La commemorazione di tutti i fedeli defunti (), comunemente detta giorno dei morti, è una ricorrenza della Chiesa latina celebrata il 2 novembre di ogni anno, il giorno successivo alla solennità di Tutti i Santi. È festività anche a San Marino.
Contesto
Nel luteranesimo e nell'anglicanesimo, i "fedeli" comprendono tutti i credenti uniti a Cristo, vivi sulla terra e i santi in cielo, secondo la dottrina della comunione dei santi e durante il periodo dei defunti, i “fedeli defunti” (la Chiesa trionfante) sono venerati (cfr. Comunione dei santi). Nel luteranesimo tutti i battezzati uniti a Cristo sono considerati santi nel senso biblico del termine e il Giorno dei Morti commemora i credenti che sono morti come i "fedeli defunti".
Nella Chiesa cattolica, i fedeli sono i cattolici battezzati; i defunti sono commemorati dalla Chiesa purgante (o Chiesa sofferente) per le anime del Purgatorio, mentre i santi costituiscono la Chiesa trionfante, cioè i santi che sono in cielo. Nei libri liturgici della Chiesa latina è chiamata Commemorazione di tutti i fedeli defunti (in latino: Commemoratio omnium fidelium defunctorum). La Chiesa cattolica insegna che la purificazione delle anime in purgatorio può essere agevolata dalle azioni dei fedeli sulla terra. Il suo insegnamento si basa anche sulla pratica della Preghiera per i morti menzionata già in 2 Maccabei 12:42–46. Il fondamento teologico della festa è la dottrina secondo cui le anime che, lasciando il corpo, non sono perfettamente purificate dai peccati veniali, o non hanno espiato pienamente le trasgressioni passate, non possono ancora accedere alla Visione beatifica fino al compimento della loro purificazione, e che i fedeli sulla terra possono aiutarle con la preghiera, l'elemosina, le opere e soprattutto con il sacrificio della Santa Messa.
La tradizione Protestante Unita enfatizza "la fede cristiana nella risurrezione corporea e nella vita eterna" nelle celebrazioni del Giorno dei Morti.
Il Giorno dei Morti è visto da molti leader cristiani come un giorno in cui si celebra l'ecumenismo, dato che i credenti di varie confessioni visitano collettivamente i cimiteri cristiani che sono di natura interconfessionale. I cristiani delle confessioni cattolica, luterana, riformata, anglicana, metodista e battista spesso si riuniscono per pulire, riparare e poi decorare insieme i cimiteri. L'uso delle candele da parte dei cristiani simboleggiava la Luce di Cristo e l'uso delle lampade sulle tombe dei Martiri cristiani risale al primo periodo cristiano. Nei cimiteri cristiani, nel giorno della commemorazione dei defunti, si tengono spesso funzioni di preghiera ecumeniche.
Descrizione Secondo il calendario liturgico romano è considerata alla stregua di una solennità e ha precedenza sulla domenica;Norme Generali per l'ordinamento dell'Anno Liturgico e del Calendario, 59. Nella messa tridentina, invece, quando il 2 novembre cade di domenica la commemorazione dei defunti si sposta al giorno successivo, lunedì 3 novembre. Non è annoverata fra le feste di precetto.Codice di diritto canonico (1917), can. 1246.
La ricorrenza è preceduta da un tempo di preparazione e preghiera in suffragio dei defunti della durata di nove giorni: la cosiddetta novena dei morti, che incomincia il giorno 24 ottobre. Alla commemorazione dei defunti è connessa la possibilità di acquistare un'indulgenza, parziale o plenaria, secondo le indicazioni della Chiesa cattolica. In Italia, benché molti lo considerino come un giorno festivo, la commemorazione dei defunti non è mai stata ufficialmente istituita come festività civile.
Il colore liturgico di questa commemorazione è il violaceo o il nero.
Storia LEncyclopædia Britannica (1910) dice: «Giorno dei morti... giorno riservato nella Chiesa cattolica romana alla commemorazione dei fedeli defunti. La celebrazione si basa sulla dottrina che le anime dei fedeli che alla morte non si sono purificate dai peccati veniali, o non hanno espiato le colpe passate, non possano raggiungere la Visione Beatifica, e che possano essere aiutate a conseguirla mediante la preghiera e il sacrificio della messa... Alcune credenze popolari relative al Giorno dei morti sono di origine pagana. Così i contadini di molti paesi cattolici credono che quella notte i morti tornino nelle loro case precedenti e si cibino degli alimenti dei "vivi"». (Vol. I, p. 709.)
L'idea di commemorare i defunti in suffragio nasce su ispirazione di un rito bizantino che celebrava infatti tutti i morti, il sabato prima della domenica di Sessagesima, all'incirca in un periodo compreso tra la fine di gennaio e il mese di febbraio. Nella chiesa latina il rito viene fatto risalire all'abate benedettino sant'Odilone di Cluny nel 998: secondo dom Prosper Guéranger, la Cronaca di Sigeberto di Gembloux attesta che sant'Odilone di Cluny istituì la festa in tutti i monasteri da lui dipendenti. La liturgia consisteva nella recita dei vespri per i morti alla vigilia, del mattutino e di una Messa solenne.
Con la riforma cluniacense si stabilì infatti che le campane dell'abbazia fossero fatte suonare con rintocchi funebri dopo i vespri del 1º novembre per celebrare i defunti e il giorno dopo l'eucaristia sarebbe stata offerta pro requie omnium defunctorum; successivamente il rito venne esteso a tutta la Chiesa cattolica. Ufficialmente la festività, chiamata originariamente Anniversarium Omnium Animarum, appare per la prima volta nellOrdo Romanus del XIV secolo.
La Solennità è collegata alla verità di fede nella comunione dei santi, nella remissione dei peccati e nella resurrezione della carne come affermati sin dai tempi del Credo Apostolico. La biografia di Odilone curata da san Pier Damiani riferisce che un monaco nativo di Rodi, di ritorno a Gerusalemme, si fermò nell'Isola di Vulcano, dove un eremita gli riferì eventi soprannaturali vissuti dalle anime tormentate da demoni e della loro liberazione interceduta dalle orazioni ed elemosine degli abati cluniacensi. Il racconto del monaco influenzò l'iniziativa dell'abate Odilone.
Il culto dei morti ha origini fin dalla preistoria umana come attestato dalle Incisioni rupestri della Val Camonica. A proposito di queste origini, il libro Il culto dei morti di J. Garnier afferma:
Perciò queste celebrazioni iniziarono in effetti in onore di persone che Dio aveva distrutto per la loro cattiveria ai giorni di Noè ()".
Queste feste, che onorano le "anime dei defunti" come se fossero vive in un altro reame, sono del tutto coerenti con la visione del mondo propria delle religioni cosiddette pagane (si pensi al Valhalla, al Tartaro o ai Campi Elisi), ma contrarie secondo alcuni alle concezioni ricollegabili alla Bibbia, che ad esempio nel libro del Qoelet suggerisce che gli uomini morti non siano in grado di percepire nulla.
L'idea di una vita oltre alla morte è da sempre presente in ogni gruppo umano (vi sono tracce fin da epoche preistoriche e, secondo molti, ha originato il concetto stesso di religione) e faceva a ogni modo parte anche della visione tradizionale abramitica sul "mondo a venire", pur se in tale religione queste concezioni, diversamente da quanto non fosse nel paganesimo e non sarà poi nel cristianesimo, erano poste in posizione non centrale.
Si trattava in ogni caso di un "oltre vita" eminentemente fisico, laddove permanevano contraddizioni evidenti circa la possibile esistenza attuale e "nel presente" (prima cioè del Giudizio Universale) degli spiriti dei morti, visione a sua volta legata a un concetto di anima particolare, controverso nella visione occidentale, ma da taluni ritenuto invece centrale in alcune tradizioni orientali giunte in occidente per il tramite dell'orfismo e che influenzarono notevolmente la filosofia platonica e in epoche più recenti la neo-platonica e la gnostica, nelle quali l'uomo e visto essenzialmente come uno spirito trascendente e immortale "imprigionato" provvisoriamente (e per uno scopo) nel mondo corporeo e materiale, dal quale si libera con la morte.
L'idea di anima immortale proveniente dall'Oriente e che permeò di sé parte della filosofia occidentale, in particolare quella di matrice platonica, influenzò più tardi la concezione stessa di anima come intesa dai cristiani oggi e probabilmente influenzò anche la stesura di alcuni libri biblici veterotestamentari (i Deuterocanonici) e di parte del Nuovo Testamento (Vangelo di Giovanni e Lettere paoline). Tuttavia, la concezione dell'anima che sopravvive in seguito alla morte del corpo fu, secondo alcuni, solo una spiegazione razionale successiva per tentare di giustificare e comprendere quella risurrezione dei morti da sempre annunciata dalle scritture ebraiche, e ribadita nel cristianesimo, concetto probabilmente poco comprensibile per certa (materialistica) cultura occidentale, nella quale infatti per molto tempo tale resurrezione fu intesa primariamente in senso fisico e quindi come resurrezione materiale e corporea in un'epoca a venire e che poteva quindi fare tranquillamente a meno di spiriti e spiritismo.
Le preghiere per i defunti, siano essi in grado di interagire coi viventi e a prescindere dal fatto che essi possano trarne giovamento immediato o solo al momento della resurrezione e del Giudizio finale, sono ad ogni modo presenti in vari punti della Bibbia. Riferimenti espliciti si possono trovare ad esempio nei libri dei Maccabei (), testo però non riconosciuto dalla tradizione ebraica, o nel colloquio tra Saul ed il defunto Samuele, in cui sembra rinvenibile una concezione di altro tipo, cioè che gli spiriti dei morti "vivano" da qualche parte, ferma restando l'immoralità del tentativo di parlare con loro e il divieto esplicito della Bibbia in tal senso, sostenuto del resto, pur se poi tradito, dallo stesso primo re di Israele.
Indulgenza Secondo la Chiesa cattolica, dal 1° all'8 novembre è possibile lucrare l'indulgenza plenaria a favore dei defunti che siano in Purgatorio.
Arte e letteratura
Alla "Commemorazione" sono dedicate alcune opere, fra cui la più celebre è Le jour des morts (Il giorno dei morti) di William-Adolphe Bouguereau, olio su tela realizzata nel 1859 e oggi esposta al Musée des Beaux-Arts di Bordeaux, in Francia.
Il poeta italiano Giovanni Pascoli inserì nella raccolta Myricae un suo elaborato intitolato Il giorno dei morti; nella stessa raccolta si trova la poesia Novembre, in cui si citano l'estate di San Martino e la commemorazione dei defunti.
Nelle varie confessioni cristiane
Cristianesimo occidentale
Storia Nel Cristianesimo occidentale, vi sono ampie prove dell'usanza di pregare per i defunti nelle iscrizioni delle Catacombe, con le loro continue preghiere per la pace delle anime dei defunti, e nelle prime liturgie, che comunemente contengono commemorazioni dei morti. Tertulliano, Cipriano e altri scrittori occidentali testimoniano la pratica regolare di pregare per i morti tra i primi cristiani.
Nel VI secolo, nei monasteri benedettini era consuetudine commemorare i membri defunti durante la Pentecoste. Ai tempi di Sant'Isidoro di Siviglia (morto nel 636), vissuto nell'odierna Spagna, il lunedì dopo Pentecoste era dedicato al ricordo dei defunti. All'inizio del IX secolo, l'abate Eigilo di Fulda stabilì il 17 dicembre come giorno di commemorazione di tutti i defunti in parte di quella che oggi è la Germania.
Secondo Vitichindo di Corvey (c. 975), esisteva anche una cerimonia di preghiera per i morti il 1° ottobre in Sassonia. Fu però il giorno dopo Ognissanti che sant'Odilone di Cluny scelse quando, nell'XI secolo, istituì per tutti i monasteri dipendenti dall'Abbazia di Cluny una commemorazione annuale di tutti i fedeli defunti, da osservare con elemosine, preghiere e sacrifici per il sollievo delle anime sofferenti del purgatorio. Odilo decretò che coloro che chiedevano che fosse offerta una Messa per i defunti dovessero fare un'offerta per i poveri, collegando così l'elemosina al digiuno e alla preghiera per i morti.