I Granatieri di Sardegna sono la più antica specialità di fanteria dell’Esercito Italiano, inquadrata nella Brigata meccanizzata "Granatieri di Sardegna", grande unità di stanza a Roma.

Alle Bandiere di guerra dei reggimenti della specialità sono state conferite complessivamente tre Croci di Cavaliere dell’Ordine Militare d'Italia e tredici Medaglie al valor militare (quattro d’oro, sette d’argento e due di bronzo).

Fino al 2004, anno della sospensione della leva militare obbligatoria in Italia, l’altezza minima richiesta per l’accesso alla specialità era di 190 cm; successivamente il requisito è stato ridotto a 180 cm (185 cm per gli ufficiali), in relazione a esigenze operative e di ergonomia connesse all’impiego dei mezzi militari.

Storia

I granatieri derivano dall'antico Reggimento delle guardie reali del Ducato di Savoia creato nel 1659 dal duca Carlo Emanuele II di Savoia che proseguendo e affermando le riforme militari iniziate da Emanuele Filiberto, volle la costituzione di un esercito permanente di pace, come nucleo dell'esercito di guerra. Il primo reggimento di tale esercito fu il reggimento di "Guardia" o delle "Guardie", costituito il 18 aprile 1659, al quale risalgono le origini dei granatieri italiani. Il reggimento ebbe uniforme rossa, sulla quale vennero in seguito applicati gli alamari bianchi, distintivi attuali dei granatieri. Nel 1664 il reggimento di guardia fu dichiarato il primo e il più anziano della fanteria d'ordinanza 89 ed ebbe speciali privilegi, che conservò sino al 1852, tra cui quello di montare la guardia al palazzo del principe.

L'appellativo "granatieri" deriva dal fatto che, nel 1685, in relazione all'invenzione di piccole granate a mano atte al lancio individuale a breve distanza e a imitazione dell'esercito francese, il Duca Vittorio Amedeo II di Savoia istituì la specialità dei soldati "granatieri", addestrati e destinati a lanciare tali granate, precedendo le colonne d'attacco, assegnando ad ogni compagnia del reggimento sei soldati incaricati di lanciare allo scoperto le granate.

Nel 1685 venne assegnata una compagnia per reggimento e nel 1696 una compagnia per ogni battaglione di fanteria d'ordinanza. Per ottenere che le granate venissero lanciate alla maggiore distanza possibile, furono scelti come granatieri uomini più forti e più alti della media, requisito mantenuto per tradizione, anche quando cadde l'uso del lancio delle granate a mano. Durante le campagne del 1796 del Piemonte contro la Repubblica Francese, furono formati battaglioni granatieri, riunendo le compagnie dei vecchi reggimenti, e vari reggimenti (cinque nel 1796), riunendo i battaglioni a due a due. All'atto della ricostituzione delle forze militari piemontesi, che tra il 1798 e il 1814 erano state variamente sciolte e incorporate in quelle francesi, il re Vittorio Emanuele I ricostituì, tra l'estate 1813 e l'inizio del 1815, il Reggimento delle "Guardie", assumendone il comando.

Dopo la campagna del 1815 contro la Francia il reggimento divenne "Brigata Guardie", in quanto destinato a formare una brigata di due reggimenti nell'eventualità di guerra. Nel gennaio 1816 la brigata guardie assorbì tutti i granatieri dell'esercito sardo; il sovrano estese a tutti i suoi componenti il titolo onorifico di "granatieri" e la brigata assunse la denominazione di "brigata Granatieri Guardie". Nel gennaio 1831, a seguito del riordino dell'Arma di fanteria definito poi dall'ordinamento del 25 ottobre 1831, le brigate di fanteria furono costituite permanentemente su due reggimenti, la brigata "Granatieri Guardie" non venne sdoppiata e all'unico reggimento di cui era costituita denominato "Reggimento granatieri", venne aggregato il reggimento "Cacciatori Guardie"; i due reggimenti costituirono la Brigata "Guardie". Il reggimento "Cacciatori Guardie" era stato costituito il 13 luglio 1744 dal patrizio sardo don Bernardino Antonio Genovese, duca di San Pietro, e incorporato nell'esercito piemontese col nome di "Reggimento di Sardegna", che durante il periodo napoleonico era rimasto l'unico a disposizione di casa Savoia, perché è stato l'unico a sfuggire allo scioglimento, grazie alla sua dislocazione in Sardegna.

Risorgimento I granatieri presero parte alle campagne risorgimentali. Nel corso della Prima guerra di indipendenza, per la campagna del 1848 la brigata fu costituita su due reggimenti nei quali furono ripartite le compagnie del Reggimento Cacciatori e dopo tale campagna il 14 ottobre 1848 con la costituzione della "Brigata Guardie" su tre Reggimenti, agli esistenti Reggimento Cacciatori e al Reggimento Granatieri (1°) venne aggiunto un secondo Reggimento Granatieri, cui si aggiunse nel marzo 1850 un terzo Reggimento Granatieri che prese il nome di 3º Reggimento "Granatieri Guardie", formato da due Battaglioni di riserva, che ebbe vita breve essendo stato soppresso due mesi dopo a seguito dello scioglimento dei Battaglioni di riserva.

Con decreto 20 aprile 1850, la Brigata Guardie tornò ad essere articolata su due Reggimenti Granatieri prendendo il nome di Brigata Granatieri, composta dal 1º e 2º Reggimento Granatieri, conservando la precedenza sulle altre Brigate di fanteria, con il Reggimento "Cacciatori Guardie" che venne staccato diventando autonomo con il nome di "Cacciatori di Sardegna", che però venne sciolto definitivamente nel 1852 cedendo le sue dieci compagnie, cinque e cinque, nei due Reggimenti Granatieri che, da allora e per perpetuare il ricordo del disciolto Reggimento, presero il nome Reggimenti "Granatieri di Sardegna" e analogamente la Brigata Granatieri prese il nome di Brigata "Granatieri di Sardegna".

i Granatieri presero parte alla Seconda guerra di indipendenza e il 29 agosto 1859, avvenuta l'annessione della Lombardia, fu decretata la formazione della brigata "Granatieri di Lombardia" (reggimenti 3° e 4°). Dopo l'annessione delle provincie meridionali fu formata, il 24 gennaio 1861, la Brigata "Granatieri di Napoli" (reggimenti 5° e 6°). Con l'ordinamento 29 giugno 1862 fu costituita la brigata "Granatieri di Toscana" (reggimenti 7° e 8°). Nel 1866 furono creati, per poco tempo, i reggimenti 9º e 10º granatieri. Le brigate "Granatieri di Lombardia", "Granatieri di Napoli" e "Granatieri di Toscana" sono poi divenute rispettivamente le Brigate "Lombardia" (73º e 74º reggimento), "Napoli" (75º e 76º reggimento) e "Toscana" (77° e 78°). Successivamente in tempi più recenti venne costituita la Brigata "Granatieri di Savoia" costituita da 11º e 12º Reggimento Granatieri. Nel 1866 i granatieri presero parte alla Terza guerra di indipendenza. Nel 1871 tutte le brigate di granatieri furono trasformate in brigate di fanteria di linea, a eccezione della brigata "Granatieri di Sardegna", la quale seguì, da quel momento, l'evoluzione organica delle unità di fanteria di linea. Sciolta il 25 ottobre 1871, unitamente alle altre brigate permanenti, la brigata venne ricostituita il 2 gennaio 1881 riunendo ancora il 1° e 2º Reggimento Granatieri.

Nel 1902 re Vittorio Emanuele III fece trasferire i due reggimenti Granatieri a Roma, lasciando le sedi di Parma e Piacenza. L'adozione della divisa grigio verde, pochi anni dopo, causò la perdita degli alamari che rimasero solo sull'alta uniforme da parata (essi comunque vengono riprodotti, stilizzati, sulle mostrine). I Granatieri parteciparono alla guerra italo-turca, che avrebbe portato alla conquista di Cirenaica e Tripolitania, e nel 1912 con due battaglioni della brigata Granatieri venne costituito per pochi mesi il Reggimento "Granatieri di Libia".

La Grande guerra e l'impresa di Fiume

Nella prima guerra mondiale i Granatieri furono in prima linea tra Monfalcone e il Sabotino, Oslavia, il Monte Cengio e il Monte San Michele, nonché sul Passo dello Stelvio. Nel 1918 partecipano alla battaglia di Vittorio Veneto. Nel corso del conflitto la Brigata Granatieri fu tra quelle che subirono le perdite in combattimento più pesanti: 12.202 uomini tra morti e dispersi e 14.110 feriti in poco più di 20 mesi trascorsi in prima linea. Le bandiere di guerra di entrambi i Reggimenti della Brigata furono decorate con la croce di Cavaliere dell'Ordine militare di Savoia, una medaglia d'oro ed una d'argento al valor militare. Ingente anche il numero di decorazioni individuali: 10 medaglie d'oro, 572 d'argento e 658 di bronzo al valor militareMinistero della guerra - Comando del Corpo di Stato Maggiore - Ufficio Storico - Riassunti storici dei corpi e comandi nella guerra 1915-1918 - Brigate di Fanteria.. Al termine della Grande Guerra (con la battaglia di Vittorio Veneto) i Granatieri di Sardegna furono destinati al presidio di Fiume. Ma in seguito a problemi con la minoranza croata furono allontanati dalla città il 25 agosto 1919. Acquartieratisi a Ronchi dei Legionari, sette ufficiali inviarono a Gabriele D'Annunzio la lettera da cui scaturì l'Impresa di Fiume:

Periodo tra le due guerre In esecuzione della legge 11 marzo 1926 sull'ordinamento del Regio Esercito, che prevedeva la costituzione delle Brigate su tre reggimenti, nella brigata venne inquadrato anche il 3º Reggimento "Granatieri" ricostituito il 1º dicembre 1926, formato con i terzi battaglioni dei reggimenti preesistenti, e la brigata prese il nome di XXI Brigata di fanteria. Nel 1935 il I Battaglione del 3º Reggimento prese parte alla Guerra di Etiopia. Il 12 ottobre 1936 venne costituita a Littoria (l'odierna Latina) la 65ª Divisione fanteria "Granatieri di Savoia", che inquadrava la Brigata "Granatieri di Savoia", su 10º Reggimento granatieri ed 11º Reggimento granatieri, un Battaglione mitraglieri d'Africa ed il 60º Reggimento artiglieria "Granatieri di Savoia"; nel novembre dello stesso anno venne inviata in Africa Orientale Italiana, ad Addis Abeba. I reparti della divisione vennero impiegati in operazioni anti-guerriglia e di rastrellamento nello Scioa, nella regione del Nilo Azzurro, a Debra Sina, a Sendafè e ad Addis Alem. Il 23 agosto 1937 il I Battaglione del 10º Reggimento granatieri venne assegnato al Corpo di Spedizione Internazionale per il presidio delle legazioni internazionali a Shanghai durante la seconda guerra sino-giapponese e fece rientro in Patria il 28 dicembre 1938..

Nell'autunno 1939 quando vennero costituite le Divisioni di fanteria articolate su due reggimenti di fanteria, il 1° e il 2º Reggimento "Granatieri di Sardegna" vennero assegnati, insieme al 13º Reggimento artiglieria, alla 21ª Divisione fanteria "Granatieri di Sardegna", mentre il 3º Reggimento "Granatieri Guardie" venne staccato da essa, restando dislocato in Albania alla cui invasione aveva preso parte e sarebbe stato poi impiegato durante la seconda guerra mondiale sul fronte greco-albanese, dove si sarebbe distinto per dedizione ed eroismo.

La seconda guerra mondiale

All'entrata in guerra dell'Italia nel secondo conflitto mondiale la 21ª Divisione fanteria "Granatieri di Sardegna" venne trasferita sul fronte occidentale inquadrata nella 7ª Armata con compiti di riserva, stabilendo la sede del Comando a Subbio nell'astigiano, ma non venne impiegata nelle operazioni contro la Francia a causa del rapido concludersi delle operazioni con l'armistizio di Villa Incisa.

il 20 aprile 1941 la 65ª Divisione fanteria "Granatieri di Savoia" che aveva operato in Africa Orientale Italiana venne considerata sciolta per eventi bellici.L'8 maggio 1941, in seguito all'invasione della Jugoslavia da parte delle truppe dell'Asse la Grande Unità venne trasferita in Slovenia nella zona di Lubiana-Kočevje con il compito di presidiarne parte del territorio. Nel mese di settembre 1942, la Divisione venne trasferita in Croazia, per iniziare nella seconda metà di novembre il rimpatrio, prendendo sede a Roma.