La vaccinazione è la somministrazione di un vaccino massimamente a scopo profilattico, cioè per indurre l'immunità da una malattia.
I vaccini sono talvolta anche usati a scopo terapeutico (vaccinoterapia), quando la malattia è già in atto, con lo scopo di potenziare gli anticorpi presenti nell'organismo.
La vaccinazione è un fondamentale intervento di sanità pubblica, che si prefigge di proteggere da malattie gravi o potenzialmente letali sia l'individuo che la comunità, anche attraverso meccanismi di "immunità di gregge". Alcune vaccinazioni sono state rese obbligatorie per legge, mentre altre sono assiduamente consigliate dai medici territoriali. Per rendere le vaccinazioni più efficaci vengono stilate successioni cronologiche, riassunte nei cosiddetti "calendari vaccinali", predisposti dalle autorità sanitarie nazionali, e che riguardano principalmente le vaccinazioni in ambito pediatrico.
Le vaccinazioni di profilassi sono un presidio preventivo fondamentale per la salute del bambino, e negli ultimi decenni hanno permesso di ridurre in maniera estremamente rilevante sia il numero di patologie gravi, che la mortalità dei bambini vaccinati e le forme di disabilità infantile nel mondo. L'occasionale rinuncia di alcuni genitori alle vaccinazioni consigliate per i propri figli, spesso sulla base di fuorvianti informazioni pseudoscientifiche o di credenze errate sulla reale sicurezza dei vaccini, ha portato negli ultimi anni ad una ripresa dell'incidenza di malattie gravi o potenzialmente mortali (che sarebbero facilmente evitabili tramite semplici vaccinazioni) in migliaia di bambini.. Bruce G. Gellin, Edward W. Maibach, Edgar K. Marcuse. Pediatrics Vol. 106 No. 5 November 1, 2000 pp. 1097 -1102
I vaccini attualmente disponibili sono estremamente sicuri e, nel corso degli anni, medici e ricercatori li hanno resi sempre più efficaci.
Storia
La nascita della vaccinazione viene fatta risalire, secondo la storiografia più accreditata, all'anno 1796 ad opera di un geniale medico di campagna: Edward Jenner. Fin dalle sue origini la vaccinazione, intesa come metodo di immunizzazione attraverso l'inserimento nel corpo umano di un agente patogeno attenuato o di una sua subunità, è stata oggetto di un feroce dibattito tra sostenitori ed oppositori; tuttavia, risulta evidente l'importanza che essa ha rivestito nella storia moderna e che continua ad avere in quella contemporanea.
La vaccinazione è considerata tra le più grandi scoperte mediche fatte dall'uomo e, per l'impatto che ha avuto sulla salute dell'uomo, la sua importanza è paragonata alla possibilità per la popolazione di accedere all'acqua potabile.
Efficacia
Nella tabella sono mostrati i casi avvenuti negli Stati Uniti nel 2009 di alcune patologie paragonati con quelli avvenuti in altri anni.
Patologia Numero massimo di casi (anno) Numero di casi nel 2009da Morbidity and Mortality Weekly Report 58:1458-1469, 2010 Variazione percentuale Difterite (1921) 0 -100,00 Morbillo (1941) 61 -99,99 Parotite (1968) 982 -99,35 Pertosse (1934) -94,72 Poliomielite (paralitica) (1952) 0 -100,00 Rosolia (1969) 4 -99,99 Tetano (1923) 14 -99,99 Infezioni da Haemophilus influenzae tipo B (1984) 25 -99,88 Epatite B (1985) -87,66 Uno studio facente parte del piano vaccinale italiano 2017-2019 del ministero della salute ha evidenziato come i vaccini facciano risparmiare molto in cure, ospedalizzazioni e farmaci prevenendo le malattie ed evitando le spese che si sosterrebbero curandole. Tali valori sono destinati ad aumentare di anno in anno, in quanto i soggetti vaccinati restano immunizzati e a questi si aggiungono quelli vaccinati negli anni successivi. Quindi ogni anno aumenta il numero di casi evitati e di conseguenza il relativo risparmio.
La stima del risparmio medio annuo sui costi sociali ottenuto grazie ai principali vaccini presenti in Italia nel periodo 2017-2019 è stata la seguente:
Il vaccino contro il meningococco B ha fatto risparmiare € . Per i soggetti vaccinati si stima una efficacia dell'87%. Il vaccino contro il rotavirus ha fatto risparmiare € . Per i soggetti vaccinati vi è una riduzione del 75% del rischio di incorrere in gastroenteriti ed ospedalizzazioni. La prevenzione della varicella infantile (vaccino somministrato in 2 dosi) ha fatto risparmiare € . In caso di copertura vaccinale della popolazione del 90% si riducono dell'87% i casi. Il vaccino contro il virus del papilloma umano nei maschi undicenni ha fatto risparmiare € . C'è stata una riduzione degli eventi HPV grazie ad una copertura vaccinale universale del 64%. Il vaccino contro lo pneumococco ha fatto risparmiare € . Negli anziani ha consentito di evitare oltre 5000 casi di polmonite non batteriemica pneumococcica (NBPP), più di 2500 casi di infezioni invasive da pneumococco (IPD), circa 3200 casi di meningite pneumococcica e circa 3300 sequele da infezioni pneumococciche. La prevenzione della varicella zoster (vaccino somministrato ad anziani) ha fatto risparmiare € . Sono stati evitati circa casi di herpes zoster (HZ) e circa 898 casi di neuropatia post-herpetica (NPH).
Critiche e aspetti controversi Nel tempo vi sono state diverse campagne volte a mettere in dubbio l'efficacia o la sicurezza dei vaccini. Ad esempio, i vaccini o i loro eccipienti sono stati accusati erroneamente di essere possibili cause di autismo, ADHD, sindromi autoimmuni e altri tipi di patologie. Tuttavia queste affermazioni sono state confutate da centinaia di studi che hanno dimostrato l'assenza di nesso tra le suddette patologie e i vaccini, nonché l'assoluta sicurezza ed efficacia degli stessi.
Stando ai dati riscontrati tramite una ricerca condotta da Vaccine Confidence Project nel 2016 lo scetticismo nei confronti dei vaccini risulta estremamente variabile per regione geografica, con percentuali maggiori in Europa: si passa dalla Francia, dove il 41% della popolazione nutre dubbi in particolare sulla loro sicurezza, alla Russia e all'Italia dove le percentuali sono rispettivamente il 27% e il 21%. In USA (13%), Germania (10%), Regno Unito (9%) le percentuali sono pari o inferiori alla media mondiale, che si assesta intorno al 12%.
Studi Centinaia di studi compiuti nel corso dei decenni hanno dimostrato la grande sicurezza dei vaccini, ed hanno confutato sulla base dell'evidenza scientifica le controversie pseudoscientifiche relative ai loro ipotetici effetti collaterali.
La American Academy of Pediatrics (Accademia Americana di Pediatria) ha raccolto, in un documento pubblicato nell'aprile 2013, 45 importanti studi scientifici internazionali sulla sicurezza dei vaccini.
In tali studi è stata dimostrata chiaramente la mancanza di correlazione tra la somministrazione dei vaccini e lo sviluppo di autismo, e che le probabilità di sviluppare una forma di autismo non sono correlate ad una somministrazione maggiore degli antigeni presenti nel vaccino.
La comparazione fra bambini vaccinati nei tempi consigliati dal calendario vaccinale ed i bambini vaccinati fuori da questi periodi di tempo ha dimostrato che non c'è nessun beneficio nel ritardare la vaccinazione e che vaccinare i bambini nel periodo previsto non porta rischi di reazioni avverse, nemmeno nei bambini con problemi congeniti nel metabolismo.
Inoltre, è stato dimostrato che le vaccinazioni non portano ad un aumento del rischio di convulsioni febbrili nelle 6 settimane successive alla vaccinazione e, per quanto riguarda il vaccino trivalente (MPR), è stata ripetutamente smentita l'ipotesi che questo vaccino potesse causare un disturbo pervasivo dello sviluppo, malattie infiammatorie croniche intestinali, encefaliti, meningiti asettiche o autismo.
Legislazione Le vaccinazioni obbligatorie hanno lo scopo di tutelare la salute pubblica e quella del singolo cittadino. Nel caso di malattie epidemiche, la libertà di cura del singolo si concilia con il dovere delle autorità sanitarie di evitare il propagarsi di virus o batteri pericolosi per la salute della popolazione.
Secondo il principio della libertà di cura, la decisione ultima sull'adozione di una terapia spetta esclusivamente al paziente e al suo medico curante; a loro volta, i pazienti affetti da una malattia trasmissibile, che non adottano le cure a disposizione, e le misure necessarie a evitare il contagio di altre persone (o che non avvertono dei rischi legati alla loro malattia), assumono però una responsabilità penale nei confronti delle altre vittime del contagio. L'esecuzione di determinate vaccinazioni imposte per legge può essere imposta come precondizione per l'iscrizione di un minore nelle scuole dell'obbligo.
Francia
In Francia attualmente vi sono tre vaccini obbligatori (difterite, tetano e polio) e otto raccomandati (pertosse, epatite B, Haemophilus, pneumococco, meningococco C, morbillo, parotite e rosolia).
Il 4 luglio 2017 il primo ministro Edouard Philippe durante un discorso all'Assemblea Nazionale ha affermato che a partire dal 2018 i vaccini raccomandati diverranno obbligatori, aumentando così a 11 il numero totale. Tale decisione venne presa essenzialmente per due motivi, ovvero la relativamente bassa percentuale di vaccinazioni rispetto alla nota percentuale del 95% (secondo l'allora ministro della Salute, l'ematologa Agnès Buzyn, almeno il 70 per cento dei bambini francesi riceve dieci vaccinazioni tra obbligatorie e consigliate, e l’80 per cento di loro almeno 8) e per risolvere la querelle relativa al vaccino anti polio (dal 2008 non più disponibile singolarmente ma solo in formulazioni combinate con altri vaccini non obbligatori, cosa che oltre ad aumentare i costi ledeva anche la libertà di scelta; il Consiglio di Stato aveva successivamente intimato al governo di rendere disponibili le formulazioni singole per i vaccini obbligatori).
Italia In Italia durante il fascismo, con il Regio Decreto 27 luglio 1934, n. 1265 fu resa obbligatoria la vaccinazione antivaiolosa, fino alla sua sospensione con la Legge n.323/1977. Sempre durante il regime fascista, con la legge n.891/1939, fu resa obbligatoria la vaccinazione contro la difterite per tutti i bambini fino a 10 anni di età.
Oggi esistono dei vaccini obbligatori per legge e vaccini raccomandati. Entrambi seguono un calendario vaccinale ben definito. Esistono anche delle vaccinazioni consigliate da effettuare in caso di viaggi all'estero, in particolare in Stati o zone caratterizzate da un'alta endemia per determinate patologie infettive.
In Italia, il Ministero della Salute, attraverso l'Ufficio VIII della Direzione della Programmazione Sanitaria, eroga gli indennizzi ai soggetti che dovessero eventualmente essere danneggiati in modo irreversibile da vaccinazioni, trasfusioni e somministrazione di emoderivati infetti, ai sensi della Legge 210/92 Legge 25 febbraio 1992, n. 210 (in Gazzetta Ufficiale, 6 marzo, n. 55) e successive modificazioni. Nello stesso senso va la Legge 229/2005.
Il Decreto Ministeriale del 7 aprile 1999Dal sito del Ministero della Salute, il Decreto in allegato . (e il Piano Sanitario Nazionale 1998-2000 di cui ord. n. 228 del 10/12/1998) stabiliva che le vaccinazioni obbligatorie fossero quattro: antidifterite, antitetanica, antipoliomielite antiepatite virale B. Le vaccinazioni consigliate non obbligatorie in età pediatrica erano: l'antimorbillo-parotite-rosolia (MPR), la vaccinazione contro le infezioni invasive da Haemophilus influenzae b, l'antimeningococcica, l'antiparotite, l'antirosolia.