Di seguito è riportata la lista dei reggimenti veneziani raggruppati per territori. In ciascun territorio spiccava un rettore con poteri maggiori e autorità sugli altri.
Dogado Il Dogado era il territorio immediatamente contiguo a Venezia (in particolare le lagune), coincidente con l'antico Stato veneto.
In periodi d'emergenza, il dogado venne amministrato da un unico Provveditore o Provveditore Generale con vari magistrati.
Cavarzere (XIII secolo - 1797): Podestà; Caorle (1251 - 1797): Podestà; Chioggia (1208 - 1797): Podestà, due Salinieri (dal 1560 uno), Castellano (dal 1722); Cologna (1404 - 1797): Podestà, CastellanoCologna fu posta entro il dogado a seguito delle questioni sorte tra Vicenza e Verona circa la sua amministrazione.; Gambarare (XIII secolo - 1797): Provveditore; Grado (1251 - 1797): Conte; Lido (con sede nel castello di Sant'Andrea, (XIII secolo) - 1797): Podestà, poi Castellano; Loreo (XIII secolo - 1797): Podestà; Malamocco (1251 - 1797): Podestà, Ufficiali; Murano (1271 - 1797): Podestà; Torcello (con Burano, Mazzorbo e Lido Maggiore, XIII secolo - 1797): Podestà; Torre delle Bebe (XIII secolo - 1607): Podestà.
Domini di Terraferma L'entroterra compreso tra il Bergamasco e il Friuli costituiva i Domini di Terraferma.
Bassanese Entrata a far parte dei domini veneziani dal 1404, Bassano - che già sotto i Visconti aveva ottenuto lo status di «terra...de per se» - divenne una «podesteria autonoma» con proprio distretto non dipendente da alcun altro capoluogo (era direttamente sottoposta a Venezia): «sit ipsa terra exempta et separata a quacumque civitate et iurisdictione cuiuscumque civitatis». Infine, nel 1760 ebbe riconosciuto dal Doge veneziano il titolo di "Città" poi riconfermato dal governo austriaco ed italiano.
Bassano (1404 - 1797): Podestà e Capitano e per poco tempo un Provveditore
La podesteria comprendeva la città di Bassano e le ville di Cismon, Cartigliano, Pove, Primolano, Rossano, Solagna. A queste si aggiunsero poi Tezze e Rosà (su terreni precedentemente di Bassano) e Cassola (su terreni precedentemente di Pove e Solagna). Il distretto confinava con il trentino a nord, il trevigiano ad est, il padovano a sud ed il vicentino ad ovest, ma comprendeva il fiume Brenta lungo entrambe le rive, per tutta la sua lunghezza da Primolano a Tezze. Ciò consentiva alla Repubblica un controllo più diretto sulla via d'acqua e di terra che dava accesso ai mercati del nord Europa.
Bergamasco
Bergamo e le valli bergamasche si sottomisero spontaneamente a Venezia sul finire del 1427, venendo cedute dal Ducato di Milano con la Pace di Ferrara. Questo territorio rappresentava l'estremità occidentale della Repubblica di Venezia. Esso era diviso in numerosi distretti, al centro dei quali era la città di Bergamo: qui alcuni Rettori erano eletti dal consiglio nobile e in più occasioni fu posto a reggere Bergamo e il Bergamasco un unico Provveditore (talvolta un Provveditore Generale). Giovanni Da Lezze ricorda alla fine del XVI secolo la presenza di un consiglio delle valli bergamasche, nel quale si annoveravano sei tesorieri provenienti dalle varie vallate; Val Seriana Superiore e Val Brembana Superiore, entrarono a far parte di questo organismo nel 1645.
Bergamo (1428 - 1797): Podestà e Capitano, poi un Podestà e un Capitano, Castellano, prima uno e poi due Camerlenghi; Martinengo (1428 - 1797): Podestà e Provveditore; Romano (1428 - 1797): Podestà e Provveditore; Clusone (Val Seriana superiore) (1470 - 1478): Provveditore;
Giusdicenti di nomina cittadina erano ubicati a: Urgnano, Cologno, Lovere, Val Gandino, Val Seriana inferiore, Valle San Martino, Val Brembana oltre la Goggia, Val Brembana superiore, in Val Brembana inferiore e Valle Imagna.
Anche Valle di Scalve e valle di Gandino avevano Rettori nominati dal consiglio nobile di Bergamo. Dal 1478 la Val Seriana ebbe il privilegio di nominare da sé il proprio rettore, seppur scegliendolo tra i patrizi veneti. Analogamente, ma con libertà di scelta, potevano fare la Valle di Averara, la Val Taleggio e la Valtorta.
Vicari approvati dalla città su nomina locale: Val Averara, Valtorta e Val Taleggio. I distretti di pianura facevano riferimento alla giustizia della città di Bergamo: le quadre d'Isola, di Mezzo, di Calcinate, di Val Cavallina e di Val Trescore.
Val Calepio (famiglia omonima), Malpaga (Martinengo) e Carpeneto (vescovo di Bergamo e monaci di Pontida) avevano amministrazione feudale.
A Treviglio tra il 1500 ed il 1509 vi fu un Provveditore, poi Podestà; similmente a Caravaggio tra il 1500 ed il 1509 vi fu un Provveditore, poi Podestà, Castellano. Tra il XV e il XVI secolo queste città furono contese tra il ducato di Milano e la Serenissima. Venezia vi rinunciò definitivamente dopo la battaglia di Agnadello.
Cremasco Crema, già parte del Ducato di Milano, si diede a Venezia il 16 settembre 1449 come riconosciuto con la Pace di Brescia. Rappresentava un'enclave della Repubblica di Venezia nei territori milanesi: ad essa si accedeva tramite la "strada cremasca" o "lo steccato", fonte continua di contrasti con lo Stato di Milano.
Durante le emergenze Crema e il Cremasco furono retti da un Provveditore.
Crema (1449 - 1797): Podestà e Capitano, prima uno poi due Camerlenghi, Castellano; SoncinoTra il XV e il XVI secolo questa città furono contese tra il ducato di Milano e la Serenissima. Venezia vi rinunciò definitivamente dopo la battaglia di Agnadello. (1500 - 1509): Provveditore, Castellano.
A Gabiano, Chieve, Bagnolo, Trescor, Ripalta Nuova, Offanengo e in altri centri minori erano insediati Rettori nominati dal consiglio nobile di Crema.
Cremonese Cremona entrò a far parte della Terraferma Veneziana nel 1499 con la Battaglia di Novara, ma fu restituita al Ducato di Milano dopo la sconfitta di Agnadello.
Cremona (1499-1509): Podestà, Capitano, Castellano, Camerlengo; Castel Leone (1499-1509): Provveditore, poi Podestà; Casalmaggiore (1426 - 1438): Provveditore, poi Podestà e Capitano; Provveditore e poi Podestà (1500 - 1509); Pizzighettone (1501 - 1509): Provveditore e poi Podestà, Castellano.
Bresciano
La città di Brescia si diede a Venezia nel 1426, comportando una guerra contro Milano vinta grazie alla battaglia di Maclodio la quale trascinò anche Bergamo nello stesso destino. L'intero territorio bresciano rimase sotto la Repubblica di Venezia fino al 1797, eccetto per il periodo tra il 1509 ed il 1516. Brescia e il Bresciano rappresentavano la provincia più vasta e ricca della terraferma veneziana; essi furono talvolta retti da un unico Provveditore o Provveditore Generale. Il territorio, molto vasto e geormofologicamente differente ebbe un assetto istituzionale che prevedeva particolari forme di autonomia per la riviera di Salò, la Val Sabbia, la Val Trompia e la Val Camonica. Il bresciano era suddiviso fiscalmente in quadre, eccetto per la Val Camonica dove vi era una suddivisione in pievatici. Brescia (1426 - 1797): Podestà, Capitano, Castellano, prima uno e poi due Camerlenghi e per poco tempo un Provveditore del castello;
Il potere amministrativo e giuridico si suddivideva in 7 podestarie e 14 Vicariati. Le 4 podestarie maggiori: Asola (1485 - 1797): Provveditore, Castellano, per poco tempo un Provveditore straordinario; Breno (Val Camonica) (1428 - 1797): Capitano, poi Provveditore; Orzinuovi (1428 - 1797): Podestà, poi Provveditore, per poco tempo un Provveditore straordinario; Salò (Riviera del Garda) (1349 e poi 1426 - 1797): Provveditore e Capitano del Garda e della Riviera Bresciana, talvolta Provveditore straordinario; Le 3 podestarie minori: Palazzolo (1428 - 1438): Podestà. Lonato (1426 - 1797): Provveditore, Podestà; Chiari (1426 - 1438): Provveditore, poi Podestà;
I Vicariati maggiori erano: Iseo, Montichiari, Rovato, Gottolengo, Calvisano, Quinzano e Pontevico.A Pontevico tra il 1426 ed il 1797 vi fu un castellano, per poco tempo un Provveditore.
I Vicariati minori erano: Gavardo, Manerbio, Ghedi, Gambara, Pontoglio, Castrezzato e Pompiano.
Le comunità della Val Trompia e della Val Sabbia potevano eleggere da sé i Rettori, mentre a Rocca d'Anfo vi era un Provveditore.
Verola Alghise, Pralboino, Urago d'Oglio, Gaiano, Pavone, Orzivecchi, Motella, Padernello, Oriano, Marochino, Meano, Burgo, Mezullo, Zurlengo, Colere, Milzano, Castelletto, Corvioni, Breda Maggia e Breda Gambara avevano amministrazione feudale (prevalentemente famiglie Gambara e Martinengo).
Alto Garda La Serenissima prese il controllo del Trentino meridionale, da cui i milanesi si erano ritirati in conseguenza della perdita di Brescia, nel corso del XV secolo ma, dopo la sconfitta di Agnadello, dovette cederlo all'arciducato d'Austria. Rovereto (1420 - 1509): Podestà, Provveditore, Castellano; Riva (1444 - 1509): Provveditore, Castellano; Gresta (1508): Provveditore e Castellano; Penede (1466 - 1508): Castellano.
Veronese La spontanea dedizione di Verona a Venezia avvenne nel 1405, quando le milizie milanesi di Jacopo dal Verme si arresero e la sortita di Francesco Novello da Carrara era miseramente fallita. Si veda inoltre quanto già detto per il Bergamasco.
Verona (1405 - 1797): Podestà, Capitano, due Castellani, due Camerlenghi; Soave (1404 - 1797): Capitano; Peschiera (1405 e 1440 - 1797): Provveditore, Castellano e per poco tempo un Provveditore; Legnago (1400 - 1797): Podestà, poi Provveditore e Capitano, Castellano e per poco tempo un Provveditore straordinario; Nogarole (1466 - 1508): Castellano; Lazise (1455 - 1509): Castellano; Valeggio (1509): Provveditore.
Nei vicariati di Sermione, Ca' di Campagna, Bussolengo, Valeggio, Villafranca, Isola della Scala, Nogara, Sanguinetto, Bovolone, Cerea, Isola Porcarizza, Minerbe, Bevilacqua, Valle Polesella, Val Patena, Valle d'Illasi, Montagne, Tregnago, Lazise, Garda, Torri, Caprino, Montorio, Soave, Peschiera erano insediati vicari nominati dal consiglio di Verona.
Vicentino Vicenza si sottomise spontaneamente a Venezia nel 1404 in conseguenza dei disordini interni del Ducato di Milano dopo la prematura morte di Gian Galeazzo Visconti. Si veda inoltre quanto già detto per il Bergamasco.
Vicenza (1404 - 1797): Podestà, Capitano, Castellano, due Camerlenghi, Marostica (1404 - 1797): Podestà; Lonigo (1404 - 1797): Podestà, Castellano; Montebello (1453 - 1454): Castellano;
Nei vicariati di Orgiano, Barbarano, Camisano, Thiene, Schio, Malo, Valdagno, Arzignano, Montecchio Maggiore, Montebello e Brendola erano insediati Rettori nominati dal consiglio nobile di Vicenza.
La Federazione dei Sette Comuni ebbe il privilegio di nominare da sé i propri Rettori.
Padovano Diversamente dalle altre città venete, Padova osteggiò tenacemente le mire espansionistiche veneziane, ma si piegò infine nel 1405, quando il suo Signore Francesco Novello da Carrara fu catturato e ucciso. Si veda inoltre quanto già detto per il Bergamasco.
Padova (1405 - 1797): Podestà, Capitano, due Camerlenghi, due Castellani; Montagnana (1405 - 1797): Podestà; Este (1405 - 1797): Podestà, Castellano; Ponte della Torre (1454 - 1522): Castellano; Monselice (1405 - 1797): Podestà, Castellano; Castelbaldo (1405 - 1797): Podestà, Castellano; Cittadella (1405 - 1797): PodestàCittadella ebbe per un periodo amministrazione feudale: tra il 1483 e il 1499 fu dominata da Roberto di Sanseverino e successori, mentre dal 1504 fu data a Pandolfo IV Malatesta. Dopo la guerra della Lega di Cambrai, durante la quale il Malatesta si era schierato contro Venezia, il feudo fu abolito e ristabilita la podesteria.; Piove di Sacco (1405 - 1797): Podestà; Stra (1451 - 1465): Castellano; Camposampiero (1405 - 1797): Podestà.
Nei vicariati di Conselve, Anguillara, Teolo, Arquà, Mirano e Oriago erano insediati Rettori nominati dal consiglio nobile di Padova.
Trevigiano