Colleferro (IPA: Collefèrro) è un comune italiano di abitanti della città metropolitana di Roma Capitale, nel Lazio.

Geografia fisica Territorio Colleferro è situata nel settore sud-orientale della città metropolitana di Roma Capitale, nella Valle del Sacco, alle falde dei Monti Lepini e a breve distanza dal fiume Sacco. Il territorio comunale, di dimensioni contenute, presenta un assetto prevalentemente collinare e vallivo, nel quale l'insediamento urbano e industriale si è sviluppato lungo l'asse naturale della valle.

Dal punto di vista idrografico, il territorio ricade nel bacino del fiume Sacco, corso d'acqua che costituisce il principale asse idrografico della valle omonima e interessa direttamente l'area di Colleferro. Lungo il Sacco, nei territori comunali di Colleferro, Segni e Gavignano, sono individuate anche aree soggette a rischio idraulico elevato o molto elevato, connesse alla possibilità di esondazioni e alla presenza di fasce fluviali particolarmente vulnerabili.

Sotto il profilo geologico, l'area di Colleferro rientra nel settore della Valle del Sacco, una depressione tettonica interessata, nel Quaternario, da processi deposizionali legati al fondovalle del Sacco e dalla presenza di prodotti vulcanici pleistocenici dell'Alta Valle del Sacco. In località Colle Pantanaccio, nel territorio urbano di Colleferro, sono documentati depositi di origine vulcanica successivamente risedimentati in ambiente palustre-lacustre, associati a livelli argillosi e a resti fossili risalenti al Pleistocene.

Clima Colleferro presenta estati brevi, calde, asciutte e prevalentemente serene e inverni più lunghi, freddi, piovosi e parzialmente nuvolosi. Nel corso dell'anno la temperatura varia generalmente tra 2 °C e 30 °C, con valori che solo raramente scendono al di sotto di −3 °C o superano i 35 °C.

La stagione calda si estende indicativamente dalla metà di giugno ai primi giorni di settembre, con temperature massime medie superiori a 27 °C. Agosto è il mese mediamente più caldo, con una temperatura massima di circa 30 °C e una minima di 18 °C; gennaio è invece il mese mediamente più freddo, con una massima di circa 11 °C e una minima di 2 °C.

Le precipitazioni sono distribuite durante tutto l'anno, risultando tuttavia più frequenti e abbondanti tra l'autunno e l'inizio della primavera. Novembre è il mese mediamente più piovoso, con circa 90 mm di precipitazioni e quasi 10 giorni piovosi, mentre luglio è il mese più asciutto, con circa 17 mm di pioggia e poco più di 3 giorni piovosi.

Classificazione climatica: zona D, 1571 GR/G.

Origini del nome L'origine del toponimo Colleferro non è univocamente accertata ed è stata oggetto di diverse interpretazioni. Secondo una ricostruzione divulgativa proposta dal Sistema Museale Territoriale dei Castelli Romani e Prenestini, il nome non sarebbe direttamente collegato al ferro, ma deriverebbe da una trasformazione fonetica tra le consonanti f e v, ricondotta alle parlate dell'Italia antica. A questa interpretazione è associata l'ipotesi di una forma originaria Colle Verro, nella quale verro indica il maschio del maiale.

Una diversa ricostruzione è riportata nel Masterplan urbanistico del Comune di Colleferro. Secondo tale interpretazione, il toponimo deriverebbe dalla forma Verrugo Collis, successivamente evoluta in Ferrugo Collis e quindi in Collis Ferro; in questo caso il nome sarebbe stato messo in relazione con un'antica lavorazione del ferro sul colle.

Lo stesso documento comunale attesta inoltre, per l'età moderna, la presenza della forma toponomastica Castelferro, riportata nella cartografia di Gerardo Mercatore del 1589, derivata dalla carta di Eufrosino della Volpaia del 1547, e in una planimetria di Pirro Ligorio del 1557.

Storia

Preistoria e antichità Il territorio di Colleferro e, più in generale, l'alta Valle del Sacco presentano testimonianze di frequentazione umana risalenti alla preistoria. Nella zona sono stati rinvenuti reperti attribuiti all'età del bronzo e all'età del ferro. Il patrimonio archeologico proveniente dal comprensorio è conservato in larga parte nel Museo archeologico comunale del territorio toleriense, il cui percorso documenta senza soluzione di continuità le diverse fasi di popolamento del territorio dal Paleolitico al Medioevo.

Tra le testimonianze paleontologiche più rilevanti si trovano quelle riferibili al Pleistocene medio, periodo al quale appartengono anche i resti di Palaeoloxodon antiquus rinvenuti nel territorio e ricostruiti nel museo archeologico comunale.

Per la tarda antichità e l'alto Medioevo assume particolare importanza il complesso della catacomba di Sant'Ilario ad bivium, situato lungo il trentesimo miglio dell'antica Via Latina, nei pressi degli odierni centri di Colleferro e Valmontone. Il complesso comprende un sistema di gallerie e cubicoli funerari, oltre a un'area cimiteriale subdiale con sepolture databili principalmente tra il IV e il V secolo; parte del materiale epigrafico e ceramico rinvenuto nel sito è conservato nell'antiquarium di Colleferro. Sull'area funeraria sorse inoltre, alla fine dell'VIII secolo, una piccola chiesa dedicata a sant'Ilario.

Età romana Nel corso della guerra civile romana tra Lucio Cornelio Silla e i sostenitori di Gaio Mario il Giovane, nell'82 a.C. si combatté nella zona compresa tra Signia e Praeneste la battaglia di Sacriporto, ricordata dalle fonti antiche, fra cui Appiano, come uno degli scontri decisivi della fase conclusiva del conflitto. La vittoria sillana costrinse Mario a ripiegare verso Praeneste, dove rimase successivamente assediato.

L'esatta localizzazione dell'antica Sacriporto non è tuttavia accertata. La tradizione storiografica ha proposto, tra le diverse ipotesi, un'identificazione con l'area di Piombinara, presso l'antica via Labicana e l'odierno territorio di Colleferro; tale identificazione è però considerata priva di riscontri conclusivi e non consente di collocare con certezza lo scontro entro gli attuali confini comunali.

Dalle origini industriali alla nascita di Colleferro

Le origini dell'odierno abitato sono strettamente collegate allo sviluppo industriale della Valle del Sacco tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo. Nel 1898 fu costituita la Società Valsacco per la lavorazione delle barbabietole da zucchero e venne realizzato uno zuccherificio nei pressi della stazione ferroviaria di Segni-Paliano. Intorno allo stabilimento cominciarono a stabilirsi nuclei di lavoratori e delle loro famiglie, inizialmente in maniera spontanea soprattutto lungo la via Carpinetana antica; la stessa Valsacco promosse in seguito la costruzione di un piccolo villaggio costituito da abitazioni bifamiliari e quadrifamiliari e dalla chiesa di San Gioacchino.

Nel 1906 parte della produzione dello zuccherificio fu trasferita altrove e le abitazioni del villaggio furono acquistate dalle Ferrovie dello Stato per essere utilizzate dai propri dipendenti. La Società Valsacco cessò definitivamente l'attività nel 1909; in quel periodo presso Segni Scalo vivevano circa cinquanta famiglie.

La trasformazione decisiva avvenne nel 1912, quando lo stabilimento Valsacco fu rilevato dalla Bombrini Parodi Delfino (BPD), società fondata nello stesso anno da Leopoldo Parodi Delfino e Giovanni Bombrini. L'impresa, destinata a diventare uno dei maggiori gruppi italiani del settore chimico, avviò a Colleferro un importante complesso per la produzione di polveri ed esplosivi; la scelta del sito fu favorita anche dalle esigenze militari dello Stato italiano e dalla posizione strategica dell'area rispetto alla rete ferroviaria. Lo sviluppo di Colleferro ebbe quindi inizio nel 1912, con la conversione dello zuccherificio della Società Valsacco che era stato in disuso da anni, in fabbrica per la produzione di esplosivi.

Tra il 1912 e il 1913 furono realizzati nuovi impianti industriali su un'area di circa 34 ettari e il precedente zuccherificio venne progressivamente convertito alla produzione di esplosivi. Già prima della metà del 1914 lo stabilimento era operativo nella produzione di ballistite e dinamite. Parallelamente sorse un nuovo nucleo residenziale in località Santa Barbara, destinato a dirigenti, tecnici, operai e alle loro famiglie.

Il primo nucleo di case era sorto presso la stazione ferroviaria di Segni-Paliano, successivamente denominata stazione di Colleferro-Segni-Paliano dopo la costituzione del comune. Con l'espansione della BPD il centro abitato si sviluppò invece progressivamente intorno agli impianti e al cosiddetto «Villaggio BPD». La crescita industriale determinò un consistente fenomeno migratorio: alle prime maestranze specializzate provenienti soprattutto dal Piemonte si aggiunsero negli anni Venti lavoratori edili provenienti dalle Marche e, fra la fine degli anni Venti e l'inizio degli anni Trenta, nuovi lavoratori provenienti anche dalla Toscana e dall'Umbria, richiamati dallo sviluppo delle lavorazioni metallurgiche e meccaniche.

All'attività della BPD si affiancarono altre produzioni industriali, fra cui quelle della «Calce e Cementi Segni», che lavorava nel fondovalle il materiale proveniente dalle cave di Segni per la produzione di cemento. L'impresa rimase legata al gruppo BPD fino agli anni Settanta, quando lo stabilimento passò alla Italcementi.

Costituzione del comune e sviluppo urbanistico

La crescita demografica e industriale degli anni Venti e Trenta portò alla costituzione di un ente comunale autonomo. Con la legge 13 giugno 1935, n. 1147, fu istituito il comune di Colleferro, in provincia di Roma.Legge XIII n. 1147 del 13 giugno 1935, pubblicata sulla Gazzetta ufficiale dell'8 luglio 1935 n. 157. Secondo il testo della legge, il nuovo comune comprendeva la frazione omonima, fino ad allora dipendente dal Governatorato di Roma, e porzioni dei territori comunali di Valmontone e Genazzano, delimitate dalla planimetria allegata al provvedimento. In seguito i confini comunali furono ulteriormente assestati attraverso l'acquisizione di limitate porzioni dei territori circostanti, comprese aree appartenenti a Segni e Paliano.

La costituzione del comune coincise con una nuova fase della pianificazione urbana. La BPD affidò a Riccardo Morandi la progettazione del nuovo centro di Colleferro; già tra la fine del 1935 e l'inizio del 1936 furono elaborate diverse soluzioni per il piano di fabbricazione della città. Lungo corso Garibaldi furono realizzati edifici a blocco destinati alle famiglie degli impiegati e collocati di fronte alla direzione della BPD.

Il piano del 1936 sviluppava l'abitato secondo un impianto ispirato anche ai modelli delle città giardino, adattando la disposizione degli edifici all'orografia collinare. L'insediamento comprendeva case in linea per gli impiegati, abitazioni a schiera, bifamiliari e quadrifamiliari per gli operai, oltre a una serie di attrezzature collettive e servizi. Tra il 1936 e il 1939 Morandi progettò o diresse numerosi interventi, fra cui la chiesa di Santa Barbara, il municipio, la scuola elementare, la caserma dei vigili del fuoco, il mercato coperto, il cinema-teatro, edifici assistenziali, dormitori e numerose abitazioni destinate alle diverse categorie di dipendenti dello stabilimento.

Lo scoppio del 1938 Uno degli eventi più gravi della storia cittadina avvenne la mattina del 29 gennaio 1938 nello stabilimento BPD. Una prima esplosione si verificò intorno alle 7:40 nel settore destinato alla lavorazione del tritolo; all'incendio che ne seguì fece seguito, intorno alle 8:05, una seconda e più violenta deflagrazione. Il bilancio ufficialmente ricordato fu di 60 morti e oltre feriti.