sulla riduzione del peso, ed in effetti i tecnici BMW sono riusciti a limare mediamente 60 kg da ogni modello. Per quanto riguarda i motori, invece, si ebbero aggiornamenti solo alla 635 CSi, che adottò il nuovo motore M30E34M da 3430 cm³ con potenza invariata. La gamma vide scomparire la 633 CSi dai listini europei, ma rimase in commercio nei mercati statunitense e giapponese, dove nel frattempo era stata introdotta. Esteticamente, le modifiche furono più di dettaglio, poiché comportarono l'arrivo di nuovi fendinebbia anteriori integrati nei paraurti ridisegnati, mentre internamente furono adottati un nuovo volante a tre razze ed un nuovo cruscotto che comprendeva un indicatore di scadenza degli intervalli per i tagliandi di manutenzione. Per quanto riguarda la dotazione, l'ABS divenne di serie sulla 635 CSi, mentre continuò a rimanere optional sulla 628 CSi, unica altra versione della gamma E24. Sulla base della 635 CSi nel 1982 l'artista Ernst Fuchs realizza una versione nell'ambito delle BMW Art Car con livrea speciale in esemplare unico conservato al museo BMW.